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Sicurezza - Qualità - Ambiente - Privacy
Legislazione e documentazione

La crescita ha le sue regole

Anno 3, numero 4
9 luglio 2003

Lavoratori atipici e sicurezza sui luoghi di lavoro

Le ultime normative interessanti

Frareg s.r.l.
V.le Aretusa, 34
20157 Milano
tel. : 0269010030
fax : 0269018460
www.frareg.com

Da una ricerca Eurispes – Ispesl emerge che per la sua stessa natura e struttura, il lavoro flessibile comporta un maggior rischio di incidenti e di malattie professionali, benché la frequenza degli infortuni nel lavoro atipico sia estremamente variabile e disomogenea. 
Indagini statistiche indicano, a tal proposito, che i tassi di mortalità e di infortuni (sul lavoro) dei lavoratori temporanei sono almeno due/tre volte superiori a quelli dei lavoratori stabili e permanenti, essendo generalizzata la tendenza ad assegnare a questi ultimi i compiti pericolosi, rischiosi o da prestarsi in ambienti insalubri che il personale, regolare dell’impresa, di norma, rifiuterebbe. Nel lavoro atipico, il fattore di rischio infortunistico è legato, pertanto, alla mutata organizzazione del lavoro, ed è amplificato dal notevole numero dei lavoratori occupati.

» Decreto Ministeriale n. 123 del 28 marzo 2003 (G.U. n. 125 del 31.05.03) - Ministero della Salute - Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo 1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d'uso personale. Recepimento delle direttive 2001/62/CE, 2002/16/CE e 2002/17/CE.
» Decreto Legislativo n. 113 del 9 aprile 2003 (G.U. n. 117 del 22.05.2003) - Attuazione della direttiva 2000/62/CE che modifica la direttiva 96/49/CE, relativa al trasporto di merci pericolose per ferrovia.
» Decreto Legislativo n. 115 del 23 aprile 2003 (G.U. n. 121 del 27.05.03) - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.
» Determinazione n. 11 del 14 maggio 2003 (G.U. n. 134 del 12.06.03) - Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici - Certificazione di sistema di qualità e dichiarazione della presenza di elementi significativi e correlati del sistema di qualità SOA/379.
» INAIL - Comunicazione del 16 maggio 2003 (G.U. n. 113 del 16.05.03) - Interventi di sostegno alla prevenzione di cui all'art. 23, lettera a), del decreto legislativo n. 38/2000. Comunicato relativo all'emanazione del bando per la presentazione delle domande di finanziamento dei programmi di adeguamento delle strutture e dell'organizzazione alle normative di sicurezza e igiene del lavoro delle piccole e medie imprese e dei settori agricolo e artigianale, in attuazione del decreto legislativo n. 626/1994 e successive modificazioni.

Nuovi requisiti RSPP

Il 19 giugno 2003 il consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto che individua le capacità ed i requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori. Il decreto prevede una maggiore informazione per i coloro che verranno nominati Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, così come previsto dal 626/94.
Il Decreto - Modifiche ed integrazioni al 626/94, per l'individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell'articolo 21 della legge 1° marzo 2002, n. 39 - individua le capacita' ed i requisiti professionali richiesti agli addetti ed agli RSPP che devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul lavoro; per lo svolgimento di questi servizi sarà necessario possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola superiore ed un attestato di frequenza a corsi di formazione specifici. Il contenuto del decreto non è comunque definitivo e potrà subire modifiche in fase di pubblicazione. Il contenuto, la durata e le modalità dei corsi, non sono ancora stati definiti

Corsi di formazione

Etichettatura della carne

Interventi contro il rumore per la rete ferroviaria

Squadra di emergenza
(rischio basso/medio) (S4)
» contenuto » altre date
21 lug.
€ 100/150

A partire dal 1° luglio sono state introdotte norme più severe in merito all’etichettatura dei prodotti a base di carne.
La definizione di carne introdotta dalla direttiva è limitata ai muscoli scheletrici, il che rappresenta un notevole passo avanti. Altre parti dell'animale destinate al consumo umano, quali le frattaglie (inclusi cuore, fegato e intestini) o il grasso, dovranno essere da ora in poi indicate in quanto tali e non con la dicitura 'carne'. Nei limiti stabiliti dalla definizione, è tuttavia previsto che una certa percentuale di grasso che aderisce al muscolo può rientrare nella dicitura carne.
La direttiva pone, inoltre, l'obbligo di indicare sistematicamente la specie di provenienza della carne, consentendo di distinguere per esempio tra 'carne bovina' e 'carne suina'.

