Glossario igiene industriale e inquinamento ambientale
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Termine  Definizione
Accari Sono artropodi di piccole dimensioni che appartengono all’ordine degli aracnidi. Vivono come parassiti di uomini, animali e piante. Si distinguono facilmente dagli insetti perchè possiedono quattro paia di arti invece di tre. Alcune specie domestiche, non visibili ad occhio nudo, sono in grado di provocare allergia in soggetti predisposti. Prediligono i luoghi caldi e umidi, si cibano di forfora umana e di muffe e si annidano soprattutto nei materassi e nei cuscini. Nei soggetti allergici causano congiuntiviti, raffreddori e asma bronchiale. Presso i centri specialistici di allergologia vengono effettuati gli opportuni test diagnostici e, ove indicato, viene effettuata una terapia con vaccini costituiti da estratti purificati di acari (immunoterapia specifica = ITS). Il contatto con gli acari nelle abitazioni può essere fortemente ridotto con adeguate misure di profilassi.
Accreditamento Procedimento con cui un organismo riconosciuto attesta formalmente la competenza di un organismo o persona a svolgere funzioni specifiche. In Italia esistono attualmente i sottoelencati Enti di accreditamento: SINCERT, per l'accreditamento degli organismi di certificazione, e SINAL, per l'accreditamento dei laboratori di prova, SICEV... SIT.…. 
Accreditamento di un laboratorio Riconoscimento formale della idoneità di un laboratorio ad effettuare specifiche prove o determinati tipi di prova. In carenza di una legge di riferimento viene oggi effettuato da SINAL, che verifica la conformità del laboratorio alle norme UNI CEI EN 45001.Gli accertamenti che il SINAL effettua presso il laboratorio richiedente riguardano l’esistenza dei requisiti tecnici e organizzativi necessari per garantire il riferimento metrologico, la riproducibilità delle procedure adottate, l’adeguatezza della strumentazione utilizzata, la competenza del personale, l’imparzialità del giudizio tecnico.
Accreditamento di un organismo di certificazione Riconoscimento formale della idoneità di un organismo ad effettuare la certificazione di prodotti e/o di sistemi di qualità . In carenza di una legge di riferimento, viene oggi effettuato da SINCERT, che valuta la conformità dell'ente alle norme UNI CEI EN 45011 (prodotti) o 45012 (sistemi di qualità). In particolare il SINCERT richiede che l’organismo che intende svolgere attività di certificazione e/o ispezione, si impegni a non esercitare attività di consulenza sia direttamente che tramite società ad esso collegate.
Acido Sostanza di sapore acre che, sciolta in acqua o in altri solventi, libera ioni idrogeno ed è in grado di trasferire protoni, i quali vengono accettati da una base. Gli acidi si distinguono in: acidi forti e deboli secondo la maggiore o minore capacità di dissociazione; acidi monobasici, bibasici, tribasici, secondo che la molecola, dissociandosi, liberi uno, due o tre ioni idrogeno; acidi inorganici (ad esempio, acido cloridrico, acido solforico, acido nitrico) e acidi organici (ad esempio, acido acetico, acido butirrico, acidi grassi).
Acque (impianto di depurazione delle) Impianto che, attraverso uno o più processi di carattere meccanico, fisico, chimico e biologico, consente l’eliminazione di sostanze nocive dai liquidi. I trattamenti meccanici hanno la funzione di separare gran parte dei materiali in sospensione, mentre i trattamenti biologici operano la degradazione delle sostanze organiche ad opera di particolari microrganismi. Infine i trattamenti chimico-fisici consistono essenzialmente nell’insolubilizzazione e nella successiva separazione di sostanze disciolte.
Acque potabili Sono le acque distribuite dagli acquedotti pubblici, consortili e privati che possiedono le caratteristiche chimico fisiche stabilite dalla Legge per essere destinate al consumo umano.
Acque reflue Si indicano con questo nome tutti i rifiuti liquidi provenienti dalle attività fisiologiche dell’uomo (metabolismo), oppure da sue attività lavorative primarie (agricoltura e allevamento di bestiame) o secondarie (industria). Tali rifiuti contengono sostanze organiche ed inorganiche sovente assai nocive le quali, se immesse senza alcun trattamento di depurazione (o con un trattamento incompleto o comunque inefficace) nell’ambiente naturale, lo contaminano gravemente con esiziali conseguenze a carico degli esseri viventi nell’ambiente medesimo.
Acque reflue domestiche Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche.
Acque reflue industriali Qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici in cui si svolgono attività commerciali o industriali, diverse dalle acque domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento
Acque reflue urbane Acque reflue domestiche o miscuglio di acque reflue domestiche (acque nere), acque reflue industriali (assimilabili alle acque urbane reflue urbane) e/o acque meteoriche di dilavamento (acque bianche)
Acquisizione dei dati modalità con cui i dati archiviati dalle stazioni automatiche vengono trasferiti, via radio o via modem, alla centrale operativa dei Centri, nonché le modalità con cui vengono raccolti i dati provenienti dai rilevi manuali.
Acustica Controllo di fonti di inquinamento.
Aerazione Immissione di aria in un ambiente o in una sostanza per facilitare il processo di ossidazione. Viene utilizzata come sistema di depurazione delle acque reflue.
Affidabilità L'attitudine di un servizio, di un prodotto o di un sistema a fornire la prestazione richiesta senza disservizi, guasti od inconvenienti, per un determinato periodo di tempo, sotto condizioni prestabilite.
Alimento Sebbene a livello europeo esista un corpus consistente di legislazioni in campo alimentare, il termine "alimento" non è mai stato definito. La maggior parte degli Stati membri possiedono una definizione di alimenti o di generi alimentari e a livello internazionale una definizione esiste nel Codex Alimentarius. Sia il libro verde sulla legislazione in materia alimentare che il libro bianco sulla sicurezza alimentare propongono di definire il termine e di adottarne l'uso nelle future proposte sulla legislazione alimentare, al fine di accrescere la chiarezza e certezza giuridica e consentire una comprensione di tali concetti a livello comunitario. La recente proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante "I principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, l'istituzione dell'Autorità europea per gli alimenti e le procedure nel campo della sicurezza alimentare" (Documento 500PC716, art.2) colma questa lacuna. Il termine "alimento" (o "prodotto alimentare", o "derrata alimentare") designa qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato o atto ad essere ingerito da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento. È compresa l'acqua, fatti salvi i requisiti previsti dalle direttive 80/778/CEE e 98/83/CE. Non sono compresi: i mangimi; gli animali vivi, a meno che siano preparati, confezionati o serviti per il consumo umano; i vegetali prima della raccolta; i medicinali ai sensi della direttiva 65/65/CEE del Consiglio; i cosmetici ai sensi della direttiva 76/768/CEE del Consiglio; il tabacco e i prodotti derivati dal tabacco ai sensi della direttiva 89/622/CEE del Consiglio; le sostanze narcotiche o psicotrope ai sensi della Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961 e della Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971.La definizione proposta riflette ciò che generalmente si intende per alimenti nei provvedimenti comunitari, riprende la definizione del Codex Alimentarius e tiene conto delle definizioni consolidate contenute nelle legislazioni degli Stati membri.
