Glossario igiene industriale e inquinamento ambientale
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Termine  Definizione
Accari Sono artropodi di piccole dimensioni che appartengono all’ordine degli aracnidi. Vivono come parassiti di uomini, animali e piante. Si distinguono facilmente dagli insetti perchè possiedono quattro paia di arti invece di tre. Alcune specie domestiche, non visibili ad occhio nudo, sono in grado di provocare allergia in soggetti predisposti. Prediligono i luoghi caldi e umidi, si cibano di forfora umana e di muffe e si annidano soprattutto nei materassi e nei cuscini. Nei soggetti allergici causano congiuntiviti, raffreddori e asma bronchiale. Presso i centri specialistici di allergologia vengono effettuati gli opportuni test diagnostici e, ove indicato, viene effettuata una terapia con vaccini costituiti da estratti purificati di acari (immunoterapia specifica = ITS). Il contatto con gli acari nelle abitazioni può essere fortemente ridotto con adeguate misure di profilassi.
Accreditamento Procedimento con cui un organismo riconosciuto attesta formalmente la competenza di un organismo o persona a svolgere funzioni specifiche. In Italia esistono attualmente i sottoelencati Enti di accreditamento: SINCERT, per l'accreditamento degli organismi di certificazione, e SINAL, per l'accreditamento dei laboratori di prova, SICEV... SIT.…. 
Accreditamento di un laboratorio Riconoscimento formale della idoneità di un laboratorio ad effettuare specifiche prove o determinati tipi di prova. In carenza di una legge di riferimento viene oggi effettuato da SINAL, che verifica la conformità del laboratorio alle norme UNI CEI EN 45001.Gli accertamenti che il SINAL effettua presso il laboratorio richiedente riguardano l’esistenza dei requisiti tecnici e organizzativi necessari per garantire il riferimento metrologico, la riproducibilità delle procedure adottate, l’adeguatezza della strumentazione utilizzata, la competenza del personale, l’imparzialità del giudizio tecnico.
Accreditamento di un organismo di certificazione Riconoscimento formale della idoneità di un organismo ad effettuare la certificazione di prodotti e/o di sistemi di qualità . In carenza di una legge di riferimento, viene oggi effettuato da SINCERT, che valuta la conformità dell'ente alle norme UNI CEI EN 45011 (prodotti) o 45012 (sistemi di qualità). In particolare il SINCERT richiede che l’organismo che intende svolgere attività di certificazione e/o ispezione, si impegni a non esercitare attività di consulenza sia direttamente che tramite società ad esso collegate.
Acido Sostanza di sapore acre che, sciolta in acqua o in altri solventi, libera ioni idrogeno ed è in grado di trasferire protoni, i quali vengono accettati da una base. Gli acidi si distinguono in: acidi forti e deboli secondo la maggiore o minore capacità di dissociazione; acidi monobasici, bibasici, tribasici, secondo che la molecola, dissociandosi, liberi uno, due o tre ioni idrogeno; acidi inorganici (ad esempio, acido cloridrico, acido solforico, acido nitrico) e acidi organici (ad esempio, acido acetico, acido butirrico, acidi grassi).
Acque (impianto di depurazione delle) Impianto che, attraverso uno o più processi di carattere meccanico, fisico, chimico e biologico, consente l’eliminazione di sostanze nocive dai liquidi. I trattamenti meccanici hanno la funzione di separare gran parte dei materiali in sospensione, mentre i trattamenti biologici operano la degradazione delle sostanze organiche ad opera di particolari microrganismi. Infine i trattamenti chimico-fisici consistono essenzialmente nell’insolubilizzazione e nella successiva separazione di sostanze disciolte.
Acque potabili Sono le acque distribuite dagli acquedotti pubblici, consortili e privati che possiedono le caratteristiche chimico fisiche stabilite dalla Legge per essere destinate al consumo umano.
Acque reflue Si indicano con questo nome tutti i rifiuti liquidi provenienti dalle attività fisiologiche dell’uomo (metabolismo), oppure da sue attività lavorative primarie (agricoltura e allevamento di bestiame) o secondarie (industria). Tali rifiuti contengono sostanze organiche ed inorganiche sovente assai nocive le quali, se immesse senza alcun trattamento di depurazione (o con un trattamento incompleto o comunque inefficace) nell’ambiente naturale, lo contaminano gravemente con esiziali conseguenze a carico degli esseri viventi nell’ambiente medesimo.
Acque reflue domestiche Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche.
Acque reflue industriali Qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici in cui si svolgono attività commerciali o industriali, diverse dalle acque domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento
Acque reflue urbane Acque reflue domestiche o miscuglio di acque reflue domestiche (acque nere), acque reflue industriali (assimilabili alle acque urbane reflue urbane) e/o acque meteoriche di dilavamento (acque bianche)
Acquisizione dei dati modalità con cui i dati archiviati dalle stazioni automatiche vengono trasferiti, via radio o via modem, alla centrale operativa dei Centri, nonché le modalità con cui vengono raccolti i dati provenienti dai rilevi manuali.
Acustica Controllo di fonti di inquinamento.
Aerazione Immissione di aria in un ambiente o in una sostanza per facilitare il processo di ossidazione. Viene utilizzata come sistema di depurazione delle acque reflue.
Affidabilità L'attitudine di un servizio, di un prodotto o di un sistema a fornire la prestazione richiesta senza disservizi, guasti od inconvenienti, per un determinato periodo di tempo, sotto condizioni prestabilite.
Alimento Sebbene a livello europeo esista un corpus consistente di legislazioni in campo alimentare, il termine "alimento" non è mai stato definito. La maggior parte degli Stati membri possiedono una definizione di alimenti o di generi alimentari e a livello internazionale una definizione esiste nel Codex Alimentarius. Sia il libro verde sulla legislazione in materia alimentare che il libro bianco sulla sicurezza alimentare propongono di definire il termine e di adottarne l'uso nelle future proposte sulla legislazione alimentare, al fine di accrescere la chiarezza e certezza giuridica e consentire una comprensione di tali concetti a livello comunitario. La recente proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante "I principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, l'istituzione dell'Autorità europea per gli alimenti e le procedure nel campo della sicurezza alimentare" (Documento 500PC716, art.2) colma questa lacuna. Il termine "alimento" (o "prodotto alimentare", o "derrata alimentare") designa qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato o atto ad essere ingerito da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento. È compresa l'acqua, fatti salvi i requisiti previsti dalle direttive 80/778/CEE e 98/83/CE. Non sono compresi: i mangimi; gli animali vivi, a meno che siano preparati, confezionati o serviti per il consumo umano; i vegetali prima della raccolta; i medicinali ai sensi della direttiva 65/65/CEE del Consiglio; i cosmetici ai sensi della direttiva 76/768/CEE del Consiglio; il tabacco e i prodotti derivati dal tabacco ai sensi della direttiva 89/622/CEE del Consiglio; le sostanze narcotiche o psicotrope ai sensi della Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961 e della Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971.La definizione proposta riflette ciò che generalmente si intende per alimenti nei provvedimenti comunitari, riprende la definizione del Codex Alimentarius e tiene conto delle definizioni consolidate contenute nelle legislazioni degli Stati membri.
Allergeni Gli allergeni sono sostanze chimiche (in genere proteine) che causano manifestazioni allergiche. Gli allergeni più frequenti sono i pollini, alcuni acari della polvere domestica, le forfore animali, alcuni alimenti, il veleno di alcuni insetti (api, vespe, calabroni). La vera allergia a farmaci è rara. La maggior parte delle reazioni avverse a farmaci non è causata da allergia ma da altri meccanismi.
Allergia L’allergia è una reazione dell’organismo che si manifesta in individui predisposti che reagiscono con sintomi molto intensi a stimoli che sono innocui per la maggioranza della popolazione, anche se a dosi estremamente basse. L’allergia vede sempre coinvolto il sistema immunitario. Le manifestazioni allergiche più comuni sono l’asma bronchiale, il raffreddore allergico, l’orticaria e l’eczema. Anche le reazioni a farmaci, ad alimenti o a puntura di insetti possono in alcuni casi essere di natura allergica.
Ambiente Si tratta di un termine ricco di significati e di implicazioni. Nell’accezione comune comprende l’insieme delle condizioni fisiche (temperatura, pressione, ecc.), chimiche (concentrazione di gas, sali, sostanze organiche o inorganiche, ecc.) e biologiche nell’ambito del quale si svolge la vita. Sono parte dell’ambiente l’acqua, l’aria, i minerali e gli esseri viventi, vegetali e animali, inclusi i microorganismi. Ma l’ambiente è un sistema aperto, in equilibrio dinamico, capace di autoregolazione, in cui si verificano interrelazioni a tutti i livelli, insieme a flussi di energia e di informazioni. L’ambiente è un sistema complesso di relazioni di cui l’uomo è parte e con il quale interagisce. Nella pratica di tutti i giorni viene quindi focalizzato di volta in volta un aspetto particolare dell’ambiente, che verrà definito dall’aggettivo che accompagna il termine: avremo così un ambiente ecologico , naturale, sociale, politico, istituzionale, ma anche relazionale e affettivo ed altri ancora.
Ambiente di lavoro Insieme di condizioni nel cui ambito viene svolto il lavoro
Amianto (absesto) Con il termine amianto, o asbesto, si intende un gruppo di minerali naturali a struttura fibrosa separabile in fibre molto sottili e resistenti. In natura esistono diversi tipi di amianto, i più diffusi e utilizzati sono: crisotilo (quello più usato), amosite e crocidolite. La sua elevata fibrosità fa dell’amianto un materiale: resistente al calore e al fuoco; resistente all’azione degli acidi e alla trazione; molto flessibile; filabile; dotato di proprietà fono-assorbenti e termo-isolanti. Queste caratteristiche, insieme al basso costo di lavorazione, hanno favorito l’impiego di questo materiale in diversi campi (dall’edilizia all’industria ai trasporti) e in oltre 3000 prodotti diversi.
Analisi ambientale Esauriente analisi iniziale dei problemi ambientali, degli effetti e dell’efficienza ambientali, relativi alle attività previste in un sito (Reg. 1836/93)
Analisi ambientale preliminare E' il primo passo per la valutazione, il controllo e il miglioramento delle performance ambientali di una organizzazione, consente di identificare i fattori di impatto associati alle attività produttive e/o di servizio e di orientare la successiva scelta di strumenti di valutazione più approfonditi.
Analisi di rischio Strumento per la gestione dei vari problemi ambientali. Essa permette di calcolare se un particolare composto inquinante sia causa di effetti nocivi per l'uomo e per l'ambiente posti a contatto diretto e indiretto con la sostanza stessa. Nel campo degli interventi di risanamento ambientale, è possibile utilizzare l'analisi di rischio come riferimento per la progettazione di interventi di bonifica e messa in sicurezza.
Anidride carbonica Composto chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È presente in atmosfera per lo 0,03% in volume. Costituisce il reagente fondamentale per la fotosintesi clorofilliana.
Anidride solforosa Composto chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di zolfo lagato a due atomi di ossigeno – E’ uno dei più diffusi inquinanti atmosferici derivato dalle attività industriali e dalla combustione di impianti fissi.
ANPA L’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente è una struttura pubblica, istituita con la legge del 21 gennaio 1994, n. 61, che è stata emanata in seguito al referendum del 18 aprile 1993, con il quale erano state sottratte alle USL le competenze in materia di controlli ambientali., Il nuovo ente deve svolgere attività di monitoraggio, informazione, promozione e proposizione sulle tematiche ambientali che avvicinano il modello italiano a quello di analoghe strutture già operanti in altri paesi (Agenzia per la Protezione Ambientale). Tra i compiti essenziali dell’ANPA rientrano: il sostegno tecnico-scientifico alle autorità amministrative; la realizzazione di una rete di informazioni sullo stato dell’ambiente; l’attuazione di controlli ispettivi; la definizione di standard di qualità ambientale; l’impulso alla ricerca di tecnologie ecocompatibili; le funzioni di segreteria tecnica del comitato competente per l’attuazione del Regolamento sull’audit ambientale (EMAS) e sull’ecolabel. La legge al tempo stesso dà mandato alle Regioni e alle Provincie autonome di istituire apposite Agenzie regionali (ARPA) e provinciali autonome (APPA), alle quali sono affidati compiti di intervento operativo sul territorio. Di recente, con il D.Lgs. 30/07/1999 n. 3000 l'ANPA è stata commissariata in attesa che venga istituita l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici dopo l'insediamento del nuovo Governo.
Aria (livello di qualità dell’) Per livelli di qualità dell’aria, si intende la concentrazione di uno o più inquinanti rilevata nell’aria ambiente. Tali valori, confrontati con opportuni standard fissati dalla normativa, permettono di stabilire il grado di inquinamento atmosferico presente.
Aromatici Idrocarburi dall’odore tipico e gradevole, da cui il nome, generalmente caratterizzati dalla presenza nelle loro molecole di almeno un anello benzenico. Sono presenti nel greggio e si formano in alcuni processi di raffinazione finalizzati alla produzione di componenti per benzina. La particolare attenzione rivolta negli ultimi anni agli idrocarburi aromatici deriva dalla evidenziata nocività dei loro vapori, specialmente del benzene, che ha portato alla limitazione dei contenuti massimi ammessi nelle benzine finite e all’adozione, a breve, di specifiche cautele operative nelle stazioni di servizio stradali (Benzine riformulate).
ARPA Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.
Atmosfera L’involucro gassoso che circonda la Terra costituisce l’atmosfera. Essa è composta dall’aria, una miscela di gas in cui si trovano sospese anche particelle solide e liquide di diversa natura. La composizione attuale dell'atmosfera è il risultato del ciclo del carbonio e del ciclo dell'azoto; l'atmosfera è rinnovata e mantenuta stabile da questi processi. Tra tutti i pianeti del sistema solare la Terra è l’unico a possedere un’atmosfera ricca di ossigeno e di azoto, elementi fondamentali per consentire la presenza della vita in tutte le sue forme, animali e vegetali. L’atmosfera svolge anche un ruolo essenziale per garantire la protezione della vita: essa costituisce infatti uno schermo efficace per le radiazioni ultraviolette e per il flusso di particelle provenienti dal Sole. La densità dell’atmosfera terrestre diminuisce con l’aumentare della quota e ciò permette di suddividerla in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), la cui parte più alta è caratterizzata dalla presenza rilevante di molecole di ozono e che per questo viene chiamata ozonosfera, ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera. Si impiegano anche suddivisioni differenti, soprattutto con riferimento alla temperatura relativa alle diverse quote. L’inquinamento e altre attività o sostanze prodotte dall’uomo modificano l’atmosfera, sia nella composizione dell’aria che nei processi che in essa si verificano. Tutto ciò provoca mutate condizioni ambientali che si ripercuotono sulla salute dell’uomo, direttamente e indirettamente, a breve e a lungo termine.
Attività industriale Qualsiasi attività elencata nelle sezioni C e D della classificazione delle attività economiche nella Comunità europea (NACE Rev. 1), stabilita dal regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio (Cfr. GU n. L 293 del 24.10.1990, p. 1), nonché la produzione di elettricità, gas, vapore e acqua calda, ed il riciclaggio, il trattamento, la distruzione o lo smaltimento di rifiuti solidi o liquidi (Reg. 1836/93)
Audiometria E' l'insieme delle tecniche di misurazione della sensibilità uditiva.
