| Termine |
Definizione |
| Accari |
Sono
artropodi di piccole dimensioni che appartengono all’ordine degli
aracnidi. Vivono come parassiti di uomini, animali e piante. Si
distinguono facilmente dagli insetti perchè possiedono quattro paia
di arti invece di tre. Alcune specie domestiche, non visibili ad
occhio nudo, sono in grado di provocare allergia in soggetti
predisposti. Prediligono i luoghi caldi e umidi, si cibano di
forfora umana e di muffe e si annidano soprattutto nei materassi e
nei cuscini. Nei soggetti allergici causano congiuntiviti,
raffreddori e asma bronchiale. Presso i centri specialistici di
allergologia vengono effettuati gli opportuni test diagnostici e,
ove indicato, viene effettuata una terapia con vaccini costituiti da
estratti purificati di acari (immunoterapia specifica = ITS). Il
contatto con gli acari nelle abitazioni può essere fortemente
ridotto con adeguate misure di profilassi. |
| Accreditamento |
Procedimento
con cui un organismo riconosciuto attesta formalmente la competenza
di un organismo o persona a svolgere funzioni specifiche. In Italia
esistono attualmente i sottoelencati Enti di accreditamento: SINCERT,
per l'accreditamento degli organismi di certificazione, e SINAL, per
l'accreditamento dei laboratori di prova, SICEV... SIT.…. |
| Accreditamento
di un laboratorio |
Riconoscimento
formale della idoneità di un laboratorio ad effettuare specifiche
prove o determinati tipi di prova. In carenza di una legge di
riferimento viene oggi effettuato da SINAL, che verifica la
conformità del laboratorio alle norme UNI CEI EN 45001.Gli
accertamenti che il SINAL effettua presso il laboratorio richiedente
riguardano l’esistenza dei requisiti tecnici e organizzativi
necessari per garantire il riferimento metrologico, la
riproducibilità delle procedure adottate, l’adeguatezza della
strumentazione utilizzata, la competenza del personale, l’imparzialità
del giudizio tecnico. |
| Accreditamento
di un organismo di certificazione |
Riconoscimento
formale della idoneità di un organismo ad effettuare la
certificazione di prodotti e/o di sistemi di qualità . In carenza
di una legge di riferimento, viene oggi effettuato da SINCERT, che
valuta la conformità dell'ente alle norme UNI CEI EN 45011
(prodotti) o 45012 (sistemi di qualità). In particolare il SINCERT
richiede che l’organismo che intende svolgere attività di
certificazione e/o ispezione, si impegni a non esercitare attività
di consulenza sia direttamente che tramite società ad esso
collegate. |
| Acido |
Sostanza
di sapore acre che, sciolta in acqua o in altri solventi, libera
ioni idrogeno ed è in grado di trasferire protoni, i quali vengono
accettati da una base. Gli acidi si distinguono in: acidi forti e
deboli secondo la maggiore o minore capacità di dissociazione;
acidi monobasici, bibasici, tribasici, secondo che la molecola,
dissociandosi, liberi uno, due o tre ioni idrogeno; acidi inorganici
(ad esempio, acido cloridrico, acido solforico, acido nitrico) e
acidi organici (ad esempio, acido acetico, acido butirrico, acidi
grassi). |
| Acque
(impianto di depurazione delle) |
Impianto
che, attraverso uno o più processi di carattere meccanico, fisico,
chimico e biologico, consente l’eliminazione di sostanze nocive
dai liquidi. I trattamenti meccanici hanno la funzione di separare
gran parte dei materiali in sospensione, mentre i trattamenti
biologici operano la degradazione delle sostanze organiche ad opera
di particolari microrganismi. Infine i trattamenti chimico-fisici
consistono essenzialmente nell’insolubilizzazione e nella
successiva separazione di sostanze disciolte. |
| Acque
potabili |
Sono
le acque distribuite dagli acquedotti pubblici, consortili e privati
che possiedono le caratteristiche chimico fisiche stabilite dalla
Legge per essere destinate al consumo umano. |
| Acque
reflue |
Si
indicano con questo nome tutti i rifiuti liquidi provenienti dalle
attività fisiologiche dell’uomo (metabolismo), oppure da sue
attività lavorative primarie (agricoltura e allevamento di
bestiame) o secondarie (industria). Tali rifiuti contengono sostanze
organiche ed inorganiche sovente assai nocive le quali, se immesse
senza alcun trattamento di depurazione (o con un trattamento
incompleto o comunque inefficace) nell’ambiente naturale, lo
contaminano gravemente con esiziali conseguenze a carico degli
esseri viventi nell’ambiente medesimo. |
| Acque
reflue domestiche |
Acque
reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi
derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività
domestiche. |
| Acque
reflue industriali |
Qualsiasi
tipo di acque reflue scaricate da edifici in cui si svolgono
attività commerciali o industriali, diverse dalle acque domestiche
e dalle acque meteoriche di dilavamento |
| Acque
reflue urbane |
Acque
reflue domestiche o miscuglio di acque reflue domestiche (acque
nere), acque reflue industriali (assimilabili alle acque urbane
reflue urbane) e/o acque meteoriche di dilavamento (acque bianche) |
| Acquisizione
dei dati |
modalità
con cui i dati archiviati dalle stazioni automatiche vengono
trasferiti, via radio o via modem, alla centrale operativa dei
Centri, nonché le modalità con cui vengono raccolti i dati
provenienti dai rilevi manuali. |
| Acustica |
Controllo
di fonti di inquinamento. |
| Aerazione |
Immissione
di aria in un ambiente o in una sostanza per facilitare il processo
di ossidazione. Viene utilizzata come sistema di depurazione delle
acque reflue. |
| Affidabilità |
L'attitudine
di un servizio, di un prodotto o di un sistema a fornire la
prestazione richiesta senza disservizi, guasti od inconvenienti, per
un determinato periodo di tempo, sotto condizioni prestabilite. |
| Alimento |
Sebbene
a livello europeo esista un corpus consistente di legislazioni in
campo alimentare, il termine "alimento" non è mai stato
definito. La maggior parte degli Stati membri possiedono una
definizione di alimenti o di generi alimentari e a livello
internazionale una definizione esiste nel Codex Alimentarius. Sia il
libro verde sulla legislazione in materia alimentare che il libro
bianco sulla sicurezza alimentare propongono di definire il termine
e di adottarne l'uso nelle future proposte sulla legislazione
alimentare, al fine di accrescere la chiarezza e certezza giuridica
e consentire una comprensione di tali concetti a livello
comunitario. La recente proposta di Regolamento del Parlamento
europeo e del Consiglio recante "I principi e i requisiti
generali della legislazione alimentare, l'istituzione dell'Autorità
europea per gli alimenti e le procedure nel campo della sicurezza
alimentare" (Documento 500PC716, art.2) colma questa lacuna. Il
termine "alimento" (o "prodotto alimentare", o
"derrata alimentare") designa qualsiasi sostanza o
prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato,
destinato o atto ad essere ingerito da esseri umani. Sono comprese
le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza
intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro
produzione, preparazione o trattamento. È compresa l'acqua, fatti
salvi i requisiti previsti dalle direttive 80/778/CEE e 98/83/CE.
Non sono compresi: i mangimi; gli animali vivi, a meno che siano
preparati, confezionati o serviti per il consumo umano; i vegetali
prima della raccolta; i medicinali ai sensi della direttiva
65/65/CEE del Consiglio; i cosmetici ai sensi della direttiva
76/768/CEE del Consiglio; il tabacco e i prodotti derivati dal
tabacco ai sensi della direttiva 89/622/CEE del Consiglio; le
sostanze narcotiche o psicotrope ai sensi della Convenzione unica
delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961 e della Convenzione
delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971.La
definizione proposta riflette ciò che generalmente si intende per
alimenti nei provvedimenti comunitari, riprende la definizione del
Codex Alimentarius e tiene conto delle definizioni consolidate
contenute nelle legislazioni degli Stati membri. |
| Allergeni |
Gli
allergeni sono sostanze chimiche (in genere proteine) che causano
manifestazioni allergiche. Gli allergeni più frequenti sono i
pollini, alcuni acari della polvere domestica, le forfore animali,
alcuni alimenti, il veleno di alcuni insetti (api, vespe,
calabroni). La vera allergia a farmaci è rara. La maggior parte
delle reazioni avverse a farmaci non è causata da allergia ma da
altri meccanismi. |
| Allergia |
L’allergia
è una reazione dell’organismo che si manifesta in individui
predisposti che reagiscono con sintomi molto intensi a stimoli che
sono innocui per la maggioranza della popolazione, anche se a dosi
estremamente basse. L’allergia vede sempre coinvolto il sistema
immunitario. Le manifestazioni allergiche più comuni sono l’asma
bronchiale, il raffreddore allergico, l’orticaria e l’eczema.
Anche le reazioni a farmaci, ad alimenti o a puntura di insetti
possono in alcuni casi essere di natura allergica. |
| Ambiente |
Si
tratta di un termine ricco di significati e di implicazioni. Nell’accezione
comune comprende l’insieme delle condizioni fisiche (temperatura,
pressione, ecc.), chimiche (concentrazione di gas, sali, sostanze
organiche o inorganiche, ecc.) e biologiche nell’ambito del quale
si svolge la vita. Sono parte dell’ambiente l’acqua, l’aria, i
minerali e gli esseri viventi, vegetali e animali, inclusi i
microorganismi. Ma l’ambiente è un sistema aperto, in equilibrio
dinamico, capace di autoregolazione, in cui si verificano
interrelazioni a tutti i livelli, insieme a flussi di energia e di
informazioni. L’ambiente è un sistema complesso di relazioni di
cui l’uomo è parte e con il quale interagisce. Nella pratica di
tutti i giorni viene quindi focalizzato di volta in volta un aspetto
particolare dell’ambiente, che verrà definito dall’aggettivo
che accompagna il termine: avremo così un ambiente ecologico ,
naturale, sociale, politico, istituzionale, ma anche relazionale e
affettivo ed altri ancora. |
| Ambiente
di lavoro |
Insieme
di condizioni nel cui ambito viene svolto il lavoro |
| Amianto
(absesto) |
Con
il termine amianto, o asbesto, si intende un gruppo di minerali
naturali a struttura fibrosa separabile in fibre molto sottili e
resistenti. In natura esistono diversi tipi di amianto, i più
diffusi e utilizzati sono: crisotilo (quello più usato), amosite e
crocidolite. La sua elevata fibrosità fa dell’amianto un
materiale: resistente al calore e al fuoco; resistente all’azione
degli acidi e alla trazione; molto flessibile; filabile; dotato di
proprietà fono-assorbenti e termo-isolanti. Queste caratteristiche,
insieme al basso costo di lavorazione, hanno favorito l’impiego di
questo materiale in diversi campi (dall’edilizia all’industria
ai trasporti) e in oltre 3000 prodotti diversi. |
| Analisi
ambientale |
Esauriente
analisi iniziale dei problemi ambientali, degli effetti e dell’efficienza
ambientali, relativi alle attività previste in un sito (Reg.
1836/93) |
| Analisi
ambientale preliminare |
E'
il primo passo per la valutazione, il controllo e il miglioramento
delle performance ambientali di una organizzazione, consente di
identificare i fattori di impatto associati alle attività
produttive e/o di servizio e di orientare la successiva scelta di
strumenti di valutazione più approfonditi. |
| Analisi
di rischio |
Strumento
per la gestione dei vari problemi ambientali. Essa permette di
calcolare se un particolare composto inquinante sia causa di effetti
nocivi per l'uomo e per l'ambiente posti a contatto diretto e
indiretto con la sostanza stessa. Nel campo degli interventi di
risanamento ambientale, è possibile utilizzare l'analisi di rischio
come riferimento per la progettazione di interventi di bonifica e
messa in sicurezza. |
| Anidride
carbonica |
Composto
chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di
carbonio legato a due atomi di ossigeno. È presente in atmosfera
per lo 0,03% in volume. Costituisce il reagente fondamentale per la
fotosintesi clorofilliana. |
| Anidride
solforosa |
Composto
chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di
zolfo lagato a due atomi di ossigeno – E’ uno dei più diffusi
inquinanti atmosferici derivato dalle attività industriali e dalla
combustione di impianti fissi. |
| ANPA |
L’Agenzia
Nazionale per la Protezione dell’Ambiente è una struttura
pubblica, istituita con la legge del 21 gennaio 1994, n. 61, che è
stata emanata in seguito al referendum del 18 aprile 1993, con il
quale erano state sottratte alle USL le competenze in materia di
controlli ambientali., Il nuovo ente deve svolgere attività di
monitoraggio, informazione, promozione e proposizione sulle
tematiche ambientali che avvicinano il modello italiano a quello di
analoghe strutture già operanti in altri paesi (Agenzia per la
Protezione Ambientale). Tra i compiti essenziali dell’ANPA
rientrano: il sostegno tecnico-scientifico alle autorità
amministrative; la realizzazione di una rete di informazioni sullo
stato dell’ambiente; l’attuazione di controlli ispettivi; la
definizione di standard di qualità ambientale; l’impulso alla
ricerca di tecnologie ecocompatibili; le funzioni di segreteria
tecnica del comitato competente per l’attuazione del Regolamento
sull’audit ambientale (EMAS) e sull’ecolabel. La legge al tempo
stesso dà mandato alle Regioni e alle Provincie autonome di
istituire apposite Agenzie regionali (ARPA) e provinciali autonome (APPA),
alle quali sono affidati compiti di intervento operativo sul
territorio. Di recente, con il D.Lgs. 30/07/1999 n. 3000 l'ANPA è
stata commissariata in attesa che venga istituita l'Agenzia per la
protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici dopo l'insediamento
del nuovo Governo. |
| Aria
(livello di qualità dell’) |
Per
livelli di qualità dell’aria, si intende la concentrazione di uno
o più inquinanti rilevata nell’aria ambiente. Tali valori,
confrontati con opportuni standard fissati dalla normativa,
permettono di stabilire il grado di inquinamento atmosferico
presente. |
| Aromatici |
Idrocarburi
dall’odore tipico e gradevole, da cui il nome, generalmente
caratterizzati dalla presenza nelle loro molecole di almeno un
anello benzenico. Sono presenti nel greggio e si formano in alcuni
processi di raffinazione finalizzati alla produzione di componenti
per benzina. La particolare attenzione rivolta negli ultimi anni
agli idrocarburi aromatici deriva dalla evidenziata nocività dei
loro vapori, specialmente del benzene, che ha portato alla
limitazione dei contenuti massimi ammessi nelle benzine finite e all’adozione,
a breve, di specifiche cautele operative nelle stazioni di servizio
stradali (Benzine riformulate). |
| ARPA |
Agenzia
Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. |
| Atmosfera |
L’involucro
gassoso che circonda la Terra costituisce l’atmosfera. Essa è
composta dall’aria, una miscela di gas in cui si trovano sospese
anche particelle solide e liquide di diversa natura. La composizione
attuale dell'atmosfera è il risultato del ciclo del carbonio e del
ciclo dell'azoto; l'atmosfera è rinnovata e mantenuta stabile da
questi processi. Tra tutti i pianeti del sistema solare la Terra è
l’unico a possedere un’atmosfera ricca di ossigeno e di azoto,
elementi fondamentali per consentire la presenza della vita in tutte
le sue forme, animali e vegetali. L’atmosfera svolge anche un
ruolo essenziale per garantire la protezione della vita: essa
costituisce infatti uno schermo efficace per le radiazioni
ultraviolette e per il flusso di particelle provenienti dal Sole. La
densità dell’atmosfera terrestre diminuisce con l’aumentare
della quota e ciò permette di suddividerla in diversi strati:
troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60
chilometri), la cui parte più alta è caratterizzata dalla presenza
rilevante di molecole di ozono e che per questo viene chiamata
ozonosfera, ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera. Si
impiegano anche suddivisioni differenti, soprattutto con riferimento
alla temperatura relativa alle diverse quote. L’inquinamento e
altre attività o sostanze prodotte dall’uomo modificano l’atmosfera,
sia nella composizione dell’aria che nei processi che in essa si
verificano. Tutto ciò provoca mutate condizioni ambientali che si
ripercuotono sulla salute dell’uomo, direttamente e
indirettamente, a breve e a lungo termine. |
| Attività
industriale |
Qualsiasi
attività elencata nelle sezioni C e D della classificazione delle
attività economiche nella Comunità europea (NACE Rev. 1),
stabilita dal regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio (Cfr. GU n.
L 293 del 24.10.1990, p. 1), nonché la produzione di elettricità,
gas, vapore e acqua calda, ed il riciclaggio, il trattamento, la
distruzione o lo smaltimento di rifiuti solidi o liquidi (Reg.
