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Audit ambientale, nota informativa - 9 marzo 2005

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Il crescente interesse sviluppato da diversi settori della produttività sulle tematiche ambientali, ha determinato un notevole incremento nella creazione e nell’utilizzo di sistemi di gestione ambientale (S.G.A.): sotto questa denominazione rientrano tutte le metodologie atte a garantire all’interno delle realtà industriali e produttive il rispetto dell’ambiente, favorendo comportamenti e prassi che si basano sulla prevenzione, sull’anticipazione dei problemi e sulla partecipazione collettiva di tutti i soggetti chiamati a concorrere nella realizzazione dei processi produttivi.
Sotto l’aspetto normativo sono da evidenziare due interventi in materia, le norme UNI EN ISO 14001 e il Regolamento Comunitario n. 761 del 19/3/01 inerente all’adesione volontaria delle organizzazioni ad un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS).
La volontà di uniformare l’attività di un’impresa in conformità a quanto previsto da questo corpo normativo porta alla realizzazione del “ciclo virtuoso di pianificazione e realizzazione” una falsariga composta da quattro fasi sulla base del quale costruire il sistema organizzativo aziendale.

Le attività comprese in esso sono:

 

Pianificazione:

Si definiscono gli  obiettivi

 

Si formula il piano per la realizzazione con indicazione di risorse, capacità e meccanismi per realizzare il S.G.A.

 

 

Attuare:

Si realizza quanto pianificato utilizzando le risorse prestabilite.

              

 

Verificare:

Si  sorveglia l’attuazione del S.G.A.

 

 

Consolidare o Migliorare

Si agisce al fine di mantenere sempre aggiornato il S.G.A.


Per la realizzazione di un S.G.A. sono quindi necessarie tutte le fasi qui sopra descritte ma l’efficienza del sistema richiede un ulteriore impegno di analisi, di programmazione che culmina quale ultima e conclusiva fase nell’Audit Ambientale
.

La definizione di tale termine si riferisce ad una valutazione sistematica, documentata, periodica ed obiettiva dell’efficienza dell’organizzazione del sistema di gestione e dei processi destinati alla protezione dell’ambiente ai fini di facilitare il controllo di gestione e valutarne le conformità alle politiche aziendali”.

La finalità verso cui è orientato l’audit è una sorta di giudizio di verificazione su ciò che era stato in precedenza pianificato  nonché una nuova definizione di obiettivi e di aree di intervento.   

Nell’ambito di questo iter di accertamento andranno ad essere esaminate tutte quelle componenti necessarie al buon funzionamento del sistema, quindi si valuterà che siano state adeguatamente definiti gli elementi, la politica, i programmi e le procedure al fine di stimarne la completezza e colmando ove occorre le eventuali lacune. Sarà verificata la presenza del programma ambientale di definizione degli obiettivi che l’azienda si è preposta ed infine si provvederà ad esaminare i risultati concretamente ottenuti, con gli adattamenti da prevedere.

Affinché l’audit realizzi la sua potenzialità accanto alla pianificazione iniziale fondamentale si dimostra un ulteriore fattore rappresentato dalla progettazione di una frequenza adeguata (minima di 3 anni) da calibrarsi in base alle specifiche esigenze aziendali.

Schematicamente le attività che devono essere concretizzate sono:

1.      Selezione del gruppo di lavoro;

2.      Preparazione del piano audit;

3.      Effettuazione audit;

4.      Esame dei risultati;

5.      Elaborazione del rapporto e del piano di audit.

 

La validità di questo meccanismo si fonda sulla sua adeguatezza rispetto alle esigenze dell’azienda che non possono essere predeterminate ma variano caso per caso: al fine di mantenere questo standard di aderenza si rende opportuno a conclusione dell’audit il Riesame della Direzione nell’ambito del quale si effettuerà una valutazione d'insieme del S.G.A. in grado di verificarne l’adeguatezza rispetto alla realtà industriale a cui si deve applicare o al contrario stabilire la necessità di interventi modificativi.

A questo punto é possibile percorrere un percorso che si biforca in due direzioni:

 

1.      a conclusione dell’audit e del riesame può essere richiesta la certificazione secondo l’ISO 14001, la revisione ambientale viene nuovamente effettuata  e riprende il ciclo di miglioramento delle prestazioni ambientali.

 

oppure

 

2.      il Regolamento Comunitario 761/2001 sancisce che per la Registrazione EMAS si rende necessaria una dichiarazione ambientale che deve essere pubblicata e pubblicizzata.

 

 

La ratio che ha indotto il Legislatore europeo ad imporre questa dichiarazione è quella di manifestare in modo esplicito quanto l’azienda ha effettuato dal punto di vista ambientale, le sue abilità ma anche le sue manchevolezze. In essa sono contenuti non solo i risultati delle attività ed il loro impatto ambientale ma anche una programmazione dei futuri traguardi che l’azienda si impone di perseguire.

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