Autocertificazione Termine improprio che vorrebbe indicare la dichiarazione di un produttore sulla conformità dei propri prodotti, senza l'intervento di un Ente terzo indipendente. Viene usato impropriamente in sostituzione dell'espressione "dichiarazione di conformità". Il Termine non è corretto in quanto la parola Certificazione nell'accezione specifica indica sempre che la verifica venga svolta con l'intervento di una terza parte indipendente.
Autorizzazioni Decisione scritta che autorizza l'esercizio di un impianto o parte di esso a precise condizioni che garantiscono che l'impianto medesimo sia conforme ai requisiti della normativa applicabile
Barriere fonoassorbenti Barriere acustiche dotate di particolari accorgimenti e materiali in grado di assorbire l’energia acustica su di essi incidente. La capacità di assorbire energia da parte dello schermo viene indicata dal coefficiente di assorbimento, definito come il rapporto fra l’energia assorbita e quella incidente su una superficie unitaria di barriera.
Batteri Microrganismi procarioti di tipo vegetale, come le alghe, ma privi di clorofilla. Alcuni batteri sono patogeni, ossia apportatori di malattie, e devono quindi essere accuratamente eliminati dalle acque per uso potabile. Più numerose sono le specie innocue o utili: vanno ricordati i batteri nitrificanti, che trasformano l’ammoniaca in nitrito e questo in nitrato; i batteri denitrificanti, che riducono l’ammoniaca ad azoto elementare; i batteri solforiducenti ed i solfossidanti, che possono trasformare rispettivamente i composti solforati in acido solfidrico e in acido solforico; i batteri ferrici, che trasformano i composti di ferro disciolti in idrossido ferrico.
Benzene Idrocarburo di formula C6H6 a struttura esagonale (atomi di carbonio e 6 atomi di idrogeno). E’ il composto-base della classe degli idrocarburi aromatici, dal caratteristico odore pungente; a temperatura ambiente volatilizza assai facilmente. E’ la sostanza aromatica con la struttura molecolare più semplice (un solo anello). E’ presente nel petrolio greggio e viene prodotto in alcuni processi di raffinazione, per cui si ritrova in piccole quantità anche nella benzina. Ad essa apporta qualità ottaniche, migliorandone le prestazioni. E’ largamente utilizzato come solvente e come materia prima chimica (resine, esplosivi, ecc.). E’ un prodotto tossico per il sistema nervoso centrale in caso di esposizioni elevate ed è classificato cancerogeno per lunghe esposizioni. studi recenti hanno portato a stime del valore medio di esposizione professionale al benzene (addetti a impianti petrolchimici e a distributori di carburanti) di un ordine di grandezza inferiore al limite di 1 p.p.m. (pari a 3,25 mg/mc) definito dalla Direttiva 97/42. I valori medi di esposizione della popolazione stimati consistono in un ordine di grandezza inferiore all’esposizione professionale: la componente principale dell’esposizione non professionale al benzene risulta il fumo.
Bonifica Ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all'utilizzo previsto per l'area. (D.Lgs 22/97). Esistono diversi tipologie di interventi di bonifica: interventi di tipo chimico, che tendono a trasformare le sostanze inquinanti in sostanze non pericolose interventi di tipo fisico, che riescono a rimuovere le sostanze inquinanti interventi di tipo termico, che riescono a distruggere le sostanze inquinanti interventi di tipo biologico che sfruttano la capacità di alcuni batteri che si nutrono di sostanze contaminanti.
Calibrazione E' il controllo dell'accuratezza e della precisione di una grandezza di riferimento mediante un qualsiasi strumento di misura.
Campagna Insieme di azioni programmate e/o effettuate finalizzate a perseguire determinati obiettivi (es. campagna di informazione in campo ambientale, campagna di monitoraggio di determinati inquinanti ambientali ecc.).
Campionamento Campione materiale, apparecchio per misurazione o sistema di misurazione inteso a definire, realizzare, conservare o riprodurre una unità ovvero uno o più valori noti di una grandezza per trasmetterli per confronto ad altri strumenti per misurazione.
Campione Porzione avente caratteristiche omogenee, in una o più aliquote, di una determinata matrice ambientale (acqua, aria, suolo) o di un determinato lotto di materiale che è prelevato e trasportato al laboratorio.
Campo elettromagnetico In maniera molto elementare, si può dire che la presenza di una sorgente di carica elettrica q nello spazio genera un campo elettrico statico: in pratica una serie di linee di forza che si allontanano dalla sorgente. Se la carica elettrica q si muove nello spazio, o meglio, se c’è un flusso di cariche elettriche che scorre in un conduttore (come un flusso d’acqua all’interno di un tubo che si sposta da un punto a maggior pressione ad uno a pressione inferiore), si crea una corrente elettrica. Avremo così un moto di cariche negative in un senso e un analogo moto di cariche positive nel verso opposto. Convenzionalmente si dice che la corrente fluisce dal polo positivo (cioè dai punti a potenziale maggiore) al polo negativo (corrispondente ai punti a potenziale minore). Tra due punti a diverso potenziale esiste dunque un campo elettrico. I fenomeni elettrici e magnetici sono strettamente collegati e dipendenti tra di loro: dove si verifica il passaggio di una corrente elettrica (e quindi esiste un campo elettrico), si genera un campo magnetico. Analogamente variazioni nel circuito di un campo magnetico inducono in un conduttore un flusso di corrente elettrica (induzione magnetica). Campo elettrico e campo magnetico, sono dunque per loro natura inscindibili in quanto la variazione dell’uno è sorgente dell’altro. Da queste premesse nasce il concetto di campo elettromagnetico come entità unica. Variazioni periodiche del campo elettrico e magnetico determinano la diffusione del campo elettromagnetico nello spazio a grandi distanze sotto forma di onde, che vengono appunto definite radiazioni elettromagnetiche (EM).
Cancerogeno Si dice di un agente chimico o fisico capace di causare il cancro. E’ stato dimostrato che alcuni agenti chimici o fisici (come ad esempio alcuni idrocarburi policiclici aromatici, il cromo esavalente o le radiazioni ionizzanti), sono cancerogeni. I tumori causati da agenti presenti nell’ambiente di vita o di lavoro non si possono in alcun modo distinguere da quelli che si verificano spontaneamente. La capacità cancerogena viene studiata nell’animale da esperimento e tramite studi epidemiologici che dimostrino che nei soggetti esposti ad un determinato agente esiste un maggior rischio, vale a dire una maggiore probabilità, di andare incontro a tumore rispetto alla popolazione generale, dello stesso sesso, età, abitudini di vita. Si dice anche che per una esposizione ad una sostanza è stato dimostrato un eccesso di tumori. Lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) organismo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, classifica il livello di evidenza della capacità cancerogena in categorie.
Carbone attivo Particolare tipo di carbone, finemente macinato, caratterizzato da un enorme numero di pori nei quali possono essere adsorbite (Adsorbimento) sostanze liquide o gassose.
Certificato Il provvedimento finale che attesta l'omologazione di un apparecchio o di materiali soggetti all'attività istituzionale ovvero prove eseguite presso laboratori dell'istituto ovvero estranei autorizzati con il predetto decreto ministeriale.
CFC Clorofluorocarburi. Questi composti sono stati usati nell’industria in grande quantità, soprattutto nei frigoriferi, nei sistemi di condizionamento dell’aria e in altri prodotti di consumo. I CFC e i composti analoghi, una volta rilasciati in aria, salgono fino alla stratosfera, uno strato superiore dell’atmosfera tra i 15 e i 50 Km di altezza dal suolo. Nella stratosfera i CFC entrano in una complessa serie di reazioni che causano una riduzione dello strato di ozono che protegge la superficie terrestre dal pericoloso effetto sull’ambiente e sulla salute delle radiazioni ultraviolette presenti nella luce solare. La Legge 28.12.1993, n. 549 favorisce la sostituzione delle sostanze nocive all’ozono stratosferico e dannose per l’ambiente e disciplina le fasi di raccolta, riciclo e smaltimento di tali sostanze. Inoltre, il D.M. 16 maggio 1996, in recepimento di una direttiva CEE, stabilisce l’attivazione del sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono.
Check list Strumento usato per assicurare che siano stati analizzati tutti i processi, procedimenti e tutte le fasi di un'operazione.
Cloro Presente sotto forma di ione nel sale marino, si produce per elettrolisi di esso come molecola allo stato gassoso. Suoi derivati ossigenati vengono utilizzati per la potabilizzazione e per il trattamento delle acque reflue industriali e civili. Trova anche impiego nella sintesi di numerosi composti organici e inorganici. Particolari attenzioni vengono usate nella manipolazione e nel trasporto, data la sua tossicità.
Codice di pratica Documento che raccomanda regole pratiche o procedure per la progettazione, la fabbricazione, l'installazione, la manutenzione o l'utilizzazione di apparecchiature, strumenti o prodotti. Un codice di pratica può essere una norma, una sua parte o a sé stante.
Coliformi Organismi batterici che si originano usualmente nel tratto intestinale degli animali a sangue caldo e dell'uomo.
Compatibilità Idoneità di prodotti, processi o servizi ad essere utilizzati assieme, sotto determinate condizioni, per soddisfare particolari requisiti senza causare inaccettabili interazioni.
Controllo Esame accurato, accertamento. Il controllo ha la finalità di: verificare la conformità delle diverse situazioni ambientali alle norme vigenti, prevenire le situazioni d'inquinamento, conoscere e monitorare nel tempo la quantità e/o la qualità delle matrici ambientali.
Cromo E’ un metallo pesante (simbolo chimico Cr) presente in natura in vari stadi di ossidazione. Il cromo esavalente è considerato la forma più pericolosa per la maggiore solubilità e capacità di penetrare nelle strutture cellulari
Decibel (dB) Il decibel è un modo di esprimere una determinata misura di rumore, di vibrazioni, di campi elettrici. Esso denota la grandezza di una quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10) del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il livello dell’intensità energetica dei suoni.
Densità Rapporto tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa, espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l’acqua pura a 4°C. La densità dei solidi si misura con particolari recipienti detti "picnometri".
Depuratore Impianto dedicato alla rimozione del carico inquinante contenuto in acque di scarico. E’ generalmente costituito da due sezioni principali, ciascuna idonea a un trattamento specifico: chimico-fisico, che provvede con mezzi chimici o fisici ad un pretrattamento delle acque per la rimozione dei solidi sospesi, per equilibrare l’acidità o l’alcalinità eccessive, per neutralizzare particolari sostanze nocive prima del successivo trattamento biologico, per aerazione; biologico, ad opera di microrganismi selezionati che provocano la degradazione delle sostanze organiche inquinanti, fino a farle rientrare nei limiti di legge. In genere un depuratore comprende una serie di vasche (Vasche di ossidazione biologica), in cui le acque fluiscono in serie per subire i vari passaggi del processo di depurazione.
Detersivi Chiamati anche detergenti, sono sostanze chimiche coadiuvanti il lavaggio a mano o a macchina degli indumenti, delle stoviglie e dei prodotti industriali. Contengono molecole costituite da due parti: una idrofila (amica dell’acqua) e l’altra idrofoba (nemica dell’acqua). La prima si orienta verso l’acqua e la seconda verso il grasso di cui è formato in genere il sudiciume e lo allontana dai tessuti e dagli oggetti ai quali aderisce. I componenti dei detersivi sono: i fosfati che favoriscono l’eutrofizzazione, i tensioattivi ricavati dal petrolio e dal carbone e sono i responsabili di alcune malattie cutanee, brillanti per aumentare la lucentezza, sbiancanti sono perborati e percarbonati, sbiancanti ottici, enzimi prodotti da batteri, riempitivi, antischiuma, anticorrosivi (silicati di sodio e di alluminio), ammorbidenti, profumi sintetici sono oli di sintesi.
Diossine Con il termine generale di diossine viene descritto un gruppo di centinaia di composti chimici capaci di persistere per lungo tempo nell’ambiente. Almeno 13 di queste molecole sono considerate sicuramente tossiche per l’uomo e gli animali. Il composto più tossico è la tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità delle altre diossine e delle sostanze analoghe viene espressa in relazione alla TCDD
Dose Quantità di una sostanza necessaria per ottenere un determinato effetto.
Dosimetro Apparecchio o dispositivo di misura della dose in un ambiente (dosimetro ambientale) o assorbita da una persona (dosimetro personale).
DPI Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
Elettrosmog Termine utilizzato per indicare l'inquinamento causato dall'esposizione ai campi elettromagnetici. Il termine è stato coniato a seguito del recente sviluppo delle telecomunicazioni, che hanno prodotto un consistente aumento delle fonti di campi elettrici e magnetici e la conseguente esposizione ad essi, della popolazione.
Emissione Scarico di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’ecosistema, , proveniente da un impianto o da qualsiasi altra fonte che può produrre direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente. Vale a dire un inquinamento atmosferico (cfr. DPR 203/1988). Viene misurata nel punto di introduzione.
Emissione convogliata Scarico di una sostanza gassosa attraverso un camino, allo scopo di migliorare la dispersione degli inquinanti nell’atmosfera e limitarne la ricaduta a terra.
Emissione diffusa Fuoriuscita di una sostanza gassosa in atmosfera, prodotta da perdite di alcuni componenti degli impianti di lavorazione (valvole, tenute, ecc.), dei serbatoi di stoccaggio e degli impianti di movimentazione dei prodotti.
Emissione luminosa Radiazione ottica non ionizzante, associabile al campo del visibile, con lunghezze d’onda comprese tra 400 nm e 760 nm.
Emissioni fuggitive Con questo termine si individuano le emissioni gassose di sostanze organiche volatili, dovute alle perdite fisiologiche e cioè non accidentali, dagli organi di tenuta degli impianti chimici e petrolchimici. I principali organi di tenuta che si prendono in considerazione sono quelli relativi a: flange, valvole di sicurezza, compressori, pompe e valvole di regolazione.
Esposizione personale di un lavoratore (valori limite) Esposizione del lavoratore ad agenti chimici, fisici e biologici nell’ambiente di lavoro. Viene definita, in funzione dell’intensità del fattore, in base al tempo effettivo di esposizione e al periodo di riferimento temporale (8 ore giornaliere o settimana lavorativa).
Fattore ambientale Elemento ambientale che interagisce con altri condizionandone lo stato o l'evoluzione, determinando flussi di materia e/o energia verso altri elementi (stato chimico-fisico dell'acqua, rumore, traffico, ecc.). Le componenti ambientali sono anche fattori.
Fattore di emissione quantità di sostanza inquinante emessa riferita al processo produttivo considerato nella sua globalità e nelle sue fasi tecnologiche: si esprime in termini di massa di prodotto o materia prima impiegata, o comunque di altri parametri idonei a rappresentare il settore produttivo in esame (cfr. DPR 203/1988).
Fattore d'impatto ambientale Fattore materiale (prodotti, residui, etc.) e immateriale (energia, agenti fisici quale rumore e vibrazioni o altro) che può causare, per la sua quantità e qualità, effetti sull’ambiente.
Fonometria E' l'insieme delle tecniche di misurazione dell'intensità sonora di ambienti o aree.
Fonometro Apparecchio che misura l'intensità sonora.
Formaldeide La formaldeide è un composto chimico della classe delle aldeidi alifatiche. E' l'aldeide più semplice e più comune. A temperatura ambiente è un gas dall'odore pungente. Appartiene al gruppo di sostanze definite composti organici volatili (VOCS) potenzialmente presenti nei luoghi di vita e lavoro.
