Consulenza e Formazione Sicurezza, Medicina Del Lavoro, Sistemi Di Gestione, Qualità, Privacy, Ambiente e Modelli Organizzativi

Parità di Genere: Esonero contributivo per i Datori di Lavoro in possesso della certificazione

La certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 è uno strumento volontario che consente alle imprese di misurare, rendicontare e migliorare le proprie politiche in materia di equità, inclusione, crescita professionale, remunerazione, genitorialità e conciliazione vita-lavoro. Non si tratta di una semplice dichiarazione di principio, ma di un sistema di gestione basato su indicatori misurabili, evidenze documentali, obiettivi e verifiche periodiche da parte di organismi di certificazione accreditati.

Il tema è diventato sempre più strategico per le aziende italiane perché collega tre dimensioni: reputazione, organizzazione interna e accesso a benefici economici o premialità. Le imprese certificate possono valorizzare il proprio impegno verso la gender equality, rafforzare l’attrattività nei confronti di lavoratrici e lavoratori, migliorare i processi HR e, quando ricorrono le condizioni previste, accedere a sgravi contributivi, punteggi premiali e misure di supporto pubblico.

La UNI/PdR 125:2022 è stata pubblicata da UNI il 16 marzo 2022 e i relativi parametri sono stati recepiti dal decreto della Ministra per le pari opportunità e la famiglia del 29 aprile 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1° luglio 2022. La certificazione viene rilasciata da organismi di certificazione accreditati da Accredia secondo le regole applicabili ai sistemi di gestione.

In questo articolo analizziamo cos’è la certificazione parità di genere, quali requisiti richiede, quali sono le aree e i KPI previsti dalla UNI/PdR 125, quali vantaggi offre alle aziende, come funzionano sgravi e premialità, quali costi considerare, quali sono le fasi dell’iter e come mantenere valida la certificazione nel tempo.

Cos’è la certificazione parità di genere UNI/PdR 125

La certificazione parità di genere è una certificazione del sistema di gestione aziendale che attesta l’adozione di politiche, procedure e strumenti orientati a ridurre il divario di genere e a promuovere un ambiente di lavoro più equo e inclusivo. Il riferimento tecnico è la UNI/PdR 125:2022, prassi di riferimento che definisce linee guida e KPI per valutare il livello di maturità dell’organizzazione in materia di parità di genere.

La certificazione può essere richiesta da organizzazioni pubbliche e private, di qualsiasi settore e dimensione, purché siano in grado di dimostrare l’applicazione di un sistema coerente con la prassi. Non è quindi riservata alle grandi imprese: anche le PMI possono intraprendere il percorso, adattando procedure, indicatori ed evidenze alla propria struttura organizzativa.

È importante distinguere tra adozione di politiche di gender equality e certificazione. Un’azienda può avere iniziative positive, come policy interne, misure di flessibilità o programmi di inclusione, ma la certificazione richiede un passaggio ulteriore: il sistema deve essere strutturato, misurabile, documentato e verificato da un organismo accreditato.

La certificazione non premia l’assenza assoluta di criticità, ma la capacità dell’organizzazione di adottare un modello di gestione che misuri la situazione di partenza, individui obiettivi, definisca responsabilità, raccolga dati, controlli i risultati e migliori nel tempo. La logica è quindi quella del miglioramento continuo.

 

ElementoSignificato operativoImpatto per l’azienda
UNI/PdR 125:2022Linea guida sul sistema di gestione per la parità di genereDefinisce aree, KPI, criteri e logica di misurazione
CertificazioneVerifica di terza parte da organismo accreditatoAttesta la conformità del sistema alla prassi
Sistema di gestioneInsieme di policy, processi, dati, obiettivi e controlliRende la parità di genere un processo organizzato
Miglioramento continuoMonitoraggio e aggiornamento periodico dei risultatiPermette di mantenere la certificazione nel tempo

 Requisiti e indicatori KPI previsti dalla UNI/PdR 125

La UNI/PdR 125 prevede un sistema di indicatori prestazionali, Key Performance Indicator o KPI, finalizzati a misurare il livello di maturità dell’organizzazione rispetto alla parità di genere. Gli indicatori sono sia quantitativi sia qualitativi: alcuni misurano dati numerici, altri verificano la presenza di procedure, policy o iniziative documentate.

