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Cos’è
la CSR? |
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La
Commissione Europea definisce la Responsabilità Sociale d'Impresa
– RSI (o Corporate Social Responsibility – CSR) come
“l’integrazione su base volontaria da parte delle imprese, delle
preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle loro interazioni
commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate” (Libro
Verde, Commissione Europea, luglio 2001). Da questa definizione si
evidenziano alcuni concetti fondamentali:
- l'impresa
socialmente responsabile è quella che volontariamente considera
nella definizione delle proprie scelte strategiche e di gestione
valori etici, sociali ed ambientali andando oltre il semplice
rispetto degli obblighi di legge.
- l'impresa
socialmente responsabile persegue il proprio sviluppo secondo
un’ottica di sostenibilità.
- questo
principio è una sfida, un approccio culturale, un processo
strategico innovativo che pone al centro delle politiche aziendali
le aspettative degli stakeholder ed i principi di miglioramento ed
innovazione continui. |
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| Quali
sono i principali benefici della CSR? |
Il
comportamento socialmente responsabile dell’impresa:
-CONCORRE a creare e mantenere un’elevata reputazione
-AFFERMA l’azienda sul mercato rendendola più competitiva
-GARANTISCE una forte e strategica coesione con gli stakeholder
-CREA un ambiente di lavoro migliore, più sicuro e motivante
-ATTIRA personale qualificato
-SI PROTEGGE da azioni di boicottaggio
-FACILITA l’accesso al credito
-PERMETTE di usufruire di vantaggi fiscali e semplificazioni
amministrative laddove
sono previsti
-RIDUCE il rischio d’impresa
-CONTRIBUISCE ad aumentare il valore per gli azionisti nei mercati
in cui sono applicati |
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| Che
cosa è la certificazione etica o sociale SA8000? |
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Si
tratta di una norma (SA-Social Accountability-8000) internazionale
ad adesione volontaria emessa nel 1997 dal SAI (Social
Accountability International- organizzazione no profit americana).
La norma elenca i requisiti per un comportamento eticamente corretto
delle imprese e della filiera di produzione verso i lavoratori. La
SA 8000 infatti, si basa sulle convenzioni dell´ILO (International
Labour Organization), sulla Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani, sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del
Bambino.
Le sue regole si articolano in precisi requisiti (nove) che
riguardano le seguenti aree:
- lavoro infantile
- il lavoro coatto
- la salute e sicurezza
- la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione
collettiva
- la discriminazione
- le pratiche disciplinari
- l’orario di lavoro
- la remunerazione
- il sistema di gestione
Si tratta di requisiti trasparenti, misurabili e verificabili che
danno luogo alla redazione di processi documentati. |
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| Cosa
si intende per Social Statement? |
| Il
Social Statement è uno strumento volontario pensato per rilevare le
caratteristiche sociali delle imprese. La standardizzazione delle
rilevazioni e delle informazioni date dalle imprese luogo ad una
comunicazione trasparente a tutela del cittadino e a vantaggio delle
imprese. Il Social Statement è composto da un set di indicatori che
rilevano, con semplicità, fenomeni complessi e di difficile
rappresentazione. |
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| Cosa
sono e a cosa servono gli indicatori? |
Gli
indicatori sono il cuore del Social Statement, hanno il compito di
rilevare e descrivere, con semplicità, fenomeni complessi e di
difficile rappresentazione.
Questa attività di misurazione serve a definire gli obiettivi
strategici e tattici per realizzare un piano di CSR; permettere di
monitorare gli sforzi realizzati per raggiungere gli obiettivi;
infine consente di valutare i risultati ottenuti e di confrontarli
nel tempo. |
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| Quali
strumenti posso utilizzare per adottare un comportamento
responsabile? |
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Molte
imprese ritengono che la semplice pubblicazione di un Bilancio
Sociale su carta patinata sia di per sé garanzia di un
comportamento “responsabile”, come se tale “etichetta” fosse
ottenibile semplicemente mediante l’adozione di nuove forme di
comunicazione o marketing. La responsabilità sociale deve, invece,
diventare una componente essenziale della mission della impresa,
determinandone l’orientamento strategico ed influenzando le scelte
quotidiane nelle diverse aree della gestione. Non è, pertanto, un
obiettivo raggiungibile in modo definitivo ma, piuttosto, un
percorso, un impegno processuale che non giunge mai a compimento ma,
ogni volta, ad un passo ulteriore secondo un’ottica di
miglioramento continuo.
Se è vero che la CSR non è solo marketing o comunicazione, è
altrettanto vero che la comunicazione è comunque una delle chiavi
di successo di ogni strategia di responsabilità sociale: essa
rappresenta, infatti, il momento finale di un processo con il quale
gli stakeholder, interni ed esterni, vengono a conoscenza degli
impegni dell’impresa in tema di CSR e delle sue performance.
