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Soppressione dell’ISPESL e rinvio della valutazione stress per la PA

La recente Finanziaria ha portato anche modifiche nel campo della sicurezza sul lavoro. Infatti nel decreto-legge n. 78 pubblicato il 31 maggio scorso, è previsto:

– la soppressione con effetto immediato dell’ISPESL e dell’IPSEMA come previsto dall’articolo 7 comma 1:

“Art. 7 – Soppressione ed incorporazione di enti ed organismi pubblici; riduzione dei contributi a favore di enti.
1. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività delle attività previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’IPSEMA e l’ISPESL sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute; l’INAIL succede in tutti i rapporti attivi e passivi.”

– il rinvio a fine anno della valutazione del rischio stress lavoro-correlato per le  amministrazioni pubbliche come previsto dall’articolo 8 comma 12:

“Art.  8 – Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche
[…]
12. Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’at. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n.  165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010.

L’ISPESL (che raggruppa oggi 1.200 persone di cui circa 750 ricercatori) dovrebbe quindi essere inglobato insieme all’Ipsema all’interno dell’INAIL per andare a costituire il neo “Polo della salute e della sicurezza”. Molto dura la risposta dell’ISPESL che era stato definito “ente inutile”.

Come lo ricorda l’ISPESL nel suo comunicato stampa, rappresenta l’unico ente di ricerca italiano. Per tutti noi addetti ai lavori, rimane grande interrogazione e molti dubbi qualora dovesse sparire un ente molto importante nella nostra professione che completa il lavoro del legislatore emanando con regolarità Linee Guida e di applicazione pratica che utilizziamo quotidianamente.