Fotometro E' lo strumento utilizzato per la misurazione oggettiva e soggettiva dell'intensità' e della potenza dell'onda sonora. Esso infatti, oltre che analizzare il valore reale di queste grandezze, permette anche delle conversioni a valori che si avvicinano maggiormente alla ''sensazione uditiva'', cioè' a come noi effettivamente percepiamo quel suono. Questo e' necessario perche' la percezione del suono dell'orecchio umano non e' la medesima a tutte le frequenze.
Frequenza Rappresenta il numero di volte in cui accade un dato evento. In campo acustico, è il numero di "pezzetti" di onda sonora uguali tra loro che ci sono in un secondo: l'unità di misura è l'Hertz (Hz).. Un suono acuto ha una frequenza alta, cioè l'onda si ripete uguale a se stessa molte volte in un secondo. Un suono grave ha una frequenza bassa. La stessa definizione è applicabile anche per l'onda elettromagnetica. Se l'onda ha frequenza alta (infrarossi, raggi X, raggi Gamma...) porta con se molta energia. In caso contrario (micro onde, onde radio...), l'onda trasporta meno energia.
Giorno / uomo Unità di misura pari ad una giornata lavorativa, della durata convenzionale pari a 8 ore.
HACCP Hazard Analysis and Critical Control Point. Metodologia di analisi, valuzione e controllo degli aspetti di rischio di un sistema, richiamata dalla Direttiva CEE 93/43 del 14/06/93, recepita in Italia con il d. Lgs 155/97 del 26/05/97, che stabilisce le norme generali di igiene dei prodotti alimentari. Il D.Lgs. 155/97 è stato successivamente abrogato dal D.Lgs. 193/07
Idrocarburi Vasta classe di composti chimici formati da carbonio e idrogeno, molti dei quali, gassosi, liquidi o solidi, sono i principali costituenti del greggio e del gas naturale, oltre che di varie sostanze naturali (resine, caucciù, ecc.). Per la loro diversa struttura molecolare, essi hanno proprietà fisiche e chimiche diverse e sono quindi in grado di essere utilizzati in moltissimi campi. La loro caratteristica fondamentale è quella di produrre energia termica per ossidazione rapida (cioè bruciano). Questa caratteristica può essere utilizzata per produrre energia secondo tecnologie estremamente flessibili. Essi inoltre forniscono la materia prima indispensabile all’industria chimica moderna che è per questo detta petrolchimica. Nelle molecole degli idrocarburi gli atomi di carbonio possono legarsi in gran numero, formando catene aperte (idrocarburi alifatici aciclici: alcani, alcheni, alchini, ecc.) e chiuse (idrocarburi ciclici: alifatici ciclici o aliciclici e aromatici). Se vi figurano solo legami semplici si hanno idrocarburi saturi (alcani, cicloalcani), se vi sono anche legami doppi o tripli si hanno idrocarburi insaturi (alcheni, alchini). Il grande numero di atomi di carbonio che possono far parte delle molecole degli idrocarburi, la possibilità di scambio di valenze diverse tra gli atomi di carbonio e l’isomerizzazione rendono pressoché illimitato il numero dei possibili composti del carbonio. Si stima siano oltre tre milioni i composti già conosciuti e che circa 100.000 ne vengano isolati o sintetizzati ogni anno.
Idrocarburi alogenati Sono idrocarburi che contengono un atomo di cloro oppure di fluoro, bromo, iodio, ecc.
Imballaggio Il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo
Immissioni Rilascio, in atmosfera o nei corpi idrici, e conseguente trasporto turbolento, di un inquinante nell’ambiente. La concentrazione dell'inquinante è misurata lontano dal suo punto di emissione, quindi l'inquinante è sempre diluito.
Impatto ambientale Sta ad indicare i potenziali effetti negativi ma anche positivi, reversibili o irreversibili, che un'opera pubblica o privata può determinare sull'ambiente naturale nel quale dovrebbe inserirsi. In altre parole, l’impatto ambientale è una variazione della qualità e/o della disponibilità di una risorsa ambientale (ad esempio acqua, aria, ecc.) causata da un intervento umano legato ad attività di produzione o di consumo.
Impianto di depurazione Si intende una installazione adibita a trattamenti che permettono di eliminare totalmente o parzialmente dalle acque di scarico urbane le sostanze inquinanti. Le fosse Imhoff sono da considerarsi impianti di depurazione a tutti gli effetti.
Impresa alimentare Ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse alle fasi di produzione e distribuzione degli alimenti (art. 3 proposta del Parlamento europeo di Regolamento sulla legislazione alimentare 500PC0716)
Indagine Ricerca diligente, sistematica e approfondita.
Indagine ambientale Analisi che ha lo scopo di accertare lo stato di qualità dell'ambiente di una determinata area, ai fini di individuare eventuali inquinamenti dei terreni e delle acque e di stabilire se siano necessari interventi di bonifica o di disinquinamento.
Indicatore È un qualsiasi parametro che provvede alla rappresentazione sintetica di un fenomeno complesso. Un indicatore ambientale deriva da una osservazione o misurazione di una variabile ambientale: per i fenomeni dell'inquinamento i livelli misurati delle diverse sostanze chimiche sono a tutti gli effetti indicatori della qualità dell'ambiente. Aggregando in maniera opportuna gli indicatori corrispondenti alle singole dimensioni dei fenomeno osservato si possono ottenere i cosiddetti "indici", che forniscono una informazione sintetica e unitaria dell'entità originale.
Indicatori ambientali Sono parametri chimici e/o fisici ai quali si ricorre per la descrizione sintetica della sensibilità ambientale di un’area a particolari perturbazioni.
Indicatori biologici Una elementare definizione del concetto di indicatore resta quella di spia di una serie complessa di condizioni. (Biosensori). Organismo biologico, in genere semplice, caratterizzato da reazioni note a certe concentrazioni di specifici inquinanti e utilizzato, quindi, per monitoraggi della qualità dell'ambiente.
Inquinamento Alterazione dei parametri fisici, chimici e biologici propri di un ambiente, in stato di equilibrio, provocata dalle attività umane. L’inquinamento può riguardare il suolo, le acque e l’aria. Tra gli agenti inquinanti si distinguono: sostanze organiche, quali idrocarburi, clorofluorocarburi, il cui effetto dannoso è provocato da un accumulo anomalo; sostanze inorganiche, come metalli pesanti, amianto ed altre sostanze che esercitano un’azione tossica sull’uomo, gli animali, le piante o l’ambiente nel suo insieme; fonti sonore, come il traffico automobilistico o le attività produttive che provochino disturbi acustici; fonti di calore, come gli scarichi di acque a temperatura superiore a quella ambiente; fonti di radiazioni pericolose (ad esempio quelle ionizzanti) o anche di per se non dannose (ad esempio, la luce) o di incerto effetto (le onde elettromagnetiche). L’inquinamento può manifestarsi su scala locale, come avviene nella maggior parte dei casi, o globale, come succede nel caso delle emissioni inquinanti che provocano l’effetto serra o il buco nell’ozono. Dalla fine degli anni Sessanta, l’inquinamento rappresenta un’emergenza tenuta sotto osservazione specie nei paesi industrializzati: normative nazionali e internazionali tendono a prevenire le possibili forme e a porre rimedio ai suoi effetti. Importanti decisioni in tema di protezione ambientale sono state assunte dalla conferenza di Rio de Janeiro nel 1992 (UNCED e Agenda 21).
Inquinamento acustico E’ l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare: -fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, -pericolo per la salute umana, -deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Si parla di: -valori limite di immissione in riferimento al valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori, cioè dei soggetti potenzialmente esposti; -valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente; -valori di qualità: i valori di rumore da conseguire per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge quadro sull'inquinamento acustico.
Inquinamento del suolo Con questo termine si definisce l’accumulo di rifiuti, in particolare sostanze pericolose, nel suolo tale da determinare alterazioni della composizione e delle proprietà chimico-fisiche e biologiche del terreno, in grado di mettere in pericolo la salute umana e nuocere agli ecosistemi. L’inquinamento del suolo può essere dovuto a ben individuabili attività industriali, insediamenti civili, discariche, ad attività diffuse sul territorio (agricoltura) o a processi naturali di diffusione degli inquinanti (deposizione atmosferica). Il suolo può inoltre essere contaminato da isotopi radioattivi di origine naturale o a seguito di rilasci deliberati o accidentali di materiale radioattivo.
Inquinamento dell'acqua Il D.Lgs. 152/99 definisce l’inquinamento dell’acqua “lo scarico, effettuato direttamente o indirettamente dall’uomo nell’ambiente idrico, di sostanze o di energia le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo la salute umana, nuocere alle risorse viventi e al sistema ecologico idrico, compromettere le attrattive o ostacolare altri usi legittimi delle acque” Le principali cause dell’inquinamento dell’acqua sono rappresentate da: -scarichi di acque usate, provenienti da attività industriali; -scarichi diretti o da pubbliche fognature di insediamenti residenziali, commerciali e civili; -acque di dilavamento dei suoli agricoli che trasportano materiali inquinanti, rappresentati soprattutto da particelle di suolo, fertilizzanti organici e di sintesi, pesticidi; -acque piovane venute a contatto con discariche e rifiuti o che hanno attraversato superfici impermeabilizzate (strade, piazzali,…) caratterizzate dalla presenza di residui della combustione di autoveicoli, o residui di altre attività antropiche; -ricaduta al suolo delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera a seguito della pioggia e della neve (piogge acide). L’inquinamento può essere di tipo “fisico” quando è dovuto all’immissione di rifiuti solidi che modificano le proprietà fisiche dell’acqua (colore, temperatura, torbidità, trasparenza, ecc.), di tipo “chimico” quando vengono immesse sostanze che modificano le caratteristiche chimiche dell’acqua o di tipo “biologico” quando vi è immissione di organismi patogeni quali batteri, virus, parassiti.
Inquinamento dell'aria Per inquinamento dell’aria (o inquinamento atmosferico) si definisce ogni modificazione della normale composizione o dello stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza di sostanze in quantità e con caratteristiche in grado di alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria. Tali modificazioni pertanto possono costituire pericolo per la salute dell’uomo, compromettere le attività ricreative e gli altri usi dell’ambiente, alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi, nonché i beni materiali pubblici e privati. Gli agenti inquinanti si possono distinguere in: -particelle sospese: descritte in base alla densità e alle dimensioni che possono variare da qualche millesimo a qualche centinaio di micron, vengono classificate in polveri, fumi, brume, nebbie, ecc.; -gas: elementi o composti chimici con punti di ebollizione sufficientemente bassi e tali da permettere loro di essere presenti sotto forma di sostanze volatili a temperatura ambiente. Vengono descritti per composizione chimica, concentrazione e soglia di percezione dell’odore; -odori: sostanze allo stato aeriforme che, anche se presenti in piccolissime concentrazioni, vengono avvertite perché provocano disturbo.
Inquinamento indoor L’inquinamento indoor si riferisce alla presenza di contaminanti fisici, chimici e biologici nell’aria degli ambienti chiusi di vita e di lavoro non industriali ed in particolare di tutti i luoghi confinati adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto. Con il temine “indoor” si intendono pertanto sia le abitazioni, gli uffici pubblici e privati (ospedali, scuole, uffici, caserme, ecc.), le strutture commerciali (alberghi, banche, ecc.), i locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, ecc.) ed infine i mezzi di trasporto pubblici e privati (auto, treno, aereo, nave, ecc.).
Inquinamento luminoso Si intende con questo termine ogni forma di irradiazione di luce artificiale rivolta direttamente o indirettamente verso la volta celeste. Producono inquinamento luminoso sia i flussi di luce direttamente rivolti verso l’alto (a causa anche di sistemi di illuminazione male orientati o apparecchiature mal progettate) sia la luce riflessa da superfici e oggetti illuminati con intensità eccessive, superiori a quanto necessario ad assicurare la funzionalità e la sicurezza di quanto illuminato.. L’inquinamento luminoso è purtroppo in rapida crescita; alcuni studi evidenziano come aumenti esponenzialmente con il 7% circa di incremento annuo.
Inquinante Sostanza che, immessa nell’ambiente, può alterarne le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente stesso.
Inquinante atmosferico Ogni sostanza presente nell’atmosfera in quantità o con caratteristiche tali da modificare la normale composizione o stato fisico dell’aria, alterandone le normali condizioni ambientali e di salubrità. Gli inquinanti dell’atmosfera possono essere solidi (polveri, ceneri), liquidi (aerosol) e gassosi. Sebbene gli inquinanti derivino anche da eventi naturali, come le eruzioni vulcaniche, la maggior attenzione è rivolta a quelli prodotti dall’attività umana, tra cui prevalgono i prodotti derivati dalla combustione (monossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto, idrocarburi incombusti, ecc.). Come dimostrano i fluoroclorocarburi e gli studi sull’effetto serra, anche concentrazioni relativamente basse possono provocare variazioni del clima ed influire sull’integrità degli esseri viventi.
Insediamenti produttivi Si intende uno o più edifici od installazioni collegati tra di loro in un’area determinata dalla quale abbiano origine uno o più scarichi terminali e nella quale si svolgano prevalentemente, con carattere di stabilità e permanenza, attività di produzione di beni.
Insonorizzazione Intervento passivo su una sorgente di rumore atto a ridurre le immissioni acustiche in determinati ambienti.
Intensità L'I. di un'onda sonora è la "forza" che ha questo fenomeno nello spostare l'aria. A valori elevati di questo parametro, corrispondono suoni "forti", cioè ad alti volumi. Se l'intensità è eccessiva, c'è il pericolo che sfondi il timpano, arrecando gravissimi danni al organo dell'orecchio, ma anche a tutto il corpo.
Intervallo di confidenza (o di fiducia) Intervallo di valori entro cui si può trovare il valore vero dell'analita ad uno specifico livello di probabilità.
IPA Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono dei contaminanti organici presenti diffusamente nell’ambiente che si formano per combustione incompleta di materiali organici, in particolare il legno ed i combustibili fossili, come il carbone e il petrolio. Le molecole degli IPA sono costituite da tre o più anelli benzenici. Alcune di queste molecole sono costituite solo da idrogeno e carbonio, altre contengono anche atomi di altra natura come l’azoto e lo zolfo. Appartengono alla famiglia degli IPA alcune centinaia di composti molto eterogenei tra loro. Allo stato attuale delle conoscenze le sostanze più tossiche sono le molecole che hanno da quattro a sette anelli. Il componente più studiato è il benzo(a)pirene (BaP), un composto a cinque anelli, diffuso nell’ambiente a concentrazioni significative e dotato della più elevata tossicità, tanto da venire utilizzato per rappresentare l’inquinamento ambientale dell’intero gruppo degli IPA.
Isotopi Sono atomi di uno stesso elemento chimico che differiscono solo per il numero dei neutroni presenti nel nucleo. Possono esistere in natura o essere prodotti artificialmente. Ad esempio per l’uranio (U = uranio) l’isotopo denominato U-238 ha nel nucleo 92 protoni più 146 neutroni (92+146= 238). Un altro isotopo dell’uranio, l’U-235, ha 3 neutroni in meno nel nucleo rispetto all’U-238: sarà quindi identico dal punto di vista chimico, ma diverso dal punto di vista nucleare (tipo di decadimento, vita media, ecc.). Molti isotopi (isotopi radioattivi o radioisotopi) sono instabili, ciò significa che dopo un tempo medio caratteristico per ciascuno di essi, decadono, emettendo radiazioni e trasformandosi in isotopi più leggeri. Numerosi isotopi radioattivi hanno trovato impiego in medicina nella diagnostica (scintigrafia) e nella terapia (radioterapia dei tumori).
