Consulenza e Formazione Sicurezza, Medicina Del Lavoro, Sistemi Di Gestione, Qualità, Privacy, Ambiente e Modelli Organizzativi

Cromo esavalente

2 pagg. a cura dell’ISPESL – Dipartimento di Medicina del Lavoro – Centro Ricerche Parma CERT – 2008

Il cromo esavalente è considerato, tra i metalli, uno dei più pericolosi per l’ambiente e per la salute dell’uomo.

Si tratta di un inquinante tossico e cancerogeno, caratterizzato da un’alta solubilità in acqua.

Proprio per controllare il rischio di una sua possibile presenza nelle acque destinate al consumo umano, la normativa di riferimento prevede approfondite analisi nelle acque e scarichi industriali, in modo da garantire la sicurezza dell’acqua potabile (oltre che per la balneazione) e scongiurare la presenza di sostanze pericolose come, appunto, il cromo esavalente.

Anche il suolo potrebbe esserne contaminato, a causa dello sversamento di rifiuti.

La contaminazione delle acque da cromo esavalente rappresenta una pericolosa minaccia ambientale, soprattutto se presente oltre determinate concentrazioni. La sua presenza è dovuta a diversi processi industriali, come avviene nel settore metallurgico e nell’industria tessile. La forma esavalente rappresenta, nelle acque, una frazione del 5% sul cromo totale.

Con l’emanazione del D.M. del 12 novembre 2016, il Ministero della Salute ha fissato un nuovo limite di concentrazione del cromo esavalente, che è pari a 10 µg/l. Oltre questa soglia di contaminazione, i rischi di inquinamento diventano particolarmente rilevanti.

Va detto che, in passato, non era stata data la giusta importanza al monitoraggio delle acque destinate al consumo dell’uomo, ma studi successivi hanno reso più pressante questo problema, dal momento che un ambiente salubre e non inquinato rientra tra i diritti fondamentali dei cittadini e, di conseguenza, anche dei lavoratori.

Tipo Documento: Sicurezza
Settore 1: Rischi sul lavoro
Settore 2: Rischi da agenti chimici
FONTE DOCUMENTO
ISPESL
VOTO
7