Le informazioni comunicate sono significative solo se ad esse
corrisponde un sistema di misurazione delle prestazioni, attraverso
la selezione e raccolta di indicatori di performance sociale,
economica e ambientale. La rendicontazione è, appunto, la raccolta
e l’esposizione in un documento sistematico ed il più possibile
veritiero e trasparente – con una logica analoga a quella del
bilancio contabile – delle performance aziendali nei diversi
ambiti della responsabilità sociale. Una buona rendicontazione
consente di valutare la coerenza dei risultati con gli impegni
assunti e di individuare i miglioramenti possibili.
Infine, rendicontazione e comunicazione sarebbero strumenti inutili
o assai riduttivi se essi non fossero il risultato di una reale
integrazione della CSR nella strategia dell’impresa. Per il
perseguimento di tale obiettivo l’azienda deve dotarsi di un
sistema di gestione che dia all’intero processo una visione
strategica, una struttura logica completa e riconoscibile che
preveda, quindi, tutte le fasi: analisi, pianificazione,
organizzazione, gestione, valutazione e revisione.
Una buona gestione della responsabilità sociale richiede una
oculata scelta degli strumenti da adottare. Scelta che sarà
condizionata dagli obiettivi prioritari di sviluppo della CSR in
azienda, dal livello di internazionalizzazione, dalla effettiva
disponibilità di dati per costruire gli indicatori di performance
socio/ambientali, dalle capacità di reporting, dal diverso grado di
interazione con gli stakeholder (legato alla tipologia di business)
e dall’intensità con la quale si intende sviluppare la CSR.
Non esiste, quindi, uno strumento in assoluto migliore degli altri,
ciò che conta realmente sono le modalità con cui gli stessi
vengono applicati alle singole realtà aziendali e l’effettiva
condivisione delle motivazioni che sottostanno alle varie pratiche
di CSR.
Il primo passo è sempre e comunque una sincera e piena
consapevolezza degli obiettivi e delle motivazioni che sottostanno a
tutte le diverse “pratiche” riconducibili al concetto di CSR. |
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| Che
cosa è un bilancio Sociale o di Sostenibilità? |
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Il
Bilancio Sociale può essere definito come “l’utilizzo di un
modello di rendicontazione sulle quantità e sulle qualità di
relazione tra l’impresa ed i gruppi di interesse, mirante a
delineare un quadro omogeneo, puntuale, completo e trasparente della
complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli
socio-politici conseguenti alle scelte fatte” (definizione del
GRI).
In Italia il BS viene redatto seguendo principalmente due standard:
GBS e GRI.
Il BS può essere sottoposto sia ad una verifica di conformità
procedurale degli standard utilizzati da parte di un ente terzo, sia
da una verifica interna da parte dei dipendenti, dei soci, dei
finanziatori, dei clienti, dei fornitori, delle Istituzioni
Pubbliche e della collettività.
Il limite oggettivo di questo strumento si basa su un approccio di
tipo “stakeholder engagement”, che interpreta l’organizzazione
unicamente dal punto di vista della qualità delle relazioni sociali
ed è orientato soprattutto all’esterno. È utile per gestire la
fiducia degli stakeholder, ma non rende conto di altri aspetti.
Per questo motivo negli ultimi anni stiamo assistendo ad una
evoluzione del Bilancio Sociale nel Bilancio di Sostenibilità, che
incorpora oltre agli aspetti economici espressi nel Bilancio
d’esercizio e quelli sociali propri del Bilancio Sociale, anche
aspetti ambientali (approccio Triple Bottom Line). La costruzione
del Bilancio di Sostenibilità è però molto complessa, anche se i
dottori commercialisti stanno preparando delle linee guida per la
redazione di Report di Sostenibilità in modo da rendere lo
strumento più agevole nella compilazione e nella lettura.