Ispezione Valutazione della conformità effettuata per mezzo di osservazioni e giudizi associati, quando opportuno, a misurazioni, prove e verifiche a mezzo di calibri. Suoi sinonimi sono: controllo, collaudo. Operazione finalizzata a: - individuazione di situazioni di potenziale rischio d'inquinamento ambientale; - acquisizione d'informazioni e conoscenze su: - aspetti di una matrice ambientale, - fonte d'inquinamento, - prelevamento di campioni e/o esecuzione di una o più misure in loco, verifica di conformità della situazione ispezionata alla normativa vigente (da un punto di vista amministrativo) Generalmente, un'ispezione comporta la redazione di una relazione/rapporto/verbale di prelevamento, che, in ogni caso, non va conteggiato come parere. Un'ispezione che dà luogo esclusivamente ad un verbale di prelevamento non va conteggiata come ispezione, bensì va registrata solo come campione prelevato (es. attività di prelievo nell’ambito di monitoraggio ambientale d'acque superficiali e sotterranee, ecc.).
Lavoratori esposti I soggetti che, in ragione dell'attività lavorativa svolta per conto del datore di lavoro, sono suscettibili di una esposizione alle radiazioni ionizzanti superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico.
Legislazione ambientale Normative che impongono regole, incentivi e disincentivi, per ridurre l'inquinamento tramite limiti alle attività, standard di qualità ambientale, pianificazione territoriale, tasse e contributi.
Lieviti Sono funghi unicellulari tra i più evoluti. I lieviti hanno un aspetto completamente diverso dagli altri funghi ma sono compresi nel gruppo degli ascomiceti perché come questi si riproducono per aschi. Il loro modo di riprodursi più comune è comunque quello agamico per gemmazione. Tra i lieviti più noti ricordiamo i saccaromiceti. I lieviti hanno una grande importanza pratica perché attuano il processo di fermentazione alcolica sul quale è basata la preparazione del pane, del vino, della birra e in genere di tutte le bevande alcoliche.
Limite Livello fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana o per l'ambiente nel suo complesso.
Limite nell'ambiente di lavoro I limiti igienici per l’ambiente di lavoro derivano dallo studio della relazione dose-risposta delle sostanze tossiche sull’uomo o nell’animale da esperimento. Teoricamente tutte le sostanze per cui sia possibile fissare un limite di concentrazione nell’ambiente di lavoro dovrebbero avere un ben determinato livello di soglia o livello di esposizione a cui non si osserva alcun effetto sugli esposti. Al di sotto del livello di soglia i meccanismi di rimozione del tossico dovrebbero far sì che anche aumentando il tempo di esposizione non si osservi alcun effetto. Per definire un limite di esposizione a sostanze tossiche per gli ambienti di lavoro si utilizzano i seguenti criteri: 1)determinazione nell’animale della dose del tossico priva di effetti nocivi (determinazione della soglia di risposta). La risposta può essere la variazione reversibile di un parametro biochimico; 2)estrapolazione della soglia individuata all’uomo, con l’inserimento di un fattore di sicurezza. Ad esempio si divide per 10, 100, o 1000; 3)valutazione del limite proposto nelle situazioni di reale esposizione dei lavoratori in ambiente industriale. L’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) ha proposto una serie di limiti da applicare nelle diverse situazioni di rischio: -TLV (Threshold Limit Value – valore limite di soglia) -TWA (Time Weighted Average – media ponderata nel tempo). Il TLV – TWA è la più usata: indica la concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata lavorativa di otto ore e su 40 ore lavorative settimanali, alla quale tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti senza effetti negativi. -TLV – STEL (Short-Term Exposure Level – livello permesso per esposizioni di breve durata) -TLV – C (C= Ceiling = tetto – limite invalicabile che non deve mai essere superato durante l’attività lavorativa nemmeno per un brevissimo periodo di tempo). I TLV indicano, per le sostanze aerodisperse elencate, le concentrazioni alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa essere esposto continuativamente senza effetti negativi per la salute. Alcuni individui possono tuttavia essere ipersuscettibili o particolarmente sensibili a talune sostanze a causa di fattori genetici, dell’età, di abitudini personali (fumo, alcool, ecc.), cure mediche o esposizioni pregresse. Tali lavoratori possono non risultare adeguatamente protetti a concentrazioni eguali o superiori ai TLV. I limiti (TLV) devono essere utilizzati esclusivamente nell’ambito dell’igiene industriale come orientamento o raccomandazione per la prevenzione dei rischi per la salute negli ambienti di lavoro. I TLV non possono essere applicati in altre situazioni, come ad esempio: per la valutazione dell’inquinamento atmosferico, per la valutazione di esposizioni continue o prolungate oltre il normale orario di lavoro, in ambito medico-legale come prova o esclusione della natura professionale di una patologia in atto.
Limiti di accettabilità Valori limite di concentrazione superati i quali il terreno, le acque e l'aria sono considerati contaminati oltre i livelli accettabili. Costituiscono, inoltre, i valori limite di decontaminazione da raggiungere mediante l'azione di risanamento. Qualora, nonostante l'utilizzo delle migliori tecniche disponibili, non si riescano a raggiungere i limiti di accettabilità fissati dalla normativa, l'azione di risanamento è solo parziale e viene attuata mediante una messa in sicurezza del sito.
Limiti di esposizione I limiti di esposizione indicano, per ciascuna sostanza considerata, le concentrazioni delle sostanze aerodisperse alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi per la salute (Livello di accettabilità).In ambiente di lavoro si considerano tre categorie di limiti di esposizione: il limite di esposizione giornaliero è la concentrazione media ponderata nel tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi; il limite per breve tempo di esposizione è la concentrazione a cui i lavoratori possono essere esposti continuativamente per un breve periodo di tempo, senza che insorgano irritazioni, alterazioni croniche o irreversibili, narcosi, purché il valore-limite di soglia giornaliero non venga superato; il limite istantaneo è la concentrazione che non deve essere superata durante l'esposizione lavorativa nemmeno per un istante.
Livello di accettabilità Massima concentrazione di una sostanza (o misura di un agente chimico, fisico o biologico) a cui l’individuo può essere esposto giornalmente attraverso l’aria, l’acqua e gli alimenti, senza incorrere in un rischio apprezzabile per la salute. Si ottiene applicando delle opportune correzioni alla dose determinata sperimentalmente che non ha mostrato alcun effetto tossico, tenendo in considerazione il peso corporeo medio, il consumo medio giornaliero di uno specifico alimento o di acqua oppure di aria inspirata. Le opportune correzioni, così come le quantità fissate a livello internazionale, sono determinate e applicate nelle condizioni più conservative, al fine di proteggere l’uomo esposto. E' utilizzato per stabilire i limiti di esposizione.
Livello di pressione sonora In acustica, è indicatore utilizzato per valutare il valore istantaneo del rumore.
Livello di rumore statistico In acustica, è il livello di rumore superato per una percentuale n di tempo nel periodo di tempo T. I livelli statistici generalmente utilizzati sono L1, L5, L10 per denotare la rumorosità di picco e L90, L95, L99 per caratterizzare la rumorosità di fondo.
Livello equivalente di rumore In acustica, è l’indicatore utilizzato per valutare il livello medio di rumore di un segnale variabile, su un periodo di tempo T.
Livello ottimale di inquinamento Livello di inquinamento in corrispondenza del quale il benessere della collettività è massimizzato. L’attività produttiva genera, da una parte, benefici sotto forma di beni e servizi, dall’altra, danni ambientali. Il livello di inquinamento ottimale è un punto in corrispondenza del quale i benefici netti sociali, ovvero la differenza tra benefici e danni ambientali, sono massimi. In un’ottica economica, pertanto, l’obiettivo è quello di raggiungere tale livello di inquinamento ottimale e non di ridurre l’inquinamento a livello zero.
Luce L’occhio umano percepisce soltanto le onde elettromagnetiche che hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 3800 e i 7600 Ångström (Å = un decimilionesimo di millimetro), che sono dette radiazioni luminose. Il complesso di queste radiazioni luminose costituisce la luce bianca. Quando un fascio di luce bianca viene fatto passare attraverso un prisma di vetro, le radiazioni di diverse lunghezze d’onda vengono deviate e si osserva la loro scomposizione in una gamma di colori. Il medesimo fenomeno si può osservare anche dopo un temporale, in quanto le goccioline d’acqua agiscono sulle radiazioni luminose allo stesso modo del prisma e la luce scomposta dà origine al suggestivo fenomeno dell’arcobaleno.
Lunghezza d'onda Distanza tra due massimi (o due minimi) successivi di un onda; l'unità di misura è il metro (m).
Materiale di riferimento Materiale o sostanza per la quale una o più proprietà sono sufficientemente ben stabilite da essere usate per la taratura di un apparecchio, per la valutazione di un metodo per la misurazione o per l'assegnazione di valori a materiali.
Mercurio E’ l’unico metallo presente allo stato liquido a temperatura ambiente.
Metalli pesanti I metalli (dal greco "metallon", che significa miniera e quindi minerale) sono elementi chimici solidi, ad eccezione del mercurio, a temperatura ambiente; sono una eterogenea categoria di elementi duttili e malleabili, buoni conduttori di elettricità e di calore. Dei 103 elementi che compongono la tavola periodica ben 79 possono essere fatti rientrare nel gruppo dei metalli. Si definiscono pesanti quei metalli che hanno un numero atomico superiore a 20, come il mercurio, il piombo, il cromo, il cadmio, il cobalto, il nichel, ecc. Hanno la tendenza ad accumularsi nel suolo e quindi nella catena alimentare e possono avere effetti nocivi sugli esseri viventi anche a concentrazioni non elevate.
Microclima E' il clima locale, quasi uniforme, di uno specifico sito o di un habitat, comparato con il clima dell'intera area di cui è parte Andamento medio degli elementi climatici negli strati dell'aria immediatamente a contatto con il suolo. Il microclima ha una importanza applicativa per lo studio e la soluzione di problemi quali la formazione delle nebbie, la diffusione degli inquinamenti atmosferici, lo sviluppo delle colture, l'insediamento dei complessi industriali e dei centri urbani. Il termine microclima viene usato talvolta con altri significati: si intende così per microclima il clima di una zona geografica, ristretta e ben delimitata (fondovalle, lago, territorio urbano) o di un ambiente ancora più ristretto, per esempio un tratto di spiaggia, una piazza, l'interno di una stanza e altro. Microclima viene definito anche il clima corrispondente allo strato d'aria un cui sviluppa una determinata associazione vegetale.
Migliori tecniche disponibili (BAT) La più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l'idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso. Per: 1. tecniche: si intende sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto; 2. disponibili: qualifica le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte nello Stato membro di cui si tratta, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli; 3. migliori: qualifica le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso. Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre tener conto in particolare degli elementi di cui all'allegato IV della direttiva IPPC. (Dir. 96/61/CE)
Misura Rapporto tra una grandezza ed un'altra, convenzionalmente scelta come unitaria. Può significare anche:le modalità con cui una priorità è attuata nel corso di più anni, che consentono di finanziare le operazioni. Si definisce "misura" qualsiasi regime di aiuti ai sensi dell'articolo 92 del trattato o qualsiasi aiuto accordato da organismi designati dagli Stati membri.
Misurazione Insieme di operazione aventi come obbiettivo la determinazione di un valore di una grandezza. UNICHIM n. 179/0.
Modelli previsionali di qualità dell'aria Sistemi di calcolo in grado di stimare i valori futuri di qualità dell’aria (confronta Aria, livelli di qualità dell’), in base a vari parametri, come lo stato del traffico e le condizioni meteorologiche previsti.
Modello Strumento di indagine e di interpretazione della realtà volto a rendere più intuitivo il decorso dei fenomeni e a farceli comprendere con maggiore chiarezza.
Modifica Cambiamento integrazione o eliminazione di determinate parti del contenuto di un documento normativo.
Monitoraggio Combinazione di osservazione e misurazione delle prestazioni di un piano, programma o misura, e della conformità delle medesime con la politica e la legislazione in campo ambientale rispetto ad una serie di indicatori, criteri ed obiettivi programmatici predeterminati, ad esempio la conformità con la politica in campo ambientale.
Monitoraggio ambientale Controllo svolto attraverso la rilevazione e misurazione nel tempo di determinati parametri bio-fisici che caratterizzano l'ambiente.
Monitoraggio biologico L’esposizione a tossici industriali può essere monitorata, oltre che con misurazioni ambientali, anche con test biologici sui lavoratori esposti. Si distinguono due principali categorie di test biologici: a)test di esposizione o di dose: vengono utilizzati per determinare la concentrazione di un tossico o di un suo metabolita nel sangue, nelle urine, nell’aria espirata o in altri campioni biologici. I test di esposizione consentono di valutare il grado di esposizione al tossico; b)test di risposta o di effetto: si tratta di test biochimici specifici che permettono di svelare un’azione lesiva sui sistemi biologici bersaglio del tossico. Se sufficientemente sensibili, possono svelare alterazioni biologiche in una fase che precede la comparsa di sintomi clinici. I test di esposizione e i test di effetto possono essere utilizzati anche per la valutazione di singoli o gruppi di soggetti nella popolazione generale, in particolare in situazioni di emergenza (catastrofi ecologiche, esposizioni particolari, ecc.). Sono stati messi a punto dei valori di riferimento detti indici biologici di esposizione (BEI) da utilizzare nel monitoraggio dei lavoratori esposti per valutare se l’esposizione individuale è superiore ai limiti di sicurezza.
Monossido di carbonio Il monossido di carbonio (CO), noto anche come ossido di carbonio, è uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. E’ un gas tossico, incolore, inodore e insapore, che viene prodotto ogni volta che una sostanza contenente carbonio brucia in maniera incompleta. E’ più leggero dell’aria e diffonde rapidamente negli ambienti.
MUD Modello Unico di Dichiarazione Ambientale(L. 70/1994) Modulo di dichiarazione riguardante gli obblighi di comunicazione annuale dei dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti e i dati relativi all'immissione nel territorio nazionale ed al riutilizzo degli imballaggi. Il modello deve essere presentato ala camera di Commercio territorialmente competente, che provvede ad informatizzarlo e, a sua volta, a trasmettere i dati alle Amministrazioni competenti (Unioncamere, ANPA, Regioni e Province).
NAS Nucleo Anti Sofisticazioni istituiti dal Ministero della Sanità, svolgono con l'ausilio dell'Arma dei Carabinieri attività di controllo e vigilanza su eventuali illeciti nella produzione e nel commercio dei prodotti di origine animale e vegetale destinati all'alimentazione. (D.M. 5.11.1963)
Nebbia Sospensione di microscopiche goccioline d’acqua che si forma a livello del suolo. La nebbia è dovuta al raffreddamento di una massa di aria calda e umida, spessa alcune centinaia di metri, che entra in contatto con una superficie fredda di terra e acqua. L’aria calda cede calore alla superficie fredda del suolo o all’oceano e si raffredda fino a raggiungere la temperatura a cui il vapore acqueo si condensa e si origina la nebbia. Quando la nebbia è mista a fumo si ha il fenomeno dello smog.