1836/93) |
| Audiometria |
E'
l'insieme delle tecniche di misurazione della sensibilità uditiva. |
| Autocertificazione |
Termine
improprio che vorrebbe indicare la dichiarazione di un produttore
sulla conformità dei propri prodotti, senza l'intervento di un Ente
terzo indipendente. Viene usato impropriamente in sostituzione
dell'espressione "dichiarazione di conformità". Il
Termine non è corretto in quanto la parola Certificazione
nell'accezione specifica indica sempre che la verifica venga svolta
con l'intervento di una terza parte indipendente. |
| Autorizzazioni |
Decisione
scritta che autorizza l'esercizio di un impianto o parte di esso a
precise condizioni che garantiscono che l'impianto medesimo sia
conforme ai requisiti della normativa applicabile |
| Barriere
fonoassorbenti |
Barriere
acustiche dotate di particolari accorgimenti e materiali in grado di
assorbire l’energia acustica su di essi incidente. La capacità di
assorbire energia da parte dello schermo viene indicata dal
coefficiente di assorbimento, definito come il rapporto fra l’energia
assorbita e quella incidente su una superficie unitaria di barriera. |
| Batteri |
Microrganismi
procarioti di tipo vegetale, come le alghe, ma privi di clorofilla.
Alcuni batteri sono patogeni, ossia apportatori di malattie, e
devono quindi essere accuratamente eliminati dalle acque per uso
potabile. Più numerose sono le specie innocue o utili: vanno
ricordati i batteri nitrificanti, che trasformano l’ammoniaca in
nitrito e questo in nitrato; i batteri denitrificanti, che riducono
l’ammoniaca ad azoto elementare; i batteri solforiducenti ed i
solfossidanti, che possono trasformare rispettivamente i composti
solforati in acido solfidrico e in acido solforico; i batteri
ferrici, che trasformano i composti di ferro disciolti in idrossido
ferrico. |
| Benzene |
Idrocarburo
di formula C6H6 a struttura esagonale (atomi di carbonio e 6 atomi
di idrogeno). E’ il composto-base della classe degli idrocarburi
aromatici, dal caratteristico odore pungente; a temperatura ambiente
volatilizza assai facilmente. E’ la sostanza aromatica con la
struttura molecolare più semplice (un solo anello). E’ presente
nel petrolio greggio e viene prodotto in alcuni processi di
raffinazione, per cui si ritrova in piccole quantità anche nella
benzina. Ad essa apporta qualità ottaniche, migliorandone le
prestazioni. E’ largamente utilizzato come solvente e come materia
prima chimica (resine, esplosivi, ecc.). E’ un prodotto tossico
per il sistema nervoso centrale in caso di esposizioni elevate ed è
classificato cancerogeno per lunghe esposizioni. studi recenti hanno
portato a stime del valore medio di esposizione professionale al
benzene (addetti a impianti petrolchimici e a distributori di
carburanti) di un ordine di grandezza inferiore al limite di 1
p.p.m. (pari a 3,25 mg/mc) definito dalla Direttiva 97/42. I valori
medi di esposizione della popolazione stimati consistono in un
ordine di grandezza inferiore all’esposizione professionale: la
componente principale dell’esposizione non professionale al
benzene risulta il fumo. |
| Bonifica |
Ogni
intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla
stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi
all'utilizzo previsto per l'area. (D.Lgs 22/97). Esistono diversi
tipologie di interventi di bonifica: interventi di tipo chimico, che
tendono a trasformare le sostanze inquinanti in sostanze non
pericolose interventi di tipo fisico, che riescono a rimuovere le
sostanze inquinanti interventi di tipo termico, che riescono a
distruggere le sostanze inquinanti interventi di tipo biologico che
sfruttano la capacità di alcuni batteri che si nutrono di sostanze
contaminanti. |
| Calibrazione |
E'
il controllo dell'accuratezza e della precisione di una grandezza di
riferimento mediante un qualsiasi strumento di misura. |
| Campagna |
Insieme
di azioni programmate e/o effettuate finalizzate a perseguire
determinati obiettivi (es. campagna di informazione in campo
ambientale, campagna di monitoraggio di determinati inquinanti
ambientali ecc.). |
| Campionamento |
Campione
materiale, apparecchio per misurazione o sistema di misurazione
inteso a definire, realizzare, conservare o riprodurre una unità
ovvero uno o più valori noti di una grandezza per trasmetterli per
confronto ad altri strumenti per misurazione. |
| Campione |
Porzione
avente caratteristiche omogenee, in una o più aliquote, di una
determinata matrice ambientale (acqua, aria, suolo) o di un
determinato lotto di materiale che è prelevato e trasportato al
laboratorio. |
| Campo
elettromagnetico |
In
maniera molto elementare, si può dire che la presenza di una
sorgente di carica elettrica q nello spazio genera un campo
elettrico statico: in pratica una serie di linee di forza che si
allontanano dalla sorgente. Se la carica elettrica q si muove nello
spazio, o meglio, se c’è un flusso di cariche elettriche che
scorre in un conduttore (come un flusso d’acqua all’interno di
un tubo che si sposta da un punto a maggior pressione ad uno a
pressione inferiore), si crea una corrente elettrica. Avremo così
un moto di cariche negative in un senso e un analogo moto di cariche
positive nel verso opposto. Convenzionalmente si dice che la
corrente fluisce dal polo positivo (cioè dai punti a potenziale
maggiore) al polo negativo (corrispondente ai punti a potenziale
minore). Tra due punti a diverso potenziale esiste dunque un campo
elettrico. I fenomeni elettrici e magnetici sono strettamente
collegati e dipendenti tra di loro: dove si verifica il passaggio di
una corrente elettrica (e quindi esiste un campo elettrico), si
genera un campo magnetico. Analogamente variazioni nel circuito di
un campo magnetico inducono in un conduttore un flusso di corrente
elettrica (induzione magnetica). Campo elettrico e campo magnetico,
sono dunque per loro natura inscindibili in quanto la variazione
dell’uno è sorgente dell’altro. Da queste premesse nasce il
concetto di campo elettromagnetico come entità unica. Variazioni
periodiche del campo elettrico e magnetico determinano la diffusione
del campo elettromagnetico nello spazio a grandi distanze sotto
forma di onde, che vengono appunto definite radiazioni
elettromagnetiche (EM). |
| Cancerogeno |
Si
dice di un agente chimico o fisico capace di causare il cancro. E’
stato dimostrato che alcuni agenti chimici o fisici (come ad esempio
alcuni idrocarburi policiclici aromatici, il cromo esavalente o le
radiazioni ionizzanti), sono cancerogeni. I tumori causati da agenti
presenti nell’ambiente di vita o di lavoro non si possono in alcun
modo distinguere da quelli che si verificano spontaneamente. La
capacità cancerogena viene studiata nell’animale da esperimento e
tramite studi epidemiologici che dimostrino che nei soggetti esposti
ad un determinato agente esiste un maggior rischio, vale a dire una
maggiore probabilità, di andare incontro a tumore rispetto alla
popolazione generale, dello stesso sesso, età, abitudini di vita.
Si dice anche che per una esposizione ad una sostanza è stato
dimostrato un eccesso di tumori. Lo IARC (Agenzia Internazionale per
la Ricerca sul Cancro) organismo dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità, classifica il livello di evidenza della capacità
cancerogena in categorie. |
| Carbone
attivo |
Particolare
tipo di carbone, finemente macinato, caratterizzato da un enorme
numero di pori nei quali possono essere adsorbite (Adsorbimento)
sostanze liquide o gassose. |
| Certificato |
Il
provvedimento finale che attesta l'omologazione di un apparecchio o
di materiali soggetti all'attività istituzionale ovvero prove
eseguite presso laboratori dell'istituto ovvero estranei autorizzati
con il predetto decreto ministeriale. |
| CFC |
Clorofluorocarburi.
Questi composti sono stati usati nell’industria in grande
quantità, soprattutto nei frigoriferi, nei sistemi di
condizionamento dell’aria e in altri prodotti di consumo. I CFC e
i composti analoghi, una volta rilasciati in aria, salgono fino alla
stratosfera, uno strato superiore dell’atmosfera tra i 15 e i 50
Km di altezza dal suolo. Nella stratosfera i CFC entrano in una
complessa serie di reazioni che causano una riduzione dello strato
di ozono che protegge la superficie terrestre dal pericoloso effetto
sull’ambiente e sulla salute delle radiazioni ultraviolette
presenti nella luce solare. La Legge 28.12.1993, n. 549 favorisce la
sostituzione delle sostanze nocive all’ozono stratosferico e
dannose per l’ambiente e disciplina le fasi di raccolta, riciclo e
smaltimento di tali sostanze. Inoltre, il D.M. 16 maggio 1996, in
recepimento di una direttiva CEE, stabilisce l’attivazione del
sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono. |
| Check
list |
Strumento
usato per assicurare che siano stati analizzati tutti i processi,
procedimenti e tutte le fasi di un'operazione. |
| Cloro |
Presente
sotto forma di ione nel sale marino, si produce per elettrolisi di
esso come molecola allo stato gassoso. Suoi derivati ossigenati
vengono utilizzati per la potabilizzazione e per il trattamento
delle acque reflue industriali e civili. Trova anche impiego nella
sintesi di numerosi composti organici e inorganici. Particolari
attenzioni vengono usate nella manipolazione e nel trasporto, data
la sua tossicità. |
| Codice
di pratica |
Documento
che raccomanda regole pratiche o procedure per la progettazione, la
fabbricazione, l'installazione, la manutenzione o l'utilizzazione di
apparecchiature, strumenti o prodotti. Un codice di pratica può
essere una norma, una sua parte o a sé stante. |
| Coliformi |
Organismi
batterici che si originano usualmente nel tratto intestinale degli
animali a sangue caldo e dell'uomo. |
| Compatibilità |
Idoneità
di prodotti, processi o servizi ad essere utilizzati assieme, sotto
determinate condizioni, per soddisfare particolari requisiti senza
causare inaccettabili interazioni. |
| Controllo |
Esame
accurato, accertamento. Il controllo ha la finalità di: verificare
la conformità delle diverse situazioni ambientali alle norme
vigenti, prevenire le situazioni d'inquinamento, conoscere e
monitorare nel tempo la quantità e/o la qualità delle matrici
ambientali. |
| Cromo |
E’
un metallo pesante (simbolo chimico Cr) presente in natura in vari
stadi di ossidazione. Il cromo esavalente è considerato la forma
più pericolosa per la maggiore solubilità e capacità di penetrare
nelle strutture cellulari |
| Decibel
(dB) |
Il
decibel è un modo di esprimere una determinata misura di rumore, di
vibrazioni, di campi elettrici. Esso denota la grandezza di una
quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito
arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10)
del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il
livello dell’intensità energetica dei suoni. |
| Densità |
Rapporto
tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità
assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa,
espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in
esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l’acqua
pura a 4°C. La densità dei solidi si misura con particolari
recipienti detti "picnometri". |
| Depuratore |
Impianto
dedicato alla rimozione del carico inquinante contenuto in acque di
scarico. E’ generalmente costituito da due sezioni principali,
ciascuna idonea a un trattamento specifico: chimico-fisico, che
provvede con mezzi chimici o fisici ad un pretrattamento delle acque
per la rimozione dei solidi sospesi, per equilibrare l’acidità o
l’alcalinità eccessive, per neutralizzare particolari sostanze
nocive prima del successivo trattamento biologico, per aerazione;
biologico, ad opera di microrganismi selezionati che provocano la
degradazione delle sostanze organiche inquinanti, fino a farle
rientrare nei limiti di legge. In genere un depuratore comprende una
serie di vasche (Vasche di ossidazione biologica), in cui le acque
fluiscono in serie per subire i vari passaggi del processo di
depurazione. |
| Detersivi |
Chiamati
anche detergenti, sono sostanze chimiche coadiuvanti il lavaggio a
mano o a macchina degli indumenti, delle stoviglie e dei prodotti
industriali. Contengono molecole costituite da due parti: una
idrofila (amica dell’acqua) e l’altra idrofoba (nemica dell’acqua).
La prima si orienta verso l’acqua e la seconda verso il grasso di
cui è formato in genere il sudiciume e lo allontana dai tessuti e
dagli oggetti ai quali aderisce. I componenti dei detersivi sono: i
fosfati che favoriscono l’eutrofizzazione, i tensioattivi ricavati
dal petrolio e dal carbone e sono i responsabili di alcune malattie
cutanee, brillanti per aumentare la lucentezza, sbiancanti sono
perborati e percarbonati, sbiancanti ottici, enzimi prodotti da
batteri, riempitivi, antischiuma, anticorrosivi (silicati di sodio e
di alluminio), ammorbidenti, profumi sintetici sono oli di sintesi. |
| Diossine |
Con
il termine generale di diossine viene descritto un gruppo di
centinaia di composti chimici capaci di persistere per lungo tempo
nell’ambiente. Almeno 13 di queste molecole sono considerate
sicuramente tossiche per l’uomo e gli animali. Il composto più
tossico è la tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità
delle altre diossine e delle sostanze analoghe viene espressa in
relazione alla TCDD |
| Dose |
Quantità
di una sostanza necessaria per ottenere un determinato effetto. |
| Dosimetro |
Apparecchio
o dispositivo di misura della dose in un ambiente (dosimetro
ambientale) o assorbita da una persona (dosimetro personale). |
| DPI |
Si
intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi
attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore
allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di
minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni
complemento o accessorio destinato a tale scopo. |
| Elettrosmog |
Termine
utilizzato per indicare l'inquinamento causato dall'esposizione ai
campi elettromagnetici. Il termine è stato coniato a seguito del
recente sviluppo delle telecomunicazioni, che hanno prodotto un
consistente aumento delle fonti di campi elettrici e magnetici e la
conseguente esposizione ad essi, della popolazione. |
| Emissione |
Scarico
di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’ecosistema,
, proveniente da un impianto o da qualsiasi altra fonte che può
produrre direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente.
Vale a dire un inquinamento atmosferico (cfr. DPR 203/1988). Viene
misurata nel punto di introduzione. |
| Emissione
convogliata |
Scarico
di una sostanza gassosa attraverso un camino, allo scopo di
migliorare la dispersione degli inquinanti nell’atmosfera e
limitarne la ricaduta a terra. |
| Emissione
diffusa |
Fuoriuscita
di una sostanza gassosa in atmosfera, prodotta da perdite di alcuni
componenti degli impianti di lavorazione (valvole, tenute, ecc.),
dei serbatoi di stoccaggio e degli impianti di movimentazione dei
prodotti. |
| Emissione
luminosa |
Radiazione
ottica non ionizzante, associabile al campo del visibile, con
lunghezze d’onda comprese tra 400 nm e 760 nm. |
| Emissioni
fuggitive |
Con
questo termine si individuano le emissioni gassose di sostanze
organiche volatili, dovute alle perdite fisiologiche e cioè non
accidentali, dagli organi di tenuta degli impianti chimici e
petrolchimici. I principali organi di tenuta che si prendono in
considerazione sono quelli relativi a: flange, valvole di sicurezza,
compressori, pompe e valvole di regolazione. |
| Esposizione
personale di un lavoratore (valori limite) |
Esposizione
del lavoratore ad agenti chimici, fisici e biologici nell’ambiente
di lavoro. Viene definita, in funzione dell’intensità del
fattore, in base al tempo effettivo di esposizione e al periodo di
riferimento temporale (8 ore giornaliere o settimana lavorativa). |
| Fattore
ambientale |
Elemento
ambientale che interagisce con altri condizionandone lo stato o
l'evoluzione, determinando flussi di materia e/o energia verso altri
elementi (stato chimico-fisico dell'acqua, rumore, traffico, ecc.).
