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| All’ombra... di un tetto verde - 12 giugno 2007 | Ultimi articoli | ||
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fonte: www.uni.com È bello da vedere, protegge dai raggi
UV, dalle intemperie e dai danni meccanici, favorisce l'isolamento
termico e acustico dell'edificio e riduce l'inquinamento atmosferico
catturando le polveri sottili. A livello internazionale esistono già delle linee guida su questo argomento che però, pur costituendo un’utile base di riferimento, non sono totalmente applicabili in Italia per differenti situazioni culturali, di contesto climatico, di tecnologie costruttive. Di conseguenza, la nuova UNI 11235, partendo dalla raccolta di linee guida di altre nazioni e di esperienze italiane, in coerenza con la normativa europea esistente, intende mettere a disposizione di tutti gli operatori del settore (progettisti, direttori lavori, collaudatori, produttori, applicatori delle opere o manutentori) informazioni oggettive e strutturate. Quando si parla di tetto verde occorre per prima cosa distinguere tra due principali tipologie di inverdimento: quello estensivo e quello intensivo, che si distinguono per costi di costruzione, oneri di manutenzione e prestazioni globali. Per verde estensivo si intende un sistema che utilizza specie vegetali in grado di adattarsi e svilupparsi nelle condizioni ambientali in cui sono poste, che richiede spessori di substrato di coltivazione limitati e minimi interventi di manutenzione mentre per verde intensivo si intende un sistema che richiede maggiori cure rispetto al precedente e l’ausilio di una manutenzione di maggiore intensità, in funzione delle associazioni di specie vegetali. Quando si sceglie di utilizzare una
copertura a verde bisogna avere ben chiari gli obiettivi che ci si
pone... in sostanza che utilizzo intendiamo farne. Gli obiettivi possono
essere molteplici: ad esempio se si vuole realizzare uno spazio dedicato
allo svolgimento di un’attività all’aperto
bisognerà valutare correttamente l’usura dello strato di vegetazione,
i carichi che dovrà sopportare e il grado conseguente di manutenzione
necessaria. In altri casi si può realizzare un elemento
solamente estetico che abbia valenza puramente paesaggistica.
Dovranno inoltre essere valutate altre condizioni particolari come, ad esempio, l’esposizione solare, i venti prevalenti, i carichi di neve, le emissioni di aria o di fumi da impianti tecnici, l’eventuale esposizione alla salsedine o l’inquinamento da polveri. La norma UNI 11235
fornisce poi le specifiche e i criteri di calcolo per la progettazione
riguardanti la composizione di tutti gli elementi o strati primari
(portante, di tenuta, di protezione dall’azione delle radici,
drenanti, filtranti, di accumulo idrico, strati colturali e di
vegetazione ecc.), e di quelli secondari (strato di barriera a vapore,
strato termoisolante, strato di pendenza, di protezione, di
zavorramento, strato antierosione, impianti di irrrigazione ecc.). Per quanto riguarda lo strato colturale la norma fornisce anche gli spessori minimi da utilizzare in base al tipo di vegetazione. Ad esempio per erbacee perenni a piccolo sviluppo sarà sufficiente uno strato colturale di 10 cm, mentre per i tappeti erbosi ce ne vorranno almeno 15. Per quanto riguarda gli arbusti di piccola taglia lo strato colturale sarà come minimo di 20 cm fino ad arrivare a un metro per gli alberi di prima grandezza che - secondo quanto stabilito dalla norma - sono alberi che possono arrivare a 16 metri di altezza. Le coperture a verde vengono classificate secondo diversi parametri: la fuibilità della copertura, la pendenza superficiale, la manutenzione del sistema verde, il controllo delle condizioni ambientali interne, la mitigazione ambientale per il territorio circostante.
Per quanto riguarda la classificazione
sulla base del grado di manutenzione del sistema verde, la norme
definisce: bassa manutenzione (sistemi estensivi) dove
gli interventi si limitano ai controlli degli elementi del sistema, media
e alta manutenzione (sistemi intensivi) dove gli
interventi manutentivi oltre a comprendere i controlli degli elementi
del sistema e dello strato di vegetazione, già previsti per il sistema
estensivo, includono tutte le attività agronomiche necessarie alla
corretta gestione delle aree verdi.
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