Allergeni Gli allergeni sono sostanze chimiche (in genere proteine) che causano manifestazioni allergiche. Gli allergeni più frequenti sono i pollini, alcuni acari della polvere domestica, le forfore animali, alcuni alimenti, il veleno di alcuni insetti (api, vespe, calabroni). La vera allergia a farmaci è rara. La maggior parte delle reazioni avverse a farmaci non è causata da allergia ma da altri meccanismi.
Allergia L’allergia è una reazione dell’organismo che si manifesta in individui predisposti che reagiscono con sintomi molto intensi a stimoli che sono innocui per la maggioranza della popolazione, anche se a dosi estremamente basse. L’allergia vede sempre coinvolto il sistema immunitario. Le manifestazioni allergiche più comuni sono l’asma bronchiale, il raffreddore allergico, l’orticaria e l’eczema. Anche le reazioni a farmaci, ad alimenti o a puntura di insetti possono in alcuni casi essere di natura allergica.
Ambiente Si tratta di un termine ricco di significati e di implicazioni. Nell’accezione comune comprende l’insieme delle condizioni fisiche (temperatura, pressione, ecc.), chimiche (concentrazione di gas, sali, sostanze organiche o inorganiche, ecc.) e biologiche nell’ambito del quale si svolge la vita. Sono parte dell’ambiente l’acqua, l’aria, i minerali e gli esseri viventi, vegetali e animali, inclusi i microorganismi. Ma l’ambiente è un sistema aperto, in equilibrio dinamico, capace di autoregolazione, in cui si verificano interrelazioni a tutti i livelli, insieme a flussi di energia e di informazioni. L’ambiente è un sistema complesso di relazioni di cui l’uomo è parte e con il quale interagisce. Nella pratica di tutti i giorni viene quindi focalizzato di volta in volta un aspetto particolare dell’ambiente, che verrà definito dall’aggettivo che accompagna il termine: avremo così un ambiente ecologico , naturale, sociale, politico, istituzionale, ma anche relazionale e affettivo ed altri ancora.
Ambiente di lavoro Insieme di condizioni nel cui ambito viene svolto il lavoro
Amianto (absesto) Con il termine amianto, o asbesto, si intende un gruppo di minerali naturali a struttura fibrosa separabile in fibre molto sottili e resistenti. In natura esistono diversi tipi di amianto, i più diffusi e utilizzati sono: crisotilo (quello più usato), amosite e crocidolite. La sua elevata fibrosità fa dell’amianto un materiale: resistente al calore e al fuoco; resistente all’azione degli acidi e alla trazione; molto flessibile; filabile; dotato di proprietà fono-assorbenti e termo-isolanti. Queste caratteristiche, insieme al basso costo di lavorazione, hanno favorito l’impiego di questo materiale in diversi campi (dall’edilizia all’industria ai trasporti) e in oltre 3000 prodotti diversi.
Analisi ambientale Esauriente analisi iniziale dei problemi ambientali, degli effetti e dell’efficienza ambientali, relativi alle attività previste in un sito (Reg. 1836/93)
Analisi ambientale preliminare E' il primo passo per la valutazione, il controllo e il miglioramento delle performance ambientali di una organizzazione, consente di identificare i fattori di impatto associati alle attività produttive e/o di servizio e di orientare la successiva scelta di strumenti di valutazione più approfonditi.
Analisi di rischio Strumento per la gestione dei vari problemi ambientali. Essa permette di calcolare se un particolare composto inquinante sia causa di effetti nocivi per l'uomo e per l'ambiente posti a contatto diretto e indiretto con la sostanza stessa. Nel campo degli interventi di risanamento ambientale, è possibile utilizzare l'analisi di rischio come riferimento per la progettazione di interventi di bonifica e messa in sicurezza.
Anidride carbonica Composto chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È presente in atmosfera per lo 0,03% in volume. Costituisce il reagente fondamentale per la fotosintesi clorofilliana.
Anidride solforosa Composto chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di zolfo lagato a due atomi di ossigeno – E’ uno dei più diffusi inquinanti atmosferici derivato dalle attività industriali e dalla combustione di impianti fissi.
ANPA L’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente è una struttura pubblica, istituita con la legge del 21 gennaio 1994, n. 61, che è stata emanata in seguito al referendum del 18 aprile 1993, con il quale erano state sottratte alle USL le competenze in materia di controlli ambientali., Il nuovo ente deve svolgere attività di monitoraggio, informazione, promozione e proposizione sulle tematiche ambientali che avvicinano il modello italiano a quello di analoghe strutture già operanti in altri paesi (Agenzia per la Protezione Ambientale). Tra i compiti essenziali dell’ANPA rientrano: il sostegno tecnico-scientifico alle autorità amministrative; la realizzazione di una rete di informazioni sullo stato dell’ambiente; l’attuazione di controlli ispettivi; la definizione di standard di qualità ambientale; l’impulso alla ricerca di tecnologie ecocompatibili; le funzioni di segreteria tecnica del comitato competente per l’attuazione del Regolamento sull’audit ambientale (EMAS) e sull’ecolabel. La legge al tempo stesso dà mandato alle Regioni e alle Provincie autonome di istituire apposite Agenzie regionali (ARPA) e provinciali autonome (APPA), alle quali sono affidati compiti di intervento operativo sul territorio. Di recente, con il D.Lgs. 30/07/1999 n. 3000 l'ANPA è stata commissariata in attesa che venga istituita l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici dopo l'insediamento del nuovo Governo.
Aria (livello di qualità dell’) Per livelli di qualità dell’aria, si intende la concentrazione di uno o più inquinanti rilevata nell’aria ambiente. Tali valori, confrontati con opportuni standard fissati dalla normativa, permettono di stabilire il grado di inquinamento atmosferico presente.
Aromatici Idrocarburi dall’odore tipico e gradevole, da cui il nome, generalmente caratterizzati dalla presenza nelle loro molecole di almeno un anello benzenico. Sono presenti nel greggio e si formano in alcuni processi di raffinazione finalizzati alla produzione di componenti per benzina. La particolare attenzione rivolta negli ultimi anni agli idrocarburi aromatici deriva dalla evidenziata nocività dei loro vapori, specialmente del benzene, che ha portato alla limitazione dei contenuti massimi ammessi nelle benzine finite e all’adozione, a breve, di specifiche cautele operative nelle stazioni di servizio stradali (Benzine riformulate).
ARPA Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.