Le aree di valutazione sono sei e coprono i principali ambiti nei quali possono emergere squilibri o opportunità di miglioramento: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Ogni area ha un peso percentuale che contribuisce al punteggio complessivo. Secondo le indicazioni istituzionali, per accedere alla certificazione è previsto il raggiungimento di un punteggio minimo complessivo pari al 60%. La valutazione deve essere supportata da evidenze documentali, dati interni e procedure realmente applicate.

 

Area di valutazioneCosa misuraEsempi di evidenze
Cultura e strategiaImpegno dell’azienda, obiettivi, comunicazione e cultura inclusivaPiano strategico, policy, comunicazioni interne, formazione
GovernanceRuoli, responsabilità e presidio del tema parità di genereComitato guida, deleghe, reporting, verbali
Processi HRSelezione, assunzione, valutazione, formazione e gestione del personaleProcedure HR, criteri di selezione, piani formativi, dati su avanzamenti
Opportunità di crescita e inclusioneAccesso delle donne a percorsi di carriera e ruoli di responsabilitàDati su promozioni, leadership, talent management, succession plan
Equità remunerativaDifferenze retributive e criteri di remunerazioneAnalisi pay gap, politiche retributive, bonus, benefit
Genitorialità e conciliazioneMisure a supporto di maternità, paternità e work-life balanceSmart working, flessibilità, congedi, rientro post maternità

 

Gli indicatori devono essere interpretati in modo coerente con dimensione e caratteristiche dell’organizzazione. Le FAQ Accredia-UNI aggiornate nel 2026 forniscono chiarimenti applicativi utili sia alle organizzazioni sia agli organismi di certificazione, con l’obiettivo di rendere più uniforme l’applicazione della prassi.

Vantaggi per le aziende e sgravi contributivi e fiscali

La certificazione parità di genere può offrire vantaggi concreti su più livelli. Il primo riguarda la reputazione: un’azienda certificata comunica in modo verificabile il proprio impegno verso equità, inclusione e responsabilità sociale. Questo può rafforzare l’immagine verso clienti, candidati, investitori, istituzioni, stakeholder e filiere.

Il secondo vantaggio è organizzativo. Il percorso di certificazione obbliga l’azienda a raccogliere dati, analizzare processi HR, verificare eventuali squilibri, definire obiettivi e migliorare le procedure interne. In questo senso, la certificazione può diventare un motore di cambiamento, non solo uno strumento di comunicazione.

Il terzo vantaggio è competitivo. La certificazione può essere valorizzata in gare, appalti, bandi, sistemi di qualificazione fornitori e progetti finanziati. Il portale istituzionale sulla certificazione della parità di genere evidenzia il riconoscimento di punteggi premiali nella valutazione di proposte progettuali da parte di autorità titolari di fondi europei, nazionali e regionali.

Per i datori di lavoro privati in possesso della certificazione è inoltre previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro i limiti e secondo le modalità stabilite dalla normativa e dalle istruzioni INPS. La misura è pari a un esonero non superiore all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascun beneficiario.

Le scadenze e le modalità operative devono essere sempre verificate sui canali istituzionali INPS, perché possono cambiare in funzione dell’annualità di riferimento.

 

BeneficioCosa comportaAttenzione operativa
ReputazioneDimostra impegno verificato su inclusione e paritàDeve essere supportata da evidenze reali e coerenti
Organizzazione internaMigliora processi HR, governance e monitoraggio datiRichiede coinvolgimento di direzione, HR e funzioni interne
Gare e bandiPuò dare punteggi premiali o maggiore competitivitàVerificare regole specifiche del bando o capitolato
Esonero contributivoFino all’1% dei contributi datoriali, entro 50.000 euro annuiDomanda e requisiti vanno verificati sulle istruzioni INPS
Attrattività aziendaleAiuta employer branding e retentionVa integrata con politiche concrete e comunicazione interna

 Costi, iter e tempi per ottenere la certificazione

Il costo della certificazione UNI/PdR 125 non è uguale per tutte le aziende. Dipende da dimensione, numero di sedi, numero di lavoratori, complessità organizzativa, livello di maturità iniziale, presenza di sistemi di gestione già attivi, disponibilità di dati HR, necessità di consulenza, formazione e tariffa dell’organismo di certificazione.

