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Come è regolato il diritto di accesso ai luoghi del lavoro del RLS?

Il diritto di accedere ai luoghi di lavoro da parte del RLS non fa parte di disposizioni «nuove» che il decreto 626/94 ha introdotto in materia di salute e sicurezza. Tale diritto, anche se non in forma esplicita, era già  contenuto nell’art. 9, dello Statuto dei lavoratori, ove si precisa che «I lavoratori,mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali».
La determinazione delle modalità per l’esercizio del diritto di accesso ai luoghi di lavoro è demandata dalla legge alla contrattazione collettiva nazionale (art. 19, 3° comma).
Il diritto di accesso deve essere esercitato «nel rispetto delle esigenze produttive con le limitazioni previste dalla legge» secondo la maggior parte degli accordi collettivi (nel testo dell’accordo per il commercio vengono peraltro evidenziate anche le «esigenze organizzative»), richiamando anche il segreto industriale al quale il RLS è tenuto.
L’obbligo a carico del RLS del rispetto del segreto industriale è espressamente sancito dall’art. 9, 3° comma, del decreto. In esso si legge che: «I componenti del servizio di prevenzione e protezione e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni di cui al presente decreto».
Il «rispetto delle esigenze produttive» peraltro può essere fatto valere dal datore di lavoro solo in presenza di «reali» esigenze, delle quali egli possa dimostrare l’esistenza, eliminando così il rischio di un uso mirato ad ostacolare o rendere difficile l’attività del rappresentante.
I tempi e i termini relativi alla segnalazione preventiva delle visite del RLS in azienda sono previsti dalla disciplina collettiva.
Negli accordi Confindustria e pubblica amministrazione il riferimento è generico («il RLS segnala preventivamente al datore di lavoro le visite che intende effettuare agli ambienti di lavoro»). Nell’accordo commercio è prevista una diversa regolamentazione per il RLS eletto direttamente dai lavoratori all’interno dell’azienda e per il rappresentante territoriale per la sicurezza. A carico del primo è disposto l’obbligo di segnalare al datore di lavoro le visite che intende effettuare con preavviso di «almeno 2 giorni lavorativi»; per il secondo con preavviso di «almeno 7 giorni». Più in generale è da dire che l’utilizzo dei permessi da parte del RLS deve comunque essere comunicato alla direzione aziendale con un periodo di preavviso che, laddove non espressamente indicato dalla contrattazione collettiva, è da ritenersi stabilito in 24 ore, in analogia a quanto previsto dall’art. 23, ultimo comma, dello Statuto dei lavoratori, per i permessi sindacali retribuiti.
In genere gli accordi prevedono che le visite si possano «anche svolgere congiuntamente al responsabile del servizio di prevenzione e protezione o ad un addetto da questi incaricato» (vedi ad esempio l’accordo Confindustria).
Diversa, al riguardo, è l’impostazione dell’accordo per il settore artigiano. In esso si prevede, per le imprese che occupano fino a 15 dipendenti, che l’accesso ai luoghi di lavoro da parte del rappresentante territoriale per la sicurezza (RLTS)) avvenga «alla presenza dell’Associazione cui l’impresa è iscritta o alla quale conferisce mandato», previa comunicazione scritta alla componente datoriale dell’Organismo paritetico territoriale. L’eventuale conferma della disponibilità alla visita del r.l.t.s nei luoghi di lavoro dell’impresa dovrà pervenire dall’associazione a cui l’impresa è iscritta o ha dato mandato «entro 7 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di cui sopra». L’accesso all’impresa da parte del RLTS dovrà comunque effettuarsi entro i successivi 7 giorni.
I termini di cui sopra sono ridotti a «3 giorni», per «emergenze che attengano al pregiudizio della sicurezza dei lavoratori».
Il diritto di accesso ai luoghi di lavoro è garantito sul piano penale indirettamente tramite il riferimento dell’art. 4, 5° comma, lett. m), del decreto legislativo 626.