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L’ultimo decennio del XX
secolo verrà, sicuramente, ricordato dalle aziende come il decennio
della globalizzazione: poste ad operare in un contesto sempre più
competitivo, le imprese europee devono forzatamente tenere il passo con
il ritmo incessante del progresso tecnologico, con il rapido cambiamento
dei mercati e con il proliferare di provvedimenti normativo-legislativi.
Inoltre le aziende dei
paesi a maggior reddito si trovano per forza di cose a sostenere la
concorrenza degli stati a basso livello salariale e, sul mercato
europeo, la sfida sta diventando sempre più aspra e serrata.
Di fronte a questo preoccupante scenario viene spontaneo chiedersi come
le aziende decideranno di rispondere alle sollecitazioni esterne, quale
ruolo esse assumeranno per le scelte strategiche dell’impresa e
soprattutto com’è possibile far sì che delle occasioni di
preoccupazione e pressione si trasformino in un’opportunità di
sviluppo, efficienza maggiore e miglioramento dei processi.
E’
evidente che tali mutamenti vanno affrontati ponendo particolare
attenzione alla qualità del sistema di produzione e del servizio
realizzato, al rispetto dell’ambiente, alla capacità di tutelare la
sicurezza e la salute dei lavoratori e con l’impegno ad operare
secondo criteri socialmente responsabili che rispettino i diritti umani.
Nel
corso degli ultimi dieci anni sono molte le aziende che, per gestire la
complessità crescente del mondo industriale hanno adottato un sistema
di gestione generalmente improntato ai modelli normativi. Nella gran
parte dei casi si è trattato di sistemi di gestione per la qualità
(nel 1987 furono pubblicate le prime norme della serie UNI EN ISO 9000).
In minor misura si è trattato di sistemi di gestione ambientale, il cui
standard internazionale di riferimento, la UNI EN ISO 14001, risale solo
alla fine del 1996, anche se
a livello europeo già nel 1993 veniva pubblicato il regolamento EMAS
Eco-Management and Audit Scheme; di fatto. però, il regolamento EMAS è
diventato pienamente operativo circa due anni dopo nei paesi dell’UE
più solleciti.
Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza e salute dei
lavoratori pur non esistendo una norma internazionale in materia, ma
solo una linea guida inglese, la BS 8800/96, alcune grandi aziende hanno
adottato un sistema di gestione della sicurezza sul posto di lavoro, cogliendo
in molti casi le sinergie, tra l’altro esplicitamente espresse dalla
BS 8800/96, con la ISO 14001/96. In tema di sicurezza e salute dei
lavoratori comunque, non bisogna dimenticare il fatto che le aziende
italiane sono chiamate ad ottemperare
alle prescrizioni del D.lgs. 626/94, e sue successive modifiche. A tal
proposito si tenga ben presente però che il D.lgs. 626/94 non
esplicita, pur sottendendolo, un sistema di gestione per la sicurezza,
scopo al quale, invece, è orientata la linea guida BS 8800.
Le Direttive europee dei primi anni ’90 sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro, recepite in Italia principalmente attraverso il Dlgs 626/94,
hanno portato all’attenzione in modo diffuso e generalizzato il tema
della sicurezza, modificando radicalmente l’impostazione di tipo
repressivo degli anni ’50, per introdurre un approccio preventivo e
proattivo da parte delle aziende. Compito che la legge assegna alle
aziende è infatti quello di analizzare i processi che costituiscono il
proprio ciclo produttivo, individuare i pericoli per i lavoratori,
eseguire conseguentemente una valutazione dei rischi, attuare misure di
prevenzione e protezione sufficienti per l’eliminazione del rischio o
la sua riduzione a valori tollerabili. Inoltre, la legge prevede che le
aziende pianifichino un programma di miglioramento per una continua
riduzione del rischio residuo ed una sempre adeguata gestione
controllata della sicurezza sul lavoro.
