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| La comunicazione ambientale e sociale di impresa: stato dell'arte e nuovi orientamenti - 3 ottobre 2005 | Ultimi articoli | |
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In
Italia i primi documenti di comunicazione d’impresa si sono diffusi a
partire dagli anni ’90 (il primo rapporto ambientale è del Gruppo
Ferruzzi) ma il numero dei Rapporti e Bilanci Aziendali oggi si è diffuso
fino ad arrivare ai 200 documenti (dati Osservatorio FEEM). L’importanza
della comunicazione ambientale delle imprese, come strumento di sviluppo
sostenibile è anche uno degli obiettivi fondamentali scaturiti dal 6°
programma di azione per l’ambiente della Comunità Europea. Tra
gli strumenti di comunicazione ambientale ed etica d’impresa i più
tradizionali sono: Bilanci Ambientali e Rapporti Ambientali. I primi sono
definiti come strumento di gestione, e non di comunicazione, in cui si
inseriscono i dati fisici e monetari che rappresentano la relazione
impresa/ambiente. I Rapporti Ambientali sono, invece, veri e propri
documenti di carattere divulgativo nel quale vengono comunicate al
pubblico le principali informazioni sulla relazione tra attività
produttiva e/o prodotto e l’ambiente. E inoltre vengono utilizzati come
strumento per migliorare e rafforzare il dialogo e la collaborazione con
tutti i portatori di interesse, migliorare l’immagine dell’azienda,
avere ritorni commerciali, dimostrare interesse per le tematiche
ambientali. In
Italia, la Fondazione ENI Enrico Mattei (FEEM) ha pubblicato le linee
guida per la redazione del Rapporto Ambientale (1996) in cui si suggerisce
di dividere il documento in due parti: una di carattere descrittivo e
l’altra tecnico-quantitativa. La parte iniziale è incentrata sulla
descrizione dell’azienda, delle attività e sulla presenza di un sistema
di Gestione Ambientale (che può essere sia ISO che EMAS) e relativa
documentazione. La struttura della seconda parte dovrebbe contenere
informazioni quantitative derivanti dall’impegno economico per la
gestione degli aspetti ambientali. La difficoltà risiede, tuttavia nel
riuscire a contabilizzare questi importi definiti come tutte le spese
sostenute per la realizzazione di attività il cui fine principale è la
gestione e la protezione dell’ambiente. Lo strumento per fornire tale
informazione è rappresentato dalla famiglia degli indicatori di
performance ambientali. La
Dichiarazione Ambientale EMAS (Regolamento CE n. 761/01) è un altro
strumento di comunicazione ambientale ed etica d’impresa e promuove la
comunicazione esterna dell’organizzazione e la corretta informazione al
pubblico. Poichè il regolamento n. 761/01 non prevede una struttura
specifica con cui redigere la Dichiarazione Ambientale alcuni orientamenti
sono stati dati dal Comitato Ecolabel Ecoaudit. Quest’ultimo suggerisce
di stilare una relazione chiara e concisa divisa in sei punti
fondamentali, aiutandosi con rappresentazioni grafiche o matrici di
sintesi. Negli ultimi anni l’adesione al regolamento EMAS ha registrato
un trend positivo (+30% nel 2004), anche se in Italia rimane sempre più
alta l’adesione alla UNI EN ISO 14001, avvertita come meno impegnativa
da parte delle imprese. Uno
strumento ulteriore che aiuta
a migliorare le prestazioni ambientali delle attività e dei
servizi è rappresentato dalla norma UNI EN ISO 14031. Quest’ultima
utilizza la famiglia degli EPE (Environmental Perfomance Evaluation)
distinti in: Eci (Environmental Condition Indicators) che rappresentano
indicatori della condizione ambientale, legati allo stato di salute
dell’ecosistema e le EPI (Environmental Performance Indicators) che
forniscono informazioni sulle prestazioni svolte dall’organizzazione.