Nichel E’ un metallo (Ni) presente nella crosta terrestre con una concentrazione di fondo di 200 ppm ed è contenuto in alcuni minerali. Il nichel e le sue leghe sono usati in un’ampia varietà di applicazioni industriali: nell’industria automobilistica, nella cantieristica, nell’industria elettrica, petrolifera, alimentare e chimica. L’aumento naturale del livello di nichel è determinato principalmente dalla ricaduta di quello particolato presente nell’atmosfera: le ceneri del carbone lo possono contenere e così pure il petrolio greggio e il gasolio. Altre fonti sono naturali come la polvere dal suolo, il sale marino, i vulcani, gli incendi delle foreste. Contributi possono venire anche dai processi industriali di purificazione per fusione o elettrolisi e a quelli di produzione di leghe con ferro, rame, cromo, zinco. Un elevato impiego di nichel si ha anche nelle officine galvaniche. Tuttavia la fonte principale di esposizione al nichel per l’uomo è il cibo. Ma le persone che vivono in vicinanza di fonderie o di altre fonti di contaminazione, possono essere esposte a concentrazioni di nichel significativamente più elevate di quelle a cui è esposta la popolazione in generale. E’ stato accertato che alcuni composti del nichel sono carcinogeni per l’uomo. Data la sua vastissima diffusione negli ambienti di vita, il nichel è una delle principali cause di eczema da contatto.
Nitrati I nitrati sono sali dell'acido nitrico e costituiscono un essenziale nutriente vegetale assorbito dalle piante del terreno. Sono composti largamente presenti in natura e dotati di elevatissima solubilità in acqua. Sioriginano dalla materia vivente in seguito di processi di degradazione, ad opera prevalentemente di microrganismi, che portano alla formazione di composti semplici. I nitrati rappresentano la forma azotata più facilmente assorbibile da parte dell'apparato radicale dei vegetali; una volta assorbiti i nitrati vengono utilizzati per la sintesi di sostanze complesse indispensabili per la struttura e la funzione delle piante (proteine, acidi nucleici). I nitrati sono quindi un componente naturale nella frutta, verdura e cereali.
Nitriti Composti dell’azoto che si formano in natura per riduzione dei nitrati o per ossidazione dell’ammoniaca ad opera di microrganismi.
Norme e prescrizioni funzione di controllo sul rispetto delle norme vigenti e delle prescrizioni contenute nei provvedimenti emanati dalle autorità competenti in campo ambientale.
Norme tecniche Disposizioni per gli usi comuni e ripetitivi di prodotti o servizi, relativamente a problemi effettivi e potenziali, miranti ad ottenere l'ordine migliore in un determinato contesto. Sono di applicazione consigliata ma non obbligatoria. Esse devono essere: accessibili al pubblico; messe a punto con la cooperazione e il consenso di tutte le parti interessate (produttori, utenti, Autorità); fondate sui risultati di scienza, tecnologia, esperienza; rappresentative dello "stato dell'arte", definito come stadio di sviluppo raggiunto in un determinato momento; tendenti al vantaggio della comunità e al progresso civile; approvate da un organismo riconosciuto sul piano nazionale o internazionale. Divengono obbligatorie solo se espressamente richiamati in Atti legali e/o amministrativi.
Obblighi legislativi Regole e limiti legislativi su:·consumi e approvvigionamento acqua;· consumi energetici; ·emissioni in atmosfera;·scarichi idrici;·rifiuti;·trasporto merci;·prodotti chimici;·amianto;·policlorobifenili-policlorotrifenili;·sostanze lesive allo strato di ozono; rumore; impatto visivo.
Odore La sensazione corrispondente all'organo dell'olfatto. Odori caratteristici in campo industriale sono provocati dal fenolo, dall'idrogeno solforato e dall'acido acetico; in ambiente domestico, odori caratteristici sono provocati dall'ammoniaca e dall'acido muriatico. Negli studi di impatto ambientale, gli impatti da odore sono analizzati nella componente detta "Salute pubblica".
Onda elettromagnetica E' costituita dalla vibrazione alternata nello spazio di un campo magnetico e di un campo elettrico, perpendicolari tra loro. Le o.e. rappresentano un aspetto fondamentale della vita di tutti i giorni: la luce che noi vediamo è un'o.e. che arriva a noi dal sole. Queste onde, nel vuoto, viaggiano alla velocità della luce, e possono attraversare diversi tipi di materiali a seconda della loro frequenze ed energia.
Onde nocive Rappresentano tutti i tipi di onde elettromagnetica la cui intensità è troppo elevata per la salute dell'uomo.
Organismi competenti Gli organismi designati dagli Stati membri in conformità dell'articolo 18 per svolgere i compiti indicati nel presente regolamento (Reg. 1836/93).
Ossidi Composti binari, ovvero formati da due elementi, dei quali uno è sempre l’ossigeno. Alcuni ossidi sono le principali sostanze inquinanti dell’atmosfera. o. di azoto – (NOx) Prodotto dagli scarichi degli autoveicoli e dagli impianti di riscaldamento domestico. È in buona parte responsabile della formazione dello smog ed è considerato uno dei principali inquinanti emessi durante i processi di combustione. Forma alcuni composti che si considerano responsabili delle piogge acide. o. di carbonio – (COx) Il monossido di carbonio (CO) è un gas prodotto dalla combustione dei composti organici quando è presente colo una piccola quantità di ossigeno. È un inquinante che proviene dai gas di scarico e dagli impianti di combustione domestica ed industriale. o. di zolfo – (SOx) Composto gassoso ad elevato potere inquinante, specialmente diffuso nelle aree urbane e industrializzate come prodotto di combustione. La quantità di biossido di zolfo (SO2) nell’aria è un importante indice del grado generale dell’inquinamento atmosferico.
Ossigenati Sostanze (essenzialmente organiche) che contengono nella loro struttura carbonio, idrogeno ed anche ossigeno (alcoli, aldeidi, chetoni, eteri, ecc.). In campo petrolifero si indicano con questo termine dei componenti sintetici delle benzine (MTBE, ETBE, Alcool metilico, Alcool etilico), utilizzati per migliorare la combustione nel motore e ridurre l’inquinamento allo scarico dovuto a idrocarburi incombusti e a monossido di carbonio. In alcuni paesi, come il Brasile, si è fatto uso massiccio di alcool etilico, in alternativa alla benzina, ma solamente per ragioni autarchiche e come sostegno all’agricoltura. La fine delle sovvenzioni ha infatti diminuito l’uso dell’alcool etilico nell’autotrazione.
Ozono Molecola triatomica dell’ossigeno (O3). Si presenta come un gas di odore penetrante; più solubile in acqua dell’ossigeno, tende facilmente a trasformarsi nuovamente in ossigeno biatomico (O2) sviluppando ossigeno atomico (O) secondo la reazione: O3-O2+O Per la sua capacità di liberare ossigeno atomico è usato come sbiancante, come disinfettante e per la potabilizzazione dell’acqua. L’ozono si forma nell’atmosfera in presenza di scariche elettriche e di radiazioni ultraviolette ed è il gas presente nell’aria durante i temporali. L’atmosfera ne contiene una quantità relativamente piccola, concentrata nella stratosfera, intorno ai 25 km di quota dove forma l’ozonosfera. Questa esile “buccia gassosa” è in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette del sole e quelle ancora più penetranti capaci di produrre mutazioni genetiche e tumore della pelle. o., buco dell’ – Con questo termine si vuol fare riferimento allo squarcio verificatosi nello scudo di ozono e individuato sopra l’Antartide. Dal 1979 ad oggi l’ozono sul Polo sud si è quasi dimezzato. Molti indizi portano a incriminare gli idrati di fluoro-cloro-carbonio chiamati comunemente CFC che vengono abbondantemente usati come propellenti per le bombolette spray di deodoranti, di lacche per capelli, di profumi, di detergenti per uso domestico e di alcuni insetticidi. I CFC sono gas molto leggeri, salgono a grande altezza e si concentrano tra i 20-30 km nella stratosfera. Qui demoliscono la molecola triatomica di ozono strappandole un atomo di ossigeno. Questo meccanismo è ipotizzato dai chimici e dai fisici per spiegare la recente diminuzione di ozono riscontrato. Si è anche scoperta una oscillazione dell’ozono antartico ogni 28 mesi, a cui si sovrappongono variazioni annuali e ogni 11 anni in concomitanza con l’attività del sole. In ogni caso mancano ancora prove indiscutibili per arrivare ad una condanna definitiva dei CFC ma, nel dubbio, conviene far opera di prevenzione. Partendo da questo punto di vista molti Paesi hanno dichiarato guerra al gas delle bombolette già da parecchi anni; tra i primi gli Stati Uniti, seguiti dalla Germania federale che dal 1976 ad oggi ha dimezzato i consumi di CFC. L’Italia, con più incertezze resistenze, segue le direttive CE, mentre l’industria cerca soluzioni alternative e converte progressivamente gli impianti. o., inquinante atmosferico secondario – Questo gas, in condizioni normali non è presente negli strati bassi dell’atmosfera ma vi si può formare per effetto di una serie di reazioni chimiche a partire da quella tra l’ossido di azoto (NO) e l’ossigeno dell’aria. In questo caso si accumula come inquinante secondario.
Parametro Specie (chimica, fisica, ecc.) oggetto d'identificazione qualitativa e/o di misura quantitativa. Vanno inseriti solamente i numeri relativi ai parametri che fanno parte dei rapporti di prova, indipendentemente da numeri operativamente effettuati per produrre i referti stessi. Alla voce parametri fisici determinati non vanno conteggiate le misure di radioattività e quelle relative all’amianto, che devono essere inserite nello specifico capitolo.
Parametro ambientale Grandezza convenzionale che misura il valore assunto da una data variabile ambientale (ad esempio, la concentrazione di ossigeno nell'acqua, la sua percentuale di saturazione, il livello sonoro espresso in decibel, il traffico orario, ecc.).Insieme delle caratteristiche fisiche, chimiche e del substrato, che determinano la fisionomia di un determinato ambiente o biotopo, creando specifici riflessi per l’instaurarsi delle biocenosi.
Parere Valutazione scritta, generalmente richiesta dalla pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comune, ecc.) ai sensi della normativa nazionale e/o regionale o richiesta da altri soggetti pubblici e/o privati (es. interrogazioni parlamentari, associazioni ambientaliste, segnalazione di privati, ecc.).Alla voce pareri vanno inserite quelle valutazioni scritte che, recependo relazione/rapporto/verbale di prelevamento d'ispezione o esito d'accertamenti analitici, sviluppano e/o completano il procedimento amministrativo. Non va considerato parere il semplice giudizio di conformità in una analisi o in una perizia. Sono considerate attività similari ai pareri, ai fini della compilazione della scheda, le istruttorie, le relazioni tecniche.
Particolato Si distingue in: - particelle solide molto piccole presenti nei fumi degli impianti di combustione alimentati a carbone o ad olio combustibile; - particelle carboniose presenti nei gas di scarico dei motori a combustione interna, specialmente diesel, dovute alla combustione incompleta del carburante.
Patogeno

portatore di una malattia, specificatamente per l’uomo. Con riferimento ai microrganismi patogeni (batteri e virus), c’è da evidenziare che essi si sviluppano solo in animali a sangue caldo (circa 37 °C), possono sopravvivere per un certo tempo anche in ambiente esterno, tuttavia sono soggetti ad un relativamente rapido processo di scomparsa. I microrganismi patogeni sono prodotti, oltre che da individui malati, anche dai cosiddetti portatori sani, che cioè non presentano alcun sintomo apparente di malattia.

PCB Policlobifenili. I policlorobifenili (PCB) sono misture di sostanze chimiche organiche che possiedono una struttura chimica di base e proprietà fisiche molto simili tra loro. Dal 1977 negli Stati Uniti la produzione, l’utilizzazione e la commercializzazione dei PCB è stata proibita a causa dell’accertata tossicità e della persistenza nell’ambiente, nel quale sono ancora diffusamente rintracciabili. Prima che la produzione venisse sospesa si calcola che sia stato prodotto quasi un miliardo di tonnellate di PCB. L'Environmental Protection Agency (EPA) americana ha identificato la presenza di PCB in almeno 500 dei 1598 siti monitorati. Per le loro caratteristiche chimiche, infatti, i PCB si accumulano nel suolo, nei vegetali, negli organismi animali in modo proporzionale al livello occupato nella catena alimentare e sono pertanto reperibili in gruppi molto ampi di popolazione anche nelle aree più remote del pianeta. I PCB sono stati utilizzati in un grandissimo numero di applicazioni industriali e commerciali, dai conduttori elettrici e termici alle attrezzature idrauliche. Sono stati usati nelle vernici come plastificanti, nei pigmenti, nei coloranti, nei manufatti in plastica e gomma e in molte altre applicazioni. L'esposizione a PCB è stata associata a manifestazioni cutanee simili all'acne nell'adulto e a modificazioni del sistema immunitario e comportamentali nel bambino. E' stata dimostrata una capacità cancerogena nell'animale da esperimento. Lo IARC ha classificato i PCB come 2A (cancerogeno probabile).
Percezione l’atto del prendere coscienza di una realtà, o la sequenza di eventi sensoriali che trasmettono delle informazioni su oggetti o ambiente.
Pericolo o elemento di pericolo agente biologico, chimico o fisico contenuto in un alimento o mangime o condizione in cui un alimento o un mangime si trova, in grado di provocare un effetto nocivo sulla salute (Proposta del Parlamento europeo di Regolamento sulla Legislazione alimentare)
Periodo di validità Periodo di tempo durante il quale un documento normativo è valido e che intercorre dalla data di entrata in vigore decisa dall'organismo emittente fino alla data in cui esso viene ritirato o sostituito.
Persone esposte per motivi professionali persone che in una zona controllata effettuano abitualmente un lavoro che le espone al pericolo derivante dalle radiazioni ionizzanti.
pH E’ definito come il logaritmo negativo della concentrazione di ioni idrogeno presenti in una soluzione.
Piano d'emergenza Strumento della politica ambientale e di sicurezza, consistente in un programma preorganizzato, avente lo scopo di ridurre le conseguenze dannose per i lavoratori, la popolazione e l’ambiente, di un evento accidentale originato da installazioni o da attività in corso. Esso coordina ed ottimizza le capacità e le risorse disponibili, nelle sedi principali e in quelle periferiche. Un piano di emergenza deve includere le responsabilità e le autorità, le azioni da intraprendere nelle diverse situazioni e i piani di comunicazione interna ed esterna.
Piano di risanamento acustico Strumento di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di risanamento dei livelli di rumore, presenti in aree del territorio critiche, dal punto di vista acustico.
Piano di risanamento della qualità dell'aria Strumento di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di risanamento della qualità dell'aria (Aria, livelli di qualità dell’) nelle zone urbane e industriali.
Piano di risanamento delle acque Strumento di pianificazione che definisce gli obiettivi e le modalità di risanamento delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, di un determinato territorio e che indica le necessità finanziarie per le operazioni di risanamento pianificate.
Piombo E’ un metallo pesante (simbolo chimico Pb) particolarmente duttile e malleabile che trova vasto impiego nel settore industriale.
Piombo (inquinamento da) Inquinamento da composti del metallo, soprattutto riferibile all’ampio uso di un suo derivato organico, il piombo tetraetile, come additivo antidetonante nelle benzine. Nel motore a scoppio, durante la combustione, il piombo tetraetile si decompone originando una miscela dell’elemento e dei suoi ossidi, altamente tossica per l’uomo, che viene emessa come fumo nello scarico.