Per soddisfare l’esigenza del mondo industriale di interpretare in
modo efficace questo approccio innovativo sono nate negli anni ’90 una
serie di norme e guide organizzative e tecniche relative ai sistemi di
gestione della sicurezza e salute dei lavoratori.
Una sintesi di tali documenti è rappresentata da OHSAS ( Occupational
Health and Safety Assessment Series) che definisce i requisiti per l’istituzione
di SGS certificabili, pubblicata in Gran Bretagna nel 1999.
L’ OHSAS 18001 è stata appunto sviluppata in modo da risultare
compatibile con la ISO 14001 e con la ISO 9001:2000.
Bisogna
ricordare che le nuove ISO 9000 sono nate da una stretta e proficua
collaborazione con il comitato 207 sui sistemi ambientali. L’importanza
dell’evento è rafforzata dalla decisione ISO che, ogni altra
eventuale futura norma sui sistemi di managment, dovrà essere coerente
con la nuova strtuttura, per facilitare l’integrazione.
·
ISO 14000/BS
7750/EMAS PER L’AMBIENTE
·
D.L 626-94/bs
8800 PER LA SICUREZZA
·
UNI EN ISO SERIE
9000 PER LA QUALITA’
Tutte queste normative sono tra loro compatibili ed in alcuni casi
completamente corrispondenti; le norme per la Gestione Ambientale e per
la Gestione della Sicurezza presentano struttura e numerazione identiche
e la nuova norma ISO 9001:2000 per i Sistemi di Gestione della Qualità
si avvicina molto ad entrambe.
I tre sistemi di gestione citati hanno quindi molti elementi e requisiti
in comune (ad esempio: il Riesame della Direzione, le Verifiche
Ispettive, la gestione della formazione, ecc.).
Sempre
più aziende hanno quindi deciso di sfruttare le sovrapposizioni e le
sinergie offerte dai diversi sistemi e di realizzare un Sistema
integrato Qualità-Ambiente-Sicurezza.
E’
in genere preferibile che la struttura base sia costituita dal Sistema
di Gestione della Qualità, al quale integrare il Sistema di Gestione
Ambientale e/o il Sistema di Gestione della Sicurezza, ma è anche
possibile realizzare ad esempio un Sistema integrato Ambiente-Sicurezza.
Il Sistema integrato può essere sottoposto a Certificazioni secondo le
singole normative di riferimento con rilascio di Attestato di
Integrazione; alcuni organismi rilasciano un Attestato di Eccellenza
alle aziende che hanno raggiunto le tre certificazioni.
Dotarsi di sistemi di gestione aziendali integrati, cioè di strumenti
volti ad ottimizzare la propria organizzazione attraverso un sistema di
pianificazione e controllo delle proprie attività nel rispetto degli
obblighi legislativi e nell’otttica del miglioramento continuo, vuol
dire affrontare in modo attivo e preventivo la problematica connessa all’ambiente,
alla sicurezza e alla soddisfazione del cliente.
I sistemi qualità e i sistemi di gestione ambientale e sicurezza
rappresentano pertanto un aspetto essenziale della cultura aziendale,
rivolti entrambi al miglioramento continuo di aspetti che in azienda
devono integrarsi oltre che per motivi di efficienza e di
organizzazione, anche per gestire correttamente quanto prescritto dalla
legge.
Per esempio la distinzione tra problemi ambientali e di sicurezza non
appare sempre così netta e definita dal punto di vista della
legislazione, ma soprattutto le scelte operative per affrontarli,
contenerli e gestirli fanno spesso capo ad interventi analoghi o anche
allo stesso intervento progettuale.
Anche per questo si è già attivi verso forme di integrazione dei
Sistemi di Gestione di Ambiente, Sicurezza e Qualità al fine di
risparmiare risorse e recuperare efficienza.
Inoltre, come già ampiamente sperimentato, per la Qualità e per l’Ambiente
con la certificazione ISO 14001, la certificazione apporta valore
aggiunto all’impresa e alla organizzazione in genere.
La certificazione dà valore agli assets dell’azienda, rende più
efficiente la gestione, ne migliora la sua immagine, conferisce
credibilità nei confronti dei terzi: cliente, fornitori, contractors.
