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| Proteggiamo la pelle dai raggi ultravioletti - 11 luglio 2007 | Links utili | |
| fonte:
www.uni.com Proteggiamo
la pelle dai raggi ultravioletti: due norme UNI per capi
d’abbigliamento... a prova di sole L’esposizione al sole richiede sempre grande prudenza, e se a dover prendere precauzioni sono anche gli adulti, figuriamoci i bambini! Un'esposizione prolungata della pelle ai raggi solari può infatti provocare effetti dannosi sia nel breve sia nel lungo termine. I danni peggiori, che sono quelli provocati dai raggi ultravioletti, componenti la luce solare, possono essere ridotti significativamente indossando capi di abbigliamento ben progettati e fabbricati con tessuti adeguati. Per cercare di venire incontro sia alle esigenze dei consumatori sia a quelle dei produttori di questo tipo di indumenti, l’UNI mette a disposizione due specifiche norme tecniche: la UNI EN 13758-1:2003 "Tessili - Proprietà protettive alle radiazioni UV - Metodo di prova per tessuti" relativa ai metodi di prova dei capi di abbigliamento in stoffa e la UNI EN 13758-2:2006 "Tessili - Proprietà protettive alle radiazioni UV - Classificazione e marcatura dei capi di abbigliamento" che riguarda la loro classificazione e marcatura. Per la precisione la UNI EN 13758-1 specifica un metodo di prova per la determinazione della trasmittanza delle radiazioni ultraviolette dei tessuti, al fine di assegnare loro proprietà protettive (UPF) ai raggi solari UV. La trasmittanza spettrale totale di un tessuto viene misurata irradiando il campione con radiazione ultravioletta e registrando la totalità delle radiazioni trasmesse (in pratica la quantità di raggi che riescono passare attraverso il tessuto stesso). Per effettuare questa prova la norma
prevede di utilizzare un dispositivo di misurazione
“Spettrofotometro” composto da una sorgente UV (che fornisce
radiazioni UV nell’intervallo di lunghezze d’onda comprese tra 290 nm
e 400 nm), da una sfera integratrice (con superficie interna ricoperta da
materiale altamente riflettente), da un monocromatore (idoneo per
misurazioni con una banda spettrale di 5 nm o minore nella regione di
lunghezza d’onda compresa tra 290 nm e 400 nm), da un filtro
trasmettitore UV (che trasmette in modo significativo solamente a
lunghezze d’onda minori di circa 400 nm e non dà fluorescenza) e da un
porta provette (che sostiene la provetta diritta senza ostruire
l’apertura d’ingresso della sfera integratrice e che deve idealmente
posizionare il tessuto davanti al piano dell’apertura della sfera
stessa). Dopo di che si può procedere alla prova
vera e propria. Si comincia con il posizionare la provetta davanti
all’apertura della sfera integratrice, in modo che il lato del tessuto
non a contatto con la pelle sia esposto alla sorgente UV. Poi si verifica
la fluorescenza utilizzando strumenti dotati di monocromatore posto
davanti al campione. Se è presente un agente fluorescente si utilizza un
filtro di trasmissione UV e se ne verifica l’efficacia. La UNI EN 13758-2 stabilisce invece un pittogramma
che può essere applicato ai capi di abbigliamento con UPF (Fattore di
protezione ultravioletto) maggiore di 40 e che sono stati concepiti
proprio per offrire alle persone che li indossano una protezione contro
l’esposizione ai raggi UV-A e UV-B.
Dovrà inoltre essere specificato, con una
scritta aggiuntiva, il grado ridotto di protezione dell'indumento nel caso
questo sia strappato, danneggiato, logoro o bagnato.
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www.fita.it/quaform1.html |
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