Le componenti ambientali sono anche fattori. |
| Fattore
di emissione |
quantità
di sostanza inquinante emessa riferita al processo produttivo
considerato nella sua globalità e nelle sue fasi tecnologiche: si
esprime in termini di massa di prodotto o materia prima impiegata, o
comunque di altri parametri idonei a rappresentare il settore
produttivo in esame (cfr. DPR 203/1988). |
| Fattore
d'impatto ambientale |
Fattore
materiale (prodotti, residui, etc.) e immateriale (energia, agenti
fisici quale rumore e vibrazioni o altro) che può causare, per la
sua quantità e qualità, effetti sull’ambiente. |
| Fonometria |
E'
l'insieme delle tecniche di misurazione dell'intensità sonora di
ambienti o aree. |
| Fonometro |
Apparecchio
che misura l'intensità sonora. |
| Formaldeide |
La
formaldeide è un composto chimico della classe delle aldeidi
alifatiche. E' l'aldeide più semplice e più comune. A temperatura
ambiente è un gas dall'odore pungente. Appartiene al gruppo di
sostanze definite composti organici volatili (VOCS) potenzialmente
presenti nei luoghi di vita e lavoro. |
| Fotometro |
E'
lo strumento utilizzato per la misurazione oggettiva e soggettiva
dell'intensità' e della potenza dell'onda sonora. Esso infatti,
oltre che analizzare il valore reale di queste grandezze, permette
anche delle conversioni a valori che si avvicinano maggiormente alla
''sensazione uditiva'', cioè' a come noi effettivamente percepiamo
quel suono. Questo e' necessario perche' la percezione del suono
dell'orecchio umano non e' la medesima a tutte le frequenze. |
| Frequenza |
Rappresenta
il numero di volte in cui accade un dato evento. In campo acustico,
è il numero di "pezzetti" di onda sonora uguali tra loro
che ci sono in un secondo: l'unità di misura è l'Hertz (Hz).. Un
suono acuto ha una frequenza alta, cioè l'onda si ripete uguale a
se stessa molte volte in un secondo. Un suono grave ha una frequenza
bassa. La stessa definizione è applicabile anche per l'onda
elettromagnetica. Se l'onda ha frequenza alta (infrarossi, raggi X,
raggi Gamma...) porta con se molta energia. In caso contrario (micro
onde, onde radio...), l'onda trasporta meno energia. |
| Giorno
/ uomo |
Unità
di misura pari ad una giornata lavorativa, della durata
convenzionale pari a 8 ore. |
| HACCP |
Hazard
Analysis and Critical Control Point. Metodologia di analisi,
valuzione e controllo degli aspetti di rischio di un sistema,
richiamata dalla Direttiva CEE 93/43 del 14/06/93, recepita in
Italia con il d. Lgs 155/97 del 26/05/97, che stabilisce le norme
generali di igiene dei prodotti alimentari. Il D.Lgs. 155/97 è
stato successivamente abrogato dal D.Lgs. 193/07 |
| Idrocarburi |
Vasta
classe di composti chimici formati da carbonio e idrogeno, molti dei
quali, gassosi, liquidi o solidi, sono i principali costituenti del
greggio e del gas naturale, oltre che di varie sostanze naturali
(resine, caucciù, ecc.). Per la loro diversa struttura molecolare,
essi hanno proprietà fisiche e chimiche diverse e sono quindi in
grado di essere utilizzati in moltissimi campi. La loro
caratteristica fondamentale è quella di produrre energia termica
per ossidazione rapida (cioè bruciano). Questa caratteristica può
essere utilizzata per produrre energia secondo tecnologie
estremamente flessibili. Essi inoltre forniscono la materia prima
indispensabile all’industria chimica moderna che è per questo
detta petrolchimica. Nelle molecole degli idrocarburi gli atomi di
carbonio possono legarsi in gran numero, formando catene aperte
(idrocarburi alifatici aciclici: alcani, alcheni, alchini, ecc.) e
chiuse (idrocarburi ciclici: alifatici ciclici o aliciclici e
aromatici). Se vi figurano solo legami semplici si hanno idrocarburi
saturi (alcani, cicloalcani), se vi sono anche legami doppi o tripli
si hanno idrocarburi insaturi (alcheni, alchini). Il grande numero
di atomi di carbonio che possono far parte delle molecole degli
idrocarburi, la possibilità di scambio di valenze diverse tra gli
atomi di carbonio e l’isomerizzazione rendono pressoché
illimitato il numero dei possibili composti del carbonio. Si stima
siano oltre tre milioni i composti già conosciuti e che circa
100.000 ne vengano isolati o sintetizzati ogni anno. |
| Idrocarburi
alogenati |
Sono
idrocarburi che contengono un atomo di cloro oppure di fluoro,
bromo, iodio, ecc. |
| Imballaggio |
Il
prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a
contenere e a proteggere determinate merci dalle materie prime ai
prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro
consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad
assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere
usati allo stesso scopo |
| Immissioni |
Rilascio,
in atmosfera o nei corpi idrici, e conseguente trasporto turbolento,
di un inquinante nell’ambiente. La concentrazione dell'inquinante
è misurata lontano dal suo punto di emissione, quindi l'inquinante
è sempre diluito. |
| Impatto
ambientale |
Sta
ad indicare i potenziali effetti negativi ma anche positivi,
reversibili o irreversibili, che un'opera pubblica o privata può
determinare sull'ambiente naturale nel quale dovrebbe inserirsi. In
altre parole, l’impatto ambientale è una variazione della
qualità e/o della disponibilità di una risorsa ambientale (ad
esempio acqua, aria, ecc.) causata da un intervento umano legato ad
attività di produzione o di consumo. |
| Impianto
di depurazione |
Si
intende una installazione adibita a trattamenti che permettono di
eliminare totalmente o parzialmente dalle acque di scarico urbane le
sostanze inquinanti. Le fosse Imhoff sono da considerarsi impianti
di depurazione a tutti gli effetti. |
| Impresa
alimentare |
Ogni
soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge
una qualsiasi delle attività connesse alle fasi di produzione e
distribuzione degli alimenti (art. 3 proposta del Parlamento europeo
di Regolamento sulla legislazione alimentare 500PC0716) |
| Indagine |
Ricerca
diligente, sistematica e approfondita. |
| Indagine
ambientale |
Analisi
che ha lo scopo di accertare lo stato di qualità dell'ambiente di
una determinata area, ai fini di individuare eventuali inquinamenti
dei terreni e delle acque e di stabilire se siano necessari
interventi di bonifica o di disinquinamento. |
| Indicatore |
È
un qualsiasi parametro che provvede alla rappresentazione sintetica
di un fenomeno complesso. Un indicatore ambientale deriva da una
osservazione o misurazione di una variabile ambientale: per i
fenomeni dell'inquinamento i livelli misurati delle diverse sostanze
chimiche sono a tutti gli effetti indicatori della qualità
dell'ambiente. Aggregando in maniera opportuna gli indicatori
corrispondenti alle singole dimensioni dei fenomeno osservato si
possono ottenere i cosiddetti "indici", che forniscono una
informazione sintetica e unitaria dell'entità originale. |
| Indicatori
ambientali |
Sono
parametri chimici e/o fisici ai quali si ricorre per la descrizione
sintetica della sensibilità ambientale di un’area a particolari
perturbazioni. |
| Indicatori
biologici |
Una
elementare definizione del concetto di indicatore resta quella di
spia di una serie complessa di condizioni. (Biosensori). Organismo
biologico, in genere semplice, caratterizzato da reazioni note a
certe concentrazioni di specifici inquinanti e utilizzato, quindi,
per monitoraggi della qualità dell'ambiente. |
| Inquinamento |
Alterazione
dei parametri fisici, chimici e biologici propri di un ambiente, in
stato di equilibrio, provocata dalle attività umane. L’inquinamento
può riguardare il suolo, le acque e l’aria. Tra gli agenti
inquinanti si distinguono: sostanze organiche, quali idrocarburi,
clorofluorocarburi, il cui effetto dannoso è provocato da un
accumulo anomalo; sostanze inorganiche, come metalli pesanti,
amianto ed altre sostanze che esercitano un’azione tossica sull’uomo,
gli animali, le piante o l’ambiente nel suo insieme; fonti sonore,
come il traffico automobilistico o le attività produttive che
provochino disturbi acustici; fonti di calore, come gli scarichi di
acque a temperatura superiore a quella ambiente; fonti di radiazioni
pericolose (ad esempio quelle ionizzanti) o anche di per se non
dannose (ad esempio, la luce) o di incerto effetto (le onde
elettromagnetiche). L’inquinamento può manifestarsi su scala
locale, come avviene nella maggior parte dei casi, o globale, come
succede nel caso delle emissioni inquinanti che provocano l’effetto
serra o il buco nell’ozono. Dalla fine degli anni Sessanta, l’inquinamento
rappresenta un’emergenza tenuta sotto osservazione specie nei
paesi industrializzati: normative nazionali e internazionali tendono
a prevenire le possibili forme e a porre rimedio ai suoi effetti.
Importanti decisioni in tema di protezione ambientale sono state
assunte dalla conferenza di Rio de Janeiro nel 1992 (UNCED e Agenda
21). |
| Inquinamento
acustico |
E’
l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente
esterno tale da provocare: -fastidio o disturbo al riposo ed alle
attività umane, -pericolo per la salute umana, -deterioramento
degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente
abitativo o dell'ambiente esterno tale da interferire con le
legittime fruizioni degli ambienti stessi. Si parla di: -valori
limite di immissione in riferimento al valore massimo di rumore che
può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente
abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità dei
ricettori, cioè dei soggetti potenzialmente esposti; -valori di
attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un
potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente; -valori di
qualità: i valori di rumore da conseguire per realizzare gli
obiettivi di tutela previsti dalla legge quadro sull'inquinamento
acustico. |
| Inquinamento
del suolo |
Con
questo termine si definisce l’accumulo di rifiuti, in particolare
sostanze pericolose, nel suolo tale da determinare alterazioni della
composizione e delle proprietà chimico-fisiche e biologiche del
terreno, in grado di mettere in pericolo la salute umana e nuocere
agli ecosistemi. L’inquinamento del suolo può essere dovuto a ben
individuabili attività industriali, insediamenti civili,
discariche, ad attività diffuse sul territorio (agricoltura) o a
processi naturali di diffusione degli inquinanti (deposizione
atmosferica). Il suolo può inoltre essere contaminato da isotopi
radioattivi di origine naturale o a seguito di rilasci deliberati o
accidentali di materiale radioattivo. |
| Inquinamento
dell'acqua |
Il
D.Lgs. 152/99 definisce l’inquinamento dell’acqua “lo scarico,
effettuato direttamente o indirettamente dall’uomo nell’ambiente
idrico, di sostanze o di energia le cui conseguenze siano tali da
mettere in pericolo la salute umana, nuocere alle risorse viventi e
al sistema ecologico idrico, compromettere le attrattive o
ostacolare altri usi legittimi delle acque” Le principali cause
dell’inquinamento dell’acqua sono rappresentate da: -scarichi di
acque usate, provenienti da attività industriali; -scarichi diretti
o da pubbliche fognature di insediamenti residenziali, commerciali e
civili; -acque di dilavamento dei suoli agricoli che trasportano
materiali inquinanti, rappresentati soprattutto da particelle di
suolo, fertilizzanti organici e di sintesi, pesticidi; -acque
piovane venute a contatto con discariche e rifiuti o che hanno
attraversato superfici impermeabilizzate (strade, piazzali,…)
caratterizzate dalla presenza di residui della combustione di
autoveicoli, o residui di altre attività antropiche; -ricaduta al
suolo delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera a seguito
della pioggia e della neve (piogge acide). L’inquinamento può
essere di tipo “fisico” quando è dovuto all’immissione di
rifiuti solidi che modificano le proprietà fisiche dell’acqua
(colore, temperatura, torbidità, trasparenza, ecc.), di tipo “chimico”
quando vengono immesse sostanze che modificano le caratteristiche
chimiche dell’acqua o di tipo “biologico” quando vi è
immissione di organismi patogeni quali batteri, virus, parassiti. |
| Inquinamento
dell'aria |
Per
inquinamento dell’aria (o inquinamento atmosferico) si definisce
ogni modificazione della normale composizione o dello stato fisico
dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza di sostanze in
quantità e con caratteristiche in grado di alterare le normali
condizioni di salubrità dell’aria. Tali modificazioni pertanto
possono costituire pericolo per la salute dell’uomo, compromettere
le attività ricreative e gli altri usi dell’ambiente, alterare le
risorse biologiche e gli ecosistemi, nonché i beni materiali
pubblici e privati. Gli agenti inquinanti si possono distinguere in:
-particelle sospese: descritte in base alla densità e alle
dimensioni che possono variare da qualche millesimo a qualche
centinaio di micron, vengono classificate in polveri, fumi, brume,
nebbie, ecc.; -gas: elementi o composti chimici con punti di
ebollizione sufficientemente bassi e tali da permettere loro di
essere presenti sotto forma di sostanze volatili a temperatura
ambiente. Vengono descritti per composizione chimica, concentrazione
e soglia di percezione dell’odore; -odori: sostanze allo stato
aeriforme che, anche se presenti in piccolissime concentrazioni,
vengono avvertite perché provocano disturbo. |
| Inquinamento
indoor |
L’inquinamento
indoor si riferisce alla presenza di contaminanti fisici, chimici e
biologici nell’aria degli ambienti chiusi di vita e di lavoro non
industriali ed in particolare di tutti i luoghi confinati adibiti a
dimora, svago, lavoro e trasporto. Con il temine “indoor” si
intendono pertanto sia le abitazioni, gli uffici pubblici e privati
(ospedali, scuole, uffici, caserme, ecc.), le strutture commerciali
(alberghi, banche, ecc.), i locali destinati ad attività ricreative
e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive,
ecc.) ed infine i mezzi di trasporto pubblici e privati (auto,
treno, aereo, nave, ecc.). |
| Inquinamento
luminoso |
Si
intende con questo termine ogni forma di irradiazione di luce
artificiale rivolta direttamente o indirettamente verso la volta
celeste. Producono inquinamento luminoso sia i flussi di luce
direttamente rivolti verso l’alto (a causa anche di sistemi di
illuminazione male orientati o apparecchiature mal progettate) sia
la luce riflessa da superfici e oggetti illuminati con intensità
eccessive, superiori a quanto necessario ad assicurare la
funzionalità e la sicurezza di quanto illuminato.. L’inquinamento
luminoso è purtroppo in rapida crescita; alcuni studi evidenziano
come aumenti esponenzialmente con il 7% circa di incremento annuo. |
| Inquinante |
Sostanza
che, immessa nell’ambiente, può alterarne le caratteristiche
chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale rischio per la salute
umana e per l’ambiente stesso. |
| Inquinante
atmosferico |
Ogni
sostanza presente nell’atmosfera in quantità o con
caratteristiche tali da modificare la normale composizione o stato
fisico dell’aria, alterandone le normali condizioni ambientali e
di salubrità. Gli inquinanti dell’atmosfera possono essere solidi
(polveri, ceneri), liquidi (aerosol) e gassosi. Sebbene gli
inquinanti derivino anche da eventi naturali, come le eruzioni
vulcaniche, la maggior attenzione è rivolta a quelli prodotti dall’attività
umana, tra cui prevalgono i prodotti derivati dalla combustione
(monossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto,
idrocarburi incombusti, ecc.). Come dimostrano i fluoroclorocarburi
e gli studi sull’effetto serra, anche concentrazioni relativamente
basse possono provocare variazioni del clima ed influire sull’integrità
degli esseri viventi. |
| Insediamenti
produttivi |
Si
intende uno o più edifici od installazioni collegati tra di loro in
un’area determinata dalla quale abbiano origine uno o più
scarichi terminali e nella quale si svolgano prevalentemente, con
carattere di stabilità e permanenza, attività di produzione di
beni. |
| Insonorizzazione |
Intervento
passivo su una sorgente di rumore atto a ridurre le immissioni
acustiche in determinati ambienti. |
| Intensità |
L'I.
di un'onda sonora è la "forza" che ha questo fenomeno
nello spostare l'aria. A valori elevati di questo parametro,
corrispondono suoni "forti", cioè ad alti volumi. Se
l'intensità è eccessiva, c'è il pericolo che sfondi il timpano,
arrecando gravissimi danni al organo dell'orecchio, ma anche a tutto
il corpo. |
| Intervallo
di confidenza (o di fiducia) |
Intervallo
di valori entro cui si può trovare il valore vero dell'analita ad
uno specifico livello di probabilità. |
| IPA |
Gli
idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono dei contaminanti
organici presenti diffusamente nell’ambiente che si formano per
combustione incompleta di materiali organici, in particolare il
legno ed i combustibili fossili, come il carbone e il petrolio. Le
molecole degli IPA sono costituite da tre o più anelli benzenici.