I possibili benefici conseguenti alla certificazione dipendono dall’azienda
e dalle condizioni in cui si trova ad operare.
Per l’attuazione ed il mantenimento di un Sistema di Gestione
Integrato per la Qualità, l’Ambiente, la Salute e la Sicurezza, l’organizzazione
dovrebbe predisporre un Manuale del Sistema Integrato che copra tutti i
requisiti delle tre norme e dovrebbe predisporre procedure e istruzioni
di lavoro che devono contenere le informazioni relative ai tre sistemi
in modo integrato tutte le volte che ciò è tecnicamente possibile; nei
casi in cui l’integrazione comporta difficoltà per la stesura o per
la successiva gestione potranno essere predisposti documenti separati.
In ogni caso nel Manuale SGI dovrà essere riportato l’elenco di tutte
le procedure con l’indicazione per ognuna di esse se trattasi di
documento singolo o integrato; l’integrazione in qualche caso può
essere anche parziale.
Manuale
L’intero
sistema documentale del SGI, dovrebbe essere riassunto in un manuale che
permetta in modo pratico e veloce di documentare tutto il sistema
documentale, in particolare
- descrivere
la politica e gli obiettivi dell’organizzazione e delineare gli aspetti
principali del sistema di gestione;
-
dare una visione di quello che l’organizzazione ha messo in atto
per soddisfare i requisiti dei documenti di riferimento.
-
fungere da “quadro introduttivo” alle procedure in esso
richiamate.
I
motivi ed i fattori di scelta per un SGI
Primo
fattore decisivo è credere alla Qualità come sinonimo di “buon senso
organizzativo”.
Cercare di accedere a
finanziamenti regionali, capaci di finanziare fino all’ottanta percento
del costo delle attività di supporto alla certificazione. I costi delle
attività di certificazione integrata (inclusi i costi di mantenimento)
incidono peraltro sul fatturato di una piccola azienda, a fronte di
ritorni di investimento non garantiti né immediati.
La possibilità di
accrescere l’immagine (e la redditività) dell’azienda (anche all’estero
dove ad es. la sensibilità alla salvaguardia ambientale è sicuramente
superiore).
Creazione
del sistema di Gestione Integrato
Il
lavoro di analisi e documentazione del SGI è condotto attraverso una
serie di colloqui nei quali il consulente cerca di trasferire al titolare
dell’azienda gli elementi base di conoscenza per realizzare, documentare
e gestire successivamente in autonomia il proprio sistema di gestione
integrato; questo attraverso un’inquadratura essenziale sui requisiti
delle tre norme di riferimento.
Documento
di Politica per la qualità, l’Ambiente e la Sicurezza
Il
primo passo da realizzare è quello di definire un documento di politica
integrata per la qualità, l’ambiente e la sicurezza, che permetta:
- di definire un quadro di
riferimento per gli obiettivi qualità, ambiente e sicurezza, come
richiesto dalle normative di riferimento;
- di avviare il progetto
di certificazione, dandone diffusione interna ai dipendenti, ai clienti ed
alle autorità competenti per territorio rispetto alle tematiche
ambientali.
Un documento così redatto, e ben fatto, può avere largo e positivo
ritorno di immagine.
Analisi
ambientale iniziale
Si avvia la fase di raccolta di dati, informazioni e documenti necessari
per realizzare il documento di “Analisi Ambientale iniziale”.
Questo documento (non prescritto espressamente dalla norma di riferimento
UNI EN ISO 14001 ma avente origine dalla prescrizione Emas – CEE1836/93,
Art. 2) è di grande utilità per definire un’iniziale fotografia dello
stato del sistema di gestione ambientale, che permetta di:
-
Analizzare le prescrizioni
di legge e di regolamento (specifiche per l’attività, prodotti e
servizi ed il settore di appartenenza; le leggi ambientali generali
applicabili al sito; l’esistenza o necessità di autorizzazioni, licenze
e permessi);
- Identificare e valutare gli
aspetti ambientali “significativi” (attraverso una metodologia
documentata in procedura) in condizioni normali, di avvio e fermata e in
emergenza;
- Esaminare le procedure o
prassi di gestione ambientale già esistenti.