Atmosfera L’involucro gassoso che circonda la Terra costituisce l’atmosfera. Essa è composta dall’aria, una miscela di gas in cui si trovano sospese anche particelle solide e liquide di diversa natura. La composizione attuale dell'atmosfera è il risultato del ciclo del carbonio e del ciclo dell'azoto; l'atmosfera è rinnovata e mantenuta stabile da questi processi. Tra tutti i pianeti del sistema solare la Terra è l’unico a possedere un’atmosfera ricca di ossigeno e di azoto, elementi fondamentali per consentire la presenza della vita in tutte le sue forme, animali e vegetali. L’atmosfera svolge anche un ruolo essenziale per garantire la protezione della vita: essa costituisce infatti uno schermo efficace per le radiazioni ultraviolette e per il flusso di particelle provenienti dal Sole. La densità dell’atmosfera terrestre diminuisce con l’aumentare della quota e ciò permette di suddividerla in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), la cui parte più alta è caratterizzata dalla presenza rilevante di molecole di ozono e che per questo viene chiamata ozonosfera, ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera. Si impiegano anche suddivisioni differenti, soprattutto con riferimento alla temperatura relativa alle diverse quote. L’inquinamento e altre attività o sostanze prodotte dall’uomo modificano l’atmosfera, sia nella composizione dell’aria che nei processi che in essa si verificano. Tutto ciò provoca mutate condizioni ambientali che si ripercuotono sulla salute dell’uomo, direttamente e indirettamente, a breve e a lungo termine.
Attività industriale Qualsiasi attività elencata nelle sezioni C e D della classificazione delle attività economiche nella Comunità europea (NACE Rev. 1), stabilita dal regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio (Cfr. GU n. L 293 del 24.10.1990, p. 1), nonché la produzione di elettricità, gas, vapore e acqua calda, ed il riciclaggio, il trattamento, la distruzione o lo smaltimento di rifiuti solidi o liquidi (Reg. 1836/93)
Audiometria E' l'insieme delle tecniche di misurazione della sensibilità uditiva.
Autocertificazione Termine improprio che vorrebbe indicare la dichiarazione di un produttore sulla conformità dei propri prodotti, senza l'intervento di un Ente terzo indipendente. Viene usato impropriamente in sostituzione dell'espressione "dichiarazione di conformità". Il Termine non è corretto in quanto la parola Certificazione nell'accezione specifica indica sempre che la verifica venga svolta con l'intervento di una terza parte indipendente.
Autorizzazioni Decisione scritta che autorizza l'esercizio di un impianto o parte di esso a precise condizioni che garantiscono che l'impianto medesimo sia conforme ai requisiti della normativa applicabile
Barriere fonoassorbenti Barriere acustiche dotate di particolari accorgimenti e materiali in grado di assorbire l’energia acustica su di essi incidente. La capacità di assorbire energia da parte dello schermo viene indicata dal coefficiente di assorbimento, definito come il rapporto fra l’energia assorbita e quella incidente su una superficie unitaria di barriera.
Batteri Microrganismi procarioti di tipo vegetale, come le alghe, ma privi di clorofilla. Alcuni batteri sono patogeni, ossia apportatori di malattie, e devono quindi essere accuratamente eliminati dalle acque per uso potabile. Più numerose sono le specie innocue o utili: vanno ricordati i batteri nitrificanti, che trasformano l’ammoniaca in nitrito e questo in nitrato; i batteri denitrificanti, che riducono l’ammoniaca ad azoto elementare; i batteri solforiducenti ed i solfossidanti, che possono trasformare rispettivamente i composti solforati in acido solfidrico e in acido solforico; i batteri ferrici, che trasformano i composti di ferro disciolti in idrossido ferrico.
Benzene Idrocarburo di formula C6H6 a struttura esagonale (atomi di carbonio e 6 atomi di idrogeno). E’ il composto-base della classe degli idrocarburi aromatici, dal caratteristico odore pungente; a temperatura ambiente volatilizza assai facilmente. E’ la sostanza aromatica con la struttura molecolare più semplice (un solo anello). E’ presente nel petrolio greggio e viene prodotto in alcuni processi di raffinazione, per cui si ritrova in piccole quantità anche nella benzina. Ad essa apporta qualità ottaniche, migliorandone le prestazioni. E’ largamente utilizzato come solvente e come materia prima chimica (resine, esplosivi, ecc.). E’ un prodotto tossico per il sistema nervoso centrale in caso di esposizioni elevate ed è classificato cancerogeno per lunghe esposizioni. studi recenti hanno portato a stime del valore medio di esposizione professionale al benzene (addetti a impianti petrolchimici e a distributori di carburanti) di un ordine di grandezza inferiore al limite di 1 p.p.m. (pari a 3,25 mg/mc) definito dalla Direttiva 97/42. I valori medi di esposizione della popolazione stimati consistono in un ordine di grandezza inferiore all’esposizione professionale: la componente principale dell’esposizione non professionale al benzene risulta il fumo.
Bonifica Ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all'utilizzo previsto per l'area. (D.Lgs 22/97). Esistono diversi tipologie di interventi di bonifica: interventi di tipo chimico, che tendono a trasformare le sostanze inquinanti in sostanze non pericolose interventi di tipo fisico, che riescono a rimuovere le sostanze inquinanti interventi di tipo termico, che riescono a distruggere le sostanze inquinanti interventi di tipo biologico che sfruttano la capacità di alcuni batteri che si nutrono di sostanze contaminanti.
Calibrazione E' il controllo dell'accuratezza e della precisione di una grandezza di riferimento mediante un qualsiasi strumento di misura.
Campagna Insieme di azioni programmate e/o effettuate finalizzate a perseguire determinati obiettivi (es. campagna di informazione in campo ambientale, campagna di monitoraggio di determinati inquinanti ambientali ecc.).
Campionamento Campione materiale, apparecchio per misurazione o sistema di misurazione inteso a definire, realizzare, conservare o riprodurre una unità ovvero uno o più valori noti di una grandezza per trasmetterli per confronto ad altri strumenti per misurazione.
Campione Porzione avente caratteristiche omogenee, in una o più aliquote, di una determinata matrice ambientale (acqua, aria, suolo) o di un determinato lotto di materiale che è prelevato e trasportato al laboratorio.
Campo elettromagnetico In maniera molto elementare, si può dire che la presenza di una sorgente di carica elettrica q nello spazio genera un campo elettrico statico: in pratica una serie di linee di forza che si allontanano dalla sorgente. Se la carica elettrica q si muove nello spazio, o meglio, se c’è un flusso di cariche elettriche che scorre in un conduttore (come un flusso d’acqua all’interno di un tubo che si sposta da un punto a maggior pressione ad uno a pressione inferiore), si crea una corrente elettrica. Avremo così un moto di cariche negative in un senso e un analogo moto di cariche positive nel verso opposto. Convenzionalmente si dice che la corrente fluisce dal polo positivo (cioè dai punti a potenziale maggiore) al polo negativo (corrispondente ai punti a potenziale minore). Tra due punti a diverso potenziale esiste dunque un campo elettrico. I fenomeni elettrici e magnetici sono strettamente collegati e dipendenti tra di loro: dove si verifica il passaggio di una corrente elettrica (e quindi esiste un campo elettrico), si genera un campo magnetico. Analogamente variazioni nel circuito di un campo magnetico inducono in un conduttore un flusso di corrente elettrica (induzione magnetica). Campo elettrico e campo magnetico, sono dunque per loro natura inscindibili in quanto la variazione dell’uno è sorgente dell’altro. Da queste premesse nasce il concetto di campo elettromagnetico come entità unica. Variazioni periodiche del campo elettrico e magnetico determinano la diffusione del campo elettromagnetico nello spazio a grandi distanze sotto forma di onde, che vengono appunto definite radiazioni elettromagnetiche (EM).