Alcune di queste molecole sono costituite solo da idrogeno e
carbonio, altre contengono anche atomi di altra natura come l’azoto
e lo zolfo. Appartengono alla famiglia degli IPA alcune centinaia di
composti molto eterogenei tra loro. Allo stato attuale delle
conoscenze le sostanze più tossiche sono le molecole che hanno da
quattro a sette anelli. Il componente più studiato è il benzo(a)pirene
(BaP), un composto a cinque anelli, diffuso nell’ambiente a
concentrazioni significative e dotato della più elevata tossicità,
tanto da venire utilizzato per rappresentare l’inquinamento
ambientale dell’intero gruppo degli IPA. |
| Isotopi |
Sono
atomi di uno stesso elemento chimico che differiscono solo per il
numero dei neutroni presenti nel nucleo. Possono esistere in natura
o essere prodotti artificialmente. Ad esempio per l’uranio (U =
uranio) l’isotopo denominato U-238 ha nel nucleo 92 protoni più
146 neutroni (92+146= 238). Un altro isotopo dell’uranio, l’U-235,
ha 3 neutroni in meno nel nucleo rispetto all’U-238: sarà quindi
identico dal punto di vista chimico, ma diverso dal punto di vista
nucleare (tipo di decadimento, vita media, ecc.). Molti isotopi
(isotopi radioattivi o radioisotopi) sono instabili, ciò significa
che dopo un tempo medio caratteristico per ciascuno di essi,
decadono, emettendo radiazioni e trasformandosi in isotopi più
leggeri. Numerosi isotopi radioattivi hanno trovato impiego in
medicina nella diagnostica (scintigrafia) e nella terapia
(radioterapia dei tumori). |
| Ispezione |
Valutazione
della conformità effettuata per mezzo di osservazioni e giudizi
associati, quando opportuno, a misurazioni, prove e verifiche a
mezzo di calibri. Suoi sinonimi sono: controllo, collaudo.
Operazione finalizzata a: - individuazione di situazioni di
potenziale rischio d'inquinamento ambientale; - acquisizione
d'informazioni e conoscenze su: - aspetti di una matrice ambientale,
- fonte d'inquinamento, - prelevamento di campioni e/o esecuzione di
una o più misure in loco, verifica di conformità della situazione
ispezionata alla normativa vigente (da un punto di vista
amministrativo) Generalmente, un'ispezione comporta la redazione di
una relazione/rapporto/verbale di prelevamento, che, in ogni caso,
non va conteggiato come parere. Un'ispezione che dà luogo
esclusivamente ad un verbale di prelevamento non va conteggiata come
ispezione, bensì va registrata solo come campione prelevato (es.
attività di prelievo nell’ambito di monitoraggio ambientale
d'acque superficiali e sotterranee, ecc.). |
| Lavoratori
esposti |
I
soggetti che, in ragione dell'attività lavorativa svolta per conto
del datore di lavoro, sono suscettibili di una esposizione alle
radiazioni ionizzanti superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati
per le persone del pubblico. |
| Legislazione
ambientale |
Normative
che impongono regole, incentivi e disincentivi, per ridurre
l'inquinamento tramite limiti alle attività, standard di qualità
ambientale, pianificazione territoriale, tasse e contributi. |
| Lieviti |
Sono
funghi unicellulari tra i più evoluti. I lieviti hanno un aspetto
completamente diverso dagli altri funghi ma sono compresi nel gruppo
degli ascomiceti perché come questi si riproducono per aschi. Il
loro modo di riprodursi più comune è comunque quello agamico per
gemmazione. Tra i lieviti più noti ricordiamo i saccaromiceti. I
lieviti hanno una grande importanza pratica perché attuano il
processo di fermentazione alcolica sul quale è basata la
preparazione del pane, del vino, della birra e in genere di tutte le
bevande alcoliche. |
| Limite |
Livello
fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi
sulla salute umana o per l'ambiente nel suo complesso. |
| Limite
nell'ambiente di lavoro |
I
limiti igienici per l’ambiente di lavoro derivano dallo studio
della relazione dose-risposta delle sostanze tossiche sull’uomo o
nell’animale da esperimento. Teoricamente tutte le sostanze per
cui sia possibile fissare un limite di concentrazione nell’ambiente
di lavoro dovrebbero avere un ben determinato livello di soglia o
livello di esposizione a cui non si osserva alcun effetto sugli
esposti. Al di sotto del livello di soglia i meccanismi di rimozione
del tossico dovrebbero far sì che anche aumentando il tempo di
esposizione non si osservi alcun effetto. Per definire un limite di
esposizione a sostanze tossiche per gli ambienti di lavoro si
utilizzano i seguenti criteri: 1)determinazione nell’animale della
dose del tossico priva di effetti nocivi (determinazione della
soglia di risposta). La risposta può essere la variazione
reversibile di un parametro biochimico; 2)estrapolazione della
soglia individuata all’uomo, con l’inserimento di un fattore di
sicurezza. Ad esempio si divide per 10, 100, o 1000; 3)valutazione
del limite proposto nelle situazioni di reale esposizione dei
lavoratori in ambiente industriale. L’ACGIH (American Conference
of Governmental Industrial Hygienists) ha proposto una serie di
limiti da applicare nelle diverse situazioni di rischio: -TLV (Threshold
Limit Value – valore limite di soglia) -TWA (Time Weighted Average
– media ponderata nel tempo). Il TLV – TWA è la più usata:
indica la concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata
lavorativa di otto ore e su 40 ore lavorative settimanali, alla
quale tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti senza
effetti negativi. -TLV – STEL (Short-Term Exposure Level –
livello permesso per esposizioni di breve durata) -TLV – C (C=
Ceiling = tetto – limite invalicabile che non deve mai essere
superato durante l’attività lavorativa nemmeno per un brevissimo
periodo di tempo). I TLV indicano, per le sostanze aerodisperse
elencate, le concentrazioni alle quali si ritiene che la maggior
parte dei lavoratori possa essere esposto continuativamente senza
effetti negativi per la salute. Alcuni individui possono tuttavia
essere ipersuscettibili o particolarmente sensibili a talune
sostanze a causa di fattori genetici, dell’età, di abitudini
personali (fumo, alcool, ecc.), cure mediche o esposizioni
pregresse. Tali lavoratori possono non risultare adeguatamente
protetti a concentrazioni eguali o superiori ai TLV. I limiti (TLV)
devono essere utilizzati esclusivamente nell’ambito dell’igiene
industriale come orientamento o raccomandazione per la prevenzione
dei rischi per la salute negli ambienti di lavoro. I TLV non possono
essere applicati in altre situazioni, come ad esempio: per la
valutazione dell’inquinamento atmosferico, per la valutazione di
esposizioni continue o prolungate oltre il normale orario di lavoro,
in ambito medico-legale come prova o esclusione della natura
professionale di una patologia in atto. |
| Limiti
di accettabilità |
Valori
limite di concentrazione superati i quali il terreno, le acque e
l'aria sono considerati contaminati oltre i livelli accettabili.
Costituiscono, inoltre, i valori limite di decontaminazione da
raggiungere mediante l'azione di risanamento. Qualora, nonostante
l'utilizzo delle migliori tecniche disponibili, non si riescano a
raggiungere i limiti di accettabilità fissati dalla normativa,
l'azione di risanamento è solo parziale e viene attuata mediante
una messa in sicurezza del sito. |
| Limiti
di esposizione |
I
limiti di esposizione indicano, per ciascuna sostanza considerata,
le concentrazioni delle sostanze aerodisperse alle quali si ritiene
che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta
ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi per la
salute (Livello di accettabilità).In ambiente di lavoro si
considerano tre categorie di limiti di esposizione: il limite di
esposizione giornaliero è la concentrazione media ponderata nel
tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative
settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere
ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi;
il limite per breve tempo di esposizione è la concentrazione a cui
i lavoratori possono essere esposti continuativamente per un breve
periodo di tempo, senza che insorgano irritazioni, alterazioni
croniche o irreversibili, narcosi, purché il valore-limite di
soglia giornaliero non venga superato; il limite istantaneo è la
concentrazione che non deve essere superata durante l'esposizione
lavorativa nemmeno per un istante. |
| Livello
di accettabilità |
Massima
concentrazione di una sostanza (o misura di un agente chimico,
fisico o biologico) a cui l’individuo può essere esposto
giornalmente attraverso l’aria, l’acqua e gli alimenti, senza
incorrere in un rischio apprezzabile per la salute. Si ottiene
applicando delle opportune correzioni alla dose determinata
sperimentalmente che non ha mostrato alcun effetto tossico, tenendo
in considerazione il peso corporeo medio, il consumo medio
giornaliero di uno specifico alimento o di acqua oppure di aria
inspirata. Le opportune correzioni, così come le quantità fissate
a livello internazionale, sono determinate e applicate nelle
condizioni più conservative, al fine di proteggere l’uomo
esposto. E' utilizzato per stabilire i limiti di esposizione. |
| Livello
di pressione sonora |
In
acustica, è indicatore utilizzato per valutare il valore istantaneo
del rumore. |
| Livello
di rumore statistico |
In
acustica, è il livello di rumore superato per una percentuale n di
tempo nel periodo di tempo T. I livelli statistici generalmente
utilizzati sono L1, L5, L10 per denotare la rumorosità di picco e
L90, L95, L99 per caratterizzare la rumorosità di fondo. |
| Livello
equivalente di rumore |
In
acustica, è l’indicatore utilizzato per valutare il livello medio
di rumore di un segnale variabile, su un periodo di tempo T. |
| Livello
ottimale di inquinamento |
Livello
di inquinamento in corrispondenza del quale il benessere della
collettività è massimizzato. L’attività produttiva genera, da
una parte, benefici sotto forma di beni e servizi, dall’altra,
danni ambientali. Il livello di inquinamento ottimale è un punto in
corrispondenza del quale i benefici netti sociali, ovvero la
differenza tra benefici e danni ambientali, sono massimi. In un’ottica
economica, pertanto, l’obiettivo è quello di raggiungere tale
livello di inquinamento ottimale e non di ridurre l’inquinamento a
livello zero. |
| Luce |
L’occhio
umano percepisce soltanto le onde elettromagnetiche che hanno una
lunghezza d’onda compresa tra i 3800 e i 7600 Ångström (Å = un
decimilionesimo di millimetro), che sono dette radiazioni luminose.
Il complesso di queste radiazioni luminose costituisce la luce
bianca. Quando un fascio di luce bianca viene fatto passare
attraverso un prisma di vetro, le radiazioni di diverse lunghezze d’onda
vengono deviate e si osserva la loro scomposizione in una gamma di
colori. Il medesimo fenomeno si può osservare anche dopo un
temporale, in quanto le goccioline d’acqua agiscono sulle
radiazioni luminose allo stesso modo del prisma e la luce scomposta
dà origine al suggestivo fenomeno dell’arcobaleno. |
| Lunghezza
d'onda |
Distanza
tra due massimi (o due minimi) successivi di un onda; l'unità di
misura è il metro (m). |
| Materiale
di riferimento |
Materiale
o sostanza per la quale una o più proprietà sono sufficientemente
ben stabilite da essere usate per la taratura di un apparecchio, per
la valutazione di un metodo per la misurazione o per l'assegnazione
di valori a materiali. |
| Mercurio |
E’
l’unico metallo presente allo stato liquido a temperatura
ambiente. |
| Metalli
pesanti |
I
metalli (dal greco "metallon", che significa miniera e
quindi minerale) sono elementi chimici solidi, ad eccezione del
mercurio, a temperatura ambiente; sono una eterogenea categoria di
elementi duttili e malleabili, buoni conduttori di elettricità e di
calore. Dei 103 elementi che compongono la tavola periodica ben 79
possono essere fatti rientrare nel gruppo dei metalli. Si
definiscono pesanti quei metalli che hanno un numero atomico
superiore a 20, come il mercurio, il piombo, il cromo, il cadmio, il
cobalto, il nichel, ecc. Hanno la tendenza ad accumularsi nel suolo
e quindi nella catena alimentare e possono avere effetti nocivi
sugli esseri viventi anche a concentrazioni non elevate. |
| Microclima |
E'
il clima locale, quasi uniforme, di uno specifico sito o di un
habitat, comparato con il clima dell'intera area di cui è parte
Andamento medio degli elementi climatici negli strati dell'aria
immediatamente a contatto con il suolo. Il microclima ha una
importanza applicativa per lo studio e la soluzione di problemi
quali la formazione delle nebbie, la diffusione degli inquinamenti
atmosferici, lo sviluppo delle colture, l'insediamento dei complessi
industriali e dei centri urbani. Il termine microclima viene usato
talvolta con altri significati: si intende così per microclima il
clima di una zona geografica, ristretta e ben delimitata
(fondovalle, lago, territorio urbano) o di un ambiente ancora più
ristretto, per esempio un tratto di spiaggia, una piazza, l'interno
di una stanza e altro. Microclima viene definito anche il clima
corrispondente allo strato d'aria un cui sviluppa una determinata
associazione vegetale. |
| Migliori
tecniche disponibili (BAT) |
La
più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi
metodi di esercizio indicanti l'idoneità pratica di determinate
tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori
limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli
impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto
sull'ambiente nel suo complesso. Per: 1. tecniche: si intende sia le
tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione,
manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto; 2. disponibili:
qualifica le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta
l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide
nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in
considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che
siano o meno applicate o prodotte nello Stato membro di cui si
tratta, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni
ragionevoli; 3. migliori: qualifica le tecniche più efficaci per
ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo
complesso. Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre
tener conto in particolare degli elementi di cui all'allegato IV
della direttiva IPPC. (Dir. 96/61/CE) |
| Misura |
Rapporto
tra una grandezza ed un'altra, convenzionalmente scelta come
unitaria. Può significare anche:le modalità con cui una priorità
è attuata nel corso di più anni, che consentono di finanziare le
operazioni. Si definisce "misura" qualsiasi regime di
aiuti ai sensi dell'articolo 92 del trattato o qualsiasi aiuto
accordato da organismi designati dagli Stati membri. |
| Misurazione |
Insieme
di operazione aventi come obbiettivo la determinazione di un valore
di una grandezza. UNICHIM n. 179/0. |
| Modelli
previsionali di qualità dell'aria |
Sistemi
di calcolo in grado di stimare i valori futuri di qualità dell’aria
(confronta Aria, livelli di qualità dell’), in base a vari
parametri, come lo stato del traffico e le condizioni meteorologiche
previsti. |
| Modello |
Strumento
di indagine e di interpretazione della realtà volto a rendere più
intuitivo il decorso dei fenomeni e a farceli comprendere con
maggiore chiarezza. |
| Modifica |
Cambiamento
integrazione o eliminazione di determinate parti del contenuto di un
documento normativo. |
| Monitoraggio |
Combinazione
di osservazione e misurazione delle prestazioni di un piano,
programma o misura, e della conformità delle medesime con la
politica e la legislazione in campo ambientale rispetto ad una serie
di indicatori, criteri ed obiettivi programmatici predeterminati, ad
esempio la conformità con la politica in campo ambientale. |
| Monitoraggio
ambientale |
Controllo
svolto attraverso la rilevazione e misurazione nel tempo di
determinati parametri bio-fisici che caratterizzano l'ambiente. |
| Monitoraggio
biologico |
L’esposizione
a tossici industriali può essere monitorata, oltre che con
misurazioni ambientali, anche con test biologici sui lavoratori
esposti. Si distinguono due principali categorie di test biologici:
a)test di esposizione o di dose: vengono utilizzati per determinare
la concentrazione di un tossico o di un suo metabolita nel sangue,
nelle urine, nell’aria espirata o in altri campioni biologici. I
test di esposizione consentono di valutare il grado di esposizione
al tossico; b)test di risposta o di effetto: si tratta di test
biochimici specifici che permettono di svelare un’azione lesiva
sui sistemi biologici bersaglio del tossico. Se sufficientemente
sensibili, possono svelare alterazioni biologiche in una fase che
precede la comparsa di sintomi clinici. I test di esposizione e i
test di effetto possono essere utilizzati anche per la valutazione
di singoli o gruppi di soggetti nella popolazione generale, in
particolare in situazioni di emergenza (catastrofi ecologiche,
esposizioni particolari, ecc.). Sono stati messi a punto dei valori
di riferimento detti indici biologici di esposizione (BEI) da
utilizzare nel monitoraggio dei lavoratori esposti per valutare se l’esposizione
individuale è superiore ai limiti di sicurezza. |
| Monossido
di carbonio |
Il
monossido di carbonio (CO), noto anche come ossido di carbonio, è
uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. E’ un gas tossico,
incolore, inodore e insapore, che viene prodotto ogni volta che una
sostanza contenente carbonio brucia in maniera incompleta. E’ più
leggero dell’aria e diffonde rapidamente negli ambienti. |
| MUD |
Modello
Unico di Dichiarazione Ambientale(L. 70/1994) Modulo di
dichiarazione riguardante gli obblighi di comunicazione annuale dei
dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti e i dati
relativi all'immissione nel territorio nazionale ed al riutilizzo
degli imballaggi. Il modello deve essere presentato ala camera di
Commercio territorialmente competente, che provvede ad
informatizzarlo e, a sua volta, a trasmettere i dati alle
Amministrazioni competenti (Unioncamere, ANPA, Regioni e Province). |
| NAS |
Nucleo
Anti Sofisticazioni istituiti dal Ministero della Sanità, svolgono
con l'ausilio dell'Arma dei Carabinieri attività di controllo e
vigilanza su eventuali illeciti nella produzione e nel commercio dei
prodotti di origine animale e vegetale destinati all'alimentazione.
