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Quale deve essere l’altezza di un parapetto e quella di un corrimano ?

 

Quando è necessario effettuare la ristrutturazione o edificare ex novo ambienti esterni o interni, è necessario seguire la normativa anche nei suoi aspetti più minuti, come l’altezza del parapetto o del corrimano delle scale, ma anche le dimensioni e le distanze tra i gradini, e in generale tutto quanto riguarda questo genere di barriere architettoniche.

Si tratta infatti di elementi che potrebbero costituire o un rischio per la sicurezza di alcuni, o un problema di accessibilità per chi soffre di problemi di deambulazione o simili. Ecco che cosa dicono le leggi in proposito e quali prescrizioni occorre seguire.

Quale deve essere l’altezza di un parapetto e quella di un corrimano?

Le leggi che riguardano le scale sono, oltre il D.P.R. 547/55, il D.P.R. n. 503 del 24/07/1996, e il D.M. 236 del 14/06/1989. Qui di seguito, riportiamo gli articoli che riguardano scale, parapetti e corrimani, corredati ove necessario di una breve spiegazione.

Per quanto concerne l’altezza del parapetto delle scale il D.M. n. 236 del 14/06/1989, la norma più recente, prevede che l’altezza del corrimano debba essere non inferiore ai 90 cm. e che “il parapetto che costituisce la difesa verso il vuoto deve avere un’altezza minima di 1,00 m ed essere inattraversabile da una sfera di diametro di cm 10″.

Norme simili regolano anche l’installazione e la costruzione di categorie di strutture collegate a queste, come soppalchi e balconi di qualsiasi modello e misura, eventualmente dotati di parti e accessori in vetro o in altro materiale fragile. Per esempio, si può fare riferimento al D. Lgs. 81/2008 e alla Direttiva CE 2006/42, oppure al D.M. 17/01/2018 e ancora allo stesso D.M. 236 del 14/06/1989.

I regolamenti edilizi locali possono prevedere una altezza minima maggiora rispetto a quella indicata dal d.m. n. 236.

Decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 24/07/1996

Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.

Art. 7. Scale e rampe.
  1. Per le scale e le rampe valgono le norme contenute ai punti 4.1.10., 4.1.11. e 8.1.10., 8.1.11. del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236. I percorsi che superano i 6 metri di larghezza devono essere, di norma, attrezzati anche con corrimano centrale.

Decreto Ministeriale n. 236 del 14/06/1989

Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

4.1.10. Scale.

Le scale devono presentare un andamento regolare ed omogeneo per tutto il loro sviluppo. Ove questo non risulti possibile è necessario mediare ogni variazione del loro andamento per mezzo di ripiani di adeguate dimensioni. Per ogni rampa di scale i gradini devono avere la stessa alzata e pedata. Le rampe devono contenere possibilmente lo stesso numero dei gradini, caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata.

Le porte con apertura verso la scala devono avere uno spazio antistante di adeguata profondità.

I gradini delle scale devono avere una pedata antisdrucciolevole a pianta preferibilmente rettangolare e con un profilo preferibilmente continuo a spigoli arrotondati.

Le scale devono essere dotate di parapetto atto a costituire difesa verso il vuoto, ossia di una ringhiera (o di una struttura analoga) della misura sufficiente a costituire una protezione dalle eventuali cadute. Le scale devono essere dotate inoltre di un corrimano. I corrimano devono essere di facile prendibilità e realizzati con materiale resistente e non tagliente, per esempio in ferro (eventualmente con rinforzi in acciaio inox, materiali facili da reperire in vendita nei principali negozi).

Tutto questo vale sia per gli edifici privati che per quelli pubblici; si tratta di norme essenziali e minime per garantirne la massima fruibilità anche alle persone con mobilità ridotta e, in generale, a chiunque abbia necessità o difficoltà particolari. In più, rispetto agli edifici privati, le scale comuni e quelle degli edifici aperti al pubblico devono avere i seguenti ulteriori requisiti:

1) la larghezza delle rampe e dei pianerottoli deve permettere il passaggio contemporaneo di due persone ed il passaggio orizzontale di una barella con una inclinazione massima del 15% lungo l’asse longitudinale;

2) la lunghezza delle rampe deve essere contenuta; in caso contrario si deve interporre un ripiano in grado di arrestare la caduta di un corpo umano;

3) il corrimano deve essere installato su entrambi i lati;

4) in caso di utenza prevalente di bambini si deve prevedere un secondo corrimano ad altezza proporzionata;

5) è preferibile una illuminazione naturale laterale. Si deve dotare la scala di una illuminazione artificiale, anche essa laterale, con comando individuabile al buio e disposto su ogni pianerottolo.

6) Le rampe di scale devono essere facilmente percepibili, anche per i non vedenti.

8.1.10. Scale.

Le rampe di scale che costituiscono parte comune o siano di uso pubblico devono avere una larghezza minima di 1,20 m ed avere una pendenza limitata e costante per l’intero sviluppo della scala. I gradini devono essere caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata (pedata minimo 30 cm): la somma tra il doppio dell’alzata e la pedata deve essere compresa tra 62/64 cm.

Il profilo del gradino deve presentare preferibilmente un disegno continuo a spigoli arrotondati, con sottogrado inclinato rispetto al grado, e formante con esso un angolo di circa 75°-80°.

In caso di disegno discontinuo, l’oggetto del grado rispetto al sottogrado deve essere compreso fra un minimo di 2 cm e un massimo di 2,5 cm.

Un segnale al pavimento (fascia di materiale diverso o comunque percepibile anche da parte dei non vedenti), situato almeno a 30 cm dal primo e dall’ultimo scalino, deve indicare l’inizio e la fine della rampa.

Lo scopo di queste prescrizioni è quello di garantire che i gradini delle scale siano costruiti in modo tale da ridurre al minimo il rischio di inciampo, consentire il più possibile il comfort e la sicurezza durante il passaggio, e soprattutto permettere anche alle persone con mobilità ridotta di fruire al meglio degli spazi pubblici, incluse (per quanto possibile) le scale.

Analoghe prescrizioni, con il medesimo scopo, sono dedicate anche ai parapetti e ai corrimano. In particolare, il parapetto che costituisce la difesa verso il vuoto deve avere un’altezza minima di 1,00 m ed essere inattraversabile da una sfera di diametro di cm 10.

In corrispondenza delle interruzioni del corrimano, questo deve essere prolungato di 30 cm oltre il primo e l’ultimo gradino.

Il corrimano deve essere posto ad un’altezza compresa tra 0,90/1 m.

Nel caso in cui è opportuno prevedere un secondo corrimano, questo deve essere posto ad una altezza di 0,75 m.

Il corrimano su parapetto o parete piena deve essere distante da essi almeno 4 c m.

Le rampe di scale che non costituiscono parte comune o non sono di uso pubblico devono avere una larghezza minima di 0,80 m.

In tal caso devono comunque essere rispettati il già citato rapporto tra alzata e pedata (in questo caso minimo 25 cm), e l’altezza minima del parapetto.