È utile distinguere tra costi di preparazione e costi di certificazione. I costi di preparazione comprendono gap analysis, raccolta dati, redazione o revisione di policy, impostazione del sistema di gestione, formazione, audit interni e supporto consulenziale. I costi di certificazione riguardano invece la verifica dell’organismo accreditato, le attività di audit, il rilascio del certificato e le successive verifiche di mantenimento.

L’iter parte normalmente da un’analisi iniziale, utile per capire il livello di conformità rispetto ai requisiti della UNI/PdR 125. In questa fase vengono analizzati documenti, processi HR, dati su composizione del personale, livelli, ruoli, retribuzioni, formazione, promozioni, benefit, congedi e misure di conciliazione.

Dopo la gap analysis, l’azienda definisce un piano di adeguamento. Possono essere necessari la formalizzazione di una policy per la parità di genere, l’istituzione di un comitato guida, la definizione di obiettivi e KPI, la revisione dei processi HR, la raccolta strutturata dei dati, la formazione del personale e la predisposizione delle evidenze documentali.

Quando il sistema è implementato, si procede con audit interno e riesame della direzione o verifica interna equivalente, per controllare la preparazione dell’organizzazione. Successivamente l’organismo di certificazione accreditato svolge l’audit di certificazione. Se l’esito è positivo, viene rilasciato il certificato.

 

FaseAttività principaleRisultato atteso
1. Analisi inizialeVerifica documenti, dati, processi e KPI rispetto alla UNI/PdR 125Mappa dei gap e piano di lavoro
2. Progettazione sistemaPolicy, comitato guida, obiettivi, procedure e responsabilitàSistema di gestione impostato
3. ImplementazioneRaccolta dati, formazione, applicazione procedure e monitoraggiEvidenze disponibili e processi attivi
4. Verifica internaAudit interno e controllo delle evidenzeCorrezione delle criticità prima dell’audit
5. Audit di certificazioneVerifica dell’organismo accreditatoRilascio del certificato se conforme
6. MantenimentoMonitoraggio annuale, azioni migliorative e rinnovoCertificazione mantenuta nel tempo

 

I tempi dipendono molto dal punto di partenza. Un’azienda già strutturata, con dati HR disponibili e processi formalizzati, può completare il percorso più rapidamente. Una realtà con processi informali, dati non organizzati o politiche non documentate dovrà prevedere un periodo più lungo di preparazione.

Come prepararsi, mantenere la certificazione e rinnovarla

Prepararsi alla certificazione significa lavorare prima di tutto sulla raccolta e sulla qualità dei dati. La UNI/PdR 125 richiede evidenze su aspetti che spesso sono distribuiti tra amministrazione del personale, HR, direzione, consulente paghe, formazione, sicurezza, comunicazione e funzioni operative. Senza dati affidabili, la valutazione dei KPI diventa debole.

Un passaggio centrale è l’istituzione di una governance interna. La prassi richiede che il tema sia presidiato in modo strutturato, non lasciato a iniziative isolate. Per questo è utile definire un comitato guida o un gruppo di lavoro, assegnare responsabilità, stabilire obiettivi e pianificare attività di monitoraggio.

La certificazione ha validità triennale ed è soggetta a monitoraggio annuale. Questo significa che l’azienda non deve limitarsi a prepararsi per l’audit iniziale, ma deve mantenere attivo il sistema: raccogliere periodicamente i dati, aggiornare le policy, verificare i KPI, gestire eventuali criticità e documentare le azioni di miglioramento.

Il mantenimento è particolarmente importante perché la parità di genere non è un risultato statico. Cambiamenti organizzativi, nuove assunzioni, promozioni, uscite, riorganizzazioni, modifiche retributive o nuove modalità di lavoro possono influenzare gli indicatori. Il sistema deve quindi essere aggiornato e monitorato nel tempo.