(D.M. 5.11.1963) |
| Nebbia |
Sospensione
di microscopiche goccioline d’acqua che si forma a livello del
suolo. La nebbia è dovuta al raffreddamento di una massa di aria
calda e umida, spessa alcune centinaia di metri, che entra in
contatto con una superficie fredda di terra e acqua. L’aria calda
cede calore alla superficie fredda del suolo o all’oceano e si
raffredda fino a raggiungere la temperatura a cui il vapore acqueo
si condensa e si origina la nebbia. Quando la nebbia è mista a fumo
si ha il fenomeno dello smog. |
| Nichel |
E’
un metallo (Ni) presente nella crosta terrestre con una
concentrazione di fondo di 200 ppm ed è contenuto in alcuni
minerali. Il nichel e le sue leghe sono usati in un’ampia varietà
di applicazioni industriali: nell’industria automobilistica, nella
cantieristica, nell’industria elettrica, petrolifera, alimentare e
chimica. L’aumento naturale del livello di nichel è determinato
principalmente dalla ricaduta di quello particolato presente nell’atmosfera:
le ceneri del carbone lo possono contenere e così pure il petrolio
greggio e il gasolio. Altre fonti sono naturali come la polvere dal
suolo, il sale marino, i vulcani, gli incendi delle foreste.
Contributi possono venire anche dai processi industriali di
purificazione per fusione o elettrolisi e a quelli di produzione di
leghe con ferro, rame, cromo, zinco. Un elevato impiego di nichel si
ha anche nelle officine galvaniche. Tuttavia la fonte principale di
esposizione al nichel per l’uomo è il cibo. Ma le persone che
vivono in vicinanza di fonderie o di altre fonti di contaminazione,
possono essere esposte a concentrazioni di nichel significativamente
più elevate di quelle a cui è esposta la popolazione in generale.
E’ stato accertato che alcuni composti del nichel sono carcinogeni
per l’uomo. Data la sua vastissima diffusione negli ambienti di
vita, il nichel è una delle principali cause di eczema da contatto. |
| Nitrati |
I
nitrati sono sali dell'acido nitrico e costituiscono un essenziale
nutriente vegetale assorbito dalle piante del terreno. Sono composti
largamente presenti in natura e dotati di elevatissima solubilità
in acqua. Sioriginano dalla materia vivente in seguito di processi
di degradazione, ad opera prevalentemente di microrganismi, che
portano alla formazione di composti semplici. I nitrati
rappresentano la forma azotata più facilmente assorbibile da parte
dell'apparato radicale dei vegetali; una volta assorbiti i nitrati
vengono utilizzati per la sintesi di sostanze complesse
indispensabili per la struttura e la funzione delle piante
(proteine, acidi nucleici). I nitrati sono quindi un componente
naturale nella frutta, verdura e cereali. |
| Nitriti |
Composti
dell’azoto che si formano in natura per riduzione dei nitrati o
per ossidazione dell’ammoniaca ad opera di microrganismi. |
| Norme
e prescrizioni |
funzione
di controllo sul rispetto delle norme vigenti e delle prescrizioni
contenute nei provvedimenti emanati dalle autorità competenti in
campo ambientale. |
| Norme
tecniche |
Disposizioni
per gli usi comuni e ripetitivi di prodotti o servizi, relativamente
a problemi effettivi e potenziali, miranti ad ottenere l'ordine
migliore in un determinato contesto. Sono di applicazione
consigliata ma non obbligatoria. Esse devono essere: accessibili al
pubblico; messe a punto con la cooperazione e il consenso di tutte
le parti interessate (produttori, utenti, Autorità); fondate sui
risultati di scienza, tecnologia, esperienza; rappresentative dello
"stato dell'arte", definito come stadio di sviluppo
raggiunto in un determinato momento; tendenti al vantaggio della
comunità e al progresso civile; approvate da un organismo
riconosciuto sul piano nazionale o internazionale. Divengono
obbligatorie solo se espressamente richiamati in Atti legali e/o
amministrativi. |
| Obblighi
legislativi |
Regole
e limiti legislativi su:·consumi e approvvigionamento acqua;·
consumi energetici; ·emissioni in atmosfera;·scarichi
idrici;·rifiuti;·trasporto merci;·prodotti chimici;·amianto;·policlorobifenili-policlorotrifenili;·sostanze
lesive allo strato di ozono; rumore; impatto visivo. |
| Odore |
La
sensazione corrispondente all'organo dell'olfatto. Odori
caratteristici in campo industriale sono provocati dal fenolo,
dall'idrogeno solforato e dall'acido acetico; in ambiente domestico,
odori caratteristici sono provocati dall'ammoniaca e dall'acido
muriatico. Negli studi di impatto ambientale, gli impatti da odore
sono analizzati nella componente detta "Salute pubblica". |
| Onda
elettromagnetica |
E'
costituita dalla vibrazione alternata nello spazio di un campo
magnetico e di un campo elettrico, perpendicolari tra loro. Le o.e.
rappresentano un aspetto fondamentale della vita di tutti i giorni:
la luce che noi vediamo è un'o.e. che arriva a noi dal sole. Queste
onde, nel vuoto, viaggiano alla velocità della luce, e possono
attraversare diversi tipi di materiali a seconda della loro
frequenze ed energia. |
| Onde
nocive |
Rappresentano
tutti i tipi di onde elettromagnetica la cui intensità è troppo
elevata per la salute dell'uomo. |
| Organismi
competenti |
Gli
organismi designati dagli Stati membri in conformità dell'articolo
18 per svolgere i compiti indicati nel presente regolamento (Reg.
1836/93). |
| Ossidi |
Composti
binari, ovvero formati da due elementi, dei quali uno è sempre l’ossigeno.
Alcuni ossidi sono le principali sostanze inquinanti dell’atmosfera.
o. di azoto – (NOx) Prodotto dagli scarichi degli autoveicoli e
dagli impianti di riscaldamento domestico. È in buona parte
responsabile della formazione dello smog ed è considerato uno dei
principali inquinanti emessi durante i processi di combustione.
Forma alcuni composti che si considerano responsabili delle piogge
acide. o. di carbonio – (COx) Il monossido di carbonio (CO) è un
gas prodotto dalla combustione dei composti organici quando è
presente colo una piccola quantità di ossigeno. È un inquinante
che proviene dai gas di scarico e dagli impianti di combustione
domestica ed industriale. o. di zolfo – (SOx) Composto gassoso ad
elevato potere inquinante, specialmente diffuso nelle aree urbane e
industrializzate come prodotto di combustione. La quantità di
biossido di zolfo (SO2) nell’aria è un importante indice del
grado generale dell’inquinamento atmosferico. |
| Ossigenati |
Sostanze
(essenzialmente organiche) che contengono nella loro struttura
carbonio, idrogeno ed anche ossigeno (alcoli, aldeidi, chetoni,
eteri, ecc.). In campo petrolifero si indicano con questo termine
dei componenti sintetici delle benzine (MTBE, ETBE, Alcool metilico,
Alcool etilico), utilizzati per migliorare la combustione nel motore
e ridurre l’inquinamento allo scarico dovuto a idrocarburi
incombusti e a monossido di carbonio. In alcuni paesi, come il
Brasile, si è fatto uso massiccio di alcool etilico, in alternativa
alla benzina, ma solamente per ragioni autarchiche e come sostegno
all’agricoltura. La fine delle sovvenzioni ha infatti diminuito l’uso
dell’alcool etilico nell’autotrazione. |
| Ozono |
Molecola
triatomica dell’ossigeno (O3). Si presenta come un gas di odore
penetrante; più solubile in acqua dell’ossigeno, tende facilmente
a trasformarsi nuovamente in ossigeno biatomico (O2) sviluppando
ossigeno atomico (O) secondo la reazione: O3-O2+O Per la sua
capacità di liberare ossigeno atomico è usato come sbiancante,
come disinfettante e per la potabilizzazione dell’acqua. L’ozono
si forma nell’atmosfera in presenza di scariche elettriche e di
radiazioni ultraviolette ed è il gas presente nell’aria durante i
temporali. L’atmosfera ne contiene una quantità relativamente
piccola, concentrata nella stratosfera, intorno ai 25 km di quota
dove forma l’ozonosfera. Questa esile “buccia gassosa” è in
grado di assorbire le radiazioni ultraviolette del sole e quelle
ancora più penetranti capaci di produrre mutazioni genetiche e
tumore della pelle. o., buco dell’ – Con questo termine si vuol
fare riferimento allo squarcio verificatosi nello scudo di ozono e
individuato sopra l’Antartide. Dal 1979 ad oggi l’ozono sul Polo
sud si è quasi dimezzato. Molti indizi portano a incriminare gli
idrati di fluoro-cloro-carbonio chiamati comunemente CFC che vengono
abbondantemente usati come propellenti per le bombolette spray di
deodoranti, di lacche per capelli, di profumi, di detergenti per uso
domestico e di alcuni insetticidi. I CFC sono gas molto leggeri,
salgono a grande altezza e si concentrano tra i 20-30 km nella
stratosfera. Qui demoliscono la molecola triatomica di ozono
strappandole un atomo di ossigeno. Questo meccanismo è ipotizzato
dai chimici e dai fisici per spiegare la recente diminuzione di
ozono riscontrato. Si è anche scoperta una oscillazione dell’ozono
antartico ogni 28 mesi, a cui si sovrappongono variazioni annuali e
ogni 11 anni in concomitanza con l’attività del sole. In ogni
caso mancano ancora prove indiscutibili per arrivare ad una condanna
definitiva dei CFC ma, nel dubbio, conviene far opera di
prevenzione. Partendo da questo punto di vista molti Paesi hanno
dichiarato guerra al gas delle bombolette già da parecchi anni; tra
i primi gli Stati Uniti, seguiti dalla Germania federale che dal
1976 ad oggi ha dimezzato i consumi di CFC. L’Italia, con più
incertezze resistenze, segue le direttive CE, mentre l’industria
cerca soluzioni alternative e converte progressivamente gli
impianti. o., inquinante atmosferico secondario – Questo gas, in
condizioni normali non è presente negli strati bassi dell’atmosfera
ma vi si può formare per effetto di una serie di reazioni chimiche
a partire da quella tra l’ossido di azoto (NO) e l’ossigeno dell’aria.
In questo caso si accumula come inquinante secondario. |
| Parametro |
Specie
(chimica, fisica, ecc.) oggetto d'identificazione qualitativa e/o di
misura quantitativa. Vanno inseriti solamente i numeri relativi ai
parametri che fanno parte dei rapporti di prova, indipendentemente
da numeri operativamente effettuati per produrre i referti stessi.
Alla voce parametri fisici determinati non vanno conteggiate le
misure di radioattività e quelle relative all’amianto, che devono
essere inserite nello specifico capitolo. |
| Parametro
ambientale |
Grandezza
convenzionale che misura il valore assunto da una data variabile
ambientale (ad esempio, la concentrazione di ossigeno nell'acqua, la
sua percentuale di saturazione, il livello sonoro espresso in
decibel, il traffico orario, ecc.).Insieme delle caratteristiche
fisiche, chimiche e del substrato, che determinano la fisionomia di
un determinato ambiente o biotopo, creando specifici riflessi per l’instaurarsi
delle biocenosi. |
| Parere |
Valutazione
scritta, generalmente richiesta dalla pubblica amministrazione
(Regione, Provincia, Comune, ecc.) ai sensi della normativa
nazionale e/o regionale o richiesta da altri soggetti pubblici e/o
privati (es. interrogazioni parlamentari, associazioni
ambientaliste, segnalazione di privati, ecc.).Alla voce pareri vanno
inserite quelle valutazioni scritte che, recependo
relazione/rapporto/verbale di prelevamento d'ispezione o esito
d'accertamenti analitici, sviluppano e/o completano il procedimento
amministrativo. Non va considerato parere il semplice giudizio di
conformità in una analisi o in una perizia. Sono considerate
attività similari ai pareri, ai fini della compilazione della
scheda, le istruttorie, le relazioni tecniche. |
| Particolato |
Si
distingue in: - particelle solide molto piccole presenti nei fumi
degli impianti di combustione alimentati a carbone o ad olio
combustibile; - particelle carboniose presenti nei gas di scarico
dei motori a combustione interna, specialmente diesel, dovute alla
combustione incompleta del carburante. |
| Patogeno |
portatore
di una malattia, specificatamente per l’uomo. Con riferimento ai
microrganismi patogeni (batteri e virus), c’è da evidenziare che
essi si sviluppano solo in animali a sangue caldo (circa 37 °C),
possono sopravvivere per un certo tempo anche in ambiente esterno,
tuttavia sono soggetti ad un relativamente rapido processo di
scomparsa. I microrganismi patogeni sono prodotti, oltre che da
individui malati, anche dai cosiddetti portatori sani, che cioè non
presentano alcun sintomo apparente di malattia. |
| PCB |
Policlobifenili.