Cancerogeno Si dice di un agente chimico o fisico capace di causare il cancro. E’ stato dimostrato che alcuni agenti chimici o fisici (come ad esempio alcuni idrocarburi policiclici aromatici, il cromo esavalente o le radiazioni ionizzanti), sono cancerogeni. I tumori causati da agenti presenti nell’ambiente di vita o di lavoro non si possono in alcun modo distinguere da quelli che si verificano spontaneamente. La capacità cancerogena viene studiata nell’animale da esperimento e tramite studi epidemiologici che dimostrino che nei soggetti esposti ad un determinato agente esiste un maggior rischio, vale a dire una maggiore probabilità, di andare incontro a tumore rispetto alla popolazione generale, dello stesso sesso, età, abitudini di vita. Si dice anche che per una esposizione ad una sostanza è stato dimostrato un eccesso di tumori. Lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) organismo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, classifica il livello di evidenza della capacità cancerogena in categorie.
Carbone attivo Particolare tipo di carbone, finemente macinato, caratterizzato da un enorme numero di pori nei quali possono essere adsorbite (Adsorbimento) sostanze liquide o gassose.
Certificato Il provvedimento finale che attesta l'omologazione di un apparecchio o di materiali soggetti all'attività istituzionale ovvero prove eseguite presso laboratori dell'istituto ovvero estranei autorizzati con il predetto decreto ministeriale.
CFC Clorofluorocarburi. Questi composti sono stati usati nell’industria in grande quantità, soprattutto nei frigoriferi, nei sistemi di condizionamento dell’aria e in altri prodotti di consumo. I CFC e i composti analoghi, una volta rilasciati in aria, salgono fino alla stratosfera, uno strato superiore dell’atmosfera tra i 15 e i 50 Km di altezza dal suolo. Nella stratosfera i CFC entrano in una complessa serie di reazioni che causano una riduzione dello strato di ozono che protegge la superficie terrestre dal pericoloso effetto sull’ambiente e sulla salute delle radiazioni ultraviolette presenti nella luce solare. La Legge 28.12.1993, n. 549 favorisce la sostituzione delle sostanze nocive all’ozono stratosferico e dannose per l’ambiente e disciplina le fasi di raccolta, riciclo e smaltimento di tali sostanze. Inoltre, il D.M. 16 maggio 1996, in recepimento di una direttiva CEE, stabilisce l’attivazione del sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono.
Check list Strumento usato per assicurare che siano stati analizzati tutti i processi, procedimenti e tutte le fasi di un'operazione.
Cloro Presente sotto forma di ione nel sale marino, si produce per elettrolisi di esso come molecola allo stato gassoso. Suoi derivati ossigenati vengono utilizzati per la potabilizzazione e per il trattamento delle acque reflue industriali e civili. Trova anche impiego nella sintesi di numerosi composti organici e inorganici. Particolari attenzioni vengono usate nella manipolazione e nel trasporto, data la sua tossicità.
Codice di pratica Documento che raccomanda regole pratiche o procedure per la progettazione, la fabbricazione, l'installazione, la manutenzione o l'utilizzazione di apparecchiature, strumenti o prodotti. Un codice di pratica può essere una norma, una sua parte o a sé stante.
Coliformi Organismi batterici che si originano usualmente nel tratto intestinale degli animali a sangue caldo e dell'uomo.
Compatibilità Idoneità di prodotti, processi o servizi ad essere utilizzati assieme, sotto determinate condizioni, per soddisfare particolari requisiti senza causare inaccettabili interazioni.
Controllo Esame accurato, accertamento. Il controllo ha la finalità di: verificare la conformità delle diverse situazioni ambientali alle norme vigenti, prevenire le situazioni d'inquinamento, conoscere e monitorare nel tempo la quantità e/o la qualità delle matrici ambientali.
Cromo E’ un metallo pesante (simbolo chimico Cr) presente in natura in vari stadi di ossidazione. Il cromo esavalente è considerato la forma più pericolosa per la maggiore solubilità e capacità di penetrare nelle strutture cellulari
Decibel (dB) Il decibel è un modo di esprimere una determinata misura di rumore, di vibrazioni, di campi elettrici. Esso denota la grandezza di una quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10) del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il livello dell’intensità energetica dei suoni.
Densità Rapporto tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa, espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l’acqua pura a 4°C. La densità dei solidi si misura con particolari recipienti detti "picnometri".
Depuratore Impianto dedicato alla rimozione del carico inquinante contenuto in acque di scarico. E’ generalmente costituito da due sezioni principali, ciascuna idonea a un trattamento specifico: chimico-fisico, che provvede con mezzi chimici o fisici ad un pretrattamento delle acque per la rimozione dei solidi sospesi, per equilibrare l’acidità o l’alcalinità eccessive, per neutralizzare particolari sostanze nocive prima del successivo trattamento biologico, per aerazione; biologico, ad opera di microrganismi selezionati che provocano la degradazione delle sostanze organiche inquinanti, fino a farle rientrare nei limiti di legge. In genere un depuratore comprende una serie di vasche (Vasche di ossidazione biologica), in cui le acque fluiscono in serie per subire i vari passaggi del processo di depurazione.
Detersivi Chiamati anche detergenti, sono sostanze chimiche coadiuvanti il lavaggio a mano o a macchina degli indumenti, delle stoviglie e dei prodotti industriali. Contengono molecole costituite da due parti: una idrofila (amica dell’acqua) e l’altra idrofoba (nemica dell’acqua). La prima si orienta verso l’acqua e la seconda verso il grasso di cui è formato in genere il sudiciume e lo allontana dai tessuti e dagli oggetti ai quali aderisce. I componenti dei detersivi sono: i fosfati che favoriscono l’eutrofizzazione, i tensioattivi ricavati dal petrolio e dal carbone e sono i responsabili di alcune malattie cutanee, brillanti per aumentare la lucentezza, sbiancanti sono perborati e percarbonati, sbiancanti ottici, enzimi prodotti da batteri, riempitivi, antischiuma, anticorrosivi (silicati di sodio e di alluminio), ammorbidenti, profumi sintetici sono oli di sintesi.
Diossine Con il termine generale di diossine viene descritto un gruppo di centinaia di composti chimici capaci di persistere per lungo tempo nell’ambiente. Almeno 13 di queste molecole sono considerate sicuramente tossiche per l’uomo e gli animali. Il composto più tossico è la tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità delle altre diossine e delle sostanze analoghe viene espressa in relazione alla TCDD
Dose Quantità di una sostanza necessaria per ottenere un determinato effetto.
Dosimetro Apparecchio o dispositivo di misura della dose in un ambiente (dosimetro ambientale) o assorbita da una persona (dosimetro personale).
DPI Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
Elettrosmog Termine utilizzato per indicare l'inquinamento causato dall'esposizione ai campi elettromagnetici. Il termine è stato coniato a seguito del recente sviluppo delle telecomunicazioni, che hanno prodotto un consistente aumento delle fonti di campi elettrici e magnetici e la conseguente esposizione ad essi, della popolazione.
