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La chiusura dell’infortunio INAIL

Quale sono le condizioni e le attività da mettere in atto per la corretta gestione e chiusura di un infortunio

L’infortunio sul lavoro è l’evento traumatico causato dall’esposizione ad un rischio sul posto di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro o in ambiente dove si svolge la mansione, che comporta l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

Si tratta del sintomo più evidente del mancato rispetto degli obblighi di prevenzione previsti per tutelare la salute dei lavoratori in ogni settore di attività.

Il Decreto-legge prevede di prassi una specifica assicurazione e degli obblighi per indennizzare i lavoratori che subiscono uno di questi eventi e che copre anche gli infortuni che si verificano nel tragitto che il lavoratore compie per recarsi sul luogo di lavoro o per rientrare a casa (il c.d. infortunio in itinere).

Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione del lavoratore originata in occasione di lavoro, da causa violenta da cui può derivare un’inabilità al lavoro che può essere:

  1. Permanente: a sua volta può essere assoluta o parziale
  2. Temporanea: che comporta l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni

L’infortunio o malattia professionale sono gestiti da INAIL, che ha la funzione di tutelare lavoratore e datore di lavoro.

Gli infortuni interessano anche i liberi professionisti che possono decidere se utilizzare IINAIL oppure altri enti di assicurazioni professionali, che in caso di emergenza, vadano a tutelare l’utente , nel suo studio e durante le sue attività professionali.

In relazione al coronavirus INAIL si occupa di risarcire i professionisti che dopo accertamento riescano a dimostrare che il contagio personale è avvenuto durante lo svolgimento delle attività proprie delle imprese e dell’organizzazione.

Anche durante lo svolgimento dell’attività in Smart working non si è esenti dalla possibilità di infortuni , anche se dalla normativa vigente non è previsto per il lavoro agile il controllo della regolarità dell’applicazione del rispetto delle condizioni di sicurezza in carico agli esperti del SPP.

L’infortunio sul lavoro può comportare anche la morte. In base alla normativa gli infortuni possono essere gestiti con diverse  modalità e si  dividono in base ai casi su due criteri:

INFORTUNI CON PROGNOSI FINO A TRE GIORNI: qualora la prognosi indicata nel certificato rilasciato da chi ha avuto assistenza e cure dal pronto soccorso, non sia pari o inferiore a diagnosi  di tre giorni di calendario, il datore di lavoro, attualmente, ha solo l’obbligo di aggiornare il registro infortuni tempestivamente. Qualora l’evento infortunistico venga concluso effettivamente nei tre giorni, non è previsto l’obbligo di presentazione di un certificato di chiusura per il rientro al lavoro. La consegna di successivi certificati medici di continuazione dell’evento obbliga, invece, il datore di lavoro a presentare, sempre entro le 48 ore successive al ricevimento del secondo certificato medico le denunce alle autorità competenti.

DENUNCE ALL’INAIL E ALL’AUTORITA’ DI PUBBLICA SICUREZZA: qualora i documenti di certificato di infortunio riporti una prognosi superiore a 3 giorni e fino a diversi mesi o permanente ,  rilasciata dal pronto soccorso e avvalorata dal medico curante, il datore di lavoro ha l’obbligo di inviare, entro le 48 ore successive al ricevimento del certificato medico, la denuncia per  infortunio all’INAIL e all’Autorità di Pubblica Sicurezza.
Qualora il lavoratore non sia tempestivo nella consegna del certificato, per evitare l’applicazione di sanzioni in capo al datore di lavoro è necessario, che il ritardo nella consegna del certificato emerga dalla denuncia di infortunio. È altresì consigliabile che il datore di lavoro richieda al lavoratore una dichiarazione dalla quale si evinca che la tardiva consegna del certificato medico è imputabile al lavoratore stesso.

DATI OCCORENTI PER LA DENUNCIA : la denuncia di infortunio si compone di 4 parti:
La denuncia presentata tramite procedura telematica deve contenere i seguenti requisiti:

  1. dati anagrafici del lavoratore;
  2. dati dell’azienda;
  3. dati retributivi del lavoratore;
  4. descrizione dell’evento morboso

Il consulente del lavoro, a cui è, generalmente, affidata la gestione della pratica è in grado, autonomamente di reperire le informazioni anagrafiche e retributive. Il datore di lavoro, invece, deve fornire la descrizione dettagliata dell’evento infortunistico.

