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Vibrazioni: finito il periodo transitorio

Lo scorso 6 luglio 2010 è entrato in vigore definitivamente l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione a vibrazioni per le attrezzature di lavoro messe a disposizioni dei lavoratori prima del 6 luglio 2007.

Infatti, il D.Lgs. 106/09 aveva introdotto per tali attrezzature un regime transitorio con la modifica dell’articolo 306:

Articolo 147
(Modifiche all’articolo 306 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)

1. All’articolo 306 del decreto sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “In caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 e che non permettono il rispetto dei valori limite di esposizione tenuto conto del progresso tecnico e delle misure organizzative messe in atto, l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all’articolo 201 entra in vigore il 6 luglio 2010. Per il settore agricolo e forestale l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all’articolo 201, ferme restando le condizioni di cui al precedente periodo, entra in vigore il 6 luglio 2014. Per il settore della navigazione aerea e marittima, l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione al rumore di cui all’articolo 189 entra in vigore il 15 febbraio 2011.”;

Si ricorda di seguito i limiti entrati in vigore:

per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio:
– il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2;
– il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 2,5 m/s2.

per le vibrazioni trasmesse al corpo intero:
– il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2;
– il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2.

la valutazione del rischio “è effettuata con cadenza almeno quadriennale, è aggiornata ogni volta che ci siano mutamenti che la rendono obsoleta o i risultati della sorveglianza sanitaria ne rendano necessaria la revisione; i dati ottenuti costituiscono parte integrante del documento di valutazione dei rischi”.