Politica ambientale Gli obiettivi ed i principi d'azione dell'impresa riguardo all'ambiente ivi compresa la conformità alle pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale (Reg. 1836/93)Dichiarazione, fatta da un'organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione ambientale, che fornisce uno schema di riferimento per l'attività, e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale (UNI ISO 14050)
Pollini I pollini sono l'elemento maschile della riproduzione delle piante ed hanno il compito di fecondare l'ovulo contenuto nei fiori, così come avviene con gli spermatozoi nelle specie animali. Alcuni pollini possono essere responsabili di disturbi allergici. Essi sono prodotti dalle piante cosiddette anemofile, che affidano il loro polline al vento, in grandi quantità, perchè raggiunga i fiori di piante lontane anche decine di chilometri. Altre piante sono invece dette entomofile: il loro polline viene trasportato dagli insetti di fiore in fiore e solo in circostanze molto particolari possono dar luogo ad allergie.
Polveri atmosferiche Con il termine di polveri atmosferiche, o di materiale particellare, si intende una miscela di particelle solide e liquide, sospese in aria, che varia per caratteristiche dimensionali, composizione e provenienza. Parte delle particelle che costituiscono le polveri atmosferiche sono emesse come tali da diverse sorgenti naturali ed antropiche (cd. "particelle primarie"); parte invece derivano da una serie di reazioni chimiche e fisiche che avvengono nell’atmosfera (cd. "particelle secondarie"). A seconda del processo di formazione, le particelle che compongono le polveri atmosferiche possono variare sia in termini dimensionali sia di composizione chimica. Diversi sono anche i meccanismi di rimozione cui le polveri vanno incontro: meccanismi che le "allontanano" dall’ambiente atmosferico facendole ricadere al suolo o verso l’ambiente idrico (fiumi, laghi, mari, …).Le polveri atmosferiche sono definite con i nomi più diversi, tra i quali i più usati sono: PTS (polveri totali sospese) e PM (dall’inglese "particulate matter"). Le polveri totali sospese (PTS) sono un insieme molto eterogeneo di particelle solide e liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, restano in sospensione nell’aria. Esistono diversi sistemi di classificazione del materiale particellare. I regolatori hanno scelto di distinguere le diverse classi di polveri a seconda della dimensione del diametro delle particelle (misurato in micrometri o mm) e di quantificarne la presenza in aria in termini di concentrazione (espressa in mg/m3, ovvero microgrammi di particelle in sospensione per metro cubo di aria ambiente). Il diametro delle particelle può variare da un valore minimo di 0,005 mm fino ad un massimo di 100 mm. All’interno di quest’intervallo si definiscono: - grossolane le particelle con diametro compreso tra 2,5 e 30 mm (paragonabile a quello di un capello umano, che è compreso tra 50-100 mm) - fini le particelle con diametro inferiore a 2,5 mm. Le polveri grossolane si originano a seguito di combustioni incontrollate e per processi meccanici di erosione e disgregazione dei suoli. Pollini e spore fanno parte di questa classe dimensionale. Le polveri fini derivano dalle emissioni prodotte dal traffico veicolare, dalle attività industriali, dagli impianti di produzione di energia elettrica nonché a seguito di combustioni di residui agricoli. Oltre alle PTS, la legislazione italiana in materia di inquinamento atmosferico regolamenta la presenza in aria delle polveri PM10, aventi diametro inferiore a 10 mm e comprendenti un sottogruppo di polveri più sottili denominate PM2,5, aventi diametro inferiore a 2,5 mm. Nonostante tra PM10 e PM2,5 vi sia una certa sovrapposizione dimensionale, le due classi sono generalmente ben distinte sia in termini di sorgenti di emissione e di processi di formazione, sia per quanto riguarda la composizione chimica ed il comportamento nell’atmosfera. Le polveri PM10 sono comunque costituite per circa il 60% dalla frazione più sottile denominata PM2,5. Tanto inferiore è la dimensione delle particelle, tanto maggiore è la loro capacità di penetrare nei polmoni e di produrre effetti dannosi sulla salute umana. Per questo motivo le polveri PM10 e PM2,5 presentano un interesse sanitario sicuramente superiore rispetto alle PTS. Le polveri PM10 sono denominate anche polveri inalabili, in quanto sono in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe). Le polveri PM2,5 sono invece denominate polveri respirabili in quanto sono in grado di penetrare nel tratto inferiore dell’apparato respiratorio (dalla trachea sino agli alveoli polmonari).
Polveri e fumi Insieme di microscopiche particelle solide disperse finemente nell'aria che si mantengono sospese nell'atmosfera. La loro composizione varia a seconda delle attività da cui provengono.
POPs Sono composti chimici (dal termine anglosassone Persistent Organic Pollutants POPS) dotati di alcune proprietà tossiche che, contrariamente ad altri inquinanti, resistono alla degradazione. Sono quindi particolarmente nocivi per la salute umana e per l'ambiente accumulandosi negli organismi viventi attraverso la catena alimentare. Rientrano in questo gruppo sia sostanze chimiche di produzione industriale (es. solventi, insetticidi tra cui il noto DDT e i PCB ancora utilizzati nei paesi in via di sviluppo) sia gruppi di prodotti della combustione e sottoprodotti industriali non emessi intenzionalmente (es. diossine).
Potabilità concetto relativamente moderno (risalente al secolo scorso), in quanto nell’antichità era considerata "potabile" l’acqua pura, mai utilizzata prima. Esso deriva dalle ricerche sull’origine del colera e delle altre malattie contagiose che portarono Pasteur a dimostrare, nel 1864, che l’acqua è potabile se non contiene organismi viventi o sali tossici. Da quel momento sono stati elaborati tantissimi diversi criteri di potabilità che oggi, secondo la normativa europea, sono oltre 150.
Potenza Lavoro effettuato nell'unità di tempo
Precisione Grado di accordo fra risultati indipendenti ottenuti con un procedimento di analisi in condizioni ben specificate.
Prelievo Operazione, definita da leggi o da procedure codificate, finalizzata alla acquisizione del campione.
Preparazione e risposta alle emergenze L’organizzazione deve stabilire e mantenere attive procedure atte ad individuare e a rispondere a potenziali incidenti e situazioni di emergenza e a prevenire e attuare l’impatto ambientale che ne può conseguire. L’organizzazione deve riesaminare, allorché necessario, le sue procedure di preparazione e risposta alle situazioni di emergenza, in particolare dopo che si sono verificati incidenti o emergenze. L’organizzazione deve provare periodicamente queste procedure, dove sia possibile.
Prescrizione Disposizione che definisce le esigenze da soddisfare. Vedi anche "requisito"
Pressione termine usato per indicare un tipo di adduzione idrica utilizzato negli acquedotti, e cioè nel caso in cui l’acqua riempie interamente la sezione del condotto trasmettendo la pressione alle pareti dello stesso. Questo tipo di adduzione può essere a gravità o a sollevamento meccanico, a seconda del dislivello di cui si dispone.
Prevenzione L’insieme di disposizioni e misure previste e adottate in tutte le fasi dell’attività produttiva, per evitare o diminuire i rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione e per l’ambiente.
Prevenzione dell'inquinamento Uso di processi (procedimenti), prassi, materiali o prodotti per evitare, ridurre o tenere sotto controllo l'inquinamento, compresi il riciclaggio, il trattamento, i cambiamenti di processo, i sistemi di controllo, l'utilizzazione efficiente delle risorse e la sostituzione di materiali (definizione UNI ISO 14001)I benefici potenziali della prevenzione dell'inquinamento comprendono la riduzione degli impatti ambientali negativi, l'incremento dell'efficienza e la riduzione dei costi.
Principio di precauzione E' una politica di gestione del rischio che si applica in tutte quelle circostanze caratterizzate da un alto grado di incertezza scientifica sulla natura ed entità del rischio per la salute, ma che richiedono comunque un intervento di carattere cautelativo per fini preventivi. In Europa compare per la prima volta nel 1992 nel Trattato sull'Unione Europea di Maastricht. Da allora è entrato a far parte della giurisprudenza dell'UE. Il principio di precauzione è stato applicato ad esempio nel caso degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) , nel caso della Encefalopatia Bovina (Bovine Serum Encephalytis: BSE), del bando degli ormoni dalla carne e dei fluorocarburi (CFC) per limitare la riduzione dello strato di ozono nell'atmosfera.
Priorità (legge universale delle) Legge universale che afferma che in ogni situazione esistono pochi aspetti importanti e molti aspetti di scarsa rilevanza. Le risorse vanno concentrate prevalentemente sugli aspetti importanti sui quali si deve agire.
Procedura Documento che definisce le modalità di svolgimento di attività previste dal sistema di gestione, in termini di istruzioni gestionali e operative e delle relative responsabilità di attuazione.
Progetto Studio relativo alle possibilità di attuazione di un intervento. Il complesso di elaborati tecnici di un progetto, comprendenti i criteri e le scelte progettuali, le caratteristiche dell'opera da realizzare, la definizione dei consumi e dei rilasci e le modalità di costruzione ed esercizio, sono allegati allo studio di impatto ambientale. Processo a sé stante che consiste in un insieme di attività coordinate e tenute sotto controllo, con date di inizio e fine, intrapreso per realizzare un obiettivo conforme a specifici requisiti, ivi inclusi i limiti di tempo, di costi e di risorse.
Programma di monitoraggio Documento che definisce luoghi e configurazioni delle attività di monitoraggio ambientale, da effettuarsi generalmente durante le fasi di costruzione e di esercizio.
Propagazione degli inquinanti Movimento degli inquinanti presenti in un sito per effetto di vari fenomeni, come la diffusione o il trasporto.
Prova Ogni esperimento compiuto per accertare la qualità di una cosa, dimostrare il valore o la giustezza di una affermazione, verificare le attitudini di qualcosa o controllare il funzionamento di una macchina. Operazione tecnica che consiste nella determinazione di una o più caratteristiche di un determinato prodotto, processo o altro servizio secondo procedure specificate.
PST Il PST é costituito da particelle di materia di dimensioni talmente ridotte (molto meno di un millesimo di millimetro) da rimanere, anche per molto tempo, in sospensione in aria, prima di depositarsi al suolo. La composizione del particolato è molto varia (ad esempio, idrocarburi incombusti da motori diesel, idrocarburi pesanti parzialmente ossidati, metalli pesanti da impianti di combustione, ceneri vulcaniche, polveri, ecc.). La pericolosità del particolato è in funzione della sua composizione (sostanze dannose eventualmente presenti) e delle dimensioni medie delle particelle che, se inferiori a 10 micron (1 micron=10-3 mm), possono superare le vie aeree superiori arrivando agli alveoli polmonari. Per la loro specificità chimica, il gas naturale e il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) non producono, in pratica, particolato in combustione, con un significativo vantaggio per quanto riguarda l’impatto ambientale.
Punto di rilevamento, di prelievo Punto ben identificato di una matrice ambientale che è controllato analiticamente, uno o più volte nel tempo, con metodi manuali o con sistemi automatici.
Qualità dell'acqua Caratteristica determinata dalle condizioni fisico-chimiche dell'ambiente idrico, con riferimento alla rilevazione di eventuali sostanze inquinanti.
Qualità dell'aria Si intende abitualmente la concentrazione nell'aria di uno o più inquinanti. Per buona parte degli inquinanti la qualità dell'aria si esprime come una concentrazione media in un determinato periodo di tempo (ad esempio i microgrammi per metro cubo di un dato inquinante misurati nell'arco di un'ora) (Dic. Env. Sci. Techn.) (confronta Aria, livelli di qualità dell’).
Radiazione Con questo termine si indica l’emissione e la propagazione di energia sotto forma di particelle o di onde che possono propagarsi attraverso lo spazio o all’interno di un mezzo. Per quanto riguarda le radiazioni corpuscolate vedi alla voce radioattività. Esistono radiazioni che si propagano tramite onde meccaniche (come le onde sonore, elastiche, termiche, ecc.) che sono in grado di viaggiare solo attraverso la materia, mentre le onde elettromagnetiche possono muoversi anche nel vuoto. In base ai loro effetti sulla materia le radiazioni si distinguono in radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, a seconda che possiedano o meno la capacità di intergire con atomi e molecole con formazione di ioni. Il livello di energia che discrimina le radiazioni ionizzanti dalle non ionizzanti è dell’ordine dei 10 eV.
Radiazione ultravioletta Si tratta di una radiazione elettromagnetica presente nella luce solare, caratterizzata da una bassa lunghezza d’onda, invisibile all’occhio umano. Si distinguono tre fasce di Radiazione Ultravioletta (UV): UV-A (8315-400 nm), UV-B (285-315 nm) e UV-C (180-280 nm). Le radiazioni UV-A e UV-B possono causare danni cutanei cronici con invecchiamento precoce e possono indurre l’insorgenza di tumori della pelle, più frequenti nei soggetti che lavorano all’aperto. Le radiazioni UV-B inducono la sintesi della vitamina D, indispensabile per il metabolismo del calcio, ma sono responsabili delle scottature e delle ustioni e le radiazioni UV-C sono utilizzate per la sterilizzazione di superfici, ambienti e strumenti.
Radiazioni elettromagnetiche Le radiazioni elettromagnetiche (EM) sono costituite da variazioni periodiche di un campo elettrico e di un campo magnetico, che si propagano nello spazio. Le onde elettromagnetiche sono quindi una particolare modalità di propagazione nello spazio e nel tempo dell’energia elettromagnetica secondo un moto oscillatorio sinusoidale. Esse si spostano alla velocità della luce (circa 300.000 km al secondo) nel vuoto o a differenti velocità quando attraversano un mezzo. Le onde EM sono caratterizzate da una serie di variabili, alcune legate ai valori dei campi elettrico e magnetico, altre alle qualità proprie delle onde e alla loro variabilità nel tempo e nello spazio. La tabella seguente riporta le principali caratteristiche proprie del moto ondulatorio e le rispettive unità di misura. Le diverse grandezze sono strettamente correlate tra loro: ad esempio la frequenza aumenta con il diminuire della lunghezza d’onda (grandezze inversamente proporzionali), mentre l’ energia aumenta con l’aumentare della frequenza (grandezze direttamente proporzionali).
Radiazioni ionizzanti Si definiscono ionizzanti quelle radiazioni che sono in grado, grazie al loro elevato contenuto energetico, di rompere i legami atomici della materia trasformando atomi o molecole, neutri dal punto di vista elettrico, in particelle atomiche cariche elettricamente, chiamate “ioni”. Il contenuto energetico efficace per la ionizzazione è di 12,6 eV (elettronvolt). Possiedono questo livello di energia le radiazioni con lunghezza d’onda inferiore a 10-7 metri, quindi di frequenza superiore a 3 x 1015 Hz. Le particelle dotate di carica elettrica, come gli elettroni e le radiazioni alfa (vedi Radioattività), sono in grado di ionizzare direttamente la materia, mentre le radiazioni elettromagnetiche e i neutroni dotati di sufficiente energia sono indirettamente ionizzanti, in quanto, interagendo con la materia, conferiscono energia a particelle che divengono a loro volta ionizzanti. Le radiazioni ionizzanti (RI) hanno una differente capacità di penetrazione nella materia: così le radiazioni alfa, che possiedono un’elevata capacità di ionizzazione, hanno una limitata capacità di diffusione in aria e possono essere arrestate da barriere di modesta entità (un foglio di carta o un guanto di gomma). La loro pericolosità è quindi legata ad un’eventuale penetrazione all’interno dell’organismo, ad esempio attraverso l’introduzione delle sostanze che le emettono mediante alimentazione e respirazione e l’accumulo in tessuti di deposito. Le radiazioni beta (elettroni) sono più penetranti (circa un metro in aria e un cm nella pelle) ma anch’esse possono essere fermate da ostacoli di modesta entità come una tavoletta di legno di pochi centimetri o un foglio di alluminio. I raggi gamma e i raggi X passano attraverso i tessuti a seconda della loro energia e richiedono schermature spesse, realizzate in materiali come ferro, piombo o calcestruzzo.
