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Il rischio chimico

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 25/2002 è balzata in primo piano la valutazione dei rischi legata all’utilizzo di sostanze chimiche pericolose nelle attività produttive.
Il decreto, che sarebbe dovuto diventare pienamente operativo entro il 23/06/02 a seguito dell’emanazione di alcuni decreti esplicativi, ha introdotto l’obbligo di valutazione preventiva del rischio associato agli agenti chimici così definiti:
“…tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale od ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuto, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato…”

Come si può ben immaginare gli agenti chimici presenti in una qualsiasi attività sono molteplici, per fortuna non tutti gli agenti chimici presentano caratteristiche di pericolosità tali da dover essere considerate nella valutazione dei rischi. Gli agenti chimici pericolosi sono definiti come:
“… agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del D.Lgs. 03/02/97 n. 52 e D.Lgs. 16/07/98 e succ., nonchè gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto.”

Alle sostanze intrinsecamente pericolose (molecole con caratteristiche di tossicità o soluzioni pericolose es. acidi o basi forti, etc.) vanno aggiunte anche tutte quelle sostanze che presentano dei rischi connessi allo stato fisico nel quale vengono utilizzate (es. aria in pressione o vapor d’acqua ad alta temperatura).

Da questa prima panoramica si deduce che la valutazione dei rischio chimico non è solo un semplice aggiornamento della valutazione dei rischi presenti sui posti di lavoro (D.Lgs. 626/94 s.m.i.) ma, sia per la mole di lavoro sia per la difficoltà insita nel processo valutativo, diventa un documento che, come importanza, affianca il precedente.

Le difficoltà sono acuite dalla mancata emanazione dei decreti che avrebbero dovuto indicare i criteri per procedere con questa valutazione, alcuni enti (ARPA, ASL,Regioni, etc) hanno cercato di ovviare a questi inconvenienti emanando diverse linee guida che sono diventate il riferimento per tutti coloro che operano nel settore della sicurezza.

Il contenuto e le metodologia di indagine indicate nelle linee guida saranno oggetto della prossima pubblicazione.