Una ulteriore evoluzione dell’informativa aziendale è
rappresentata dal Bilancio dell’Intangibile, che parte da una
visione olistica dell’azienda prendendo in considerazione tutte le
forme di creazione di valore e rivolgendosi quindi sia all’interno
che all’esterno. In particolare il BI si propone come strumento in
grado di gestire, rendicontare e valorizzare gli asset intangibili
dell’azienda (reputazione, conoscenza, capitale umano) in un
ottica di uno sviluppo competitivo di lungo termine. |
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| Che
cosa non è la Responsabilità Sociale d’impresa? |
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-
La RSI non è un fenomeno passeggero legato alla moda, bensì un
approccio culturale che contraddistinguerà l’impresa globale del
futuro, aprendo nuove opportunità e scenari competitivi
- La
RSI non è mera filantropia o una qualche forma di assistenzialismo
o di beneficienza verso le parti sociali più deboli, ma una
componente essenziale dell’identità aziendale, un nuovo e
innovativo paradigma di Corporate Governance
- La
RSI non è un “qualcosa “ da aggiungere opzionalmente alla
strategia delle imprese,ma un nuovo modello di gestione strategico
integrato (qualità, profitto, ambiente e sociale)
- La
RSI non è un costo, ma un investimento che nel medio e lungo
periodo, è capace di innescare un circolo virtuoso in termini di
redditività, liquidità, competitività e quindi, di fiducia,
reputazione e consenso sociale, migliorandone le prospettive di
sviluppo
- La
RSI non è una semplice operazione di marketing che, solo dal punto
di vista formale, dà all’impresa una nuova immagine: è’
infatti paradossale che imprese con un codie etico o bilancio
sociale “esemplare” o una certificazione etica, nell’esercizio
del loro business abbiano in realtà, condotte irresponsabili verso
i dipendenti, l’ambiente e la collettività. L’adozione di
modelli di RSI deve avvenire a conclusione e a completamento di un
processo di crescita culturale etico-sociale che deve coinvolgere in
primis, il management e poi tutto l’organigramma aziendale,
attraverso una piena e consapevole condivisione interna di valori,
strategie, strumente di RSI. |
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Cosa
sono gli stakeholder?
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Gli
stakeholder sono tutti coloro che hanno interesse nell’attività
dell’azienda.
(Stake in inglese significa "scommessa") e senza il cui
appoggio l’impresa non può proseguire la sua attività.
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| Cosa
si intende per triple bottom line? |
| Considerazioni
in base alle quali, nella scelta di un investimento, si analizzano
le "Tre P": Profit, People, Planet (Profitto, Persone e
Ambiente). |
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| Cos’è
il Global Compact? |
| Il
31 gennaio al Foro Economico Mondiale, del 1999 Kofi Annan,
Segretario Generale delle Nazioni Unite, propose per la prima volta
l’idea di un Patto Mondiale.Il Segretario Generale rivolse
l’invito alle imprese, agli organismi internazionali delle Nazioni
Unite, ai lavoratori e alle diverse rappresentanze della società
civile ad appoggiare nove principi universali in materia di diritti
umani, lavoro e ambiente,affinché sia possibile una economia
mondiale sostenibile e realizzabile |
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| Quali
sono i principali strumenti di CSR? |
-Bilancio
Sociale
Il Bilancio Sociale è la certificazione, sempre su base volontaria,
di un modello
di rendicontazione dell’impresa, che riporta le risorse
economiche, le competenze
e il tempo delle risorse utilizzate per promuovere attività nel
sociale.
-ISO 14001
E’ la certificazione dei sistemi di gestione ambientale ISO14001,
basata sulle direttive
fornite dalla norma internazionale di carattere privatistico della
serie ISO omonima,
è una certificazione su base volontaria mediante la quale viene
riconosciuto ad una
organizzazione il raggiungimento di un determinato standard
ambientale, sia al suo
interno che all’esterno.
-EMAS II
La registrazione Emas II, adottata a livello europeo con una norma
istituzionale (Regolamento Ue 761/2001), attesta l’adozione
volontaria da parte di una organizzazione
di sistemi di gestione ambientale, la valutazione periodica di tali
sistemi e la diffusione di
informazioni sulle proprie prestazioni ambientali al pubblico e ad
altri soggetti interessati.
-SA 8000
Social Accountability 8000 è la prima norma internazionale di
certificazione dell’impegno etico e sociale di un’impresa.
Anche per questa norma vige la volontarietà di adesione da parte
dell’azienda. La certificazione riguarda: il rispetto dei diritti
umani, il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo
sfruttamento dei minori, le garanzie di sicurezza e salubrità sul
posto di lavoro.
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| Perché
ci si dovrebbe occupare di responsabilità sociale? |
Perché
l’attenzione degli operatori, dell’opinione pubblica e di tutti
i portatori di interesse si è ormai concentrata sull’integrità
delle imprese e sugli atteggiamenti da queste assunti, non solo nei
confronti degli azionisti ma anche della società nel suo complesso.
Per cogliere appieno questa sfida diventa necessario investire di più
nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le parti
interessate.
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| A
chi si rivolge la CSR? |
| La
disciplina si rivolge in prima battuta alle imprese; a quelle
imprese che già adottano, magari inconsapevolmente, comportamenti
responsabili, favorendone un approccio più coerente e strutturato,
e alle imprese che non conoscono la disciplina proponendo un nuovo
modo di intendere le proprie attività.
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| La
CSR è solo per le grandi imprese? |
| No,
ciò che caratterizza l’approccio alla CSR è l’integrazione
delle tematiche di responsabilità sociale nelle linee strategiche e
di crescita, tanto nelle grandi imprese multinazionali, quanto nelle
medie imprese, fino alle piccole o piccolissime (micro) imprese.