Emissione Scarico di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’ecosistema, , proveniente da un impianto o da qualsiasi altra fonte che può produrre direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente. Vale a dire un inquinamento atmosferico (cfr. DPR 203/1988). Viene misurata nel punto di introduzione.
Emissione convogliata Scarico di una sostanza gassosa attraverso un camino, allo scopo di migliorare la dispersione degli inquinanti nell’atmosfera e limitarne la ricaduta a terra.
Emissione diffusa Fuoriuscita di una sostanza gassosa in atmosfera, prodotta da perdite di alcuni componenti degli impianti di lavorazione (valvole, tenute, ecc.), dei serbatoi di stoccaggio e degli impianti di movimentazione dei prodotti.
Emissione luminosa Radiazione ottica non ionizzante, associabile al campo del visibile, con lunghezze d’onda comprese tra 400 nm e 760 nm.
Emissioni fuggitive Con questo termine si individuano le emissioni gassose di sostanze organiche volatili, dovute alle perdite fisiologiche e cioè non accidentali, dagli organi di tenuta degli impianti chimici e petrolchimici. I principali organi di tenuta che si prendono in considerazione sono quelli relativi a: flange, valvole di sicurezza, compressori, pompe e valvole di regolazione.
Esposizione personale di un lavoratore (valori limite) Esposizione del lavoratore ad agenti chimici, fisici e biologici nell’ambiente di lavoro. Viene definita, in funzione dell’intensità del fattore, in base al tempo effettivo di esposizione e al periodo di riferimento temporale (8 ore giornaliere o settimana lavorativa).
Fattore ambientale Elemento ambientale che interagisce con altri condizionandone lo stato o l'evoluzione, determinando flussi di materia e/o energia verso altri elementi (stato chimico-fisico dell'acqua, rumore, traffico, ecc.). Le componenti ambientali sono anche fattori.
Fattore di emissione quantità di sostanza inquinante emessa riferita al processo produttivo considerato nella sua globalità e nelle sue fasi tecnologiche: si esprime in termini di massa di prodotto o materia prima impiegata, o comunque di altri parametri idonei a rappresentare il settore produttivo in esame (cfr. DPR 203/1988).
Fattore d'impatto ambientale Fattore materiale (prodotti, residui, etc.) e immateriale (energia, agenti fisici quale rumore e vibrazioni o altro) che può causare, per la sua quantità e qualità, effetti sull’ambiente.
Fonometria E' l'insieme delle tecniche di misurazione dell'intensità sonora di ambienti o aree.
Fonometro Apparecchio che misura l'intensità sonora.
Formaldeide La formaldeide è un composto chimico della classe delle aldeidi alifatiche. E' l'aldeide più semplice e più comune. A temperatura ambiente è un gas dall'odore pungente. Appartiene al gruppo di sostanze definite composti organici volatili (VOCS) potenzialmente presenti nei luoghi di vita e lavoro.
Fotometro E' lo strumento utilizzato per la misurazione oggettiva e soggettiva dell'intensità' e della potenza dell'onda sonora. Esso infatti, oltre che analizzare il valore reale di queste grandezze, permette anche delle conversioni a valori che si avvicinano maggiormente alla ''sensazione uditiva'', cioè' a come noi effettivamente percepiamo quel suono. Questo e' necessario perche' la percezione del suono dell'orecchio umano non e' la medesima a tutte le frequenze.
Frequenza Rappresenta il numero di volte in cui accade un dato evento. In campo acustico, è il numero di "pezzetti" di onda sonora uguali tra loro che ci sono in un secondo: l'unità di misura è l'Hertz (Hz).. Un suono acuto ha una frequenza alta, cioè l'onda si ripete uguale a se stessa molte volte in un secondo. Un suono grave ha una frequenza bassa. La stessa definizione è applicabile anche per l'onda elettromagnetica. Se l'onda ha frequenza alta (infrarossi, raggi X, raggi Gamma...) porta con se molta energia. In caso contrario (micro onde, onde radio...), l'onda trasporta meno energia.
Giorno / uomo Unità di misura pari ad una giornata lavorativa, della durata convenzionale pari a 8 ore.
HACCP Hazard Analysis and Critical Control Point. Metodologia di analisi, valuzione e controllo degli aspetti di rischio di un sistema, richiamata dalla Direttiva CEE 93/43 del 14/06/93, recepita in Italia con il d. Lgs 155/97 del 26/05/97, che stabilisce le norme generali di igiene dei prodotti alimentari. Il D.Lgs. 155/97 è stato successivamente abrogato dal D.Lgs. 193/07
Idrocarburi Vasta classe di composti chimici formati da carbonio e idrogeno, molti dei quali, gassosi, liquidi o solidi, sono i principali costituenti del greggio e del gas naturale, oltre che di varie sostanze naturali (resine, caucciù, ecc.). Per la loro diversa struttura molecolare, essi hanno proprietà fisiche e chimiche diverse e sono quindi in grado di essere utilizzati in moltissimi campi. La loro caratteristica fondamentale è quella di produrre energia termica per ossidazione rapida (cioè bruciano). Questa caratteristica può essere utilizzata per produrre energia secondo tecnologie estremamente flessibili. Essi inoltre forniscono la materia prima indispensabile all’industria chimica moderna che è per questo detta petrolchimica. Nelle molecole degli idrocarburi gli atomi di carbonio possono legarsi in gran numero, formando catene aperte (idrocarburi alifatici aciclici: alcani, alcheni, alchini, ecc.) e chiuse (idrocarburi ciclici: alifatici ciclici o aliciclici e aromatici). Se vi figurano solo legami semplici si hanno idrocarburi saturi (alcani, cicloalcani), se vi sono anche legami doppi o tripli si hanno idrocarburi insaturi (alcheni, alchini). Il grande numero di atomi di carbonio che possono far parte delle molecole degli idrocarburi, la possibilità di scambio di valenze diverse tra gli atomi di carbonio e l’isomerizzazione rendono pressoché illimitato il numero dei possibili composti del carbonio. Si stima siano oltre tre milioni i composti già conosciuti e che circa 100.000 ne vengano isolati o sintetizzati ogni anno.
Idrocarburi alogenati Sono idrocarburi che contengono un atomo di cloro oppure di fluoro, bromo, iodio, ecc.
Imballaggio Il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo
Immissioni Rilascio, in atmosfera o nei corpi idrici, e conseguente trasporto turbolento, di un inquinante nell’ambiente. La concentrazione dell'inquinante è misurata lontano dal suo punto di emissione, quindi l'inquinante è sempre diluito.
Impatto ambientale Sta ad indicare i potenziali effetti negativi ma anche positivi, reversibili o irreversibili, che un'opera pubblica o privata può determinare sull'ambiente naturale nel quale dovrebbe inserirsi. In altre parole, l’impatto ambientale è una variazione della qualità e/o della disponibilità di una risorsa ambientale (ad esempio acqua, aria, ecc.) causata da un intervento umano legato ad attività di produzione o di consumo.