Radiazioni non ionizzanti Con il termine di Radiazioni Non Ionizzanti (NIR= Non Ionizing Radiation) si indicano i campi elettromagnetici (CEM) che si propagano nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche; tali onde non possiedono l’energia necessaria per causare fenomeni di ionizzazione, vale a dire che non sono in grado di rompere i legami atomici della materia trasformando atomi o molecole in particelle cariche elettricamente, chiamate “ioni” (vedi Radiazioni ionizzanti). Le NIR comprendono radiazioni di bassa frequenza (in particolare frequenze estremamente basse ovvero Extremely Low Frequencies –ELF- e frequenze molto basse ovvero Very Low Frequencies –VLF-) e radiazioni di alta frequenza (radiofrequenza -RF-, microonde, radiazione infrarossa -IR- e luce visibile). Questa suddivisione viene convenzionalmente fatta in relazione ai possibili effetti dei campi sugli organismi viventi e per effettuare la valutazione dell’inquinamento degli ambienti di vita.
Radioattività I nuclei di alcuni atomi sono instabili e possono disintegrarsi per raggiungere un nuovo equilibrio emettendo radiazioni. Alcuni di questi atomi esistono in natura, come nel caso del radio, dell’uranio, del torio, ecc.. La radioattività può anche essere indotta artificialmente bombardando nuclei stabili con neutroni. Si possono così anche sintetizzare nuovi nuclei non presenti in natura. Le radiazioni emesse possono essere corpuscolate, come i raggi alfa, a carica positiva, costituiti da nuclei di elio (due protoni e due neutroni), i raggi beta, costituiti da elettroni (carica negativa) o positroni (carica positiva) dotati di grande velocità, i neutroni privi di carica elettrica. Esistono poi radiazioni non corpuscolate, come i raggi gamma, elettricamente neutri, che sono radiazioni elettromagnetiche ad elevata energia.
Radioattività ambientale E' la radioattività misurata in un determinato ambiente. Particolari sostanze, come ad esempio il gas radon, emettono radiazioni che possono essere normalmente presenti nell'ambiente a bassi livelli; oltre un certo limite, risultano nocive.
Radiotossicità tossicità dovuta alle radiazioni ionizzanti emesse da un nuclide radioattivo incorporato. Tale tossicità dipende dalle caratteristiche radioattive, dal metabolismo dell'elemento nell'organismo o nell'organo e dal suo stato chimico e fisico.
Radon Il radon, specificatamente l’isotopo 222Rn, è un gas radioattivo prodotto dal decadimento dell’Uranio (238U) naturalmente presente nell’ambiente: graniti, tufi, pozzolane, ecc.). E’ inodore e incolore e, appartenendo al gruppo dei gas nobili, è chimicamente inerte.
Rapporto, resoconto di prova Documento che presenta i risultati della prova eseguita da un laboratorio e altre informazioni ad essa relative. Non è corretto il termine "certificato", improprio ed usato al posto della locuzione "rapporto di prova".
Recettore ambientale Qualsiasi elemento dell'ambiente che può diventare bersaglio di un inquinamento.
Refluo Scarico di acque provenienti da attività civili o industriali.
Regolamento CEE Documento emesso dalla Comunità europea, di applicazione generale ed obbligatoria in tutti gli Stati membri, dei quali entra nella legislazione nazionale e le Autorità nazionali e gli strumenti nazionali non possono impedirne l' implementazione. Un Regolamento crea diritti individuali che i tribunali nazionali devono applicare. I Regolamenti sono usati, per esempio, per stabilire annualmente i prezzi in agricoltura dal Consiglio dei Ministri della CEE. Se non diversamente stabilito, i Regolamenti entrano in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della CEE serie "L". A differenza delle Direttive, i Regolamenti comprendono anche le modalità applicative della legge.
Regolamento tecnico Regolamento che riporta requisiti tecnici o direttamente o tramite riferimenti, oppure, incorporando il contenuto di una norma, una specificazione tecnica o un codice di pratica.
Regole tecniche Hanno valore di legge e sono quindi obbligatorie diversamente dalle norme tecniche che hanno carattere volontario. Emesse dalle competenti autorità nazionali o sovranazionali (esempio, UE) prescrivono quali sono requisiti essenziali che devono presentare certi prodotti per la tutela della salute e della sicurezza di consumatori o utilizzatori e anche per il risparmio energetico e la tutela dell'ambiente.
Relazione Rapporto scritto od orale svolto su un incarico o su un dato argomento.
Relazione causa-effetto In questo meccanismo vi è l'essenza della gestione: a tutti i livelli l'eccellenza può essere raggiunta soltanto se si ha il massimo controllo di queste relazioni. Poiché l'ente deve perseguire obiettivi incrementali per la soddisfazione dei cittadini e l'obiettivo non è altro che un effetto, è necessario che le persone acquisiscano un meccanismo mentale che le renda sensibili a queste relazioni. Esse devono essere analizzate con metodo ed acume. Solamente così l'ente acquisisce una potenza enorme per raggiungere obiettivi ambiziosi. Possedere il controllo di queste relazioni richiede la capacità di ricercare e di identificare le cause che portano ad un effetto. Questa capacità è l'essenza del metodo scientifico. La ricerca delle cause si attua attraverso due steps fondamentali: - elencazione di tutte le possibili cause con il supporto di strumenti specifici (per esempio, il diagramma causa-effetto e il diagramma delle relazioni); - identificazioni delle cause reali attraverso l'osservazione dei fatti, l'applicazione di tecniche statistiche e l'esecuzione di prove.
Revisione Introduzione di tutti i cambiamenti necessari alla sostanza e alla prestazione di un documento normativo. Essa comporta l'emissione di una nuova edizione del documento normativo.
Rilievi fonometrici Sono delle sessioni di misurazione della potenza e dell’intensità' dell'onda sonora. Vengono effettuate in diverse locazioni, in modo da avere una visione completa della situazione, e per periodi più' o meno prolungati, in modo da poter analizzare la variazione nel tempo di tale situazione.
Rischio Probabilità, caratteristiche e modalità del verificarsi di un evento dannoso per la salute umana e per l’ambiente.
Rischio (analisi del) Processo costituito da tre componenti interconnesse, costituite dalla valutazione, gestione e comunicazione del rischio (Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
Rischio (valutazione del) Processo su base scientifica costituito da quattro fasi: individuazione del pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione dell'esposizione al pericolo e caratterizzazione del rischio (Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
Rischio ambientale Per rischio ambientale si intende uno stato in cui sono presenti condizioni di pericolosità o di minaccia ipotetica verso l'ambiente e l'uomo. Nella stragrande maggioranza dei casi l'analisi dei rischio tende ad estromettere la dimensione percettiva dell'individuo che spesso è fondamentale. La maggior parte degli studi sul rischio adotta come principio base la formula per cui il rischio sarebbe uguale alla probabilità che un evento indesiderato avvenga in un certo arco temporale, definendo il rischio attraverso una funzione di tipo statistico. Probabilità del verificarsi di un danno ambientale moltiplicata per la grandezza del danno stesso. Nelle procedure di VIA esprime la possibilità che gli interventi dell'uomo superino un livello tale da provocare sensibili e spesso irreversibili fenomeni di inquinamento e di dissesto con alterazione degli equilibri preesistenti.
Rumore Dal punto di vista fisico un rumore, o più generalmente un suono, viene generato dalla vibrazione di un corpo che viene trasmessa nell'aria sotto forma di onde di compressione e di rarefazione. Il fenomeno è simile a quanto si osserva quando si getta un sasso nell'acqua di uno stagno e si vedono delle onde circolari concentriche che si allontanano dal punto in cui il sasso è caduto: così dalla sorgente sonora si propagano nel mezzo circostante le onde che verranno percepite dall’orecchio. Le caratteristiche fisiche più rilevanti del rumore sono: - l’intensità sonora (vale a dire la massima ampiezza dell’oscillazione dell’onda) che ci fa percepire un suono come forte o debole. Si misura in decibel (dB), che è una unità di misura logaritmica; - la frequenza, che indica il numero delle oscillazioni dell’onda sonora in un secondo. Le frequenze alte ci fanno percepire un suono come acuto, le basse come grave; la frequenza si misura in Hertz (Hz). Le onde sonore, quando giungono all'orecchio, esercitano una pressione sul timpano, che vibra come il corpo che ha generato il suono. Le oscillazioni del timpano mettono in moto una catena di ossicini (martello, incudine e staffa) che trasmettono le vibrazioni all'orecchio interno, dove particolari cellule fornite di ciglia funzionano da microfono e trasformano le vibrazioni in impulsi elettrici che vengono inviati come segnali nervosi al cervello, dove sono analizzati, riconosciuti e interpretati. L'orecchio umano ha una sensibilità molto estesa ed è in grado di percepire e distinguere suoni di frequenza compresa fra i 20 ed i 20.000 Hz. L'orecchio è particolarmente sensibile alle frequenze comprese tra 500 e 4000 Hz, che sono quelle proprie della voce umana. Con l'età la sensibilità alle alte frequenze (dai 4000 Hz in su) diminuisce progressivamente.
Scala Rapporto fra le misure di lunghezza reali e quelle rappresentate in una scala (scala di riduzione). La scala numerica si esprime con un frazione avente al numeratore l’unità e al denominatore un numero indicante di quante volte le distanze reali sono maggiori di quella rappresentata: 1:1.000.000 indica che una qualsiasi distanza (per esempio un centimetro) sulla carta va moltiplicata per un milione (1.000.000 di cm, cioè 10 Km), per avere la sua misura reale. La scala grafica è un segmento graduato (generalmente in unità metriche) che rappresenta, in calce alla carta, l’equivalente distanza sul terreno, al fine di facilitare rapide misurazioni con il compasso o con un righello millimetrato. Ovviamente la scala si applica sia alle misure lineari si a quelle superficiali, con l’avvertenza che per queste seconde vale un rapporto geometrico, per cui, raddoppiando la scala numerica si quadruplica la superficie rappresentata. Scala Beaufort – Scala di dodici gradi che stima la forza del vento. Ideata dall’ammiraglio inglese Beaufort nel 1806, essa dà una misura empirica basata sugli effetti del vento: dallo 0 che rappresenta la bonaccia con aria praticamente immobile a 12 che rappresenta una bufera di vento oltre i 120 Km orari. La valutazione è fatta in base allo spostamento del fumo, di piccoli rami, al moto ondoso delle acque interne, al movimento degli alberi e ai leggeri danni che vengono causati agli edifici. Scala Mercalli – Scala che misura in modo empirico l’intensità di una scossa sismica in una determinata zona in base alla distribuzione e agli effetti del terremoto. E’ suddivisa in 12 gradi, dal 1° della cosiddetta scossa strumentale, percepito solo dai sismografi, al 12° della grande catastrofe con distruzione totale delle costruzioni e spostamenti di masse rocciose. Scala Richter - Scala che misura la magnitudo (cioè la forza distruttrice) di un terremoto. Fu introdotta nel 1935 dall’americano C. F. Richter. A differenza della scala Mercalli basata su osservazioni empiriche dei danni, la scala Richter adotta unicamente registrazioni strumentali.
Scarichi idrici Sversamento di effluenti liquidi o comunque convogliabili tramite condotta, proveniente da insediamenti sia produttivi che civili, con caratteristiche di continuità, o periodicità o anche saltuari, ma non meramente occasionali.
Scarico industriale Flusso di materiale di rifiuto proveniente da un processo produttivo industriale. Secondo la normativa vigente, tali scarichi sono da considerarsi quantomeno rifiuti speciali e possono essere pericolosi (se provenienti da determinati processi).
Sicurezza Assenza di rischi di danni inaccettabili. Situazione nella quale viene minimizzato il pericolo grazie alla messa in atto di una serie di azioni preventive o difensive, che hanno come obiettivo l'integrità della salute psico-fisica dell'uomo nel lavoro e nella vita e che riguardano le seguenti aree di intervento: sicurezza degli impianti e delle macchine, igiene del lavoro, antincendio, ambiente esterno, sicurezza del prodotto.
SIT Sistema Nazionale di Taratura. Ha competenza sui campioni nazionali e sulla taratura degli strumenti di misura.
Sito L'intera area in cui sono svolte, in una determinata localizzazione, le attività industriali sotto il controllo di una impresa, nonché qualsiasi magazzino contiguo o collegato di materie prime, sottoprodotti, prodotti intermedi, prodotti finali e materie di rifiuto, e qualsiasi infrastruttura e qualsiasi impianto, fissi o meno, utilizzati nell'esercizio di queste attività (Reg. 1836/93).
Smog È una parola coniata per descrivere una miscela di fumo (smoke) e nebbia (fog), costituita da alcuni inquinanti atmosferici primari, intrappolata vicino al terreno da una inversione termica, cioè da un fenomeno meteorologico che consiste nell’aumento della temperatura dell’aria all’aumentare della quota, al contrario di ciò che avviene normalmente. Il termine è utilizzato per descrivere due situazioni distinte: 1smog di Londra (London smog), causato da elevate concentrazioni di particolato e anidride solforosa, in presenza di alta umidità (>80%) e temperature da -3° a 5°C; 2.smog fotochimico (Los Angeles smog), causato da elevate concentrazioni di ozono e ossidanti fotochimici, in condizioni di temperatura sui 25-35°C, bassa umidità, velocità del vento inferiore a 2 m/s e in presenza di inversione termica. Emissioni di ossidi di azoto e VOCs, come alcheni, aromatici o alcani a catena più lunga, dovuti ai gas di scarico automobilistico, sono la principale causa di formazione dei precursori dello smog fotochimico, degli ossidanti fotochimici e dell'ozono
Soglia E’ il livello di esposizione a un agente chimico o fisico al di sotto del quale non si verificano effetti nocivi per l’organismo, dimostrabili con le tecniche più sensibili a disposizione.
Soglia di allarme Situazione di inquinamento che può determinare una condizione di rischio ambientale e sanitario (rif. D.M. 15/04/94).
Soglia di attenzione Situazione di inquinamento che, se persistente, attiva lo stato di allarme.
Sorgente Fonte da cui ha origine l'emissione dell'inquinante. Può essere naturale (acque, suolo, foreste) o antropica (infrastrutture e servizi). A seconda della quantità di inquinante emessa e delle modalità di emissione una sorgente può essere puntuale, areale, lineare. È puntuale quando è possibile individuare e caratterizzare singolarmente le fonti di emissione e localizzarle sul territorio, come nel caso di stabilimenti industriali e grandi impianti di riscaldamento. È areale quando le sorgenti di emissione non possono essere individuate singolarmente a causa della loro ampia distribuzione sul territorio, come nel caso delle emissioni derivanti dall'uso di impianti domestici. È lineare quando le emissioni vengono rilasciate in maniera continua e non in un unico punto, come nel caso di strade, autostrade, ferrovie. Punto di affioramento naturale delle acque di falda. La captazione deve essere fatta all'emergenza geologica della sorgente e non all'emergenza fittizia o apparente.