E’ stato siglato un protocollo d'intesa dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dal gruppo Ferrovie dello Stato con lo scopo di diminuire il volume della rete ferroviaria italiana. Obiettivo del protocollo è la creazione di programmi di attività finalizzati, sia alla riduzione delle "emissioni" sonore e cioè al contenimento del rumore direttamente prodotto dalla circolazione ferroviaria, sia alla riduzione della "immissione sonora" cioè al contenimento del livello di disturbo effettivamente percepibile, da coloro che vivono in quelle zone del paese che sono attraversate dalla rete ferroviaria nazionale.

Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (S1)
» contenuto » altre date
17,18,24,25 lug.
€ 330,00
Primo Soccorso (S5)
» contenuto » altre date
22 sett.
€ 175,00
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (S3)
» contenuto » altre date
17 e 18 lug.
€ 270,00

Sicurezza e igiene nel settore sanitario

Fumo passivo e sito internet

Valutatore interno Sistemi di Qualità (Q1)
» contenuto » altre date
23 e 23 ott.
€ 375,00

Nel quadro di una radicale riorganizzazione della propria rete di siti informativi, l'Agenzia europea ha pubblicato una nuova guida on-line in materia di sicurezza e salute sul lavoro per il settore sanitario.
Secondo i dati più recenti disponibili a livello europeo, il tasso di infortuni correlati al lavoro nel settore sanitario è più alto del 34% rispetto alla media dell'UE. Il settore presenta, inoltre, il secondo tasso più elevato di incidenza di disturbi muscoloscheletrici, superato soltanto dal settore edilizio. Per di più il settore sanitario, con il 10% dei lavoratori dell'UE, è uno dei più vasti settori occupazionali in Europa e comprende un'ampia gamma di professione.
Potete trovare la guida all’indirizzo: http://europe.osha.eu.int/good_practice/sector/healthcare/it/

 

E’ nato il sito http://smokeatwork.org/  che ha mira a sviluppare e diffondere le informazioni sul fumo passivo specificatamente sul luogo di lavoro con l’obiettivo di aiutare i lavoratori ad adottare adeguate misure di protezione. Il sito fornisce informazioni su documenti scientifici che dimostrano la pericolosità del fumo passivo, sulle categorie maggiormente a rischio e sulla legislazione in materia.
Movimentazione dei carichi (S8)
» contenuto » altre date
15 lug.
€ 100,00

Tutela della maternità e paternità

Il metodo HACCP per il controllo dell'igiene degli alimenti (S6)
» contenuto » altre date
18 ott.
€ 150,00
Pubblicato il 27 maggio 2003 il D.lgs. 115/2003 che modifica ed integra il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.
per vedere l'elenco di tutti i corsi : elenco
La Sig.ra  Barbatano Eleonora è a Vostra disposizione: 0269010030

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Ecolabel: incentivi dalla commissione europea

Provincia di Parma e certificazione ambientale

Telefono verde per la sicurezza nei luoghi di lavoro

Nuovi documenti sul sito Frareg

La commissione europea per incentivare l’adesione al sistema comunitario di marcatura ecologica ecolabel, ha previsto uno sconto del 30% sulle spese di registrazione “ecolabel” per i prodotti già marcati ISO.
I dati dei prodotti con marchio Ecolabel non sono molto incoraggianti: i prodotti a cui è stato assegnato il marchio, alla data del 15 novembre 2002, erano solo 125.

La Provincia di Parma, seguendo l’esempio di altre due amministrazioni provinciali (Viterbo e Trento), ha deciso di certificare le proprie attività in materia di ambiente secondo la norma UNI EN ISO 14001

L’INSA ((Istituto nazionale di assistenza sociale) ha creato il "Telefono Verde per la sicurezza sul lavoro". Il telefono dovrebbe diventare un "riferimento certo per quanti hanno bisogno di prevenzione, tutela e consulenza su infortuni e malattie professionali".
Per contattare il Telefono Verde sara' sufficiente comporre 800-001303.

» 626 - bienvenue au travail en toute sureté / 626: benvenuto al lavoro in sicurezza: 23 pagg. a cura di Eber - piccolo opuscolo di introduzione alla 626 in francese / italiana - ideale per l'informazione di alcuni lavoratori stranieri
» Emergency exit routes: uscite di sicurezza e piani di emergenza - 3 pagg. a cura dell'OSHA (Occupational Safety and Health Administration) - documento in inglese - 2003 
» La tutela della salute degli operatori della polizia municipale: 6 pagg. a cura di Guglielmo Trovato - Specialista in Medicina del Lavoro
» Prevenzione infortuni nel settore dell'edilizia: Facts - Pubblicazione a cura dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro - 2003.
» Donna, salute e lavoro: la lavoratrice in gravidanza (il rischio, la prevenzione, la tutela): 192 pagine a cura del Comitato per le Pari Opportunità dell'INAIL - 2002.
» Rischi da agenti chimici - Manuale per RlS: 145 pagg. a cura del Gruppo di lavoro CGIL - CISL - UIL Nazionale.