Impianto di depurazione Si intende una installazione adibita a trattamenti che permettono di eliminare totalmente o parzialmente dalle acque di scarico urbane le sostanze inquinanti. Le fosse Imhoff sono da considerarsi impianti di depurazione a tutti gli effetti.
Impresa alimentare Ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse alle fasi di produzione e distribuzione degli alimenti (art. 3 proposta del Parlamento europeo di Regolamento sulla legislazione alimentare 500PC0716)
Indagine Ricerca diligente, sistematica e approfondita.
Indagine ambientale Analisi che ha lo scopo di accertare lo stato di qualità dell'ambiente di una determinata area, ai fini di individuare eventuali inquinamenti dei terreni e delle acque e di stabilire se siano necessari interventi di bonifica o di disinquinamento.
Indicatore È un qualsiasi parametro che provvede alla rappresentazione sintetica di un fenomeno complesso. Un indicatore ambientale deriva da una osservazione o misurazione di una variabile ambientale: per i fenomeni dell'inquinamento i livelli misurati delle diverse sostanze chimiche sono a tutti gli effetti indicatori della qualità dell'ambiente. Aggregando in maniera opportuna gli indicatori corrispondenti alle singole dimensioni dei fenomeno osservato si possono ottenere i cosiddetti "indici", che forniscono una informazione sintetica e unitaria dell'entità originale.
Indicatori ambientali Sono parametri chimici e/o fisici ai quali si ricorre per la descrizione sintetica della sensibilità ambientale di un’area a particolari perturbazioni.
Indicatori biologici Una elementare definizione del concetto di indicatore resta quella di spia di una serie complessa di condizioni. (Biosensori). Organismo biologico, in genere semplice, caratterizzato da reazioni note a certe concentrazioni di specifici inquinanti e utilizzato, quindi, per monitoraggi della qualità dell'ambiente.
Inquinamento Alterazione dei parametri fisici, chimici e biologici propri di un ambiente, in stato di equilibrio, provocata dalle attività umane. L’inquinamento può riguardare il suolo, le acque e l’aria. Tra gli agenti inquinanti si distinguono: sostanze organiche, quali idrocarburi, clorofluorocarburi, il cui effetto dannoso è provocato da un accumulo anomalo; sostanze inorganiche, come metalli pesanti, amianto ed altre sostanze che esercitano un’azione tossica sull’uomo, gli animali, le piante o l’ambiente nel suo insieme; fonti sonore, come il traffico automobilistico o le attività produttive che provochino disturbi acustici; fonti di calore, come gli scarichi di acque a temperatura superiore a quella ambiente; fonti di radiazioni pericolose (ad esempio quelle ionizzanti) o anche di per se non dannose (ad esempio, la luce) o di incerto effetto (le onde elettromagnetiche). L’inquinamento può manifestarsi su scala locale, come avviene nella maggior parte dei casi, o globale, come succede nel caso delle emissioni inquinanti che provocano l’effetto serra o il buco nell’ozono. Dalla fine degli anni Sessanta, l’inquinamento rappresenta un’emergenza tenuta sotto osservazione specie nei paesi industrializzati: normative nazionali e internazionali tendono a prevenire le possibili forme e a porre rimedio ai suoi effetti. Importanti decisioni in tema di protezione ambientale sono state assunte dalla conferenza di Rio de Janeiro nel 1992 (UNCED e Agenda 21).
Inquinamento acustico E’ l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare: -fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, -pericolo per la salute umana, -deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Si parla di: -valori limite di immissione in riferimento al valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori, cioè dei soggetti potenzialmente esposti; -valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente; -valori di qualità: i valori di rumore da conseguire per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge quadro sull'inquinamento acustico.
Inquinamento del suolo Con questo termine si definisce l’accumulo di rifiuti, in particolare sostanze pericolose, nel suolo tale da determinare alterazioni della composizione e delle proprietà chimico-fisiche e biologiche del terreno, in grado di mettere in pericolo la salute umana e nuocere agli ecosistemi. L’inquinamento del suolo può essere dovuto a ben individuabili attività industriali, insediamenti civili, discariche, ad attività diffuse sul territorio (agricoltura) o a processi naturali di diffusione degli inquinanti (deposizione atmosferica). Il suolo può inoltre essere contaminato da isotopi radioattivi di origine naturale o a seguito di rilasci deliberati o accidentali di materiale radioattivo.
Inquinamento dell'acqua Il D.Lgs. 152/99 definisce l’inquinamento dell’acqua “lo scarico, effettuato direttamente o indirettamente dall’uomo nell’ambiente idrico, di sostanze o di energia le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo la salute umana, nuocere alle risorse viventi e al sistema ecologico idrico, compromettere le attrattive o ostacolare altri usi legittimi delle acque” Le principali cause dell’inquinamento dell’acqua sono rappresentate da: -scarichi di acque usate, provenienti da attività industriali; -scarichi diretti o da pubbliche fognature di insediamenti residenziali, commerciali e civili; -acque di dilavamento dei suoli agricoli che trasportano materiali inquinanti, rappresentati soprattutto da particelle di suolo, fertilizzanti organici e di sintesi, pesticidi; -acque piovane venute a contatto con discariche e rifiuti o che hanno attraversato superfici impermeabilizzate (strade, piazzali,…) caratterizzate dalla presenza di residui della combustione di autoveicoli, o residui di altre attività antropiche; -ricaduta al suolo delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera a seguito della pioggia e della neve (piogge acide). L’inquinamento può essere di tipo “fisico” quando è dovuto all’immissione di rifiuti solidi che modificano le proprietà fisiche dell’acqua (colore, temperatura, torbidità, trasparenza, ecc.), di tipo “chimico” quando vengono immesse sostanze che modificano le caratteristiche chimiche dell’acqua o di tipo “biologico” quando vi è immissione di organismi patogeni quali batteri, virus, parassiti.
Inquinamento dell'aria Per inquinamento dell’aria (o inquinamento atmosferico) si definisce ogni modificazione della normale composizione o dello stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza di sostanze in quantità e con caratteristiche in grado di alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria. Tali modificazioni pertanto possono costituire pericolo per la salute dell’uomo, compromettere le attività ricreative e gli altri usi dell’ambiente, alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi, nonché i beni materiali pubblici e privati. Gli agenti inquinanti si possono distinguere in: -particelle sospese: descritte in base alla densità e alle dimensioni che possono variare da qualche millesimo a qualche centinaio di micron, vengono classificate in polveri, fumi, brume, nebbie, ecc.; -gas: elementi o composti chimici con punti di ebollizione sufficientemente bassi e tali da permettere loro di essere presenti sotto forma di sostanze volatili a temperatura ambiente. Vengono descritti per composizione chimica, concentrazione e soglia di percezione dell’odore; -odori: sostanze allo stato aeriforme che, anche se presenti in piccolissime concentrazioni, vengono avvertite perché provocano disturbo.