Si avvia la raccolta e catalogazione dei documenti a supporto della
analisi ambientale ( certificati, autorizzazioni,licenze, analisi del
rischio, schede tecniche delle apparecchiature…), affinché se ne valuti
la validità e la completezza.
Sviluppo
della “procedura di analisi del rischio ambientale”
Viene
redatta una procedura per definire una metodologia con cui analizzare i
processi operativi, ed ogni tipologia di aspetto ed impatto ambientale
correlato; tale procedura è denominata “Procedura per l’analisi dei
rischi ambientali”.
Analisi
dei rischi ambientali
L’azienda può essere idealmente suddivisa in processi operativi tra
loro coerenti per attività e/o luoghi di svolgimento, per ciascuno dei
quali si definisce:
- Una “matrice di
correlazione ambientale” tra le attività e gli aspetti ambientali
coinvolti;
- Una tabella, nella quale
ogni aspetto ambientale (progressivamente identificato nella matrice di
correlazione) è descritto ed analizzati i relativi impatti ambientali
nelle tre condizioni possibili.
- La valutazione (per
ciascun impatto) dell’indice di significatività S, così definito in
procedura come prodotto tra la probabilità di accadimento e la gravità
del danno, condizionatamente alla coerenza con i requisiti di legge ( in
caso di carente o assente coerenza ai requisiti di legge l’impatto è
rilevato come significativo).
S = SIGNIFICATIVITA’ IMPATTO = P X D
( Condizionato a C)
Ove
P = Probabilità di accadimento
D = Gravità del danno dovuto all’impatto
C = Coerenza con i requisiti di legge (ove esistenti)
Importante è anche la procedura di “Gestione delle emergenze e degli
impatti ambientali” attraverso cui effettuare la sensibilizzazione e l’addestramento
degli operatori alle operazioni aventi influenza ambientale.
Creazione
del Sistema di Gestione per la Qualità
Si
avvia la fase di raccolta di dati, informazioni e documenti necessari per
realizzare il SGQ.
La gestione della documentazione del Sistema Qualità può esser impostata
sui seguenti criteri:
- Facilità di
integrazione con il sistema di gestione ambientale e di sicurezza;
- Semplicità documentale (minimo
uso di procedure esterne al Manuale e di modulistica, elevato ricorso alla
buona prassi);
- Utilizzo di strumenti
informatici per la gestione dei documenti, delle scadenze, degli elenchi e
della pianificazione economica;
- Organizzazione chiara
dei documenti per tipologia e finalità d’uso.
In
base alla descrizione delle attività dei singoli processi si redigono le
procedure con i relativi moduli.
Creazione
del Sistema di Gestione della Sicurezza e della Salute sui luoghi di
lavoro
Il
Consulente procede ad una visita preliminare dove effettua un
sopralluogo tecnico per:
- l’identificazione dei
pericoli
- la valutazione dei
rischi (dal quale viene redatto un documento di Valutazione dei rischi)
Effettua un confronto tra la situazione del cliente e la normativa
applicabile e redige la documentazione necessaria in base a cinque
elementi fondamentali:
- politica per la salute e
sicurezza dei lavoratori
- pianificazione
-
attuazione e funzionamento
-
controlli ed azioni correttive
-
riesame della direzione.
Questi elementi vengono sviluppati nell’ottica del miglioramento
continuo, criterio di valutazione fondamentale dell’efficacia di un SGS.
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www.fita.it/quaform1.html
Glossario di Qualità della
formazione
www.ispesl.it/formaz/certif/
Sito dell'ISPESL relativo alla
qualità della formazione
www.istruzione.it
Sito del Ministero
dell'Educazione
www.3vit.it
Finanziamenti alle regioni per lo
sviluppo della qualità nelle PMI
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