I policlorobifenili (PCB) sono misture di sostanze chimiche
organiche che possiedono una struttura chimica di base e proprietà
fisiche molto simili tra loro. Dal 1977 negli Stati Uniti la
produzione, l’utilizzazione e la commercializzazione dei PCB è
stata proibita a causa dell’accertata tossicità e della
persistenza nell’ambiente, nel quale sono ancora diffusamente
rintracciabili. Prima che la produzione venisse sospesa si calcola
che sia stato prodotto quasi un miliardo di tonnellate di PCB. L'Environmental
Protection Agency (EPA) americana ha identificato la presenza di PCB
in almeno 500 dei 1598 siti monitorati. Per le loro caratteristiche
chimiche, infatti, i PCB si accumulano nel suolo, nei vegetali,
negli organismi animali in modo proporzionale al livello occupato
nella catena alimentare e sono pertanto reperibili in gruppi molto
ampi di popolazione anche nelle aree più remote del pianeta. I PCB
sono stati utilizzati in un grandissimo numero di applicazioni
industriali e commerciali, dai conduttori elettrici e termici alle
attrezzature idrauliche. Sono stati usati nelle vernici come
plastificanti, nei pigmenti, nei coloranti, nei manufatti in
plastica e gomma e in molte altre applicazioni. L'esposizione a PCB
è stata associata a manifestazioni cutanee simili all'acne
nell'adulto e a modificazioni del sistema immunitario e
comportamentali nel bambino. E' stata dimostrata una capacità
cancerogena nell'animale da esperimento. Lo IARC ha classificato i
PCB come 2A (cancerogeno probabile). |
| Percezione |
l’atto
del prendere coscienza di una realtà, o la sequenza di eventi
sensoriali che trasmettono delle informazioni su oggetti o ambiente. |
| Pericolo
o elemento di pericolo |
agente
biologico, chimico o fisico contenuto in un alimento o mangime o
condizione in cui un alimento o un mangime si trova, in grado di
provocare un effetto nocivo sulla salute (Proposta del Parlamento
europeo di Regolamento sulla Legislazione alimentare) |
| Periodo
di validità |
Periodo
di tempo durante il quale un documento normativo è valido e che
intercorre dalla data di entrata in vigore decisa dall'organismo
emittente fino alla data in cui esso viene ritirato o sostituito. |
| Persone
esposte per motivi professionali |
persone
che in una zona controllata effettuano abitualmente un lavoro che le
espone al pericolo derivante dalle radiazioni ionizzanti. |
| pH |
E’
definito come il logaritmo negativo della concentrazione di ioni
idrogeno presenti in una soluzione. |
| Piano
d'emergenza |
Strumento
della politica ambientale e di sicurezza, consistente in un
programma preorganizzato, avente lo scopo di ridurre le conseguenze
dannose per i lavoratori, la popolazione e l’ambiente, di un
evento accidentale originato da installazioni o da attività in
corso. Esso coordina ed ottimizza le capacità e le risorse
disponibili, nelle sedi principali e in quelle periferiche. Un piano
di emergenza deve includere le responsabilità e le autorità, le
azioni da intraprendere nelle diverse situazioni e i piani di
comunicazione interna ed esterna. |
| Piano
di risanamento acustico |
Strumento
di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di
risanamento dei livelli di rumore, presenti in aree del territorio
critiche, dal punto di vista acustico. |
| Piano
di risanamento della qualità dell'aria |
Strumento
di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di
risanamento della qualità dell'aria (Aria, livelli di qualità dell’)
nelle zone urbane e industriali. |
| Piano
di risanamento delle acque |
Strumento
di pianificazione che definisce gli obiettivi e le modalità di
risanamento delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, di un
determinato territorio e che indica le necessità finanziarie per le
operazioni di risanamento pianificate. |
| Piombo |
E’
un metallo pesante (simbolo chimico Pb) particolarmente duttile e
malleabile che trova vasto impiego nel settore industriale. |
| Piombo
(inquinamento da) |
Inquinamento
da composti del metallo, soprattutto riferibile all’ampio uso di
un suo derivato organico, il piombo tetraetile, come additivo
antidetonante nelle benzine. Nel motore a scoppio, durante la
combustione, il piombo tetraetile si decompone originando una
miscela dell’elemento e dei suoi ossidi, altamente tossica per l’uomo,
che viene emessa come fumo nello scarico. |
| Politica
ambientale |
Gli
obiettivi ed i principi d'azione dell'impresa riguardo all'ambiente
ivi compresa la conformità alle pertinenti disposizioni
regolamentari in materia ambientale (Reg. 1836/93)Dichiarazione,
fatta da un'organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi
in relazione alla sua globale prestazione ambientale, che fornisce
uno schema di riferimento per l'attività, e per la definizione
degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale (UNI ISO 14050) |
| Pollini |
I
pollini sono l'elemento maschile della riproduzione delle piante ed
hanno il compito di fecondare l'ovulo contenuto nei fiori, così
come avviene con gli spermatozoi nelle specie animali. Alcuni
pollini possono essere responsabili di disturbi allergici. Essi sono
prodotti dalle piante cosiddette anemofile, che affidano il loro
polline al vento, in grandi quantità, perchè raggiunga i fiori di
piante lontane anche decine di chilometri. Altre piante sono invece
dette entomofile: il loro polline viene trasportato dagli insetti di
fiore in fiore e solo in circostanze molto particolari possono dar
luogo ad allergie. |
| Polveri
atmosferiche |
Con
il termine di polveri atmosferiche, o di materiale particellare, si
intende una miscela di particelle solide e liquide, sospese in aria,
che varia per caratteristiche dimensionali, composizione e
provenienza. Parte delle particelle che costituiscono le polveri
atmosferiche sono emesse come tali da diverse sorgenti naturali ed
antropiche (cd. "particelle primarie"); parte invece
derivano da una serie di reazioni chimiche e fisiche che avvengono
nell’atmosfera (cd. "particelle secondarie"). A seconda
del processo di formazione, le particelle che compongono le polveri
atmosferiche possono variare sia in termini dimensionali sia di
composizione chimica. Diversi sono anche i meccanismi di rimozione
cui le polveri vanno incontro: meccanismi che le
"allontanano" dall’ambiente atmosferico facendole
ricadere al suolo o verso l’ambiente idrico (fiumi, laghi, mari,
…).Le polveri atmosferiche sono definite con i nomi più diversi,
tra i quali i più usati sono: PTS (polveri totali sospese) e PM
(dall’inglese "particulate matter"). Le polveri totali
sospese (PTS) sono un insieme molto eterogeneo di particelle solide
e liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, restano in
sospensione nell’aria. Esistono diversi sistemi di classificazione
del materiale particellare. I regolatori hanno scelto di distinguere
le diverse classi di polveri a seconda della dimensione del diametro
delle particelle (misurato in micrometri o mm) e di quantificarne la
presenza in aria in termini di concentrazione (espressa in mg/m3,
ovvero microgrammi di particelle in sospensione per metro cubo di
aria ambiente). Il diametro delle particelle può variare da un
valore minimo di 0,005 mm fino ad un massimo di 100 mm. All’interno
di quest’intervallo si definiscono: - grossolane le particelle con
diametro compreso tra 2,5 e 30 mm (paragonabile a quello di un
capello umano, che è compreso tra 50-100 mm) - fini le particelle
con diametro inferiore a 2,5 mm. Le polveri grossolane si originano
a seguito di combustioni incontrollate e per processi meccanici di
erosione e disgregazione dei suoli. Pollini e spore fanno parte di
questa classe dimensionale. Le polveri fini derivano dalle emissioni
prodotte dal traffico veicolare, dalle attività industriali, dagli
impianti di produzione di energia elettrica nonché a seguito di
combustioni di residui agricoli. Oltre alle PTS, la legislazione
italiana in materia di inquinamento atmosferico regolamenta la
presenza in aria delle polveri PM10, aventi diametro inferiore a 10
mm e comprendenti un sottogruppo di polveri più sottili denominate
PM2,5, aventi diametro inferiore a 2,5 mm. Nonostante tra PM10 e
PM2,5 vi sia una certa sovrapposizione dimensionale, le due classi
sono generalmente ben distinte sia in termini di sorgenti di
emissione e di processi di formazione, sia per quanto riguarda la
composizione chimica ed il comportamento nell’atmosfera. Le
polveri PM10 sono comunque costituite per circa il 60% dalla
frazione più sottile denominata PM2,5. Tanto inferiore è la
dimensione delle particelle, tanto maggiore è la loro capacità di
penetrare nei polmoni e di produrre effetti dannosi sulla salute
umana. Per questo motivo le polveri PM10 e PM2,5 presentano un
interesse sanitario sicuramente superiore rispetto alle PTS. Le
polveri PM10 sono denominate anche polveri inalabili, in quanto sono
in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato
respiratorio (dal naso alla laringe). Le polveri PM2,5 sono invece
denominate polveri respirabili in quanto sono in grado di penetrare
nel tratto inferiore dell’apparato respiratorio (dalla trachea
sino agli alveoli polmonari). |
| Polveri
e fumi |
Insieme
di microscopiche particelle solide disperse finemente nell'aria che
si mantengono sospese nell'atmosfera. La loro composizione varia a
seconda delle attività da cui provengono. |
| POPs |
Sono
composti chimici (dal termine anglosassone Persistent Organic
Pollutants POPS) dotati di alcune proprietà tossiche che,
contrariamente ad altri inquinanti, resistono alla degradazione.
Sono quindi particolarmente nocivi per la salute umana e per
l'ambiente accumulandosi negli organismi viventi attraverso la
catena alimentare. Rientrano in questo gruppo sia sostanze chimiche
di produzione industriale (es. solventi, insetticidi tra cui il noto
DDT e i PCB ancora utilizzati nei paesi in via di sviluppo) sia
gruppi di prodotti della combustione e sottoprodotti industriali non
emessi intenzionalmente (es. diossine). |
| Potabilità |
concetto
relativamente moderno (risalente al secolo scorso), in quanto nell’antichità
era considerata "potabile" l’acqua pura, mai utilizzata
prima. Esso deriva dalle ricerche sull’origine del colera e delle
altre malattie contagiose che portarono Pasteur a dimostrare, nel
1864, che l’acqua è potabile se non contiene organismi viventi o
sali tossici. Da quel momento sono stati elaborati tantissimi
diversi criteri di potabilità che oggi, secondo la normativa
europea, sono oltre 150. |
| Potenza |
Lavoro
effettuato nell'unità di tempo |
| Precisione |
Grado
di accordo fra risultati indipendenti ottenuti con un procedimento
di analisi in condizioni ben specificate. |
| Prelievo |
Operazione,
definita da leggi o da procedure codificate, finalizzata alla
acquisizione del campione. |
| Preparazione
e risposta alle emergenze |
L’organizzazione
deve stabilire e mantenere attive procedure atte ad individuare e a
rispondere a potenziali incidenti e situazioni di emergenza e a
prevenire e attuare l’impatto ambientale che ne può conseguire. L’organizzazione
deve riesaminare, allorché necessario, le sue procedure di
preparazione e risposta alle situazioni di emergenza, in particolare
dopo che si sono verificati incidenti o emergenze. L’organizzazione
deve provare periodicamente queste procedure, dove sia possibile. |
| Prescrizione |
Disposizione
che definisce le esigenze da soddisfare. Vedi anche
"requisito" |
| Pressione |
termine
usato per indicare un tipo di adduzione idrica utilizzato negli
acquedotti, e cioè nel caso in cui l’acqua riempie interamente la
sezione del condotto trasmettendo la pressione alle pareti dello
stesso. Questo tipo di adduzione può essere a gravità o a
sollevamento meccanico, a seconda del dislivello di cui si dispone. |
| Prevenzione |
L’insieme
di disposizioni e misure previste e adottate in tutte le fasi dell’attività
produttiva, per evitare o diminuire i rischi per la salute dei
lavoratori e della popolazione e per l’ambiente. |
| Prevenzione
dell'inquinamento |
Uso
di processi (procedimenti), prassi, materiali o prodotti per
evitare, ridurre o tenere sotto controllo l'inquinamento, compresi
il riciclaggio, il trattamento, i cambiamenti di processo, i sistemi
di controllo, l'utilizzazione efficiente delle risorse e la
sostituzione di materiali (definizione UNI ISO 14001)I benefici
potenziali della prevenzione dell'inquinamento comprendono la
riduzione degli impatti ambientali negativi, l'incremento
dell'efficienza e la riduzione dei costi. |
| Principio
di precauzione |
E'
una politica di gestione del rischio che si applica in tutte quelle
circostanze caratterizzate da un alto grado di incertezza
scientifica sulla natura ed entità del rischio per la salute, ma
che richiedono comunque un intervento di carattere cautelativo per
fini preventivi. In Europa compare per la prima volta nel 1992 nel
Trattato sull'Unione Europea di Maastricht. Da allora è entrato a
far parte della giurisprudenza dell'UE. Il principio di precauzione
è stato applicato ad esempio nel caso degli Organismi Geneticamente
Modificati (OGM) , nel caso della Encefalopatia Bovina (Bovine Serum
Encephalytis: BSE), del bando degli ormoni dalla carne e dei
fluorocarburi (CFC) per limitare la riduzione dello strato di ozono
nell'atmosfera. |
| Priorità
(legge universale delle) |
Legge
universale che afferma che in ogni situazione esistono pochi aspetti
importanti e molti aspetti di scarsa rilevanza. Le risorse vanno
concentrate prevalentemente sugli aspetti importanti sui quali si
deve agire. |
| Procedura |
Documento
che definisce le modalità di svolgimento di attività previste dal
sistema di gestione, in termini di istruzioni gestionali e operative
e delle relative responsabilità di attuazione. |
| Progetto |
Studio
relativo alle possibilità di attuazione di un intervento. Il
complesso di elaborati tecnici di un progetto, comprendenti i
criteri e le scelte progettuali, le caratteristiche dell'opera da
realizzare, la definizione dei consumi e dei rilasci e le modalità
di costruzione ed esercizio, sono allegati allo studio di impatto
ambientale. Processo a sé stante che consiste in un insieme di
attività coordinate e tenute sotto controllo, con date di inizio e
fine, intrapreso per realizzare un obiettivo conforme a specifici
requisiti, ivi inclusi i limiti di tempo, di costi e di risorse. |
| Programma
di monitoraggio |
Documento
che definisce luoghi e configurazioni delle attività di
monitoraggio ambientale, da effettuarsi generalmente durante le fasi
di costruzione e di esercizio. |
| Propagazione
degli inquinanti |
Movimento
degli inquinanti presenti in un sito per effetto di vari fenomeni,
come la diffusione o il trasporto. |
| Prova |
Ogni
esperimento compiuto per accertare la qualità di una cosa,
dimostrare il valore o la giustezza di una affermazione, verificare
le attitudini di qualcosa o controllare il funzionamento di una
macchina. Operazione tecnica che consiste nella determinazione di
una o più caratteristiche di un determinato prodotto, processo o
altro servizio secondo procedure specificate. |
| PST |
Il
PST é costituito da particelle di materia di dimensioni talmente
ridotte (molto meno di un millesimo di millimetro) da rimanere,
anche per molto tempo, in sospensione in aria, prima di depositarsi
al suolo. La composizione del particolato è molto varia (ad
esempio, idrocarburi incombusti da motori diesel, idrocarburi
pesanti parzialmente ossidati, metalli pesanti da impianti di
combustione, ceneri vulcaniche, polveri, ecc.). La pericolosità del
particolato è in funzione della sua composizione (sostanze dannose
eventualmente presenti) e delle dimensioni medie delle particelle
che, se inferiori a 10 micron (1 micron=10-3 mm), possono superare
le vie aeree superiori arrivando agli alveoli polmonari. Per la loro
specificità chimica, il gas naturale e il GPL (Gas di Petrolio
Liquefatto) non producono, in pratica, particolato in combustione,
con un significativo vantaggio per quanto riguarda l’impatto
ambientale. |
| Punto
di rilevamento, di prelievo |
Punto
ben identificato di una matrice ambientale che è controllato
analiticamente, uno o più volte nel tempo, con metodi manuali o con
sistemi automatici. |
| Qualità
dell'acqua |
Caratteristica
determinata dalle condizioni fisico-chimiche dell'ambiente idrico,
con riferimento alla rilevazione di eventuali sostanze inquinanti. |
| Qualità
dell'aria |
Si
intende abitualmente la concentrazione nell'aria di uno o più
inquinanti. Per buona parte degli inquinanti la qualità dell'aria
si esprime come una concentrazione media in un determinato periodo
di tempo (ad esempio i microgrammi per metro cubo di un dato
inquinante misurati nell'arco di un'ora) (Dic. Env. Sci. Techn.)
(confronta Aria, livelli di qualità dell’). |
| Radiazione |
Con
questo termine si indica l’emissione e la propagazione di energia
sotto forma di particelle o di onde che possono propagarsi
attraverso lo spazio o all’interno di un mezzo. Per quanto
riguarda le radiazioni corpuscolate vedi alla voce radioattività.
Esistono radiazioni che si propagano tramite onde meccaniche (come
le onde sonore, elastiche, termiche, ecc.) che sono in grado di
viaggiare solo attraverso la materia, mentre le onde
elettromagnetiche possono muoversi anche nel vuoto. In base ai loro
effetti sulla materia le radiazioni si distinguono in radiazioni
ionizzanti e non ionizzanti, a seconda che possiedano o meno la
capacità di intergire con atomi e molecole con formazione di ioni.
Il livello di energia che discrimina le radiazioni ionizzanti dalle
non ionizzanti è dell’ordine dei 10 eV. |
| Radiazione
ultravioletta |
Si
tratta di una radiazione elettromagnetica presente nella luce
solare, caratterizzata da una bassa lunghezza d’onda, invisibile
all’occhio umano. Si distinguono tre fasce di Radiazione
Ultravioletta (UV): UV-A (8315-400 nm), UV-B (285-315 nm) e UV-C
(180-280 nm). Le radiazioni UV-A e UV-B possono causare danni
cutanei cronici con invecchiamento precoce e possono indurre l’insorgenza
di tumori della pelle, più frequenti nei soggetti che lavorano all’aperto.