Inquinamento indoor L’inquinamento indoor si riferisce alla presenza di contaminanti fisici, chimici e biologici nell’aria degli ambienti chiusi di vita e di lavoro non industriali ed in particolare di tutti i luoghi confinati adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto. Con il temine “indoor” si intendono pertanto sia le abitazioni, gli uffici pubblici e privati (ospedali, scuole, uffici, caserme, ecc.), le strutture commerciali (alberghi, banche, ecc.), i locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, ecc.) ed infine i mezzi di trasporto pubblici e privati (auto, treno, aereo, nave, ecc.).
Inquinamento luminoso Si intende con questo termine ogni forma di irradiazione di luce artificiale rivolta direttamente o indirettamente verso la volta celeste. Producono inquinamento luminoso sia i flussi di luce direttamente rivolti verso l’alto (a causa anche di sistemi di illuminazione male orientati o apparecchiature mal progettate) sia la luce riflessa da superfici e oggetti illuminati con intensità eccessive, superiori a quanto necessario ad assicurare la funzionalità e la sicurezza di quanto illuminato.. L’inquinamento luminoso è purtroppo in rapida crescita; alcuni studi evidenziano come aumenti esponenzialmente con il 7% circa di incremento annuo.
Inquinante Sostanza che, immessa nell’ambiente, può alterarne le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente stesso.
Inquinante atmosferico Ogni sostanza presente nell’atmosfera in quantità o con caratteristiche tali da modificare la normale composizione o stato fisico dell’aria, alterandone le normali condizioni ambientali e di salubrità. Gli inquinanti dell’atmosfera possono essere solidi (polveri, ceneri), liquidi (aerosol) e gassosi. Sebbene gli inquinanti derivino anche da eventi naturali, come le eruzioni vulcaniche, la maggior attenzione è rivolta a quelli prodotti dall’attività umana, tra cui prevalgono i prodotti derivati dalla combustione (monossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto, idrocarburi incombusti, ecc.). Come dimostrano i fluoroclorocarburi e gli studi sull’effetto serra, anche concentrazioni relativamente basse possono provocare variazioni del clima ed influire sull’integrità degli esseri viventi.
Insediamenti produttivi Si intende uno o più edifici od installazioni collegati tra di loro in un’area determinata dalla quale abbiano origine uno o più scarichi terminali e nella quale si svolgano prevalentemente, con carattere di stabilità e permanenza, attività di produzione di beni.
Insonorizzazione Intervento passivo su una sorgente di rumore atto a ridurre le immissioni acustiche in determinati ambienti.
Intensità L'I. di un'onda sonora è la "forza" che ha questo fenomeno nello spostare l'aria. A valori elevati di questo parametro, corrispondono suoni "forti", cioè ad alti volumi. Se l'intensità è eccessiva, c'è il pericolo che sfondi il timpano, arrecando gravissimi danni al organo dell'orecchio, ma anche a tutto il corpo.
Intervallo di confidenza (o di fiducia) Intervallo di valori entro cui si può trovare il valore vero dell'analita ad uno specifico livello di probabilità.
IPA Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono dei contaminanti organici presenti diffusamente nell’ambiente che si formano per combustione incompleta di materiali organici, in particolare il legno ed i combustibili fossili, come il carbone e il petrolio. Le molecole degli IPA sono costituite da tre o più anelli benzenici. Alcune di queste molecole sono costituite solo da idrogeno e carbonio, altre contengono anche atomi di altra natura come l’azoto e lo zolfo. Appartengono alla famiglia degli IPA alcune centinaia di composti molto eterogenei tra loro. Allo stato attuale delle conoscenze le sostanze più tossiche sono le molecole che hanno da quattro a sette anelli. Il componente più studiato è il benzo(a)pirene (BaP), un composto a cinque anelli, diffuso nell’ambiente a concentrazioni significative e dotato della più elevata tossicità, tanto da venire utilizzato per rappresentare l’inquinamento ambientale dell’intero gruppo degli IPA.
Isotopi Sono atomi di uno stesso elemento chimico che differiscono solo per il numero dei neutroni presenti nel nucleo. Possono esistere in natura o essere prodotti artificialmente. Ad esempio per l’uranio (U = uranio) l’isotopo denominato U-238 ha nel nucleo 92 protoni più 146 neutroni (92+146= 238). Un altro isotopo dell’uranio, l’U-235, ha 3 neutroni in meno nel nucleo rispetto all’U-238: sarà quindi identico dal punto di vista chimico, ma diverso dal punto di vista nucleare (tipo di decadimento, vita media, ecc.). Molti isotopi (isotopi radioattivi o radioisotopi) sono instabili, ciò significa che dopo un tempo medio caratteristico per ciascuno di essi, decadono, emettendo radiazioni e trasformandosi in isotopi più leggeri. Numerosi isotopi radioattivi hanno trovato impiego in medicina nella diagnostica (scintigrafia) e nella terapia (radioterapia dei tumori).
Ispezione Valutazione della conformità effettuata per mezzo di osservazioni e giudizi associati, quando opportuno, a misurazioni, prove e verifiche a mezzo di calibri. Suoi sinonimi sono: controllo, collaudo. Operazione finalizzata a: - individuazione di situazioni di potenziale rischio d'inquinamento ambientale; - acquisizione d'informazioni e conoscenze su: - aspetti di una matrice ambientale, - fonte d'inquinamento, - prelevamento di campioni e/o esecuzione di una o più misure in loco, verifica di conformità della situazione ispezionata alla normativa vigente (da un punto di vista amministrativo) Generalmente, un'ispezione comporta la redazione di una relazione/rapporto/verbale di prelevamento, che, in ogni caso, non va conteggiato come parere. Un'ispezione che dà luogo esclusivamente ad un verbale di prelevamento non va conteggiata come ispezione, bensì va registrata solo come campione prelevato (es. attività di prelievo nell’ambito di monitoraggio ambientale d'acque superficiali e sotterranee, ecc.).
Lavoratori esposti I soggetti che, in ragione dell'attività lavorativa svolta per conto del datore di lavoro, sono suscettibili di una esposizione alle radiazioni ionizzanti superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico.
Legislazione ambientale Normative che impongono regole, incentivi e disincentivi, per ridurre l'inquinamento tramite limiti alle attività, standard di qualità ambientale, pianificazione territoriale, tasse e contributi.
Lieviti Sono funghi unicellulari tra i più evoluti. I lieviti hanno un aspetto completamente diverso dagli altri funghi ma sono compresi nel gruppo degli ascomiceti perché come questi si riproducono per aschi. Il loro modo di riprodursi più comune è comunque quello agamico per gemmazione. Tra i lieviti più noti ricordiamo i saccaromiceti. I lieviti hanno una grande importanza pratica perché attuano il processo di fermentazione alcolica sul quale è basata la preparazione del pane, del vino, della birra e in genere di tutte le bevande alcoliche.
Limite Livello fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana o per l'ambiente nel suo complesso.