 

Attività di preparazione o mantenimentoQuando farlaPerché è importante
Gap analysisPrima dell’avvio del percorsoIndividua distanza dai requisiti e priorità
Raccolta dati HRAll’inizio e poi periodicamenteAlimenta KPI e monitoraggio
Policy parità di generePrima dell’audit e a ogni revisione rilevanteDefinisce impegni e indirizzi aziendali
Formazione e comunicazioneDurante implementazione e mantenimentoRende il sistema conosciuto e applicato
Audit internoPrima della certificazione e poi periodicamenteVerifica conformità ed efficacia
Monitoraggio annualeOgni annoConsente il mantenimento della certificazione
RinnovoAlla scadenza triennaleConferma la validità del sistema

 

Un buon percorso di certificazione richiede quindi una combinazione di competenze: conoscenza della UNI/PdR 125, gestione documentale, analisi dei dati, processi HR, governance aziendale e capacità di trasformare gli obiettivi in azioni concrete. La consulenza può essere utile soprattutto nelle fasi di gap analysis, impostazione del sistema, preparazione all’audit e gestione delle evidenze.

Domande frequenti

Cos’è la certificazione parità di genere UNI/PdR 125 e a cosa serve per le aziende?

È una certificazione volontaria del sistema di gestione per la parità di genere, basata sulla UNI/PdR 125:2022. Serve a dimostrare che l’azienda misura e gestisce in modo strutturato politiche, processi e indicatori relativi a equità, inclusione, carriera, retribuzione, genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Quali sono i requisiti e i KPI da rispettare per ottenere la certificazione UNI/PdR 125?

La prassi prevede sei aree di valutazione: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne, equità remunerativa, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. Ogni area contiene KPI qualitativi e quantitativi. Per accedere alla certificazione è richiesto il raggiungimento di un punteggio minimo complessivo del 60%.

Quali vantaggi concreti offre la certificazione parità di genere?

I vantaggi possono riguardare reputazione, employer branding, miglioramento dei processi interni, accesso a punteggi premiali in bandi e gare, maggiore competitività nelle filiere e possibilità di accedere a incentivi economici quando previsti dalla normativa.

Ci sono sgravi contributivi o agevolazioni fiscali per le aziende certificate UNI/PdR 125?

Sì, per i datori di lavoro privati in possesso della certificazione è previsto un esonero contributivo non superiore all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 50.000 euro annui per beneficiario. Modalità, requisiti e scadenze devono essere verificati sulle istruzioni INPS relative all’annualità di riferimento.

Quanto costa ottenere la certificazione parità di genere UNI/PdR 125?

Il costo dipende da dimensione aziendale, numero di sedi, numero di lavoratori, complessità dei processi, livello di preparazione, consulenza necessaria e organismo di certificazione scelto. Occorre considerare costi di preparazione, raccolta dati, formazione, audit e mantenimento annuale.

Quanto tempo serve per ottenere la certificazione?

I tempi variano in base al punto di partenza. Aziende già organizzate, con dati HR disponibili e processi formalizzati, possono completare il percorso più rapidamente. Organizzazioni con dati dispersi o procedure non documentate devono prevedere una fase più lunga di adeguamento.

La certificazione è obbligatoria?

No, la certificazione parità di genere è volontaria. Può però diventare strategica o richiesta in alcuni contesti di mercato, gare, filiere, bandi o percorsi ESG.

Chi rilascia la certificazione UNI/PdR 125?

La certificazione viene rilasciata da organismi di certificazione accreditati. In Italia, gli organismi devono essere accreditati da Accredia secondo le regole applicabili ai sistemi di gestione.

Quanto dura la certificazione?

La certificazione ha validità triennale ed è soggetta a monitoraggio annuale. Alla scadenza del triennio è necessario svolgere il rinnovo secondo le procedure dell’organismo di certificazione.

Una PMI può ottenere la certificazione parità di genere?

Sì. La certificazione è applicabile anche alle PMI. La prassi è pensata per essere applicata a organizzazioni di diverse dimensioni, con indicatori ed evidenze valutati in modo proporzionato al contesto aziendale.