Le radiazioni UV-B inducono la sintesi della vitamina D,
indispensabile per il metabolismo del calcio, ma sono responsabili
delle scottature e delle ustioni e le radiazioni UV-C sono
utilizzate per la sterilizzazione di superfici, ambienti e
strumenti. |
| Radiazioni
elettromagnetiche |
Le
radiazioni elettromagnetiche (EM) sono costituite da variazioni
periodiche di un campo elettrico e di un campo magnetico, che si
propagano nello spazio. Le onde elettromagnetiche sono quindi una
particolare modalità di propagazione nello spazio e nel tempo dell’energia
elettromagnetica secondo un moto oscillatorio sinusoidale. Esse si
spostano alla velocità della luce (circa 300.000 km al secondo) nel
vuoto o a differenti velocità quando attraversano un mezzo. Le onde
EM sono caratterizzate da una serie di variabili, alcune legate ai
valori dei campi elettrico e magnetico, altre alle qualità proprie
delle onde e alla loro variabilità nel tempo e nello spazio. La
tabella seguente riporta le principali caratteristiche proprie del
moto ondulatorio e le rispettive unità di misura. Le diverse
grandezze sono strettamente correlate tra loro: ad esempio la
frequenza aumenta con il diminuire della lunghezza d’onda
(grandezze inversamente proporzionali), mentre l’ energia aumenta
con l’aumentare della frequenza (grandezze direttamente
proporzionali). |
| Radiazioni
ionizzanti |
Si
definiscono ionizzanti quelle radiazioni che sono in grado, grazie
al loro elevato contenuto energetico, di rompere i legami atomici
della materia trasformando atomi o molecole, neutri dal punto di
vista elettrico, in particelle atomiche cariche elettricamente,
chiamate “ioni”. Il contenuto energetico efficace per la
ionizzazione è di 12,6 eV (elettronvolt). Possiedono questo livello
di energia le radiazioni con lunghezza d’onda inferiore a 10-7
metri, quindi di frequenza superiore a 3 x 1015 Hz. Le particelle
dotate di carica elettrica, come gli elettroni e le radiazioni alfa
(vedi Radioattività), sono in grado di ionizzare direttamente la
materia, mentre le radiazioni elettromagnetiche e i neutroni dotati
di sufficiente energia sono indirettamente ionizzanti, in quanto,
interagendo con la materia, conferiscono energia a particelle che
divengono a loro volta ionizzanti. Le radiazioni ionizzanti (RI)
hanno una differente capacità di penetrazione nella materia: così
le radiazioni alfa, che possiedono un’elevata capacità di
ionizzazione, hanno una limitata capacità di diffusione in aria e
possono essere arrestate da barriere di modesta entità (un foglio
di carta o un guanto di gomma). La loro pericolosità è quindi
legata ad un’eventuale penetrazione all’interno dell’organismo,
ad esempio attraverso l’introduzione delle sostanze che le
emettono mediante alimentazione e respirazione e l’accumulo in
tessuti di deposito. Le radiazioni beta (elettroni) sono più
penetranti (circa un metro in aria e un cm nella pelle) ma anch’esse
possono essere fermate da ostacoli di modesta entità come una
tavoletta di legno di pochi centimetri o un foglio di alluminio. I
raggi gamma e i raggi X passano attraverso i tessuti a seconda della
loro energia e richiedono schermature spesse, realizzate in
materiali come ferro, piombo o calcestruzzo. |
| Radiazioni
non ionizzanti |
Con
il termine di Radiazioni Non Ionizzanti (NIR= Non Ionizing Radiation)
si indicano i campi elettromagnetici (CEM) che si propagano nello
spazio sotto forma di onde elettromagnetiche; tali onde non
possiedono l’energia necessaria per causare fenomeni di
ionizzazione, vale a dire che non sono in grado di rompere i legami
atomici della materia trasformando atomi o molecole in particelle
cariche elettricamente, chiamate “ioni” (vedi Radiazioni
ionizzanti). Le NIR comprendono radiazioni di bassa frequenza (in
particolare frequenze estremamente basse ovvero Extremely Low
Frequencies –ELF- e frequenze molto basse ovvero Very Low
Frequencies –VLF-) e radiazioni di alta frequenza (radiofrequenza
-RF-, microonde, radiazione infrarossa -IR- e luce visibile). Questa
suddivisione viene convenzionalmente fatta in relazione ai possibili
effetti dei campi sugli organismi viventi e per effettuare la
valutazione dell’inquinamento degli ambienti di vita. |
| Radioattività |
I
nuclei di alcuni atomi sono instabili e possono disintegrarsi per
raggiungere un nuovo equilibrio emettendo radiazioni. Alcuni di
questi atomi esistono in natura, come nel caso del radio, dell’uranio,
del torio, ecc.. La radioattività può anche essere indotta
artificialmente bombardando nuclei stabili con neutroni. Si possono
così anche sintetizzare nuovi nuclei non presenti in natura. Le
radiazioni emesse possono essere corpuscolate, come i raggi alfa, a
carica positiva, costituiti da nuclei di elio (due protoni e due
neutroni), i raggi beta, costituiti da elettroni (carica negativa) o
positroni (carica positiva) dotati di grande velocità, i neutroni
privi di carica elettrica. Esistono poi radiazioni non corpuscolate,
come i raggi gamma, elettricamente neutri, che sono radiazioni
elettromagnetiche ad elevata energia. |
| Radioattività
ambientale |
E'
la radioattività misurata in un determinato ambiente. Particolari
sostanze, come ad esempio il gas radon, emettono radiazioni che
possono essere normalmente presenti nell'ambiente a bassi livelli;
oltre un certo limite, risultano nocive. |
| Radiotossicità |
tossicità
dovuta alle radiazioni ionizzanti emesse da un nuclide radioattivo
incorporato. Tale tossicità dipende dalle caratteristiche
radioattive, dal metabolismo dell'elemento nell'organismo o
nell'organo e dal suo stato chimico e fisico. |
| Radon |
Il
radon, specificatamente l’isotopo 222Rn, è un gas radioattivo
prodotto dal decadimento dell’Uranio (238U) naturalmente presente
nell’ambiente: graniti, tufi, pozzolane, ecc.). E’ inodore e
incolore e, appartenendo al gruppo dei gas nobili, è chimicamente
inerte. |
| Rapporto,
resoconto di prova |
Documento
che presenta i risultati della prova eseguita da un laboratorio e
altre informazioni ad essa relative. Non è corretto il termine
"certificato", improprio ed usato al posto della locuzione
"rapporto di prova". |
| Recettore
ambientale |
Qualsiasi
elemento dell'ambiente che può diventare bersaglio di un
inquinamento. |
| Refluo |
Scarico
di acque provenienti da attività civili o industriali. |
| Regolamento
CEE |
Documento
emesso dalla Comunità europea, di applicazione generale ed
obbligatoria in tutti gli Stati membri, dei quali entra nella
legislazione nazionale e le Autorità nazionali e gli strumenti
nazionali non possono impedirne l' implementazione. Un Regolamento
crea diritti individuali che i tribunali nazionali devono applicare.
I Regolamenti sono usati, per esempio, per stabilire annualmente i
prezzi in agricoltura dal Consiglio dei Ministri della CEE. Se non
diversamente stabilito, i Regolamenti entrano in vigore 20 giorni
dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della CEE serie
"L". A differenza delle Direttive, i Regolamenti
comprendono anche le modalità applicative della legge. |
| Regolamento
tecnico |
Regolamento
che riporta requisiti tecnici o direttamente o tramite riferimenti,
oppure, incorporando il contenuto di una norma, una specificazione
tecnica o un codice di pratica. |
| Regole
tecniche |
Hanno
valore di legge e sono quindi obbligatorie diversamente dalle norme
tecniche che hanno carattere volontario. Emesse dalle competenti
autorità nazionali o sovranazionali (esempio, UE) prescrivono quali
sono requisiti essenziali che devono presentare certi prodotti per
la tutela della salute e della sicurezza di consumatori o
utilizzatori e anche per il risparmio energetico e la tutela
dell'ambiente. |
| Relazione |
Rapporto
scritto od orale svolto su un incarico o su un dato argomento. |
| Relazione
causa-effetto |
In
questo meccanismo vi è l'essenza della gestione: a tutti i livelli
l'eccellenza può essere raggiunta soltanto se si ha il massimo
controllo di queste relazioni. Poiché l'ente deve perseguire
obiettivi incrementali per la soddisfazione dei cittadini e
l'obiettivo non è altro che un effetto, è necessario che le
persone acquisiscano un meccanismo mentale che le renda sensibili a
queste relazioni. Esse devono essere analizzate con metodo ed acume.
Solamente così l'ente acquisisce una potenza enorme per raggiungere
obiettivi ambiziosi. Possedere il controllo di queste relazioni
richiede la capacità di ricercare e di identificare le cause che
portano ad un effetto. Questa capacità è l'essenza del metodo
scientifico. La ricerca delle cause si attua attraverso due steps
fondamentali: - elencazione di tutte le possibili cause con il
supporto di strumenti specifici (per esempio, il diagramma
causa-effetto e il diagramma delle relazioni); - identificazioni
delle cause reali attraverso l'osservazione dei fatti,
l'applicazione di tecniche statistiche e l'esecuzione di prove. |
| Revisione |
Introduzione
di tutti i cambiamenti necessari alla sostanza e alla prestazione di
un documento normativo. Essa comporta l'emissione di una nuova
edizione del documento normativo. |
| Rilievi
fonometrici |
Sono
delle sessioni di misurazione della potenza e dell’intensità'
dell'onda sonora. Vengono effettuate in diverse locazioni, in modo
da avere una visione completa della situazione, e per periodi più'
o meno prolungati, in modo da poter analizzare la variazione nel
tempo di tale situazione. |
| Rischio |
Probabilità,
caratteristiche e modalità del verificarsi di un evento dannoso per
la salute umana e per l’ambiente. |
| Rischio
(analisi del) |
Processo
costituito da tre componenti interconnesse, costituite dalla
valutazione, gestione e comunicazione del rischio (Proposta del
Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare). |
| Rischio
(valutazione del) |
Processo
su base scientifica costituito da quattro fasi: individuazione del
pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione
dell'esposizione al pericolo e caratterizzazione del rischio
(Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione
alimentare). |
| Rischio
ambientale |
Per
rischio ambientale si intende uno stato in cui sono presenti
condizioni di pericolosità o di minaccia ipotetica verso l'ambiente
e l'uomo. Nella stragrande maggioranza dei casi l'analisi dei
rischio tende ad estromettere la dimensione percettiva
dell'individuo che spesso è fondamentale. La maggior parte degli
studi sul rischio adotta come principio base la formula per cui il
rischio sarebbe uguale alla probabilità che un evento indesiderato
avvenga in un certo arco temporale, definendo il rischio attraverso
una funzione di tipo statistico. Probabilità del verificarsi di un
danno ambientale moltiplicata per la grandezza del danno stesso.
Nelle procedure di VIA esprime la possibilità che gli interventi
dell'uomo superino un livello tale da provocare sensibili e spesso
irreversibili fenomeni di inquinamento e di dissesto con alterazione
degli equilibri preesistenti. |
| Rumore |
Dal
punto di vista fisico un rumore, o più generalmente un suono, viene
generato dalla vibrazione di un corpo che viene trasmessa nell'aria
sotto forma di onde di compressione e di rarefazione. Il fenomeno è
simile a quanto si osserva quando si getta un sasso nell'acqua di
uno stagno e si vedono delle onde circolari concentriche che si
allontanano dal punto in cui il sasso è caduto: così dalla
sorgente sonora si propagano nel mezzo circostante le onde che
verranno percepite dall’orecchio. Le caratteristiche fisiche più
rilevanti del rumore sono: - l’intensità sonora (vale a dire la
massima ampiezza dell’oscillazione dell’onda) che ci fa
percepire un suono come forte o debole. Si misura in decibel (dB),
che è una unità di misura logaritmica; - la frequenza, che indica
il numero delle oscillazioni dell’onda sonora in un secondo. Le
frequenze alte ci fanno percepire un suono come acuto, le basse come
grave; la frequenza si misura in Hertz (Hz). Le onde sonore, quando
giungono all'orecchio, esercitano una pressione sul timpano, che
vibra come il corpo che ha generato il suono. Le oscillazioni del
timpano mettono in moto una catena di ossicini (martello, incudine e
staffa) che trasmettono le vibrazioni all'orecchio interno, dove
particolari cellule fornite di ciglia funzionano da microfono e
trasformano le vibrazioni in impulsi elettrici che vengono inviati
come segnali nervosi al cervello, dove sono analizzati, riconosciuti
e interpretati. L'orecchio umano ha una sensibilità molto estesa ed
è in grado di percepire e distinguere suoni di frequenza compresa
fra i 20 ed i 20.000 Hz. L'orecchio è particolarmente sensibile
alle frequenze comprese tra 500 e 4000 Hz, che sono quelle proprie
della voce umana. Con l'età la sensibilità alle alte frequenze
(dai 4000 Hz in su) diminuisce progressivamente. |
| Scala |
Rapporto
fra le misure di lunghezza reali e quelle rappresentate in una scala
(scala di riduzione). La scala numerica si esprime con un frazione
avente al numeratore l’unità e al denominatore un numero
indicante di quante volte le distanze reali sono maggiori di quella
rappresentata: 1:1.000.000 indica che una qualsiasi distanza (per
esempio un centimetro) sulla carta va moltiplicata per un milione
(1.000.000 di cm, cioè 10 Km), per avere la sua misura reale. La
scala grafica è un segmento graduato (generalmente in unità
metriche) che rappresenta, in calce alla carta, l’equivalente
distanza sul terreno, al fine di facilitare rapide misurazioni con
il compasso o con un righello millimetrato. Ovviamente la scala si
applica sia alle misure lineari si a quelle superficiali, con l’avvertenza
che per queste seconde vale un rapporto geometrico, per cui,
raddoppiando la scala numerica si quadruplica la superficie
rappresentata. Scala Beaufort – Scala di dodici gradi che stima la
forza del vento. Ideata dall’ammiraglio inglese Beaufort nel 1806,
essa dà una misura empirica basata sugli effetti del vento: dallo 0
che rappresenta la bonaccia con aria praticamente immobile a 12 che
rappresenta una bufera di vento oltre i 120 Km orari. La valutazione
è fatta in base allo spostamento del fumo, di piccoli rami, al moto
ondoso delle acque interne, al movimento degli alberi e ai leggeri
danni che vengono causati agli edifici. Scala Mercalli – Scala che
misura in modo empirico l’intensità di una scossa sismica in una
determinata zona in base alla distribuzione e agli effetti del
terremoto. E’ suddivisa in 12 gradi, dal 1° della cosiddetta
scossa strumentale, percepito solo dai sismografi, al 12° della
grande catastrofe con distruzione totale delle costruzioni e
spostamenti di masse rocciose. Scala Richter - Scala che misura la
magnitudo (cioè la forza distruttrice) di un terremoto. Fu
introdotta nel 1935 dall’americano C. F. Richter. A differenza
della scala Mercalli basata su osservazioni empiriche dei danni, la
scala Richter adotta unicamente registrazioni strumentali. |
| Scarichi
idrici |
Sversamento
di effluenti liquidi o comunque convogliabili tramite condotta,
proveniente da insediamenti sia produttivi che civili, con
caratteristiche di continuità, o periodicità o anche saltuari, ma
non meramente occasionali. |
| Scarico
industriale |
Flusso
di materiale di rifiuto proveniente da un processo produttivo
industriale. Secondo la normativa vigente, tali scarichi sono da
considerarsi quantomeno rifiuti speciali e possono essere pericolosi
(se provenienti da determinati processi). |
| Sicurezza |
Assenza
di rischi di danni inaccettabili. Situazione nella quale viene
minimizzato il pericolo grazie alla messa in atto di una serie di
azioni preventive o difensive, che hanno come obiettivo l'integrità
della salute psico-fisica dell'uomo nel lavoro e nella vita e che
riguardano le seguenti aree di intervento: sicurezza degli impianti
e delle macchine, igiene del lavoro, antincendio, ambiente esterno,
sicurezza del prodotto. |
| SIT |
Sistema
Nazionale di Taratura. Ha competenza sui campioni nazionali e sulla
taratura degli strumenti di misura. |
| Sito |
L'intera
area in cui sono svolte, in una determinata localizzazione, le
attività industriali sotto il controllo di una impresa, nonché
qualsiasi magazzino contiguo o collegato di materie prime,
sottoprodotti, prodotti intermedi, prodotti finali e materie di
rifiuto, e qualsiasi infrastruttura e qualsiasi impianto, fissi o
meno, utilizzati nell'esercizio di queste attività (Reg. 1836/93). |
| Smog |
È
una parola coniata per descrivere una miscela di fumo (smoke) e
nebbia (fog), costituita da alcuni inquinanti atmosferici primari,
intrappolata vicino al terreno da una inversione termica, cioè da
un fenomeno meteorologico che consiste nell’aumento della
temperatura dell’aria all’aumentare della quota, al contrario di
ciò che avviene normalmente. Il termine è utilizzato per
descrivere due situazioni distinte: 1smog di Londra (London smog),
causato da elevate concentrazioni di particolato e anidride
solforosa, in presenza di alta umidità (>80%) e temperature da
-3° a 5°C; 2.smog fotochimico (Los Angeles smog), causato da
elevate concentrazioni di ozono e ossidanti fotochimici, in
condizioni di temperatura sui 25-35°C, bassa umidità, velocità
del vento inferiore a 2 m/s e in presenza di inversione termica.
Emissioni di ossidi di azoto e VOCs, come alcheni, aromatici o
alcani a catena più lunga, dovuti ai gas di scarico
automobilistico, sono la principale causa di formazione dei
precursori dello smog fotochimico, degli ossidanti fotochimici e
dell'ozono |
| Soglia |
E’
il livello di esposizione a un agente chimico o fisico al di sotto
del quale non si verificano effetti nocivi per l’organismo,
dimostrabili con le tecniche più sensibili a disposizione. |
| Soglia
di allarme |
Situazione
di inquinamento che può determinare una condizione di rischio
ambientale e sanitario (rif. D.M. 15/04/94). |
| Soglia
di attenzione |
Situazione
di inquinamento che, se persistente, attiva lo stato di allarme. |
| Sorgente |
Fonte
da cui ha origine l'emissione dell'inquinante. Può essere naturale
(acque, suolo, foreste) o antropica (infrastrutture e servizi). A
seconda della quantità di inquinante emessa e delle modalità di
emissione una sorgente può essere puntuale, areale, lineare. È
puntuale quando è possibile individuare e caratterizzare
singolarmente le fonti di emissione e localizzarle sul territorio,
come nel caso di stabilimenti industriali e grandi impianti di
riscaldamento. È areale quando le sorgenti di emissione non possono
essere individuate singolarmente a causa della loro ampia
distribuzione sul territorio, come nel caso delle emissioni
derivanti dall'uso di impianti domestici. È lineare quando le
emissioni vengono rilasciate in maniera continua e non in un unico
punto, come nel caso di strade, autostrade, ferrovie. Punto di
affioramento naturale delle acque di falda. La captazione deve
essere fatta all'emergenza geologica della sorgente e non
all'emergenza fittizia o apparente. |
| Sorgenti
di emissione sonora |
Qualsiasi
oggetto, dispositivo, macchina o impianto o essere vivente che
produce emissioni sonore. |
| Sorgenti
diffuse d'inquinamento |
Hanno
origine da località non puntiformi (la superficie del terreno o l’atmosfera).