Dati Inail: in aumento i casi di sindrome del tunnel carpale

Accesso dei lavoratori al documento di valutazione dei rischi

L’Inail rivela che l’anno scorso in Italia ci sono stati ben 1000 casi di “sindrome da tunnel carpale”. L e cause della patologia sono: movimenti ripetitivi errati compiuti con la mano e le dita (es. uso di vassoi, uso di mouse…), l’impiego di strumenti non ergonomici o  lo svolgimento di mansioni a temperature molto basse.

Il lavoratore che chiede di avere una copia del documento sulla valutazione dei rischi ha diritto ad ottenerla. E’ questo il principio affermato dal Tribunale amministrativo per la Sicilia, con una sentenza depositata il 13 maggio 2003. I giudici amministrativi hanno accolto un ricorso presentato da una docente, che si era vista rifiutare una domanda di accesso agli atti, riguardante la documentazione che viene predisposta dal dirigente scolastico per valutare i rischi, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 626/94. 
La stessa norma , peraltro, prevede che la pubblicità del documento dei rischi possa essere soddisfatta anche affiggendone all’albo una parte. 
Ma il Tribunale amministrativo ha ritenuto che questa prescrizione non possa annullare gli effetti della legge sulla trasparenza amministrativa, che dispone la facoltà di accedere agli atti amministrativi da parte di tutti i soggetti portatori di interesse giuridico qualificato. Come, per esempio, il lavoratore in servizio nell’unità produttiva a cui si riferisce il documento.

FAQ: Il datore di lavoro può non far prendere visione  al Rappresentante per la sicurezza dei lavoratori del documento di valutazione dei rischi?

Il datore di lavoro deve mostrare al rappresentante per la sicurezza dei lavoratori il documento di valutazione dei rischi, la mancata consegna può comportare un comportamento sindacale penalmente rilevante ai sensi della legga n. 300/1970 lo ha statuito il tribunale di Pisa con una sentenza del 7 marzo.

Campagna Paneuropea per la tutela  dei lavoratori dalle sostanze pericolose

» Un quinto dei lavoratori dipendenti dell’UE, vale a dire 32 milioni di persone, si trova esposto ad agenti cancerogeni. 
» Il 22% dei lavoratori inala fumi e vapori per almeno un quarto dell’orario di lavoro. 
» Due terzi dei 30 000 prodotti chimici più comunemente impiegati nell’UE non sono stati sottoposti ad esami tossicologici completi e sistematici.
» Solo il 12% delle aziende che impiegano sostanze a rischio tossicologico riconosciuto applica i regolamenti in materia di prevenzione del rischio
Sulla base di questi dati l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro si prepara ad avviare la prima campagna paneuropea volta alla riduzione dei rischi derivanti dall’uso d’agenti chimici, biologici e di altre sostanze pericolose sul lavoro. Tumori, asma e disturbi neuropsichiatrici sono solo alcune delle malattie che possono essere causate dai 100 000 prodotti chimici ed agenti biologici in commercio all’interno dell’UE.
Stando ad alcune ricerche, il 21% dei lavoratori dipendenti dell’UE è esposto a sostanze con effetti cancerogeni riconosciuti o sospettati, quali benzene (nel carburante) e silice cristallina (nei materiali edili). Inoltre, il 22% degli stessi lavoratori inala fumi e vapori,compresi solventi organici, polvere di legno e fumi delle saldature, per almeno un quarto dell’orario di lavoro, , mentre il 16% maneggia o sta a contatto, per periodi di tempo analoghi , direttamente o tramite superfici e processi di produzione contaminati, con tinture, pesticidi, cromo VI (attraverso il cemento bagnato) ed altre sostanze pericolose. I settori maggiormente a rischio variano dall’edilizia, all’agricoltura, alla stampa, ai servizi di pulizie, al campo della sanità ed ai meccanici del settore automobilistico.
A sostegno di quest’azione, la campagna dell’Agenzia, che costituirà il nucleo centrale della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ad ottobre, diffonderà, tramite diversi mezzi di comunicazione, una raccolta d’informazioni inerenti ai rischi ed alle relative soluzioni (fonte: agenzia europea per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro)