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Rifiuti infetti e coronavirus Covid-19

I rifiuti a rischio infettivo sono quei rifiuti che presentano un rischio biologico, nonché gli oggetti e i materiali da eliminare venuti a contatto con sangue o materiale biologico infetto o presunto tale. Questi rifiuti sanitari sono individuati dalle voci 180103* del Catalogo Europeo dei Rifiuti.

La raccolta dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo avviene all’interno di ciascuna Unità Operativa dove devono essere predisposti gli appositi contenitori, i quali vanno collocati in posizione idonea, facilmente accessibili, nelle immediate vicinanze del luogo di effettiva produzione dei rifiuti.

Tutti i contenitori, di qualunque forma o tipo atti a contenere i rifiuti a rischio infettivo solidi e liquidi, devono essere facilmente identificabili mediante un codice colorato e la scritta “ rifiuti pericolosi a rischio infettivo” e il simbolo del rischio biologico.

Il contenitore deve essere costituito da un imballaggio a perdere, anche flessibile, costituito da un sacco interno di polietilene inserito in un contenitore esterno rigido e impermeabile. Il sacco deve essere dotato di fascetta per la chiusura irreversibile di sicurezza, la capacità del contenitore. Sul contenitore rigido esterno deve essere presente la scritta “rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” e il simbolo del rischio biologico; al fine dell’identificazione del punto di produzione del rifiuto è necessario scrivere sul contenitore in zona ben visibile ed in modo leggibile, il nome dell’U.O., Servizio o Area che ha prodotto il rifiuto nonché la data di chiusura del contenitore.
I prodotti utilizzati dalle imprese di pulizia per lo smaltimento di rifiuti infetti o potenzialmente infetti all’interno di un’attività lavorativa in cui è stata accertata la presenza di una persona infetta da CORONAVIRUS rientrano in tale tipologia di rifiuti.

La circolare “COVID-2019. Indicazioni e chiarimenti” del 24 febbraio 2020 specifica soltanto che vengano smaltiti secondo la dicitura seguente:

“Eliminazione dei rifiuti – I rifiuti devono essere trattati ed eliminati come materiale infetto categoria B (UN3291)” e categoria ADR UN3291.

Specificando che il produttore e responsabile del rifiuto con relativi obblighi è l’azienda incaricata della sanificazione sarà opportuno che gli addetti incaricati  evitino assolutamente di

  • buttare i DPI utilizzati, gli stracci, ecc, nei contenitori della raccolta indifferenziata a fine sanificazione e
  • mettere DPI utilizzati e stracci, ecc.. in sacchi e trasportarli con i propri mezzi verso il loro magazzino a fine sanificazione (e vale sia per le aziende NON iscritte all’Albo, che per quelle iscritte all’Albo in categoria 2bis per CER 180103).

Si ricorda la fondamentale importanza da parte del datore di lavoro dell’azienda oggetto di sanificazione da coronavirus di integrare la documentazione volta alla gestione dei rischi interferenti (DUVRI art. 26.D.Lgs 81/08) con particolare riferimento al rischio biologico accertandosi che l’impresa addetta alla sanificazione sia a conoscenza dell’avvenuta precedente contaminazione.