Sorgenti di emissione sonora Qualsiasi oggetto, dispositivo, macchina o impianto o essere vivente che produce emissioni sonore.
Sorgenti diffuse d'inquinamento Hanno origine da località non puntiformi (la superficie del terreno o l’atmosfera). Per la loro natura, queste sorgenti sono molto più difficili da identificare, misurare e controllare.
Sorgenti puntiformi d'inquinamento Sono caratterizzate da scarichi industriali, fognature urbane o impianti di depurazione delle acque; sono facilmente identificabili, misurabili e suscettibili di controlli pratici.
Sorgenti sonore fisse Nell’art. 2 comma 1 della legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del 26.10.95 viene data la seguente definizione di sorgenti sonore fisse: "Gli impianti tecnici degli edifici e le altre installazioni unite agli immobili anche in via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; le infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali ed agricole; i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti di movimentazione merci; i depositi dei mezzi di trasporto di persone e merci; le aree adibite ad attività sportive e ricreative".
Sostanze organiche Con questo termine si indicano i composti del carbonio ( C ).Il nome "sostanze organiche" deriva dall’erronea convinzione, diffusa anche nel secolo scorso, che fossero prodotte dagli esseri viventi e che non si potessero sintetizzare artificialmente in laboratorio .Nel 1928 il tedesco F. Wöhler riuscì ad ottenere l’urea (sostanza prodotta dagli organismi viventi) attraverso una sintesi in laboratorio. Da allora si dovette rivedere il principio che divideva in due categorie rigidamente separate in composti chimici: quella della sostanze minerali (inorganiche) e quella delle sostanze organiche prodotte dai viventi. Sono sostanze organiche le proteine, i lipidi, gli zuccheri, gli acidi nucleici.
Spettro del rumore E' una definizione della grandezza delle componenti in frequenza, contenute in un segnale sonoro.
Stato dell'arte Stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato momento dalle capacità tecniche relative a prodotti, processi, o servizi basato su scoperte scientifiche, tecnologiche e sperimentali pertinenti.
Stato di allarme (inquinamento atmosferico) Una situazione di inquinamento atmosferico suscettibile di determinare una condizione di rischio ambientale e sanitario.
Stato di attenzione (inquinamento atmosferico) Una situazione di inquinamento atmosferico che, se persistente, determina il rischio che si raggiunga lo stato d'allarme.
Stazione Struttura costituita da un insieme di: sensori di misura, sistema di alimentazione, sistema di trasmissione e logica di gestione dati (datalogger), in grado di registrare, memorizzare e trasmettere le informazioni ad una centrale operativa e sito di rilevamento di dati manuali.
Stazione di monitoraggio della qualità dell'aria Postazione dotata di strumentazione per la rilevazione e la misura delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera. L’organizzazione di più punti di misura costituisce una rete di monitoraggio in grado di fornire informazioni sui livelli di qualità dell’aria di un’intera area, grazie all’integrazione delle misure.
Suono Vibrazione prodotta da un corpo in rapida e regolare oscillazione, che si propaga nell'aria o in altri mezzi elastici con produzione di una sensazione auditiva.
Taratura Insieme di operazioni per stabilire, a condizioni determinate, la relazione fra i valori delle grandezze indicate da uno strumento di misura o sistema di misura e i corrispondenti valori realizzati dai materiali di misura. (UNICHIM n. 179/0)
Temperatura Grandezza fisica che esprime lo stato termico di un corpo. Il concetto di temperatura è strettamente legato a quello di calore: riscaldando un corpo si determina un aumento di temperatura, oppure un passaggio di stato. In meccanica statistica si definisce la temperatura come indice dell’energia cinetica media delle molecole del corpo stesso. Per misurare la temperatura il fenomeno più comunemente utilizzato è quello della dilatazione termica dei corpi (termometri a mercurio, ad alcol), fissando delle opportune scale di riferimento. La scala Celsius, di uso comune e scientifico, fissa a 0 gradi (0°C) il punto di congelamento dell’acqua a pressione normale e a 100 gradi (100°C) il suo punto di ebollizione, ed è questo il motivo per cui è detta scala centigrada.
Tempo di riverbero E' l'intervallo di tempo che passa dall'emissione di un suono fino al ritorno di quella medesima onda. Questo effetto (effetto eco o di riverbero) e' causato da oggetti più' o meno grandi che fanno rimbalzare all'indietro l'onda sonora quando ne vengono investiti. Questo può' causare alti livelli di intensità' sonora anche se la sorgente emette a livelli inferiori, in quanto le varie onde create dall’effetto di riverbero si sommano, aumentando il livello complessivo.
TLV Threshold Limit Value. E' la massima concentrazione atmosferica di una sostanza alla quale si può essere esposti ripetutamente, nell'arco della giornata lavorativa, senza effetti negativi per la salute.
Tossicità Per tossicità di una sostanza si intende la sua capacità di provocare effetti dannosi sugli organismi viventi, alterandone il corretto funzionamento cellulare. Ogni sostanza è virtualmente tossica in funzione della dose; diviene tossica quando raggiunge una certa concentrazione nell’organismo e nel suo sito di azione. La tossicità di una sostanza è strettamente legata alla sua possibilità di assorbimento, trasporto, metabolismo ed escrezione nell’organismo vivente. Si parla di tossicità acuta quando la dose è elevata e l’effetto si manifesta in tempi brevi (minuti, ore o giorni); la quantità che causa l’effetto tossico dipende dal tipo di sostanza. La tossicità cronica è causata da una esposizione a piccole dosi prolungata nel tempo. La dose tossica, in questo caso, viene raggiunta perché la sostanza si accumula nell’organismo.
Tossine Si tratta di un gruppo eterogeneo di sostanze, prodotte da microrganismi, in particolare batteri e funghi (muffe), da piante (fitotossine) e da alcuni animali (zootossine), che sono dotate di attività tossica, spesso a concentrazioni estremamente basse, in alcuni casi inferiori al milionesimo di milligrammo. Le tossine di origine batterica vengono distinte in esotossine ed endotossine. Le esotossine sono di natura proteica e vengono secrete dai batteri, agendo a distanza. Sono responsabili dei sintomi di malattie quali la difterite, la pertosse, il tetano o il botulismo. Oggi la tossina botulinica, a dosi controllate, viene impiegata sia per la terapia di alcune patologie neurologiche, sia per uso cosmetico. Gli effetti delle tossine batteriche possono manifestarsi a livello gastrointestinale, del sistema nervoso, del sistema vascolare, della cute e di altri organi o apparati. Le endotossine sono sostanze per lo più di natura polisaccaridica che entrano nella costituzione della struttura di alcuni organismi (ad es. la parete di alcuni tipi di batteri, i Gram-negativi). Si liberano quando il batterio viene distrutto dalle difese dell’organismo o dagli antibiotici, causando febbre, danno muscolare, fenomeni settici fino allo shock. Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte dal metabolismo di alcune muffe (Aspergillus, Penicillium, ecc.) che possono costituire un rischio per la salute dell’uomo e degli animali. Comprendono le Aflatossine, l’Ocratossina A, le Fusariotossine e altre sostanze. Per alcuni di questi composti sono stati dimostrati effetti tossici a livello renale e del sistema nervoso, effetti mutageni e cancerogeni. Le micotossine prodotte dalle muffe che infestano vegetali possono entrare nella catena alimentare (cereali, frutta fresca e secca, verdure, caffè, cacao, birra, vino, mangimi, ecc.). Le zootossine (ad es. veleno di serpenti, insetti, pesci, ecc.) possono causare effetti a carico del sistema nervoso o della coagulazione del sangue o provocare infiammazioni dolorose o bruciore in corrispondenza del morso o della puntura. Le reazioni mortali sono possibili ma molto più rare di quanto abitualmente si creda. Le tossine si comportano in genere come potenti antigeni: è possibile quindi, iniettandole a dosi crescenti nell’animale oppure per sintesi, ottenere dei sieri anti-tossina molto specifici (ad es. i sieri per neutralizzare il morso di serpenti o di insetti velenosi).
Trattamento Processo di trasformazione delle caratteristiche dell'acqua per renderla idonea agli usi successivi.
Trattamento fonoassorbente E' un particolare tipo di operazione (rivestimento, coibentazione,...) con lo scopo di abbattere l'onda sonora, facendola ''assorbire'' dal materiale stesso.
Umidità assoluta Contenuto d’acqua, allo stato liquido o di vapore, di una data sostanza o ambiente (ad esempio, terreno, atmosfera, ecc.). L’umidità del terreno costituisce un fattore di grande importanza per la vita delle piante; così come l’umidità dell’aria condiziona l’azione termoregolatrice degli organismi viventi, che scambiano calore con l’ambiente per evaporazione d’acqua attraverso la respirazione e la traspirazione cutanea.
Umidità relativa E' definita dal rapporto tra la massa di vapor acqueo contenuta in un dato volume di aria e la massa di vapor acqueo sufficiente a portare l’aria alla saturazione, ossia alla condizione in cui un ulteriore aumento di vapore, in quelle condizioni di pressione e di temperatura, provoca una condensazione d’acqua (nebbia, pioggia, neve).
Umidità specifica E' il rapporto tra la massa di vapore e quella di aria secca presenti in un dato volume.
Unità di misura Grandezza campione usata per compiere un determinato tipo di misura. u. statistica – Campione che viene rilevato. Può essere semplice se è indivisibile, composta se formata da più unità semplici o complessa se costituita da elementi di diversa natura.
Valore guida Termine utilizzato per indicare la concentrazione di un determinato composto nelle varie matrici (suolo, acqua, aria, alimenti ecc) che deve essere rispettata per prevenire l’insorgenza di determinati effetti. Il Dpr 203/88 ad esempio indica come valori guida le concentrazioni di determinati inquinanti atmosferici in grado di assicurare: -la prevenzione a lungo termine in materia di salute e protezione dell'ambiente; -l’identificazione di parametri di riferimento per l'istituzione di zone specifiche di protezione ambientale per le quali è necessaria una particolare tutela della qualità dell'aria.
Valore limite Termine utilizzato per indicare la concentrazione massima di un determinato composto nelle varie matrici (suolo, acqua, aria, alimenti ecc) che non si deve superare per evitare l’insorgenza di determinati effetti. Ad esempio il D.M. 2 aprile 2002, n. 60 indica i valori limite di vari inquinanti atmosferici (biossido di azoto, ossidi di azoto, piombo, benzene ecc.) che non devono essere superati per la protezione della salute umana.
Valori guida di qualità dell'aria Limiti di concentrazione e di esposizione, relativi ad inquinamento dell’ambiente esterno, destinati alla prevenzione a lungo termine, in materia di salute e protezione dell’ambiente e alla determinazione di parametri di riferimento, per l’istituzione di zone di protezione ambientale.
Valori limite di emissione del rumore Il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa (legge 447/95).
Valori limite di immissione di rumore Il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori (legge 447/95)
Valutazione Processo attraverso il quale si analizza e giudica, al suo termine o a scadenze prefissate, le risorse impiegate, le attività svolte (efficienza) ed i risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi del programma stesso (efficacia), il tutto in vista della riprogettazione dello specifico sistema (imparare sistematicamente dall'esperienza e riprogettare al meglio il futuro).
Valutazione del rischio In materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, è il procedimento di valutazione del rischio di accadimento di un evento pericoloso per la sicurezza e la salute dei lavoratori durante l’espletamento delle loro mansioni sul luogo di lavoro. In materia di tutela dell’ambiente, è il complesso di attività finalizzate ad accertare e quantizzare le possibili conseguenze dell’inquinamento, presente in un comparto ambientale, sugli altri comparti e, in particolare, gli effetti che possono determinarsi sulla salute umana.
Variabile ambientale Elemento che caratterizza lo stato e/o la dinamica di componenti e fattori ambientali, la cui distribuzione può variare nello spazio e nel tempo (ad esempio, la distribuzione di ossigeno disciolto nell'acqua, le onde sonore, il passaggio di autoveicoli, ecc.).
Valutazione d'Impatto Ambientale La VIA costituisce una procedura tecnico-amministrativa volta alla formulazione di un giudizio, da parte delle Autorità competenti, sulla compatibilità che una determinata azione avrà nei confronti dell’ambiente, inteso come l’insieme delle risorse naturali, delle attività umane e del patrimonio storico culturale. Tale procedura prevede l’esame, da parte dell’Autorità competente, di uno studio di impatto ambientale predisposto da colui (pubblico o privato) che propone l’opera in progetto. La VIA richiede la raccolta di informazioni che consentano di effettuare previsioni sulle possibili interazioni tra progetto e singole componenti dell'ambiente in cui il progetto viene realizzato. La VIA quindi tende ad evitare fin dall'inizio i danni ambientali valutando le eventuali ripercussioni di un'opera in progetto sull'ambiente. La VIA dovrebbe tendenzialmente sostituirsi ai molteplici regimi di concessione, autorizzazione, licenza, ecc.. imposti dalle leggi di settore. Un aspetto molto importante di questa procedura è la consultazione del pubblico, attraverso un’inchiesta, che vede la partecipazione delle comunità interessate a un determinato progetto pubblico o privato. Questo tipo di valutazione preventiva ha avuto origine negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta (environmental impact assestement: VIA), e si è in seguito diffuso in altri paesi industrializzati. In ambito comunitario la materia è stata regolamentata con la direttiva 85/337/CEE (modificata dalla Dir. n. 97/11/CE). Tuttavia, ad oltre 13 anni di distanza, tale direttiva non è stata compiutamente recepita in ambito nazionale in quanto, in materia, vige ancora una disciplina transitoria (dettata con i D.P.C.M. del 10.8.88 e del 27.12.88) cui si è aggiunta una moltitudine di provvedimenti, volti ad estendere la procedura a diversi settori (ad esempio, la VIA concernente la ricerca e coltivazione di idrocarburi, è regolamentata dal DPR n. 526/94). Attualmente è all’esame del Parlamento un disegno di legge di recepimento organico della normativa comunitaria cui si è fatto cenno.
Vibrazione Energia meccanica prodotta da una forza variabile nel tempo in intensità e direzione, che si propaga sotto forma di onde in un mezzo elastico.
VOCs Composti Organici Volatili. Sono composti organici che evaporano con facilità a temperatura ambiente. Comprendono un gran numero di sostanze eterogenee come idrocarburi alifatici (dal n-esano, al n-esadecano e i metilesani), i terpeni, gli idrocarburi aromatici, (benzene e derivati, toluene, o-xilene, stirene), gli idrocarburi clorinati (cloroformio, diclorometano, clorobenzeni), gli alcoli (etanolo, propanolo, butanolo e derivati), gli esteri, i chetoni, e le aldeidi (formaldeide). Nell'aria degli ambienti confinati sono stati identificati più di 900 differenti VOCs; in ambienti confinati non industriali si possono trovare più di 50 composti organici.
Zonizzazione In generale, per zonizzazione si intende la suddivisione del territorio in aree omogenee, in funzione della sua destinazione d’uso (presenza di attività economiche, densità di popolazione, tipologia di traffico). In particolare, la zonizzazione acustica consiste nell’associare i limiti ammissibili per la rumorosità nell’ambiente esterno, alle aree omogenee definite.
 

 

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