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Piano di emergenza ed evacuazione

Come proteggere il personale aziendale in caso di emergenza

Il Piano di Emergenza è uno strumento operativo mediante il quale vengono studiate e pianificate le operazioni da compiere per una corretta gestione delle emergenze dovute a incidenti, siano essi incendi, infortuni, fughe di gas, fuoriuscite di sostanze pericolose o qualsiasi altro evento calamitoso che determina la necessità di abbandonare la struttura (es. terremoti, inondazioni ecc..), al fine di consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli occupanti di un edificio. 

Piani di emergenza e procedure in caso di pericolo

Benché ogni situazione risulti diversa dalle altre, esistono degli aspetti comuni a tutti i tipi di emergenza, da quelle più semplici (lieve infortunio sul lavoro, principio d’incendio in un cestino dei rifiuti, ecc.) a quelle più complesse (scoppi, crolli, terremoto, ecc.) che comportano l’evacuazione totale dai luoghi di lavoro in caso di allarme mediante il cessare le attività per il salvataggio delle persone presenti.

Durante un’emergenza è molto importante mettere in atto procedure da seguire prestabilite, ovvero:

  1. Mantenere la calma e non trasmettere panico agli altri sia colleghi che eventuali clienti o esterni.
  2. Informare il Coordinatore delle emergenze.
  3. Non muoversi in modo disordinato, non correre, seguire ordinatamente i percorsi di fuga predisposti e segnalati. – Evitando assolutamente di utilizzare gli ascensori e i percorsi diversi da quelli indicati.
  4. Prestare assistenza a chi si trova in difficoltà solo se si è sicuri del proprio operato.
  5. Attenersi alle istruzioni impartite dal Coordinatore delle emergenze.
  6. In caso di evacuazione recarsi ordinatamente nel “punto di raccolta” individuato nel Piano di emergenza e visibile sulle planimetrie di emergenza. Non rientrare nell’edificio per nessun motivo fino a quando non vengono ripristinate le condizioni di normalità.
  7. Attenersi alle specifiche procedure/protocollo nelle varie tipologie di emergenza presenti

E’ obbligatorio redigere il Piano di Emergenza in tutte le aziende ove vi sono 10 o più dipendenti e in quelle ove vengono svolte mansioni soggette al controllo dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011. Il piano di emergenza deve essere inserito nel Documento di Valutazione dei Rischi aziendali anche come allegato. 

Ricordiamo che la valutazione dei rischi deve essere redatta dal datore di lavoro, dal medico competente e dal servizio di prevenzione e protezione per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori; all’interno dei Dvr deve essere presente una valutazione del rischio incendio che serve a determinare il livello di rischio incendio e le conseguenti misure di prevenzione degli incendi per garantire la conformità dei luoghi di lavoro.

Con il piano scatta anche l’obbligo di redigere delle planimetrie di evacuazione dove saranno presenti le vie di fuga e il dislocamento di tutti i presidi antincendio (estintori, idranti, coperta antifiamma) e delle uscite di emergenza, oltre al posizionamento dell’apposita segnaletica di sicurezza che vada ad indicare le informazioni necessarie per l’evacuazione dei locali.

Gli estintori/idranti devono avere manutenzione semestrale periodica.

Nelle realtà in cui operano più aziende nello stesso stabile dovrà essere redatto un piano di emergenza condiviso che andrà a coordinare i vari piani di emergenza ed evacuazione individuali di ogni singola realtà aziendale.

Prove di evacuazione: quando effettuarle?

In tutte queste aziende che rientrano nell’obbligo di redigere il piano di emergenza, automaticamente scatta l’obbligo almeno una volta all’anno dello svolgimento dell’esercitazioni di evacuazione o ad ogni cambiamento strutturale della planimetria aziendale (in questo caso dovrà essere svolta la prova per verificare che il cambiamento della planimetria non risulti di impatto negativo su un eventuale evacuazione), la prova serve per garantire un adeguato addestramento di tutti i dipendenti in caso di necessità e evitare negative conseguenze in caso di reale emergenza, consentendo una reale formazione dei lavoratori in funzione del rischio incendio presente in azienda.

OBBIETTIVI:

Obiettivi primari:

  • mettere in sicurezza la vita umana andando a limitare al minimo il rischio personale;
  • proteggere i beni materiali;
  • tutela e salvaguardia dell’ambiente.

