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Il Medico Competente in Azienda: Cosa Fa

È molto importante valutare l’importanza della figura del medico competente in azienda, considerando anche i cambiamenti che si sono verificati nel contesto industriale italiano nel corso degli anni, oltre che nella sanità.

Mentre, in passato, quello che veniva chiamato “medico del lavoro” si occupava prevalentemente di attività di valutazione delle condizioni sanitarie dei dipendenti aziendali, nel panorama attuale il medico competente svolge un fondamentale e articolato ruolo di prevenzione e sorveglianza sanitaria all’interno del contesto aziendale presso il quale opera.

 

Com’è definito dalla legge il medico competente

È il decreto legislativo n. 81/2008 a definire questa figura, disciplinando anche la periodicità con la quale effettuare le visite (il medico competente ha il diritto di aumentare la frequenza delle visite in funzione dei rischi specifici).

Dalla normativa di riferimento (in particolare all’art. 2, c. 1, lett. h del d.l. citato) si evince che il medico competente, professionista in possesso di una specializzazione in medicina del lavoro (o in medicina preventiva dei lavoratori oppure in igiene e medicina preventiva o in medicina legale), collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi. In alternativa, deve trattarsi di un medico/docente titolare di una cattedra di una delle materie previste, come Igiene Industriale o Clinica del lavoro.

Inoltre, è proprio il datore di lavoro a effettuare la nomina del medico competente per svolgere la direzione della sorveglianza sanitaria, oltre alle altre mansioni previste dal già menzionato decreto.

Va detto che i medici specializzati in medicina legale o igiene preventiva devono svolgere, come previsto dal Ministero della Salute, un corso di formazione per poter ricoprire la figura in esame. Tuttavia l’abilitazione può da loro essere ottenuta anche senza la partecipazione al corso se dimostrano di aver ricoperto il ruolo di medico competente per almeno un anno durante i tre anni precedenti all’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08.

Ad ogni modo è per tutti obbligatorio frequentare il programma triennale di educazione continua in medicina, conseguendo crediti formativi in misura non inferiore al 70% in tema di medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro. Il possesso di questi requisiti permetterà a chi già opera nelle professioni sanitarie l’accessibilità all’elenco dei medici competenti.

 

Quali sono le mansioni del medico competente in azienda

In quali casi è obbligatoria la figura del medico competente in azienda?

Quando si tratta di imprese che, operando secondo determinati processi, vedono i propri lavoratori esposti a rischi (per esempio di infortuni) per i quali è demandata periodicamente una visita medica, ad esempio quelle aziende che presentano un rischio di tipo biologico o chimico. Va ricordato che la presenza o meno del medico competente non dipende dal numero di dipendenti all’interno delle strutture aziendali. La mancata osservanza della nomina del medico competente e la relativa mancata menzione nel documento di valutazione dei rischi in azienda comporta delle sanzioni: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1500 a 6000 euro.

Il medico competente deve, per legge, svolgere una serie di mansioni predeterminate dalla legge. Prima di tutto, egli deve procedere a effettuare le visite obbligatorie previste per i lavoratori dell’azienda, stabilendo i protocolli sanitari. Gli studenti in alternanza scuola-lavoro sono equiparati ai dipendenti.

Non è da sottovalutare, ad ogni modo, la funzione di collaborazione e assistenza che il medico svolge con il datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione nella valutazione dei rischi, alla messa a punto delle misure di tutela per la salute e l’idoneità psico-fisica di ogni lavoratore e alla predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), nonché al suo monitoraggio tecnico e alla sua periodica revisione.

Allo stesso tempo un compito importante è rappresentato dall’organizzazione e amministrazione del servizio di primo soccorso, dagli esami effettuati sull’ambiente di lavoro attraverso dei sopralluoghi e dalla partecipazione costante alla riunione sulla sicurezza, obbligatoria per legge una volta l’anno.

Ad ogni modo l’INAIL ha messo a disposizione un manuale del medico competente.

 

Che tipologie di visite include la sorveglianza sanitaria

Il medico competente ha l’obbligo di svolgere la funzione di sorveglianza sanitaria, definita dall’art. 2 comma 1 del più volte citato decreto “l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa”.

Tra gli obblighi dei medici competenti vi sono, come detto, le visite mediche periodiche da effettuare ai lavoratori delle imprese per le quali la presenza della loro figura è prevista dalla legge. In realtà la sorveglianza sanitaria include differenti tipologie di visite mediche, come:

  • visita medica preventiva, che serve a valutare a priori se un lavoratore è idoneo per svolgere una specifica mansione;
  • visita medica su richiesta del lavoratore, quando si vuole procedere a una verifica delle sue condizioni di salute a causa delle mansioni svolte quotidianamente;
  • visita medica in caso di cambio della mansione, per esprimere l’ idoneità del lavoratore che sarà certificata in riferimento al nuovo compito assegnato;
  • visita medica alla cessazione del rapporto professionale, quando il dipendente conclude la sua esperienza nell’azienda;
  • visita medica alla ripresa del lavoratore, quando questi si è assentato dal lavoro per motivi di salute per un intervallo di tempo superiore ai sessanta giorni.

Cosa succede a seguito delle indagini mediche

Una volta effettuate le indagini mediche previste, il medico competente provvederà a registrarle sotto le sue responsabilità in un apposito documento, la cartella sanitaria (ovviamente i professionisti come i medici sono tenuti al segreto professionale).

Il risultato della sorveglianza sanitaria è l’emissione di un giudizio di idoneità, che rappresenta la sola informazione personale che sarà comunicata all’azienda.
Ovviamente un giudizio di inidoneità non può comportare automaticamente il licenziamento del lavoratore con disabilità.

Al termine del suo incarico, il medico competente consegnerà al datore di lavoro la documentazione sanitaria che sarà in suo possesso, e al singolo lavoratore una copia della cartella sanitaria, dandogli le necessarie informazioni sulla corretta gestione e conservazione della stessa.

Oltre che nelle aziende private, la figura del medico competente è presente anche in quelle pubbliche (come ASL e ospedali), attraverso la partecipazione a bandi di gara per l’affidamento di questo incarico, a seguito della compilazione e consegna dell’apposita modulistica scaricabile generalmente sul sito dello stesso ente.