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Introduzione
Le esplosioni
accidentali non desiderate, quelle che si verificano in presenza di gas
infiammabili, nelle industrie di processo ma anche in ambito domestico,
possono essere causa di gravi danni
persone, strutture, ambiente.
Per esplosivo si intende una
sostanza che contiene in sé il combustibile e il comburente necessari
alla reazione chimica di combustione.Sono quindi esplosive le miscele di
aria con gas o vapore o polveri combustibili in proporzioni tali da
permettere la combustione.Una miscela diventa esplosiva quando la
concentrazione in volume in rapporto a quella dell’aria risulta
compresa fra il limite inferiore di esplosività ( L.I.E) e il limite
superiore di esplosività (L.S.E).
Al di sotto del livello L.I.E non può verificarsi l’esplosione per
mancanza di combustibile, dato che la percentuale in volume di gas è
insufficiente a provocare un’esplosione.
Al di sopra del livello L.S.E non può verificarsi un’esplosione per
mancanza di comburente, in quanto la percentuale in volume d’aria è
insufficiente ad alimentare il processo.
Tecnica
Il sistema di
rivelazione deve essere posizionato correttamente al fine di garantire
un funzionamento corretto e la sicurezza dei locali controllati e delle
persone presenti.
I gas o i vapori con densità
superiore ad 1 essendo più pesanti dell’aria tendono a ristagnare a
livelli più bassi,e per questo possono insinuarsi facilmente in
condotti, cunicoli, cavità, raggiungendo facilmente la concentrazione tra LIE ed LSE, quindi pronti ad esplodere
appena in contatto con qualsiasi fonte di agnizione.
In tal caso i sensori devono essere posizionati a 10-30 cm dal
pavimento.
Altri rivelatori di gas, come quelli installati per rivelare l’ossido
di carbonio,, gas velenoso, incolore e inodore, vengono posizionati a
un’altezza di 150-200 cm da terra.
Più in generale i rilevatori non devono essere posizionati:
A
distanza inferiore di 1-2 metri da caldaie o scaldabagni a gas
A
distanza inferiore di 2-3 metri da fornelli e forni da cucina
All’aperto
In
spazi chiusi
Direttamente
sopra o sotto un lavello
Vicino
a porte o finestre o vicino a estrattori d’aria
In
luoghi dove temperatura e umidità potrebbero essere discordanti da
quelli indicati nei dati tecnici forniti dal costruttore
In
luoghi soggetti a polvere, sporcizia, spruzzi d’acqua
In
luoghi dove il movimento dell’aria è ostacolato da mobili
In
luoghi particolarmente difficoltosi per il ripristino manuale
dell’apparecchio e il suo controllo periodico
Come scegliere un rilevatore
Il
mercato attuale offre diversi sistemi di rivelazione di gas basati si
distinti principi fisici e chimici dei sensori utilizzati:
Rivelatore
a infrarosso: preciso, consente una rivelazione continuativa basata
sull’assorbimento da parte del gas, a determinata frequenze, dalle
radiazioni infrarosse generate da un emettitore. Ha un costo elevato ed
è indicato per applicazioni industriali specialistiche.
Tubi
di rivelazione: basati sul cambiamento di colore provocato dalla
reazione chimica fra il gas ed il contenuto del tubo. Presenta il grosso
svantaggio di una sola possibilità di utilizzo.E’ possibile quindi
una rivelazione per campionamento ma non una rivelazione continuativa.
Rivelatore
catalitico: dispositivo che basa il suo funzionamento sul principio
dell’elettrocatalisi, ovvero la variazione di temperatura prodotta
dalla combustione catalitica di un sensore costituito da un filamento
detto catalizzatore che, aumentando la sua temperatura,altera una
resistenza elettrica. Contenuto il costo ed altamente sensibile e
selettivo.
Rivelatore
a semiconduttore: basato
sull’innalzamento della temperatura prodotto dall’assorbimento di
gas sulla superficie di un ossido riscaldato a temperatura costante di
circa 200-250°C, per accelerare la velocità di reazione e ridurre gli
effetti di variazione della temperatura ambiente.
La
selettività e la precisione della misura effettuata dal sensore a
semiconduttore sono limitate, ma la sensibilità è molto elevata, per
cui questi dispositivi sono adatti per rivelare basse concentrazioni di
gas.
Normative
UNI
CEI EN 50194 “ Apparecchi elettrici per la rivelazione di gas
combustibili in ambienti domestici- Metodi di prova e prescrizioni di
prestazione”
UNI
CEI EN 50244 “ Apparecchi elettrici per la rivelazione di gas
combustibili in ambienti domestici- Guida alla scelta, installazione,
uso e manutenzione”
La normativa 50194
fornisce le prestazioni generali relative ai criteri costruttivi, alle
prove e alle prestazioni degli apparecchi azionati elettricamente, per
la rivelazione del gas combustibile,
progettati per un funzionamento continuo in una installazione
fissa in ambiente domestici.
La
norma 50244 fornisce le indicazioni per la selezione, l’installazione,
l’utilizzo e la manutenzione di apparecchi per la rivelazione di gas
combustibile, progettati per un servizio continuo in un’installazione
fissa in ambienti domestici.
La norma contiene anche dei “ consigli utili per l’utente”, dove
sono precisate le informazioni inerenti a precauzioni e comportamenti
che devono essere fornite dall’installatore all’utente.
E’
importante ricordare che il rivelatore di gas non elimina i pericoli
derivanti da un uso non corretto del gas o da una carenza
dell’impianto, ma è capace di ridurli e di prevenirli,se
correttamente installato.
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Documentazione
ambientale (04.09.01)
L'americio
e il suo impiego nelle aziende
(26.09.01)
Gestione
delle acque di dilavamento e lavaggio superficiali
(15.10.01)
Qualità
dell'aria nell'ambiente: "Guerra all'inquinamento nei luoghi
chiusi"
(06.11.01)
Semplificazione
della legislazione ambientale
(04.12.01)
Amianto
(09.01.02)
Adeguamento
al nuovo CER: Albo per i gestori dei rifiuti
(05.03.02)
Suolo
e siti contaminati
(16.04.02)
Autorizzazione
ambientale integrata, principi generali, D.Lgs. n. 372 del 4 agosto 1999
(28.05.02)
Radon
(16.07.02)
Interpretazione
della nozione di rifiuto: art. 14 del D.L. 138/2002
(02.09.02)
Individuazione
degli organismi competenti per la qualità dell'aria
(15.10.02)
Check-list
per le emissioni di inquinanti in atmosfera provenienti da camini
(02.01.03)
Pavimenti
in linoleum con amianto
(24.03.03)
Modello
Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD)
(15.04.03)
La
gestione dei rifiuti e il decreto Ronchi: un punto della situazione
(08.09.03)
Locali
interrati: autorizzazione e requisiti (1/2)
(02.12.03)
Locali
interrati: autorizzazione e requisiti (2/2)
(12.01.04)
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