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Quali sono le principali indicazioni che devono essere inserite nel documento di valutazione dei rischi ex D.lgs. 626/94?

Secondo le linee guida di indirizzi per la redazione del documento di valutazione del rischio predisposte dal gruppo di lavoro per il Progetto regionale “Monitoraggio 626” ed approvato nel corso della riunione del Comitato Tecnico Scientifico del Progetto Obiettivo Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro del 16 luglio 2004 il documento di valutazione dei rischi ex D.lgs. 626/94 deve seguire i seguenti punti

I. Il documento non deve essere generico: deve indicare criteri e metodi adottati per l’analisi di  ogni tipologia di rischio, contestualizzando tale analisi alle fasi di lavorazione, alle mansioni edai lavoratori esposti ai rischi; deve considerare i rischi specifici per le lavoratrici ed i lavoratori; deve contenere riferimenti alle specifiche valutazioni previste dalle norme (quali ad esempio lavoratrici gestanti, agenti chimici, agenti cancerogeni e mutageni, rischio incendio), in rapporto anche ad eventuali disposizioni contenute nel piano sanitario redatto dal medico competente.

II. Il documento indica gli “attori” coinvolti nel processo di valutazione; indica cioè come sono stati coinvolti i responsabili, i preposti, i lavoratori, R.S.P.P., R.L.S., Medico Competente; in quali fasi e con quali modalità queste figure hanno partecipato al processo di valutazione.

III. E’ importante che il documento di valutazione descriva l’organizzazione aziendale per la gestione delle attività di prevenzione.

IV. Nella fase di stima dell’esposizione ai rischi individuati, il documento deve considerare l’efficacia e l’efficienza delle misure di prevenzione e protezione già introdotte dal datore di lavoro. Si analizzeranno le cause e circostanze di ciascuno dei rischi indicando le misure tecniche, organizzative e procedurali per contenerli al livello più basso possibile e/o ridurli con interventi programmabili nel tempo, in una logica di miglioramento continuo della sicurezza e salute dei lavoratori. Gli orientamenti comunitari indicano l’utilità di separare i rischi individuati in due categorie:
rischi ben noti per i quali s’identificano prontamente le misure di controllo;
rischi per i quali è necessario un esame più attento e dettagliato.

Pertanto se s’individua un rischio certo per la sicurezza e la salute dei lavoratori e/o quando tale rischio è riferibile alla mancata messa in atto di quanto previsto dalla normativa, le misure di tutela e di messa a norma dovranno essere attuate immediatamente senza acquisire ulteriori elementi valutativi.
Per gli altri rischi invece si dovrà applicare un sistema più attento di valutazione per esprimere il giudizio di rilevanza e per definire gli interventi per la loro riduzione programmabili nel tempo.

V. Il documento di valutazione deve indicare le azioni che il datore di lavoro intende attuare per migliorare i livelli di prevenzione in azienda in riferimento ai rischi individuati.

VI. Il documento deve contenere il programma di miglioramento, indicando i tempi di attuazione degli interventi programmati.