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| La
CSR è solo per le imprese? |
No,
le Associazioni, le Fondazioni e tutte le organizzazioni attive nel
campo, attraverso la loro azione di catalizzazione e veicolo
informativo, hanno la possibilità di fare da cassa di risonanza per
la diffusione delle pratiche di CSR nei confronti dei loro membri.
Ogni persona, ente, istituzione, organizzazione che abbia interesse
nell’agire d’impresa è il destinatario finale delle tematiche
di responsabilità sociale proprio perché attraverso un approccio
strutturato alla CSR è possibile soddisfare le aspettative di tutti
gli stakeholder.
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| In
quali dimensioni si articola la gestione della responsabilità
sociale delle imprese? |
| Si
articola in primo luogo in una dimensione interna che ricomprende la
gestione delle risorse umane, la salute e la sicurezza sul lavoro,
l’adattamento alle trasformazioni aziendali, la gestione delle
risorse naturali e degli effetti sull’ambiente. In secondo luogo
si estende oltre il perimetro aziendale e riguarda le comunità
locali, i business partner, i fornitori, i clienti, i consumatori,
il rispetto dei diritti umani lungo tutta la filiera produttiva e le
istanze ambientali a livello mondiale.
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| Quali
buone pratiche possono essere coerenti con i principi di CSR nei
confronti delle risorse umane? |
| Le
azioni a beneficio delle risorse umane possono comprendere:
politiche di supporto alle persone con disabilità, alle minoranze,
formazione eccedente l’obbligatorietà legislativa, agevolazioni
per i dipendenti (fringe benefit) ecc. Un esempio pratico può
essere lo sviluppo di attività informative per la prevenzione delle
malattie a cui sono invitati idipendenti durante l’orario di
lavoro.
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| Quali
nei confronti dei Soci/Azionisti? |
Si
possono citare alcuni esempi come le azioni di comunicazione della
composizione del capitale sociale, il coinvolgimento dei Soci nelle
attività di formazione insieme ai dipendenti, ai fornitori e ai
sindacati, la comunicazione chiara dei risultati e dei possibili
rischi futuri.
Nei confronti dei soci e degli azionisti è di particolare interesse
l’adozione di meccanismi di governance chiari e condivisi.
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| E
per i Clienti? |
| Per
i clienti si possono citare: sistemi avanzati di CRM (Customer
Relationship Management), analisi periodiche della soddisfazione e
delle aspettative della clientela, ecc. Un esempio importante è il
coinvolgimento dei propri clienti nell’abbattimento delle barriere
e delle discriminazioni realizzando prodotti utilizzabili anche da
soggetti svantaggiati.
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| Quali
per i Fornitori? |
| Definizione
di politiche per la scelta dei fornitori che assicurino il rispetto
delle leggi e delle convenzioni internazionali, richiesta di
certificazioni, verifiche del rispetto delle convenzioni e delle
leggi, ecc. Esempi caratteristici sono il controllo delle
certificazioni di settore e l’istituzione di premi per i fornitori
socialmente responsabili.
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| E
per quanto riguarda i Partner finanziari? |
Adozione
di politiche di disclosure e comunicazione agli stakeholder
finanziari delle informazioni per consentire scelte di finanziamento
corrette.
Un esempio è l’istituzione di riunioni periodiche con i partner
finanziari per comunicare apertamente i propri risultati e i propri
punti di miglioramento.
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| È
possibile soddisfare anche le aspettative di Stato, Enti locali e
Pubblica Amministrazione? |
Si,
alcuni esempi possono essere la sottoscrizione di accordi di
programma e/o protocolli d'intesa con istituzioni pubbliche, la
partecipazione a tavoli strategici per lo sviluppo locale ecc.
Un esempio di buona pratica può essere considerata l’adozione di
codici di condotta (codici etici) e sistemi di controllo interno per
il rispetto delle leggi.
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| Per
quanto riguarda la Comunità? |
Si
possono citare, tra gli altri, l’apertura dell’azienda alla
comunità locale, alle Università per partnership e studi,
programmi di cooperazione internazionale e corporate giving,
collaborazione con associazioni di supporto sociale.
Un esempio in tal senso può essere la fornitura gratuita ad
associazioni o enti ospedalieri di materiali per l'infanzia
(seggioloni, lettini e fasciatoi) e giocattoli.
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| E
per l’Ambiente? |
| Alcune
delle molte pratiche in favore del rispetto dell’ambiente possono
essere le politiche di riduzione dei consumi energetici e di
sostanze inquinanti, la formazione al riciclaggio e alla riduzione
dei consumi sia in azienda sia privatamente. Un esempio importante
è l’adozione di politiche di riforestazione sulla base delle
emissioni di anidride carbonica prodotte nelle attività
d’impresa.
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