| fonte:
sito del Ministero dell'Istruzione
Chi
diffonde immagini con dati personali altrui non autorizzate - tramite
internet o mms - rischia grosso, anche a scuola: multe da 3 a 18 mila euro,
o da 5 a 30 mila euro nei casi più gravi (che possono essere irrogate
dall’Autorità garante della privacy) insieme a sanzioni disciplinari che
spettano invece alla scuola. Le istituzioni scolastiche autonome hanno
inoltre il potere nei regolamenti di istituto di inibire o sottoporre a
opportune e determinate cautele l’utilizzo di mms, di registrazioni audio
e video, di fotografie digitali all’interno dei locali scolastici. Lo
sottolinea il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni in una
Direttiva, inviata a tutte le scuole, con il parere favorevole del Garante
della privacy.
Sempre più di frequente accade che immagini e conversazioni di altri
studenti, di docenti, di persone che operano all’interno della comunità
scolastica siano, a loro insaputa, indebitamente diffuse tramite internet o
attraverso scambi reciproci di mms.
Una circolazione incontrollata di filmati, registrazioni audio, fotografie
digitali – scrive Fioroni - può dar luogo a gravi violazioni del diritto
alla riservatezza e alla protezione dei dati personali degli interessati,
tanto più grave quando riguardi informazioni relative allo stato di salute,
alle convinzioni religiose, politiche, sindacali o altri dati sensibili.
Informazione e consenso
Il Ministro chiarisce poi che in tutti questi casi trova applicazione il
codice per la protezione dei dati personali.
In particolare, vengono richiamati gli obblighi di preventiva informazione e
di necessaria acquisizione del consenso dell’interessato da parte di chi
raccoglie e utilizza questi dati personali mediante i telefoni cellulari e
gli altri dispositivi elettronici.
Sanzioni
L’inosservanza di tali obblighi espone gli studenti, o chi compia queste
operazioni nelle scuole, alle sanzioni previste dalla legge, fra le quali il
pagamento di una multa da 3 a 18 mila euro, ovvero da 5 a 30 mila euro nei
casi più gravi.
Uso personale e limiti
Resta ovviamente lecito scattare foto, registrare filmati con il proprio
cellulare per uso personale (ad esempio, riprendere una lezione del
professore a scopo di studio individuale), ma, anche in questi casi, si
devono comunque rispettare ulteriori obblighi previsti da altre norme
diverse da quelle relative alla privacy (ad esempio, articolo 10 del codice
civile “abuso dell’immagine altrui”, o, in riferimento ad altri
recenti fatti di cronaca, l’articolo 528 del codice penale
“pubblicazioni oscene” ).
Il Ministro, sulla base della normativa vigente e delle pronunce del
Garante, ribadisce che la raccolta, la comunicazione e l’eventuale
diffusione di immagini e suoni all’interno delle scuole deve avere
comunque luogo nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali degli
interessati, e che l’immagine altrui può essere utilizzata da parte degli
studenti esclusivamente nei modi e nei casi consentiti dall’ordinamento.
I poteri delle scuole
La direttiva pone l’accento sul fatto che le istituzioni scolastiche
autonome hanno il potere nei regolamenti di istituto di inibire o sottoporre
a opportune e determinate cautele l’utilizzo di mms, di registrazioni
audio e video, di fotografie digitali all’interno dei locali della scuola.
La violazione della privacy è anche una infrazione disciplinare
Il Ministro ricorda che per Statuto gli studenti sono titolari del diritto
alla riservatezza e hanno il dovere di osservare nei confronti del dirigente
scolastico, dei docenti, del personale tutto e dei loro compagni lo stesso
rispetto che chiedono per se stessi.
L’utilizzo improprio dei videofonini da parte degli studenti, sottolinea
infine la Direttiva, costituisce non solo un trattamento illecito di dati
personali, ma anche una grave mancanza sul piano disciplinare.
Di qui la necessità che tali comportamenti siano sanzionati con rigore e
severità dai regolamenti di istituto.
Più formazione e informazione
Il ministero collaborerà con il Garante per promuovere tutte le iniziative
necessarie per informare e formare dirigenti scolastici, insegnanti e
studenti sui temi della tutela della privacy.
» la
direttiva
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