Per la loro natura, queste sorgenti sono molto più difficili da
identificare, misurare e controllare. |
| Sorgenti
puntiformi d'inquinamento |
Sono
caratterizzate da scarichi industriali, fognature urbane o impianti
di depurazione delle acque; sono facilmente identificabili,
misurabili e suscettibili di controlli pratici. |
| Sorgenti
sonore fisse |
Nell’art.
2 comma 1 della legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del
26.10.95 viene data la seguente definizione di sorgenti sonore
fisse: "Gli impianti tecnici degli edifici e le altre
installazioni unite agli immobili anche in via transitoria il cui
uso produca emissioni sonore; le infrastrutture stradali,
ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali,
commerciali ed agricole; i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti
di movimentazione merci; i depositi dei mezzi di trasporto di
persone e merci; le aree adibite ad attività sportive e
ricreative". |
| Sostanze
organiche |
Con
questo termine si indicano i composti del carbonio ( C ).Il nome
"sostanze organiche" deriva dall’erronea convinzione,
diffusa anche nel secolo scorso, che fossero prodotte dagli esseri
viventi e che non si potessero sintetizzare artificialmente in
laboratorio .Nel 1928 il tedesco F. Wöhler riuscì ad ottenere l’urea
(sostanza prodotta dagli organismi viventi) attraverso una sintesi
in laboratorio. Da allora si dovette rivedere il principio che
divideva in due categorie rigidamente separate in composti chimici:
quella della sostanze minerali (inorganiche) e quella delle sostanze
organiche prodotte dai viventi. Sono sostanze organiche le proteine,
i lipidi, gli zuccheri, gli acidi nucleici. |
| Spettro
del rumore |
E'
una definizione della grandezza delle componenti in frequenza,
contenute in un segnale sonoro. |
| Stato
dell'arte |
Stadio
dello sviluppo raggiunto in un determinato momento dalle capacità
tecniche relative a prodotti, processi, o servizi basato su scoperte
scientifiche, tecnologiche e sperimentali pertinenti. |
| Stato
di allarme (inquinamento atmosferico) |
Una
situazione di inquinamento atmosferico suscettibile di determinare
una condizione di rischio ambientale e sanitario. |
| Stato
di attenzione (inquinamento atmosferico) |
Una
situazione di inquinamento atmosferico che, se persistente,
determina il rischio che si raggiunga lo stato d'allarme. |
| Stazione |
Struttura
costituita da un insieme di: sensori di misura, sistema di
alimentazione, sistema di trasmissione e logica di gestione dati (datalogger),
in grado di registrare, memorizzare e trasmettere le informazioni ad
una centrale operativa e sito di rilevamento di dati manuali. |
| Stazione
di monitoraggio della qualità dell'aria |
Postazione
dotata di strumentazione per la rilevazione e la misura delle
concentrazioni degli inquinanti in atmosfera. L’organizzazione di
più punti di misura costituisce una rete di monitoraggio in grado
di fornire informazioni sui livelli di qualità dell’aria di un’intera
area, grazie all’integrazione delle misure. |
| Suono |
Vibrazione
prodotta da un corpo in rapida e regolare oscillazione, che si
propaga nell'aria o in altri mezzi elastici con produzione di una
sensazione auditiva. |
| Taratura |
Insieme
di operazioni per stabilire, a condizioni determinate, la relazione
fra i valori delle grandezze indicate da uno strumento di misura o
sistema di misura e i corrispondenti valori realizzati dai materiali
di misura. (UNICHIM n. 179/0) |
| Temperatura |
Grandezza
fisica che esprime lo stato termico di un corpo. Il concetto di
temperatura è strettamente legato a quello di calore: riscaldando
un corpo si determina un aumento di temperatura, oppure un passaggio
di stato. In meccanica statistica si definisce la temperatura come
indice dell’energia cinetica media delle molecole del corpo
stesso. Per misurare la temperatura il fenomeno più comunemente
utilizzato è quello della dilatazione termica dei corpi (termometri
a mercurio, ad alcol), fissando delle opportune scale di
riferimento. La scala Celsius, di uso comune e scientifico, fissa a
0 gradi (0°C) il punto di congelamento dell’acqua a pressione
normale e a 100 gradi (100°C) il suo punto di ebollizione, ed è
questo il motivo per cui è detta scala centigrada. |
| Tempo
di riverbero |
E'
l'intervallo di tempo che passa dall'emissione di un suono fino al
ritorno di quella medesima onda. Questo effetto (effetto eco o di
riverbero) e' causato da oggetti più' o meno grandi che fanno
rimbalzare all'indietro l'onda sonora quando ne vengono investiti.
Questo può' causare alti livelli di intensità' sonora anche se la
sorgente emette a livelli inferiori, in quanto le varie onde create
dall’effetto di riverbero si sommano, aumentando il livello
complessivo. |
| TLV |
Threshold
Limit Value. E' la massima concentrazione atmosferica di una
sostanza alla quale si può essere esposti ripetutamente, nell'arco
della giornata lavorativa, senza effetti negativi per la salute. |
| Tossicità |
Per
tossicità di una sostanza si intende la sua capacità di provocare
effetti dannosi sugli organismi viventi, alterandone il corretto
funzionamento cellulare. Ogni sostanza è virtualmente tossica in
funzione della dose; diviene tossica quando raggiunge una certa
concentrazione nell’organismo e nel suo sito di azione. La
tossicità di una sostanza è strettamente legata alla sua
possibilità di assorbimento, trasporto, metabolismo ed escrezione
nell’organismo vivente. Si parla di tossicità acuta quando la
dose è elevata e l’effetto si manifesta in tempi brevi (minuti,
ore o giorni); la quantità che causa l’effetto tossico dipende
dal tipo di sostanza. La tossicità cronica è causata da una
esposizione a piccole dosi prolungata nel tempo. La dose tossica, in
questo caso, viene raggiunta perché la sostanza si accumula nell’organismo. |
| Tossine |
Si
tratta di un gruppo eterogeneo di sostanze, prodotte da
microrganismi, in particolare batteri e funghi (muffe), da piante (fitotossine)
e da alcuni animali (zootossine), che sono dotate di attività
tossica, spesso a concentrazioni estremamente basse, in alcuni casi
inferiori al milionesimo di milligrammo. Le tossine di origine
batterica vengono distinte in esotossine ed endotossine. Le
esotossine sono di natura proteica e vengono secrete dai batteri,
agendo a distanza. Sono responsabili dei sintomi di malattie quali
la difterite, la pertosse, il tetano o il botulismo. Oggi la tossina
botulinica, a dosi controllate, viene impiegata sia per la terapia
di alcune patologie neurologiche, sia per uso cosmetico. Gli effetti
delle tossine batteriche possono manifestarsi a livello
gastrointestinale, del sistema nervoso, del sistema vascolare, della
cute e di altri organi o apparati. Le endotossine sono sostanze per
lo più di natura polisaccaridica che entrano nella costituzione
della struttura di alcuni organismi (ad es. la parete di alcuni tipi
di batteri, i Gram-negativi). Si liberano quando il batterio viene
distrutto dalle difese dell’organismo o dagli antibiotici,
causando febbre, danno muscolare, fenomeni settici fino allo shock.
Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte dal metabolismo di
alcune muffe (Aspergillus, Penicillium, ecc.) che possono costituire
un rischio per la salute dell’uomo e degli animali. Comprendono le
Aflatossine, l’Ocratossina A, le Fusariotossine e altre sostanze.
Per alcuni di questi composti sono stati dimostrati effetti tossici
a livello renale e del sistema nervoso, effetti mutageni e
cancerogeni. Le micotossine prodotte dalle muffe che infestano
vegetali possono entrare nella catena alimentare (cereali, frutta
fresca e secca, verdure, caffè, cacao, birra, vino, mangimi, ecc.).
Le zootossine (ad es. veleno di serpenti, insetti, pesci, ecc.)
possono causare effetti a carico del sistema nervoso o della
coagulazione del sangue o provocare infiammazioni dolorose o
bruciore in corrispondenza del morso o della puntura. Le reazioni
mortali sono possibili ma molto più rare di quanto abitualmente si
creda. Le tossine si comportano in genere come potenti antigeni: è
possibile quindi, iniettandole a dosi crescenti nell’animale
oppure per sintesi, ottenere dei sieri anti-tossina molto specifici
(ad es. i sieri per neutralizzare il morso di serpenti o di insetti
velenosi). |
| Trattamento |
Processo
di trasformazione delle caratteristiche dell'acqua per renderla
idonea agli usi successivi. |
| Trattamento
fonoassorbente |
E'
un particolare tipo di operazione (rivestimento, coibentazione,...)
con lo scopo di abbattere l'onda sonora, facendola ''assorbire'' dal
materiale stesso. |
| Umidità
assoluta |
Contenuto
d’acqua, allo stato liquido o di vapore, di una data sostanza o
ambiente (ad esempio, terreno, atmosfera, ecc.). L’umidità del
terreno costituisce un fattore di grande importanza per la vita
delle piante; così come l’umidità dell’aria condiziona l’azione
termoregolatrice degli organismi viventi, che scambiano calore con l’ambiente
per evaporazione d’acqua attraverso la respirazione e la
traspirazione cutanea. |
| Umidità
relativa |
E'
definita dal rapporto tra la massa di vapor acqueo contenuta in un
dato volume di aria e la massa di vapor acqueo sufficiente a portare
l’aria alla saturazione, ossia alla condizione in cui un ulteriore
aumento di vapore, in quelle condizioni di pressione e di
temperatura, provoca una condensazione d’acqua (nebbia, pioggia,
neve). |
| Umidità
specifica |
E'
il rapporto tra la massa di vapore e quella di aria secca presenti
in un dato volume. |
| Unità
di misura |
Grandezza
campione usata per compiere un determinato tipo di misura. u.
statistica – Campione che viene rilevato. Può essere semplice se
è indivisibile, composta se formata da più unità semplici o
complessa se costituita da elementi di diversa natura. |
| Valore
guida |
Termine
utilizzato per indicare la concentrazione di un determinato composto
nelle varie matrici (suolo, acqua, aria, alimenti ecc) che deve
essere rispettata per prevenire l’insorgenza di determinati
effetti. Il Dpr 203/88 ad esempio indica come valori guida le
concentrazioni di determinati inquinanti atmosferici in grado di
assicurare: -la prevenzione a lungo termine in materia di salute e
protezione dell'ambiente; -l’identificazione di parametri di
riferimento per l'istituzione di zone specifiche di protezione
ambientale per le quali è necessaria una particolare tutela della
qualità dell'aria. |
| Valore
limite |
Termine
utilizzato per indicare la concentrazione massima di un determinato
composto nelle varie matrici (suolo, acqua, aria, alimenti ecc) che
non si deve superare per evitare l’insorgenza di determinati
effetti. Ad esempio il D.M. 2 aprile 2002, n. 60 indica i valori
limite di vari inquinanti atmosferici (biossido di azoto, ossidi di
azoto, piombo, benzene ecc.) che non devono essere superati per la
protezione della salute umana. |
| Valori
guida di qualità dell'aria |
Limiti
di concentrazione e di esposizione, relativi ad inquinamento dell’ambiente
esterno, destinati alla prevenzione a lungo termine, in materia di
salute e protezione dell’ambiente e alla determinazione di
parametri di riferimento, per l’istituzione di zone di protezione
ambientale. |
| Valori
limite di emissione del rumore |
Il
valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente
sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa (legge
447/95). |
| Valori
limite di immissione di rumore |
Il
valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più
sorgenti sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno,
misurato in prossimità dei ricettori (legge 447/95) |
| Valutazione |
Processo
attraverso il quale si analizza e giudica, al suo termine o a
scadenze prefissate, le risorse impiegate, le attività svolte
(efficienza) ed i risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi
del programma stesso (efficacia), il tutto in vista della
riprogettazione dello specifico sistema (imparare sistematicamente
dall'esperienza e riprogettare al meglio il futuro). |
| Valutazione
del rischio |
In
materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, è
il procedimento di valutazione del rischio di accadimento di un
evento pericoloso per la sicurezza e la salute dei lavoratori
durante l’espletamento delle loro mansioni sul luogo di lavoro. In
materia di tutela dell’ambiente, è il complesso di attività
finalizzate ad accertare e quantizzare le possibili conseguenze dell’inquinamento,
presente in un comparto ambientale, sugli altri comparti e, in
particolare, gli effetti che possono determinarsi sulla salute
umana. |
| Variabile
ambientale |
Elemento
che caratterizza lo stato e/o la dinamica di componenti e fattori
ambientali, la cui distribuzione può variare nello spazio e nel
tempo (ad esempio, la distribuzione di ossigeno disciolto
nell'acqua, le onde sonore, il passaggio di autoveicoli, ecc.). |
| Valutazione
d'Impatto Ambientale |
La
VIA costituisce una procedura tecnico-amministrativa volta alla
formulazione di un giudizio, da parte delle Autorità competenti,
sulla compatibilità che una determinata azione avrà nei confronti
dell’ambiente, inteso come l’insieme delle risorse naturali,
delle attività umane e del patrimonio storico culturale. Tale
procedura prevede l’esame, da parte dell’Autorità competente,
di uno studio di impatto ambientale predisposto da colui (pubblico o
privato) che propone l’opera in progetto. La VIA richiede la
raccolta di informazioni che consentano di effettuare previsioni
sulle possibili interazioni tra progetto e singole componenti
dell'ambiente in cui il progetto viene realizzato. La VIA quindi
tende ad evitare fin dall'inizio i danni ambientali valutando le
eventuali ripercussioni di un'opera in progetto sull'ambiente. La
VIA dovrebbe tendenzialmente sostituirsi ai molteplici regimi di
concessione, autorizzazione, licenza, ecc.. imposti dalle leggi di
settore. Un aspetto molto importante di questa procedura è la
consultazione del pubblico, attraverso un’inchiesta, che vede la
partecipazione delle comunità interessate a un determinato progetto
pubblico o privato. Questo tipo di valutazione preventiva ha avuto
origine negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta (environmental
impact assestement: VIA), e si è in seguito diffuso in altri paesi
industrializzati. In ambito comunitario la materia è stata
regolamentata con la direttiva 85/337/CEE (modificata dalla Dir. n.
97/11/CE). Tuttavia, ad oltre 13 anni di distanza, tale direttiva
non è stata compiutamente recepita in ambito nazionale in quanto,
in materia, vige ancora una disciplina transitoria (dettata con i
D.P.C.M. del 10.8.88 e del 27.12.88) cui si è aggiunta una
moltitudine di provvedimenti, volti ad estendere la procedura a
diversi settori (ad esempio, la VIA concernente la ricerca e
coltivazione di idrocarburi, è regolamentata dal DPR n. 526/94).
Attualmente è all’esame del Parlamento un disegno di legge di
recepimento organico della normativa comunitaria cui si è fatto
cenno. |
| Vibrazione |
Energia
meccanica prodotta da una forza variabile nel tempo in intensità e
direzione, che si propaga sotto forma di onde in un mezzo elastico. |
| VOCs |
Composti
Organici Volatili. Sono composti organici che evaporano con
facilità a temperatura ambiente. Comprendono un gran numero di
sostanze eterogenee come idrocarburi alifatici (dal n-esano, al
n-esadecano e i metilesani), i terpeni, gli idrocarburi aromatici,
(benzene e derivati, toluene, o-xilene, stirene), gli idrocarburi
clorinati (cloroformio, diclorometano, clorobenzeni), gli alcoli
(etanolo, propanolo, butanolo e derivati), gli esteri, i chetoni, e
le aldeidi (formaldeide). Nell'aria degli ambienti confinati sono
stati identificati più di 900 differenti VOCs; in ambienti
confinati non industriali si possono trovare più di 50 composti
organici. |
| Zonizzazione |
In
generale, per zonizzazione si intende la suddivisione del territorio
in aree omogenee, in funzione della sua destinazione d’uso
(presenza di attività economiche, densità di popolazione,
tipologia di traffico). In particolare, la zonizzazione acustica
consiste nell’associare i limiti ammissibili per la rumorosità
nell’ambiente esterno, alle aree omogenee definite. |
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