AGGIORNAMENTO DEL REGISTRO INFORTUNI: quando il datore di lavoro riceve il certificato medico e la documentazione d’infortunio, indipendentemente dalla durata dell’evento, è tenuto ad aggiornare il registro infortuni indicando, oltre al nominativo del lavoratore, la data dell’infortunio, la descrizione dell’evento e la durata dell’infortunio. Successivi certificati di continuazione dell’evento o di chiusura dovranno essere opportunamente annotati sul registro.

LIQUIDAZIONE DELL’INFORTUNIO: l’indennizzo dell’infortunio e dell’eventuale menomazione, decorre dal giorno successivo all’evento e compete, in parte all’azienda ed in parte all’INAIL e non all’INPS che invece si occupa di sanità. Le modalità di corresponsione delle somme che l’INAIL deve erogare variano a seconda delle disposizioni dei contratti e della prassi della politica aziendale.

Il lavoratore, in caso di successivo aggravamento delle proprie condizioni, potrà inviare lettere agli organi competenti anche tramite il patronato con cui si hanno particolari convenzioni , per il supporto , anche telematico della  riapertura delle pratiche, fissando in calendario eventuali agevolazioni o rimborsi per le spese sostenute, il ticket sanitario e il danno biologico, fino ad arrivare ad un eventuale pensione di invalidità per i danni permanenti.

INDENNITA’ A CARICO AZIENDA: il giorno dell’infortunio ed i primi tre giorni successivi alla data dell’evento sono interamente indennizzati dal datore di lavoro che riconosce il 100% della retribuzione spettante al lavoratore. Per i giorni successivi al 3° il datore di lavoro è tenuto ad integrare l’indennità corrisposta dall’INAIL nella misura prevista dal C.C.N.L. applicato dall’azienda

INDENNITA’ A CARICO I.N.A.I.L.: il sistema di INAIL riconosce ai lavoratori infortunati un’indennità pari al:

  1. 75% della retribuzione dal 4° al 90° giorno d’infortunio;
  2. 60% della retribuzione per i giorni successivi al 90° e fino al termine dell’evento morboso.

La retribuzione come modello di riferimento per il calcolo dell’indennità che l’Istituto deve corrispondere all’infortunato è comprensiva del corrispettivo per prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei 15 giorni precedenti l’evento e dell’incidenza dei ratei sulla retribuzione normale erogata al lavoratore. L’indennità non viene rapportata ai giorni lavorativi di astensione ma ai giorni di calendario di assenza, includendo in tal modo anche il sabato e la domenica.
A seconda delle disposizioni contrattuali e delle prassi aziendali, l’indennità può essere liquidata interamente dal datore di lavoro, che anticipa al lavoratore anche la parte di competenza dell’INAIL. Successivamente l’Istituto provvederà ad accreditare l’indennità corrispondente al datore di lavoro. Qualora l’azienda non richieda di poter anticipare l’indennità, l’Istituto provvederà a pagare direttamente le spettanze al lavoratore mediante emissione di un assegno bancario domiciliato presso l’abitazione dell’infortunato.

CERTIFICATI MEDICI: il lavoratore ha l’obbligo di consegnare con tempestività tutti i certificati medici relativi all’infortunio o per la malattia professionale, sia al datore di lavoro che all’INAIL. Diversamente da quanto previsto per la malattia, il lavoratore che rientra al lavoro, a seguito di infortunio deve presentare il certificato medico di chiusura dell’evento.

INFORTUNIO IN ITINERE: l’INAIL riconosce indennizzo a tutti gli infortuni o incidente, occorsi ai lavoratori durante lo svolgimento della propria attività lavorativa per responsabilità di terze parti  per violazione del codice della strada, che abbiano causato anche danno biologico e spese mediche. Vengono, inoltre, riconosciuti gli infortuni che intervengono:

  1. durante il normale tragitto da casa al lavoro e viceversa, qualora ci sia incompatibilità tra gli orari dei servizi di trasporto pubblici e quelli dell’attività lavorativa;
  2. dal lavoro al posto di abituale consumazione dei pasti e viceversa, qualora l’azienda non abbia una mensa aziendale interna;
  3. dal normale percorso che un lavoratore deve effettuare per raggiungere un altro posto di lavoro in caso in rapporti di lavoro plurimi;

Gli infortuni, invece, di natura non lavorativa vengono trattati come eventi di malattia;

DIRITTO DI RIVALSA: qualora dall’infortunio scaturisca responsabilità di terzi (es. incidenti stradali), l’azienda ha la facoltà di richiedere al responsabile il risarcimento del danno subito. Questo viene considerato  come costo sostenuto dall’azienda e quantificato in base alle condizioni del lavoratore infortunato.