Questi ultimi si dividono a loro volta in: MPI (Management Performance
Indicators) indicatori di prestazione della direzione e OPI (Operator
Performance Indicator) indicatori di prestazione operativa. La FEEM rileva
che gli indicatori più usati sono quelli che collegano dati fisici sulle
emissioni a grandezze come la quantità prodotta, il fatturato, il valore
aggiunto. Un
altro processo gestionale innovativo che può essere utilizzato per
migliorare la comunicazione ambientale è il benchmarking che significa
“misurare rispetto ad un punto” e che consente di indagare le
performance dell’organizzazione da più punti di vista: interno,
settoriale, competitivo, best in class. Con questo metodo è importante
andare oltre i risultati della performance ambientale e interrogarsi su
come quel risultato sia stato ottenuto. Per
quanto riguarda invece la comunicazione etica delle imprese (Corporate
Social Responsability), anche questa si è andata affermando negli ultimi
anni sulla scia della comunicazione ambientale. La spinta verso la
comunicazione sociale è connessa all’esigenza, da parte dell’impresa
di coniugare i comportamenti volti al perseguimento del profitto con
l’interesse della collettività ad una più alta qualità della vita ed
al rispetto dei principali valori umani. Lo strumento utilizzato è il
Bilancio Sociale o Bilancio Sostenibile e consiste in una relazione
volontaria che pone in risalto la missione dell’impresa, il criterio di
gestione, l’impegno nei confronti della comunità allargata, l’impegno
nei confronti dell’ambiente, della sicurezza e dell’innovazione.
Numerosi sono i riferimenti utilizzati per stilare un Bilancio Sociale. Il
Global Reporting Iniziative è nato nel 1997 ed è il riferimento
internazionale al quale si ispirano la maggior parte dei bilanci sociali.
Il GBS (Gruppo di studio per la definizione dei principi di redazione del
bilancio sociale) è invece il principale riferimento a livello nazionale.
Infine il Modello IBS (Istituto europeo per il bilancio sociale) riguarda
sia il modello di rendicontazione, sia il processo di miglioramento della
cultura di impresa per tutto il percorso di gestione sociale e introduce
uno schema ed una procedura tra i più avanzati a livello internazionale.
Questo consta di cinque parti fondamentali, precedute da una premessa
metodologica e seguite da un’attestazione di conformità procedurale. L’ISEA
(Institute of Social and Ethical Accountability) ha sviluppato
l’Accountability 1000 che è uno standard di processo per la
rendicontazione sociale che rivolge particolare attenzione con gli
stakeholders. È uno strumento non certificabile nato per migliorare le
performance complessive delle organizzazioni mediante un incremento di
qualità nell’accounting, nell’auditing e nel reporting sociale ed
etico. Si tratta di un modello dinamico per il miglioramento continuo. Lo
standard etico SA 8000 (Social Accountabilyity 8000), emesso nel 1997 su
direttiva del Council on Economic Priorities Accreditation Agency (CEPAA),
è uno standard internazionale in tema di diritti dei lavoratori (capitale
umano) che attesta l’operato delle imprese e permette di migliorare le
condizioni e l’ambiente di lavoro, di ridurre il rischio degli incidenti
e di migliorare la reputazione dell’impresa sul mercato. In
Italia, che nell’Ottobre 2004 risultava al primo posto nel mondo con 136
imprese certificate, è nato il progetto
del Ministero del Lavoro CSR-SC (Corporate Social Responsibility-
Social Commitment) con l’obiettivo di promuovere la responsabilità
sociale presso le imprese italiane. La ricerca condotta si è conclusa con
una proposta per l’implementazione di un sistema di gestione strutturato
con la logica delle ISO 14001. Un
ultimo strumento di comunicazione ambientale ed etica è la Dichiarazione
Ambientale di Prodotto, EPD (Envorinmental Product Declaration) che tiene
conto della valutazione
di tutto il ciclo di vita del prodotto (LCA). L’EPD in
particolare è un strumento comunicativo relativamente nuovo che evidenzia
le performance ambientali di un prodotto, aumentandone la visibilità e
l’accettabilità sociale. È un documento che permette di comunicare
informazioni oggettive e confrontabili relative alla prestazione
ambientale di prodotti e servizi. L’EPD deve essere sviluppata
utilizzando la Valutazione del Ciclo di Vita per identificare e
quantificare gli impatti ambientali, viene verificata e convalidata da un
organismo accreditato indipendente e dal punto di vista normativo è
definita come una “etichettatura ecologica di tipo III”. Per ottenere
tale etichetta è necessario definire per il prodotto le relative PCR
(Product Category Rules) che stabiliscono le caratteristiche tecniche e
funzionali di una stessa categoria di prodotti e servizi, definiscono
regole comuni per la studio LCA e forniscono i riferimenti per la
redazione dell’EPD stessa. Questo rende possibile il confronto di EPD
diverse, comparando le prestazioni ambientali di prodotti/servizi
appartenenti allo stesso gruppo. La
diffusione di questi strumenti di comunicazione ambientale di prodotto è
legata alla politica del Green Procurement. Questa pratica consiste nella
presa in considerazione dei requisiti ambientali nell’acquisto di
materiali e beni da parte delle pubbliche Amministrazioni
o dei soggetti privati. Tale strumento si sta diffondendo
rapidamente in molti paesi. |
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