Limite nell'ambiente di lavoro I limiti igienici per l’ambiente di lavoro derivano dallo studio della relazione dose-risposta delle sostanze tossiche sull’uomo o nell’animale da esperimento. Teoricamente tutte le sostanze per cui sia possibile fissare un limite di concentrazione nell’ambiente di lavoro dovrebbero avere un ben determinato livello di soglia o livello di esposizione a cui non si osserva alcun effetto sugli esposti. Al di sotto del livello di soglia i meccanismi di rimozione del tossico dovrebbero far sì che anche aumentando il tempo di esposizione non si osservi alcun effetto. Per definire un limite di esposizione a sostanze tossiche per gli ambienti di lavoro si utilizzano i seguenti criteri: 1)determinazione nell’animale della dose del tossico priva di effetti nocivi (determinazione della soglia di risposta). La risposta può essere la variazione reversibile di un parametro biochimico; 2)estrapolazione della soglia individuata all’uomo, con l’inserimento di un fattore di sicurezza. Ad esempio si divide per 10, 100, o 1000; 3)valutazione del limite proposto nelle situazioni di reale esposizione dei lavoratori in ambiente industriale. L’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) ha proposto una serie di limiti da applicare nelle diverse situazioni di rischio: -TLV (Threshold Limit Value – valore limite di soglia) -TWA (Time Weighted Average – media ponderata nel tempo). Il TLV – TWA è la più usata: indica la concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata lavorativa di otto ore e su 40 ore lavorative settimanali, alla quale tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti senza effetti negativi. -TLV – STEL (Short-Term Exposure Level – livello permesso per esposizioni di breve durata) -TLV – C (C= Ceiling = tetto – limite invalicabile che non deve mai essere superato durante l’attività lavorativa nemmeno per un brevissimo periodo di tempo). I TLV indicano, per le sostanze aerodisperse elencate, le concentrazioni alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa essere esposto continuativamente senza effetti negativi per la salute. Alcuni individui possono tuttavia essere ipersuscettibili o particolarmente sensibili a talune sostanze a causa di fattori genetici, dell’età, di abitudini personali (fumo, alcool, ecc.), cure mediche o esposizioni pregresse. Tali lavoratori possono non risultare adeguatamente protetti a concentrazioni eguali o superiori ai TLV. I limiti (TLV) devono essere utilizzati esclusivamente nell’ambito dell’igiene industriale come orientamento o raccomandazione per la prevenzione dei rischi per la salute negli ambienti di lavoro. I TLV non possono essere applicati in altre situazioni, come ad esempio: per la valutazione dell’inquinamento atmosferico, per la valutazione di esposizioni continue o prolungate oltre il normale orario di lavoro, in ambito medico-legale come prova o esclusione della natura professionale di una patologia in atto.
Limiti di accettabilità Valori limite di concentrazione superati i quali il terreno, le acque e l'aria sono considerati contaminati oltre i livelli accettabili. Costituiscono, inoltre, i valori limite di decontaminazione da raggiungere mediante l'azione di risanamento. Qualora, nonostante l'utilizzo delle migliori tecniche disponibili, non si riescano a raggiungere i limiti di accettabilità fissati dalla normativa, l'azione di risanamento è solo parziale e viene attuata mediante una messa in sicurezza del sito.
Limiti di esposizione I limiti di esposizione indicano, per ciascuna sostanza considerata, le concentrazioni delle sostanze aerodisperse alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi per la salute (Livello di accettabilità).In ambiente di lavoro si considerano tre categorie di limiti di esposizione: il limite di esposizione giornaliero è la concentrazione media ponderata nel tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi; il limite per breve tempo di esposizione è la concentrazione a cui i lavoratori possono essere esposti continuativamente per un breve periodo di tempo, senza che insorgano irritazioni, alterazioni croniche o irreversibili, narcosi, purché il valore-limite di soglia giornaliero non venga superato; il limite istantaneo è la concentrazione che non deve essere superata durante l'esposizione lavorativa nemmeno per un istante.
Livello di accettabilità Massima concentrazione di una sostanza (o misura di un agente chimico, fisico o biologico) a cui l’individuo può essere esposto giornalmente attraverso l’aria, l’acqua e gli alimenti, senza incorrere in un rischio apprezzabile per la salute. Si ottiene applicando delle opportune correzioni alla dose determinata sperimentalmente che non ha mostrato alcun effetto tossico, tenendo in considerazione il peso corporeo medio, il consumo medio giornaliero di uno specifico alimento o di acqua oppure di aria inspirata. Le opportune correzioni, così come le quantità fissate a livello internazionale, sono determinate e applicate nelle condizioni più conservative, al fine di proteggere l’uomo esposto. E' utilizzato per stabilire i limiti di esposizione.
Livello di pressione sonora In acustica, è indicatore utilizzato per valutare il valore istantaneo del rumore.
Livello di rumore statistico In acustica, è il livello di rumore superato per una percentuale n di tempo nel periodo di tempo T. I livelli statistici generalmente utilizzati sono L1, L5, L10 per denotare la rumorosità di picco e L90, L95, L99 per caratterizzare la rumorosità di fondo.
Livello equivalente di rumore In acustica, è l’indicatore utilizzato per valutare il livello medio di rumore di un segnale variabile, su un periodo di tempo T.
Livello ottimale di inquinamento Livello di inquinamento in corrispondenza del quale il benessere della collettività è massimizzato. L’attività produttiva genera, da una parte, benefici sotto forma di beni e servizi, dall’altra, danni ambientali. Il livello di inquinamento ottimale è un punto in corrispondenza del quale i benefici netti sociali, ovvero la differenza tra benefici e danni ambientali, sono massimi. In un’ottica economica, pertanto, l’obiettivo è quello di raggiungere tale livello di inquinamento ottimale e non di ridurre l’inquinamento a livello zero.
Luce L’occhio umano percepisce soltanto le onde elettromagnetiche che hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 3800 e i 7600 Ångström (Å = un decimilionesimo di millimetro), che sono dette radiazioni luminose. Il complesso di queste radiazioni luminose costituisce la luce bianca. Quando un fascio di luce bianca viene fatto passare attraverso un prisma di vetro, le radiazioni di diverse lunghezze d’onda vengono deviate e si osserva la loro scomposizione in una gamma di colori. Il medesimo fenomeno si può osservare anche dopo un temporale, in quanto le goccioline d’acqua agiscono sulle radiazioni luminose allo stesso modo del prisma e la luce scomposta dà origine al suggestivo fenomeno dell’arcobaleno.
Lunghezza d'onda Distanza tra due massimi (o due minimi) successivi di un onda; l'unità di misura è il metro (m).
Materiale di riferimento Materiale o sostanza per la quale una o più proprietà sono sufficientemente ben stabilite da essere usate per la taratura di un apparecchio, per la valutazione di un metodo per la misurazione o per l'assegnazione di valori a materiali.
Mercurio E’ l’unico metallo presente allo stato liquido a temperatura ambiente.
Metalli pesanti I metalli (dal greco "metallon", che significa miniera e quindi minerale) sono elementi chimici solidi, ad eccezione del mercurio, a temperatura ambiente; sono una eterogenea categoria di elementi duttili e malleabili, buoni conduttori di elettricità e di calore. Dei 103 elementi che compongono la tavola periodica ben 79 possono essere fatti rientrare nel gruppo dei metalli. Si definisc