Obiettivi derivati:

  • limitare i danni e prevenirne ulteriori
  • prestare soccorso alle persone coinvolte nell’emergenza;
  • circoscrivere e contenere l’evento;
  • attuare provvedimenti tecnici ed organizzativi per isolare e bonificare l’area interessata dall’emergenza;
  • consentire un’ordinata evacuazione per abbandonare l’edificio se ritenuto necessario mediante norme di comportamento;
  • assicurare il coordinamento con i servizi di emergenza esterni;
  • garantire l’accesso in caso di necessita da parte di mezzi di soccorso esterni.

Emergenza

Per “emergenza” si intende ogni situazione anomala che presenti un pericolo potenziale in atto. Situazione derivante dal verificarsi, all’interno dell’insediamento, di un qualsiasi evento anormale, che possa costituire fonte di pericolo per il personale e le installazioni, la cui eliminazione, per entità e gravità richieda l’adozione tempestiva di misure organizzative eccezionali anche superiori a quelle che sono le possibilità di controllo da parte del personale normalmente addetto. Sono casi ipotizzabili di emergenza: esplosione, incendio, emissione, crollo, ecc.

Situazioni di pericolo

Per “Situazioni di pericolo” si intendono situazioni corrispondenti ad eventi, incombenti o in corso, che possono comportare gravi danni, immediati o differiti, a persone e/o a cose.

Vie e uscite di emergenza

In relazione a quanto previsto (DM 10.03.98), sono definite:

  • Via di emergenza: percorso senza ostacoli al deflusso che consente alle persone che occupano un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro;
  • Uscita di emergenza: passaggio che immette in un luogo sicuro.

Segnale di allarmi

E’ il segnale convenzionale, dato a mezzo vocale, o mediante l’attivazione tramite pulsanti di allarme per informare tutti i presenti nell’insediamento di una situazione di emergenza in atto.

Segnale di cessato allarme

E’ il segnale convenzionale, dato a mezzo vocale, per informare tutti i presenti nell’insediamento e/o quello evacuato, che la situazione di emergenza è cessata e che l’attività può essere ripresa se presenti le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro.

I ruoli durante la prova di evacuazione

All’interno del piano di emergenza sono presenti del personale incaricato con dei rispettivi compiti:

Coordinatore delle emergenze (C.E.)

Responsabile dell’emergenza incaricato di dirigere e coordinare le operazioni per fronteggiare una situazione di pericolo presente, è la persona che per prima deve essere avvisata del pericolo, successivamente deve recarsi sul luogo dell’incidente e verificarne la criticità per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Addetto al coordinamento esterno (A.C.E.)

Funzione responsabile in caso di emergenza con compiti di gestione delle aree esterne all’edificio di verifica dell’avvenuta evacuazione secondo le procedure di evacuazione impartite dal Piano Emergenza e evacuazione di supporto ed informazioni nei confronti delle squadre VV.F. giunte sul posto.

Componente della squadra emergenza (C.S.E.)

Personale dell’Insediamento espressamente designato e opportunamente addestrato ai fini del conseguimento di una adeguata qualificazione professionale, direttamente correlata ai compiti da svolgere in caso di emergenza.

Addetti antincendio:

Incaricati mediante nomina da parte del datore di lavoro o di un suo delegato che successivamente ad apposito corso di formazione specifica e addestramento della durata variabile tra le 4, 8 o 16 ore in funzione della valutazione di rischio di incendio presente in azienda (basso, medio e alto).

Sono coloro che intervengono direttamente sul principio d’incendio mediante l’uso di estintori o dei mezzi di sicurezza antincendio presenti in Azienda, operando con appositi dispositivi di sicurezza come guanti e giacche antifiamma. 

Addetti al primo soccorso:

Incaricati mediante nomina da parte del datore di lavoro o di un suo delegato che successivamente ad apposito corso di formazione specifica e addestramento della durata variabile tra 12 e 16 ore, saranno incaricati della gestione della cassetta di pronto soccorso aziendale e di svolgere le operazioni di primo soccorso in attesa dell’arrivo dei soccorsi esterni in casi di pericolo grave ed immediato da parte del lavoratore coinvolto.

In funzione del rischio aziendale gli addetti al primo soccorso possono svolgere un addestramento sull’uso di apparecchiatura di emergenza come il DAE (dispositivo automatico esterno)

Addetto al centralino:

Personale incaricato di avvisare gli enti esterni di soccorso mediante chiamata telefonica al numero unico 112, deve avere a portata di mano un elenco con i numeri di emergenza telefonici da chiamare in caso di emergenza, valutando di volta in volta quali siano necessari.

Responsabile impianti tecnologici:

Persona appartenente al nucleo di emergenza che conosce il dislocamento, l’attivazione e il funzionamento di tutti gli impianti presenti all’interno della struttura per tale motivo, provvede ad interrompere:

L’erogazione del combustibile chiude la leva di adduzione dell’acqua e aziona l’interruttore generale dell’energia elettrica per disattivare tutte le apparecchiature elettriche.

Addetto all’evacuazione:

Personale espressamente designato e opportunamente addestrato ai fini del conseguimento di una adeguata qualificazione professionale, direttamente correlata ai compiti da svolgere in caso di emergenza, appena avvertito si reca immediatamente sul luogo dell’emergenza dando l’allarme su ordine del coordinatore principale dell’emergenza. Si accerta della fruibilità delle uscite di emergenza e segnala al coordinatore tutte le notizie utili al fine di mantenere agibili i percorsi di evacuazione, esegue le operazioni e le procedure necessarie per garantire l’evacuazione delle persone presenti, controllando che l’edificio sia stato completamente evacuato.

Ad evacuazione effettuata, si reca presso il luogo di raduno per assistere il coordinatore.

Responsabile del piano:

Su ordine del coordinatore dell’emergenza, provvede a controllare che tutte le operazioni di evacuazione effettuate nel piano di cui è responsabile si svolgano correttamente, controllando tutti i locali del piano e provvede a chiudere le rispettive porte, terminata l’evacuazione del piano di cui è responsabile, provvede a raggiungere rapidamente l’uscita di sicurezza e successivamente la zona di raccolta.

Addetti ai disabili:

Persona priva di altri incarichi di gestione, adeguatamente formata per tale compito e fisicamente idonea al trasporto di portatori di handicap di tipo fisico

Provvede al trasporto dei disabili fino al luogo di raccolta assistendoli fino alla fine dell’emergenza, se necessario prima dell’evacuazione si posiziona insieme al disabile in un luogo sicuro definito dal piano di emergenza.

Addetto al punto di raccolta:

Durante l’evacuazione provvedere a prendere il registro presenze e recarsi al punto di raccolta designato,

al momento dell’arrivo dei lavoratori inizia a fare l’appello per verificare la presenza di tutti i dipendenti

Visitatori:

Se riconoscete il segnale di allarme, dirigetevi verso la via di fuga più vicina, aggregatevi al primo dipendente che incontrate e attenetevi alle sue istruzioni

PRINCIPALI SCENARI POSSIBILI e NORME DI COMPORTAMENTO:

Black-Out

In caso di evacuazione seguire le luci di emergenza e dirigersi verso le uscite senza correre per evitare cadute accidentali.

Attenersi alle istruzioni degli Addetti all’emergenza.

 

Allagamento

Avvisare gli Addetti all’emergenza presenti e il Centralino.

Se possibile, togliere la tensione ai locali (operazione effettuata dai componenti della Squadra di emergenza.

Non avvicinarsi ad impianti elettrici in tensione in presenza di pavimenti bagnati.

Verificare se vi sono cause visibili, perdite di acqua da impianti o altro.

Attenersi alle istruzioni degli Addetti all’emergenza o degli operatori esterni se eventualmente intervenuti.

 

Perdite di gas

Avvisare gli Addetti all’emergenza presenti e il Centralino.

Aprire porte e finestre ed evacuare immediatamente i locali.

In caso di perdita di gas percepibile, provvedere all’immediata chiusura ed intercettazione della valvola di gas (operazione effettuata dai componenti delle Squadra di emergenza) .

Attenersi alle istruzioni degli Addetti all’emergenza o degli operatori esterni se eventualmente intervenuti.

 

Emergenza ambientale: sversamento, inquinamento

Avvisare gli Addetti all’emergenza presenti e il Centralino.

In casi di sversamento accidentale di quantità limitate di sostanze pericolose nelle aree di lavoro, seguire le disposizioni presenti sulle schede di sicurezza delle sostanze che devono sempre essere a disposizione degli operatori.

Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuale (dpi).

Non mettere a rischio la propria incolumità, avvisare immediatamente gli operatori delle zone vicine.

Restare a disposizione del Coordinatore dell’emergenza per eventuali informazioni inerenti le sostanze coinvolte, il loro uso e l’eventuale necessità di evacuazione in ampie zone.

In caso di evacuazione raggiungere ordinatamente il punto di raduno.

In presenza di persone colpite da malore, chiamare immediatamente gli Addetti al primo soccorso.

Collaborare, se richiesto, con gli operatori esterni di pronto intervento (Vigili del Fuoco, etc) eventualmente intervenuti.

 

Terremoto

Durante un caso di terremoto la situazione di rischio principale è rappresentata dal crollo della struttura al chiuso in cui ci troviamo e, contemporaneamente, dalla caduta al suo interno di mobili e suppellettili.

In questo caso è fondamentale identificare quali possano essere i punti più “solidi” della struttura e portarsi nelle loro vicinanze.

Questi potrebbero essere:

  • le pareti portanti
  • gli architravi
  • i vani delle porte
  • gli angoli in genere.

Può essere opportuno cercare di trovare riparo sotto il tavolo, addossandosi ad un muro ‘maestro’, in un punto lontano da finestre che potrebbero rompersi e provocare ferite e evitare di sostare a sotto aree con rischio di caduta di oggetti dall’alto.

 

Se vi trovate a pianterreno

Uscite dalla struttura se la porta di ingresso è vicina e vi conduce immediatamente all’esterno.

Individuate l’uscita di sicurezza più vicina, quindi dirigetevi verso di essa facendo attenzione ad eventuali oggetti che potrebbero cadervi addosso.

 

Se vi trovate ad un piano superiore

Non fuggire mai sui balconi, per le scale oppure in ascensore.

A casa o in ufficio, riparatevi presso i punti più resistenti e sicuri:

muri portanti, architravi, angoli delle pareti, vani delle porte, oppure sotto un tavolo/scrivania.

Allontanatevi da finestre, porte vetrate, mensole e mobili pesanti che potrebbero ferirvi cadendo.

Restate al riparo fino a quando la scossa non è terminata.

Una volta terminate le scosse, verificate che le scale siano agibili e dirigetevi verso l’uscita saggiando il pavimento. Appoggiate dapprima il piede che non supporta il peso del corpo, quindi avanzate.

 

Se siete all’aperto

Dirigetevi verso spazi ampi e allontanatevi da tutti gli edifici, dai muri delle case e dai palazzi.

State lontani anche da pali e linee elettriche, perché potrebbero cadere.

Se vi trovate su un marciapiede, fate attenzione al crollo di cornicioni, insegne o balconi, cercando riparo ad esempio sotto l’architrave di un portone.

 

Se siete in macchina

Se siete alla guida, potreste avvertire la scossa perché il movimento del suolo tenderà a far sbandare il veicolo.

Rallentate e fermatevi al bordo della strada, mai però nei sottopassaggi.

Restate lontani da ponti, cavalcavia, terreni franosi e linee elettriche e attendere in macchina la fine delle scosse.

 

Incendio

Allontanarsi velocemente dalla zona dell’incendio.

Avvisare il Centralino.

In caso di fumo camminare carponi, vicino al pavimento, con un fazzoletto bagnato sulla bocca e sul naso

Intervenire solo se ciò è possibile senza correre alcun rischio per la propria incolumità

Seguire le indicazioni degli addetti all’emergenza e dei soccorritori esterni eventualmente sopraggiunti (Vigili del Fuoco, etc)

Spostarsi lungo i muri se la visibilità è scarsa

Se il fuoco si trova all’esterno del locale e vi impedisce l’uscita, chiudersi dentro cercando di sigillare ogni fessura per evitare l’ingresso di fumo e segnalare la propria presenza

Nel caso in cui gli abiti di una persona prendano fuoco, stenderla a terra e soffocare le fiamme libere avvolgendole con una coperta o con altri indumenti non sintetici

Usciti dall’edificio o scesi dal piano, non tornare indietro per alcun motivo. 

Dirigersi al luogo di raduno

Incidente /Infortunio

Avvisare i Referenti della Squadra di Emergenza e il Centralino.

Se entro pochi minuti non interviene nessuno, chiamare il 118 – 112 (emergenza Pronto Intervento).

Se possibile assistere la persona infortunata fino all’arrivo dei soccorsi.

Collaborare, se richiesto, con gli operatori esterni di pronto soccorso eventualmente intervenuti.

L’importanza dei punti di raccolta

 

 

Il punto di raccolta è un luogo prestabilito, ubicato all’esterno degli edifici, nei quali si deve radunare il personale presente nell’Insediamento al segnale di evacuazione, per attendere o il segnale di cessato allarme o le disposizioni che verranno impartite dall’responsabile dell’emergenza.